lunedì 30 aprile 2018

Ultima ora: Torna a parlare Beppe Grillo, FI e PD sono dei parassiti! Siete d accordo?

Grillo: “Entusiasmo di Luigi Di Maio propagandato come bramosia potere e la sinistra frou frou si sente superiore. Pd e FI? Parassiti”
di F. Q. | 30 aprile 2018
Il garante dei 5 stelle interviene dopo che si è chiuso il fronte delle trattative con i democratici. Difende il capo politico dei 5 stelle e attacca i partiti tradizionali. Ai democratici dice che si sentono depositari di "un’improbabile supremazia intellettuale, ridicola, figlia di accordi con quello che hanno sempre chiamato Caimano"
Pd e Forza Italia come parassiti, la “sinistra frou frou” che si sente superiore e l’entusiasmo di Luigi Di Maio considerato dagli altri “bramosia di potere”. Chiuso il fronte con il Pd-M5s, torna a parlare anche Beppe Grillo. Che esce dal silenzio con un post sul blog personale che difende le scelte del Capo politico dei 5 stelle e attacca i partiti tradizionali. “L’entusiasmo di Luigi viene propagandato come fosse bramosia di potere e la sinistra frou frou gioca la carta di un’improbabile supremazia intellettuale, ridicola, figlia di accordi con quello che hanno sempre chiamato Caimano. E’ la perfezione del parassita: cerca nutrimento dalle stesse forze che lo hanno sconfitto. Il Pd e FI in agiscono con una sincronia perfetta: quando si tratta di sopravvivere tramite il camuffamento sono efficientissimi”.
In queste settimane il garante M5s è in giro per il suo tour come comico e ha evitato di esporsi direttamente sulle trattative portate avanti dai 5 stelle. Oggi, poco dopo l’annuncio di Di Maio che chiede il ritorno al voto, ha deciso di esporsi nuovamente spiegando, dal suo punto di vista, la necessità di cercare un’intesa, almeno tentare, con le altre forze politiche: “E’ una cosa che dobbiamo al Paese, il tentativo di incontrarci su dei temi con questi personaggi, escludendo quelli assolutamente impossibili. Il Pd e l’accozzaglia che attende il cedimento strutturale del suo garante, Berlusconi, credono davvero che vogliamo allearci con loro? Oppure sono i media, ed è la gente a crederlo? Ma non è quello che pensiamo noi, confondere un accordo su dei temi con un’alleanza è come confondere un contratto d’affetto con l’amicizia“. Ma ha aggiunto: “Non sta certo a noi far dimenticare agli italiani quello che è stato fatto al paese negli ultimi 25 anni, non troveranno mai nel nostro entusiasmo il pretesto per continuare a nausearci. La democrazia non è un fenomeno che dura il tempo di una tornata elettorale: loro sperano che la gente lo dimentichi, noi non lo faremo”. Quindi per Grillo siamo di fronte a uno “stallo apparente”: “Il 4 marzo un terzo degli elettori ha visto nel Movimento la speranza concreta che il Paese potesse cambiare; il ribaltamento delle proporzioni nel centrodestra e la nanizzazione del Pd sono stati gli altri due segnali inequivocabili. Stiamo vivendo uno stallo soltanto apparente, è soltanto il lavorio dei vecchi partiti che tentano di rigenerarsi sfruttando l’onda provocata dalla nostra energia, la stessa che li ha suonati come campane. Questa è la logica evolutiva dei parassiti: utilizzare l’entusiasmo del nuovo per far sopravvivere il vecchio”.
Ma la colpa per Grillo è ancora degli altri partiti: “Come prendere una batosta storica e continuare a fare le maestrine sfruttando l’energia di chi ti ha appena sconfitto”, si legge ancora. “Tempo di elezioni, il 4 marzo si stava avvicinando e ci vedevano arrivare, terrorizzati per la tenuta del loro scenario di cartapestaminacciato dall’arrivo del primo soffio di vento del cambiamento. La finta sinistra e la finta destra, unite dall’istinto di sopravvivenza, hanno piazzato una legge elettorale che funziona come un colpo di stato alla rovescia: soffocare la democrazia con la democrazia. Lo hanno fatto pochi istanti prima di andare a nascondersi”.
Per Grillo gli altri partiti sono parassiti di lusso: “C’è chi potrebbe immaginare che i nostri parassiti di lusso stiano cercando di essere resuscitati proprio dalla nostra energia”, continua. “Ma non potrà mai essere così: perché si tratta di gente che vive di pura ambizione, qualcosa che spinge a fare la scalata senza sapere perché, a voler diventare un pezzo grosso senza un’idea di quello che si vorrà fare davvero una volta raggiunto l’obiettivo. Ma non avendo null’altro che l’ambizione dipingono gli altri per come sentono se stessi: per questa ragione vengono accecati da paure come quella di Salvini, oppure una costruzione paranoidea della realtà come nel caso di Berlusconi. Parla di tradimenti, complotti e altre smanie della malafede, come un eroe tragico shakespeariano. Lui è responsabile delle cose soltanto quando vanno bene, questo è il suo spietato concetto di affidabilità istituzionale verso tutti. Intanto, più raffinato, il Pd ha la persona giusta per dire quella cosa in quel dato momento…loro non cambiano idea, ma cambiano la persona che dirà l’idea. Una forma di selezione naturale agita da e sui portatori di idee”.

