mercoledì 9 maggio 2018

Ultima ora: È ufficiale, il M5S e Lega ottengono 24 ore da Mattarella per formare il governo. Che ne pensate!

Chi osserva da lontano è Sergio Mattarella. L’ora limite concessa ai partiti erano le 17 di questo pomeriggio: dopo quell’ora, il Capo dello Stato avrebbe proceduto con la convocazione del o della presidente del Consiglio che intende indicare per guidare il governo neutrale. Un ultimatum che adesso verrà con tutta probabilità rinviato al 10 maggio. Intanto il presidente della Repubblica nelle ultime ore non ha nascosto la sua amarezza nei confronti dei comportamenti dei partiti. Ieri, parlando di fronte ai calciatori di Juventus e Milan ricevuti al Quirinale, si è detto “arbitro imparziale” che per condurre bene “ha bisogno della correttezza dei calciatori”. Frasi molto pesanti che hanno rievocato una slealtà dei protagonisti politici. Oggi, intervenendo nella Giornata per la memoria delle vittime di terrorismo, ha parlato invece dell’importanza, in alcune circostanze, di essere neutrali: “Si è compreso, di fronte a quell’emergenza, che vi sono momenti che richiamano a valori costituzionali. A impegni comuni; perché non divisivi delle posizioni politiche ma riferiti a interessi fondamentali del Paese, in questo senso neutrali”.
Governo, il via libera di Forza Italia. Romani: "M5s e Lega si vogliono sperimentare. Se alternativa è governo neutrale, allora meglio uno politico"
Le pressioni su Silvio Berlusconi perché faccia un passo indietro continuano da ore: gli viene chiesto un appoggio esterno al governo M5s e Lega, rinunciando quindi a far parte dell’esecutivo e al massimo chiedendo garanzie di cariche e temi. Una condizione che lui ha detto in tutti i modi di non essere pronto ad accettare, anche se il vero problema per Forza Italia rimane il ritorno alle urne. Se davvero si votasse già a luglio, per gli azzurri sarebbe la soluzione peggiore. Indicative, secondo le ricostruzioni, anche le parole di Luigi Di Maio. Che ha limato le sue dichiarazioni sul leader di Forza Italia. “Il vero grande tema non è Berlusconi ma gli altri”, ha detto parlando con i cronisti in Transatlantico. “Se siamo arrivati fin qui è perché ci sono dei responsabili. Se dovessi fare una graduatoria delle responsabilità di questo blocco e del ritorno al voto in cima sicuramente c’è Salvini, che ha scelto l’ex Cavaliere al cambiamento; poi c’è Renzi che ha ingannato partito e opinione pubblica, prima con la possibilità di un’apertura e poi ha fatto saltare tutto”. Di Maio ha anche detto: “Non è un veto su Berlusconi; è una volontà di dialogare con la Lega. Punto. Noi vogliamo fare un governo che preveda due forze politiche e non quattro. Perché lo abbiamo visto cosa succede quando si fanno i governi a quattro o a cinque forze politiche. Abbiamo detto: andiamo avanti insieme per un governo del cambiamento. Qual è il veto? Nessuno”.
L’idea è che Forza Italia possa “stare nel mezzo”. Ovvero decidere di astenersi e lasciar partire il governo tra 5 stelle e Lega. “Ho sentito Berlusconi stanotte”, ha detto il presidente della Liguria di FI Giovanni Toti su Radio1. “Il tema è che Lega e M5s hanno i voti per un accordo di governo, a cui Forza Italia non parteciperà con un appoggio esterno. Ma il che non vuol dire che non si possa guardare a questa esperienza di un nostro socio strutturale da 20 anni con critica benevolenza. Una specie di astensione benevola. Dopodichè vedremo cosa faranno”. E ha continuato: “Ho cercato di spiegare a Berlusconi che sarebbe un governo di cui non facciamo parte, ma dall’altro lato aiuteremmo Mattarella. Soprattutto se fosse guidato da Giorgetti. Un governo del presidente non sarebbe realizzabile, quindi credo che forza Italia possa stare a guardare con un’astensione benevola un governo M5S-Lega. Non ho parlato di opposizione ma neanche di sostegno: se fosse un governo Di Maio-Salvini andremmo nel mezzo. Non credo che né Forza Italia né il centrodestra voterà un governo neutrale”.

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