domenica 6 maggio 2018

Ultima ora: Braccio di ferro tra Salvini e Berlusconi. Riunione in mattinata, che ne pensate?

Governo, braccio di ferro di 2 ore tra Salvini e Berlusconi a Palazzo Grazioli sull’offerta di Di Maio.
Nuova riunione in mattinata
Due ore di confronto serrato, faccia a faccia. Da una parte Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, decisi a far passare la linea della necessità di un accordo con i Cinquestelle alle condizioni avanzate in un’ultima offerta da Luigi Di Maio. Dall’altra Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, fermi sulla necessità di un incarico a un esponente del centrodestra e soprattutto sul rifiuto che Forza Italia si faccia da parte, magari emarginata sull’appoggio esterno. Il risultato è che il vertice di Palazzo Grazioli, al quale ha partecipato anche la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, è finito senza alcun risultato. Dopo due ore Salvini e Meloni hanno lasciato la residenza romana di Berlusconi senza rilasciare dichiarazioni e nessuno dei partiti ha diffuso comunicati. La riunione è stata aggiornata alla prima mattinata di domani, prima che alle 11 la delegazione (unita) della coalizione si presenti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le consultazioni.
Tradotto significa che lo scontro è stato frontale tra due linee completamente diverse, come d’altra parte è emerso in questi due mesi di trattative. E la mancanza di note ufficiali è la dimostrazione della tensione altissima. Da una parte Salvini che vuole evitare qualsiasi ipotesi di “governo istituzionale”, tecnico o simili. Dall’altra Berlusconi che non vuole saperne dei Cinquestelle né tantomeno di farsi da parte e che vorrebbe evitare le elezioni anticipate proprio partecipando al sostegno di un eventuale governo “del presidente”., cioè la soluzione individuata direttamente dal capo dello Stato Sergio Mattarella dopo i due mesi di trattative senza esito dei partiti.
Il centrodestra si è spaccato perché sul tavolo c’è soprattutto l’ultima offerta a Salvini spedita direttamente da Luigi Di Maio, capo politico dei Cinquestelle, disposto a fare un passo indietro e a rinunciare all’incarico da presidente del Consiglio per formare un governo politico. In questo quadro – per via dell’impuntatura dell’ala renziana – è tornato puro spettatore il Partito Democratico.
Ed è per questo che l’offerta di Di Maio è l’ultima. Questo nuovo giro di scambi diplomatici tra i partiti usciti vincitori dalle Politiche del 4 marzo, con contatti rivitalizzati da venerdì tra i pontieri grillini e del Carroccio, si consuma alla stretta vigilia delle consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aspetta in modo laico l’ultimo giro di colloqui nello studio della Vetrata del Quirinale, sperando anche in un accordo in extremis, ma consapevole che sarà l’ultimo: i partiti hanno avuto tutto il tempo per dialogare e dopo oltre 2 mesi l’Italia ha bisogno di un governo almeno per un’agenda breve ma intensa di cui il Paese si deve occupare e deve dimostrarsi pronto: le emergenze economiche, i vertici internazionali a partire dall’Unione Europea e – se proprio bisogna sognare – una riforma elettorale per trovare una legge un po’ meglio del Rosatellum. E così, se al termine delle consultazioni di lunedì non verranno fuori elementi nuovi, la strada sarà il cosiddetto governo “del presidente”, cioè la soluzione individuata direttamente dal capo dello Stato. M5s e Lega hanno già dichiarato il proprio no a un esecutivo del genere ma al Quirinale puntano a una personalità “inattaccabile” agli occhi dei cittadini, soprattutto quelli che hanno votato per un cambiamento. Così ancora una volta toccherà ai partiti, eventualmente, prendersi la responsabilità di un no e rimandare subito il Paese a elezioni anticipate.
Da: ilfattoquotidiano.it

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