CELENTANO GLI UNICI CHE POSSONO CAMBIARE IL PAESE SONO IL MOVIMENTO 5 STELLE DI BEPPE GRILLO!



Adriano Celentano si scaglia contro Matteo Renzi in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano: 
"Caro Matteo, credo proprio che tu abbia perso il treno della tua vita. Quel treno che, non avendo il coraggio di non far salire uomini distruttivi come il ministro Lupi e il velenoso padrone del porto Paolo Costa, rischia di andare a SBATTERE, sebbene tu non perda occasione per dire che a te interessa solo il bene degli italiani. Sarà anche vero e io voglio crederlo, ma forse ancora non hai capito qual è il bene degli italiani, come credo non l'abbiano capito non solo nessuno dei tuoi avversari politici,ma neanche gli italiani. Ed è questa la vera disgrazia", scrive il cantante. 
Celentano crede che gli unici che hanno portato il cambiamento in Italia siano stati Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle: 
"Tanto per cominciare, diciamo subito che, se è in atto un cambiamento, il merito va a un uomo solo: Grillo. Senza di lui rischiavamo altri 50 anni di MACERIE come quelle create dall'ipnotica cultura della Democrazia Cristiana, dei socialisti, fascisti e comunisti, senza contare poi l'indotto distruttivo che da questi ne deriverebbe a causa della loro tragica malformazione mentale e che purtroppo, dico purtroppo, investirebbe il povero italiano che, assorbendone tutti i difetti, precipiterebbe a loro "immagine e somiglianza"." 
Secondo il cantante la crisi può essere risolta soltanto con una "vera e propria rivoluzione economica": 
"E qui sono d'accordo con Grillo, quando dice che se l'Europa non condivide il pagamento del nostro "debito" è meglio uscire dall'Euro. Del resto, il titolo di "comunità Europea" è valido solo se gli Stati membri si aiutano l'uno con l'altro. Solidarietà indispensabile, per non dire VITALE, tanto più nel caso di un ritorno alla LIRA, che però non avrebbe nessun effetto se nei rapporti col prossimo l'uomo non recupera, prima di ogni altra cosa, quella SPIRITUALITÀ che l'ARIDO mondo del business ha perso". 


TRAVAGLIO E DAVIGO UMILIANO BERLUSCONI IN DIRETTA LUI ERA DA CONDANNARE...



TRAVAGLIO E DAVIGO UMILIANO BERLUSCONI IN DIRETTA LUI ERA DA CONDANNARE... GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!




STREPITOSO DI PIETRO : VOTATE MOVIMENTO 5 STELLE LORO SONO IL CAMBIAMENTO D'ITALIA..



STREPITOSO DI PIETRO : VOTATE MOVIMENTO 5 STELLE LORO SONO IL CAMBIAMENTO D'ITALIA!
SE SIETE D'ACCORDO CONDIVIDETE OVUNQUE!
GRAZIE M5S!


Selvaggia Lucarelli sbugiarda Le Iene su Fico: "Sanno che la sua compagna è malata"!



"La compagna di Roberto Fico (Yvonne De Rosa, ndr) è malata di una malattia che a Le Iene purtroppo conoscono, è in cura". Nella polemica sulla colf irrompe Selvaggia Lucarelli, che su Twitter scrive: "Il rapporto tra lei e l'amica/collaboratrice che la sta anche aiutando in un momento complicato, andava risolto con la compagna di Fico, visto che la casa è sua. Ma forse era impopolare".
Poi la bomba: "Ho chiesto all'autore del servizio de Le Iene Antonino Monteleone se mostra il contratto della sua colf (che ha). Mi ha risposto che non parla con me e che devo chiamare l'ufficio stampa Mediaset. Ma come, Le Iene che non rispondono alle domande?".



STRAORDINARIO LUIGI DI MAIO SVERGOGNA TUTTI I PARTITI PENSATE SOLO A VOI STESSI VERGOGNATEVI!



Il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, con un video sul suo profilo Facebook ufficiale si è rivolto alle altre forze politiche rivolgendo parole dure. Il leader del Movimento 5 Stelle ha affermato che per lui è vergognosa la maniera in cui le forze politiche hanno pensato soltanto al proprio orticello ed ai propri interessi di parte.
Luigi Di Maio ha poi aggiunto che lui aveva proposto un contratto a tutti gli altri partiti e non aveva mai pensato che tutto ciò fosse facile, ma non avrebbe mai pensato che fosse addirittura impossibile. Il leader del Movimento 5 Stelle ha parlato anche del leader della Lega affermando: “Salvini ha preferito gli interessi di un condannato incandidabile a quelli degli italiani”.
Ha aggiunto poi che lui ha parlato con Matteo Salvini in maniera sincera, a cuore aperto, gli ha detto di sedersi e di trovare una squadra e di far partire un governo che avrebbe potuto cambiare l’Italia.
Ma niente da fare per Luigi Di Maio perché Matteo Salvini ha scelto Berlusconi. Il leader del Movimento 5 Stelle ha affermato: “Matteo Salvini ha scelto Berlusconi: uno che ha fatto la legge Fornero, ha creato Equitalia e ha bloccato il paese per 20 anni per i suoi interessi personali”.
Luigi Di Maio non ha risparmiato critiche neanche al Pd, dopo la chiusura di Renzi dicendo: “Dall’altra parte avevamo il Pd, un partito che ha preso una clamorosa batosta alle elezioni ma che qualcosa sembrava stesse cominciando a capire mettendo da parte Renzi, relegandolo a senatore semplice. Ma ieri sera lo abbiamo visto riproporre addirittura una riforma costituzionale, dopo che gli italiani gliene hanno già bocciata una. Invece di chiedere scusa agli italiani per i danni fatti con il suo governo ha attaccato me e il M5S, chiudendo a qualsiasi ipotesi di contratto”.
Il leader del Movimento 5 Stelle ha poi concluso il video dicendo che a questo punto non c’è altra soluzione, per Luigi Di Maio bisogna tornare al voto il prima possibile, poi ovviamente a decidere sarà Mattarella. “Tutti parlano di inserire un ballottaggio nel sistema elettorale ma il ballottaggio sono le prossime elezioni. Quindi io dico a Salvini, andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo questo secondo turno a giugno. Facciamo scegliere i cittadini tra rivoluzione e restaurazione”, ha concluso Luigi Di Maio.

Ultima ora: Di Battista lancia la sfida! Adesso voto, noi o Lega, il PD non è più un partito!

Luigi dal 4 marzo ad oggi ha dimostrato di avere a cuore il Paese. Le abbiamo tentate tutte ma una massa di cinici più interessanti al consenso ad ogni costo che alla risoluzione dei problemi del Paese si è opposta ad ogni reale tentativo di rivoluzione della legge Fornero, di lotta alla corruzione, di sostegno alle imprese e di contrasto alla povertà dilagante. Tutto il Movimento ha il dovere di sostenere Luigi e la scelta di tornare al voto.
Ho sbagliato a chiamare Salvini Dudù, a differenza sua Dudù al guinzaglio non l'ho visto quasi mai. Ora dimostrasse un coraggio che non ha mai avuto e chiedesse elezioni anticipate. Dall'altra parte il bulletto dimostra di non aver imparato nulla dalle batoste ricevute e di essere schiavo della sua stessa arroganza. Il Movimento vuole cambiare questo Paese. Chiediamo agli italiani la possibilità di farlo. O noi o la Lega, il PD non è più un partito, è il simbolo di una casta di privilegiati terrorizzati dall'abolizione dei vitalizi. Coraggio!


domenica 29 aprile 2018

“GENTILONI E’ UN TRADITORE DELLA PATRIA E VOI UN GREGGE DI PECORONI!” IL PROFESSOR BECCHI SUONA LA SVEGLIA AGLI ITALIANI IN DIRETTA TV

Immenso Becchi- Gentiloni traditore della... di bigcocomero

Paolo Becchi su SkyTg24 dopo la nomina di Paolo Gentiloni e dei suoi ministri fotocopia.

“Gentiloni si può definire molto semplicemente con tre parole: è un traditore della Patria. È uno che svende gli ultimi elementi di sovranità ancora presenti nel nostro Paese all’Unione Europea. E il compito che ha da realizzare è questo: la distruzione totale del nostro Paese, cominciata con il colpo di Stato di Mario Monti. Punto!

Il compito che ha Gentiloni è quello che è stato bocciato dalla riforma, perché la Riforma (tra virgolette, “riforma”) prevedeva l’entrata dell’Unione Europea nella nostra Costituzione. Ebbene: non ce l’hanno fatta in questo modo, non è entrata dalla porta, e ce la fanno entrare dalla finestra del Governo Gentiloni. Questo è il fatto.

Un altro punto vorrei toccare: “non c’è la legge elettorale”. Ma come non c’è la legge elettorale!? Il “Consultellum” c’è! La sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum ha fatto emergere che al Senato, al momento attuale, vige il Consultellum. Sarebbe sufficiente abrogare con un articolo di legge l’Italicum ed immediatamente, in maniera automatica, il Consultellum (il proporzionale con sbarramento) verrebbe anche applicato alla Camera. Si può fare. In due giorni si può fare. E voi mentite!

Ma in ogni caso noi a votare non ci andremo! E se ci andremo, sarà sicuramente dopo il 15 di settembre, perché quel gregge di pecoroni che è in Parlamento – e che non ci torneranno più – mai metteranno in discussione il loro vitalizio!



TRAVAGLIO NCHIODA SALVINI AVETE SALVATO UN CONDANNATO CHE COSA PARLI A FARE...



TRAVAGLIO NCHIODA SALVINI AVETE SALVATO UN CONDANNATO CHE COSA PARLI A FARE... GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI COSA NE PENSATE?




Crozza umilia tutta la Lega sbugiardando Salvini in diretta tv guardate e condividete il tutto!



Crozza umilia tutta la Lega sbugiardando Salvini in diretta tv guardate e condividete il tutto!


STREPITOSA NOTIZIA VITTORIA M5S GUARDATE QUANTO MILIONI RITIRA IL GOVERNO GRAZIE AL M5S!

Svelata la solita marchetta agli amici degli amici, il M5S ha messo il fiato sul collo del governo e il Bomba alla fine ha deciso di "stralciare" (cancellare) dalla legge di Bilancio il regalino, che poi è un regalone, di 97 milioni di euro in favore della Ryder Cup Europe LLp, la manifestazione golfistica che dovrebbe andare in scena a Guidonia Montecelio nel 2022. Come al solito, li becchiamo con le mani nella marmellata e loro cercano maldestramente di ripulirsele. Ci auguriamo che questa, come altre generose mance appena stralciate, si trasformi in risorse fresche per far fronte all'emergenza terremoto.
Quasi 100 milioni di euro. E’ la garanzia che il governo intende destinare alla Ryder Cup Europe LLp, la società che organizza l’omonima competizione che, ogni due anni, vede confrontarsi Stati Uniti ed Europa in una tre giorni che stabilirsce chi sarà la regina mondiale del “green”. La manifestazione approderà in Italia nel 2022 e si svolgerà a Guidonia Montecelio nel country club della famiglia Biagiotti. I 97 milioni di euro a garanzia dei lavori non coperti da contributi di Stato sono inseriti nell’articolo 74 della Legge di Bilancio.
Il MoVimento 5 Stelle aveva subito sentito la puzza di zolfo e aveva voluto vederci chiaro: a maggio 2016 aveva presentato un’interrogazione a prima firma Simone Valente proprio per sapere quanto il governo intendesse stanziare per la realizzazione dell’evento. Adesso si comprende perché a questa richiesta non era mai stata data risposta: per quanto la Ryder Cup sia una manifestazione di grande importanza e prestigio, 97 milioni sono una cifra che stride tremendamente con i bisogni reali e immediati del nostro Paese.
Sarebbe interessante sapere se tanta generosità sia dovuta a eventuali buoni rapporti che corrono tra il governo e i membri del comitato organizzatore della Ryder Cup 2022. Tra di loro, come sempre, non ci sono comuni cittadini ma personaggi che contano, come Giampaolo Letta (figlio di Gianni e cugino di Enrico), amministratore delegato di Medusa Film del gruppo Mediaset; Stella Coppi, golfista e moglie di quel Franco Frattini già ministro degli Esteri con Berlusconi al governo; Evelina Christillin, manager vicina alla famiglia Agnelli; Luigi Gubitosi, ex Direttore generale della Rai; Francesco Soro, capo di gabinetto al Coni (leggi Malagò).
Quei 97 milioni sono inseriti nella legge di Bilancio, la stessa che stabilisce i finanziamenti dello Stato per il prossimo anno, su tutto: sanità, istruzione, pensioni, cultura, messa in sicurezza del territorio. Queste per noi, per i cittadini, sono le priorità dell’Italia. Evidentemente il governo la pensa diversamente, ma a questo punto vogliamo anche sapere il perché di tanta generosità.
Renzi tiene in ostaggio mediatico da mesi il Paese con la sua riforma costituzionale puntando tutta la campagna su un risparmio da 57 milioni di euro. Poi però ne stanzia 97 per il golf.


ECCO L'ULTIMA PAGLIACCIATA DI SALVINI CHI PUZZA DI MAFIA STA LONTANO DA ME... VERGOGNATI SALVINI TI RICORDO CHE TI TIENI STRETTO IL PRIMO MAFIOSO D'ITALIA BERLUSCONI...



Il leader del Carroccio, interpellato dall'Agi sul tema giornalismo e mafie, ha detto: "Giù il cappello a quei giornalisti che fanno ancora un lavoro di inchiesta e a quei magistrati che fanno antimafia in silenzio e senza tanti proclami". Parole che arrivano cinque giorni dopo la sentenza sulla trattativa Stato-mafia che ha condannato il braccio destro dell'ex Cavaliere, suo alleato.


“Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me”. Le parole di Matteo Salviniinterpellato dall’agenzia Agi, arrivano a cinque giorni dalla sentenza sulla trattativa Stato-mafia che ha condannato Marcello Dell’Utri, riconosciuto colpevole di essere stato la cinghia di trasmissione tra Cosa nostra e il primo governo di Silvio Berlusconi. Cioè il suo principale alleato di governo che non ha mai denunciato quelle minacce. Il leader del Carroccio non ha citato direttamente la sentenza di Palermo, sulla quale non si è espresso nemmeno nei giorni scorsi mentre gli alleati di Forza Italia hanno annunciato querela contro il pm Nino Di Matteo.
Oggi Salvini, il giorno dopo il voto per le regionali in Molise, è intervenuto sul tema giornalismo e mafie: “Giù il cappello”, ha detto, “a quei giornalisti (pochi per la verità) che fanno ancora un lavoro di inchiesta e a quei magistrati che fanno antimafia in silenzio e senza tanti proclami. Io ho sempre detto nella mia campagna elettorale che non voglio i voti dei mafiosi, perché mi fanno schifo”. E ha concluso: “Serve, dunque, molta attenzione ma anche una buona dose di fortuna se è vero che a volte capita di incontrare insospettabili vicini alla malavita”.

“Pagherà le conseguenze nelle sedi politiche e giudiziarie”! Guardate cosa e' successo e diffondete tutti questa vergogna!

Sullo sgombero di Colle Oppio della sede di FdI – An ,Maurizio Gasparri ( Forza Italia ) si esprime così :  “Esprimo la mia solidarietà ai militanti del Colle Oppio e condividerò tutte le azioni politiche e legali per impedire un sopruso da parte di una sindaca che è la vergogna di Roma”.Continua :” che tollera ogni degrado ad opera di centri sociali , gruppi di estrema sinistra, occupanti di alloggi o di interi palazzi, di immigrati clandestini e va ad accanirsi contro un luogo che rappresenta anche un punto di opposizione alla sua incapacità. La Raggi ha scritto una pagina di vergogna di cui pagherà le conseguenze nelle sedi politiche e legali”.Rinfreschiamo la memoria a Gasparri che la Raggi sarà tollerante ma con le persone che hanno realmente bisogno. Il sindaco dei vostri partiti ci è sembrato essere molto “tollerante” invece  nei confronti di cooperative che riguardavano immigrati, clandestini e occupazioni abusive. Inoltre parla di incapacità, ma sa benissimo di mentire perchè non gli conviene dire il contrario, come sa benissimo che gli incapaci, come hanno dimostrato sono altri.Anche Storace si schiera con la Meloni dicendo:” la faziosità ce l’hanno per vizio i grillini di governo”. Dice che si versava un contributo simbolico ( pochi centesimi , ma non si vergognano per niente!!! ). Comunque non avevamo dubbi che la casta si schierasse contro.Siete voi la vergogna dell’Italia e chi la pensa come voi! La legalità non sanno neanche lontanamente cosa sia. Da chi riveste una carica politica , schierarsi così spudoratamente dalla parte dell’illegalità è un fatto osceno! Cominciate a prepararvi tutti cari politici, perchè prima o poi anche voi dovrete vivere come tutti i cittadini comuni e dovrete rinunciare ai vostri sporchi vitalizi
Piuttosto dovrebbero tacere e chiedere scusa ai cittadini romani e italiani , pagare pochi centesimi un canone nel cuore di Roma con tutti i rimborsi che prendono ! Loro che dovrebbero dare il buon esempio!



venerdì 27 aprile 2018

SE QUESTO INTERVENTO ANDASSE IN TV IL M5S PRENDEREBBE COME MINIMO IL 60%. CONDIVIDETE TUTTI!



SE QUESTO INTERVENTO ANDASSE IN TV IL M5S PRENDEREBBE COME MINIMO IL 60%. CONDIVIDETE TUTTI!



BUFERA PD!! I 5 STELLE HANNO SCOPERTO UN REGALO ONEROSO DAL GOVERNO AL MINISTRO...

Riportiamo la denuncia della Senatrice pentastellata, Barbara Lezzi, in merito ad un REGALO ONEROSO, da parte del Governo all'ex ministro Melandri per la sua fondazione. Leggiamo di seguito così:
La fondazione Maxxi della Melandri percepisce dalle nostre tasse ben 5 milioni di Euro l'anno. Non le bastano e allora Renzi inserisce ancora una volta l'ex ministro sotto la pioggia di Euro, ben 500.000, scippati dalle tasche dei cittadini perbene. Questa è solo tra le più eclatanti mance concesse dal Governo in giro per l'Italia ai suoi amici mentre per i cittadini ci sono i tagli crudeli alla Sanità.
Nel frattempo,Renzi, sceglie una bella poltrona comoda per tentare di giusticare se stesso e il suo Governo in merito alla clamorosa truffa ai danni dei risparmiatori traditi dal suo decreto.Giura che chi ha sbagliato pagherà. Stanno, intanto, pagando i clienti ingannati e rapinati per i quali dichiara di concedere un risarcimento pari a meno di 1/3 delle perdita ma non dice che l'emendamento con cui stanzia quest'elemosina, è solo un rinvio del problema da qui a 90gg e la decisione sarà soggetta al "concerto" tra due Ministeri, economia e giustizia, che è garanzia, finora, di inefficacia.
Tradotto: entrambi i ministeri sono sollevati da responsabilità che potranno passarsi vicendevolmente per far sì che nessuno sarà colpevole in caso di inadempienza.

+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ IL 'COMPAGNO' BERTINOTTI DIFENDE I SUOI PRIVILEGI: "NON RINUNCIO AL VITALIZIO



+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ IL 'COMPAGNO' BERTINOTTI DIFENDE I SUOI PRIVILEGI: "NON RINUNCIO AL VITALIZIO E ALLA SCORTA"
La proposta del M5S di equiparare le pensioni dei parlamentari a quelle di tutti gli altri lavoratori dipendenti fa tremare la casta. Bertinotti, che percepisce un vitalizio di 4.767 euro al mese e gode di tutta una serie di benefit da ex presidente della Camera, difende i privilegi suoi e dei colleghi. Già sulla scorta aveva detto: "Non rinuncio, non l'ho chiesto e non rinuncio". A voi i commenti, diffondiamo questa vergogna!




ULTIM'ORA SPAVENTOSO DI MAIO! SFIDA BERLUSCONI ECCO COSA HA DETTO...



Il conflitto di interessi, da sempre nervo scoperto di Silvio Berlusconi, irrompe ancora una volta nel dibattito politico mentre sono in corso le trattative per provare a formare un governo. E' Luigi Di Maio a sollevare la questione sfidando il Cav al termine del secondo giro di consultazioni con l'esploratore Roberto Fico: ''Fa specie vedere che Berlusconi utilizzi tv e giornali per mandare velate minacce a Salvini, qualora decidesse di sganciarsi. E' arrivato il momento -sottolinea il candidato premier M5S- di metter mano a questo conflitto d'interessi e di dire che un politico non può essere proprietario di mezzi di informazione...".
Le parole del 'capo politico' M5S e le indiscrezioni sulla presenza di una legge sul 'conflitto' tra i punti del cosidetto contratto di governo che i grillini sottoporranno al Partito democratico, mandano su tutte le furie Forza Italia e fanno suonare un campanello d'allarme ad Arcore, dove guardano con preoccupazione al futuro del Biscione in caso di un governo a trazione cinque stelle. La replica, molto dura, del Cav arriva in serata, in una conferenza stampa a Udine, nuova tappa del tour elettorale in Fvg: ''Se Di Maio ha detto una cosa del genere, è un linguaggio preoccupante, da anni Settanta, da esproprio proletario, che conferma ancora una volta come M5S sia davvero un pericolo per la nostra democrazia".
E ancora: ''Non c'è una sola trasmissione che si possa ricordare in cui Mediaset sia scesa in campo a favore o contro qualcuno, soprattutto nei confronti dei miei avversari politici. Se Di Maio ha detto questo, c'è da stare attenti, sono parole gravi, perché vuol dire" che si vuole andare a colpire "l'avversario politico in quella che è la sua attività privata, nel suo patrimonio personale".
Non è la prima volta che dopo il 4 marzo viene tirato in ballo il 'conflitto d'interessi'. E' stato il leghista Giancarlo Giorgetti a evocarlo qualche settimana fa, esattamente il 4 aprile scorso: ospite di 'Porta a Porta', il numero due di via Bellerio aveva proposto al presidente di Fi per superare i veti grillini di ''accettare una legge sul conflitto d'interessi, definendola "la mossa del cavallo". Un'uscita sgradita a palazzo Grazioli, considerata la 'prova' dell'asse di ferro M5S-Lega, anche perchè Salvini non era intervenuto a difesa del Cav.
Oggi il 'bis', per bocca di Di Maio, ma in un contesto politico diverso, ovvero nel pieno della trattativa governativa tra M5S e Pd. Adesso, però, rispetto ad allora, il leader della Lega non ha lasciato solo il Cav e ha fatto sentire la sua voce per bacchettare il candidato premier cinque stelle e smentire strappi con Fi: ''Ora è il momento di parlare poco e cominciare a lavorare senza pretendere posti e poltrone. Questo vale per tutti, per il M5S e il centrodestra. Vale per tutti...".
Salvini non vuol ritrovarsi nei panni del traditore e pure se fosse tentato di rompere, raccontano fonti leghisti, mai e poi mai vuole intestarsi la rottura del centrodestra: ''La coerenza prima di tutto: gli italiani hanno votato un programma e una squadra e io non tradisco quel programma e quella squadra. Punto".

Fonte: http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/04/27/maio-sfida-cav_8rS1Ac5ND6ZmX4PflMVfDM.html

giovedì 26 aprile 2018

La Gabanelli distrugge la boldrini! Immigrazione, la Gabanelli asfalta Boldrini e Kyenge: "Porti chiusi? Si può. Le Ong portino i migranti in Francia"!

"Più metti in opera possibilità di salvataggio e più i trafficanti portano in mare un'umanità disperata e inconsapevole". A dire basta alla politica dei soccorsi in mare aperto, anche fuori dalle acque italiane, non è un "cattivone" leghista ma Milena Gabanelli, idolo della sinistra chic italiana che però sull'immigrazione e gli sbarchi ha idee chiare. Che, probabilmente, non piaceranno alle fautrici del "c'è posto per tutti" come Laura Boldrini o Cècile Kyenge.

Intervistata dal Fatto quotidiano, l'ex conduttrice di Report e oggi è vicedirettore dell'area digital della Rai si dice addirittura disposta a pensare alla chiusura dei porti: "Se le intenzioni di non lasciare l'Italia sola continuano a rimanere intenzioni, qualcosa di concreto andrà fatto". Il problema è l'Unione europea e i partner comunitari: "Sarebbe sufficiente se, da subito, qualche Ong stranierafacesse un'azione dimostrativa - è la proposta della Gabanelli -. Medici senza frontiere potrebbe sbarcare migranti a Nizza o il Muos a Malta. Vediamo se il democratico Macron ha il coraggio di dire Qui non li portate".
La verità è che l'unico obbligo di chi soccorre i migranti in mare aperto è quello di portarli, secondo la Convenzione di Amburgo, nel "primo porto sicuro". "Dovrebbe essere la Tunisia, che ha firmato quella convenzione, e anche Malta. Ma poiché il flusso è costante, e alcune navi sono dotate di infermeria, potrebbero arrivare anche in Spagna o a Nizza", aggiunge la Gabanelli. Il capitolo Ong è lungo: "Non ci sono mai state tante navi che si adoperano per il salvataggio e mentre nel 2015 i morti in mare sono stati 2.800, nel 2016 siamo arrivati a 4.300. Più metti in opera possibilità di salvataggio e più i trafficanti portano in mare i migranti".
L'Italia è l'hub d'Europa per i ricollocamenti di migranti, finora però è stato un fallimento totale. Serve un processo di identificazione vera, a monte: "Chi non ha diritto a restare, deve essere accompagnato al Paese d'origine, che spesso però non lo riconosce come cittadino. Per questo occorre aver fatto prima accordi bilaterali". L'accoglienza per ora è emergenza mentre, assicura la giornalista, potrebbe essere una opportunità anche economica: occorre che lo Stato metta a disposizione luoghi (caserme, ex ospedali) e assuma personale qualificato ("Circa 28.000 persone: formatori, medici, psicologi") perché serve "un sistema di accoglienza dove le cooperative e le associazioni hanno un ruolo di supporto e non più di gestione". Il costo di questo "paradiso"? "Sarebbe di circa 2 miliardiper la messa in abitabilità, e 2,2 miliardi l'anno per gestione e personale. La ricaduta sarebbe una maggiore percezione di sicurezza, oltre a una maggior disponibilità dei Comuni a farsi carico dell'integrazione".


BRAVISSIMA BARBARA LEZZI ASCOLTATE TUTTI ECCO COME SI MUOVERA' IL M5S!



BRAVISSIMA BARBARA LEZZI ASCOLTATE TUTTI ECCO COME SI MUOVERA' IL M5S!
GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI E INFORMATE TUTTI!






CLAMOROSO ! È SUCCESSO IN STUDIO! MARIO GIORDANO CHIEDE SEMPLICEMENTE A LAMBERTO DINI QUANTE PENSIONI D’ORO SI INTASCA E SCOPPIA LA LITE! VIDEO ASSOLUTAMENTE DA GUARDARE E DIFFONDERE!



CLAMOROSO ! È SUCCESSO IN STUDIO! MARIO GIORDANO CHIEDE SEMPLICEMENTE A LAMBERTO DINI QUANTE PENSIONI D’ORO SI INTASCA E SCOPPIA LA LITE! VIDEO ASSOLUTAMENTE DA GUARDARE E DIFFONDERE!



La prima vera vittoria del Movimento 5 Stelle e dell’Italia intera!



Oggi è stata la prima vera vittoria dell’Italia contro Mafia Capitale e contro il business dell’immigrazione; una vittoria sancita dal Parlamento europeo – in commissione LIBE – grazie all’approvazione del report a firma della portavoce Laura Ferrara. È stato inferto un duro colpo al sistema che creava business illegale e immorale facendo leva sulle lungaggini burocratiche per ottenere un verdetto sulle domande di richiesta d’asilo. Ora ci vorranno massimo sei mesi per valutare una domanda di protezione internazionale (oggi invece fino a 18!), che possono arrivare a soli due mesi per le procedure accelerate. Ci sarà una riduzione del carico burocratico per i Paesi di primo ingresso e anche maggiori garanzie per i richiedenti asilo. In un’ottica di equilibrio tra l’esigenza di garantire la protezione internazionale a chi ne ha diritto e una procedura veloce ed efficace.
Il nuovo regolamento riduce gli abusi che hanno contribuito a sovraccaricare i sistemi di asilo degli Stati membri, restringendo in modo drastico i tempi burocratici su cui si è speculato in passato. Un passo in avanti enorme considerando che un Paese di primo approdo come l’Italia da anni sopportava il peso dell’inefficienza e dell’immobilismo normativo anche a livello europeo.
È un risultato storico. Uno dei nostri obiettivi politici era quello di tagliare il cordone ombelicale che lega la criminalità organizzata con la gestione dei centri di accoglienza. Abbiamo raggiunto ciò che ci eravamo prefissati, perché al termine dell’iter di approvazione il regolamento sarà direttamente applicabile negli Stati Membri e abrogherà la precedente Direttiva Procedure e le relative leggi nazionali di attuazione, tra cui per esempio il Decreto Minniti. Inoltre, procedure più veloci portano a un taglio dei costi crescenti che lo Stato italiano sta affrontando per i centri di accoglienza.
Nel dettaglio, i contenuti possono essere riassunti in queste aree:
– tempi più brevi per valutare la domanda, 6 mesi per la procedura ordinaria (ora ce ne vogliono di fatto 18). Due mesi soltanto per quella accelerata, nel caso di domande di protezione internazionale chiaramente infondate o fraudolente;
– lista comune dei Paesi di origine sicura, verso i quali i richiedenti asilo possono essere rimandati;
– riduzione del carico burocratico per gli Stati di primo ingresso (leggasi Italia);
– la Turchia non viene considerata un Paese sicuro;
– garanzie per i richiedenti asilo, così da avere un miglioramento della qualità delle decisioni amministrative che porterà a minori ricorsi.
Questo voto conferma che il nostro lavoro è apprezzato in Europa. Dobbiamo archiviare in fretta gli errori del passato come il Regolamento di Dublino o l’Operazione Triton. Le prossime battaglie politiche saranno la lotta agli scafisti e ai trafficanti e il ricollocamento obbligatorio e automatico di tutti i migranti arrivati in Italia.Prossimi step del regolamento: annuncio del mandato negoziale in plenaria. Le procedure di triologo (riunioni tra i rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione) inizieranno a settembre 2018. Fonte:www.ilblogdellestelle.it

"Cosa taglierete come prima cosa se andrete al Governo?" Di Battista risponde e il pubblico va in delirio.



Lotti ha appena detto: “colpiscono me per colpire le riforme renziane”.
Vorrei ricordare a questo ennesimo arrogantello del “crisantemo magico” che le riforme renziane sono morte da sole:
1. La riforma della pubblica amministrazione è stata bocciata dalla Corte Costituzionale
2. Il decreto sulle banche popolari è stato bocciato dal Consiglio di Stato
3. La riforma costituzionale è stata bocciata dal Popolo italiano
4. L'Italicum (“la migliore legge elettorale del mondo” a detta dei renziani) è stata bocciata sempre dalla Corte Costituzionale
5. La legge finanziaria è stata in parte bocciata dall'Unione europea (che oggi ci chiede indietro qualche miliardino che Renzi si è giocato come bonus per provare a vincere il referendum)
Per concludere il sistema dei voucher (per paura del referendum e di un'ennesima sconfitta) verrà cancellato presto da un decreto del Governo.
Il Ministro Lotti al posto di dire scemenze spieghi alla pubblica opinione perché non ha ancora querelato per calunnia Marroni e Vannoni i due renziani che lo accusano di aver sabotato l'inchiesta Consip. Questo è il punto politico e chi non lo vede è in malafede!

UN ATTIVISTA DEL M5S SCRIVE UNA LETTERA A MARINA BERLUSCONI! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!



Iacopo Felugo……LETTERA A MARINA BERLUSCONI – Cara signora Marina Berlusconi, permetta che mi presenti: mi chiamo Iacopo Felugo, ho 33 anni e faccio il barman in quel di Viareggio. Sono uno di quegli “invisibili” a cui personaggi “altolocati” come lei, non dicono nemmeno buongiorno o buonasera e, forse, non dà nemmeno la mancia. Sono uno di quegli invisibili che, però, ha contribuito a passare lo stipendio da parlamentare a suo padre (finché lo è stato). Sì, lo so che per suo padre quello stipendio pagato dai cittadini era mero “argent de poches”, spiccioli da regalare al garzone del salumaio che vi consegnava le aragoste a Natale! Non sono scemo. Tant’è, io l’invisibile, forse vi ho pagato un’ aragosta. Sono soddisfazioni, è già qualcosa che ne abbia coscienza. Poi, gentile signora, un bellissimo giorno, mi sono stancato di pagare aragoste e champagne. Non solo a suo padre, ma a tutti. 
E ho conosciuto, prima Beppe Grillo, poi Casaleggio, e a seguire dei ragazzi come me: onesti, perbene, semplici ma diretti, empatici, belli e combattivi e, soprattutto, puliti. Delle mosche nel latte. Ho gioito quasi subito, era tempo! Già perché da quando ero ragazzino, io di suo padre, cara Marina, avevo un’immagine da giullare miliardario: canterino con bandana gialla nel mezzo del lussureggiante parco di una faraonica villa in Sardegna; sempre in versione crooner dei poveri a “Porta a Porta”; irriverente re di una infima sceneggiata che lo vedeva promettere milioni di posti di lavoro e firmare contratti con gli italiani. Io, l’invisibile, continuavo a fare cocktails e caffè, con l’immutata paura di non avere un futuro grazie a contratti per i quali suo padre aveva trovato la furfante formula del “a progetto” e mentre lui si divertiva sempre più, io sentivo aumentare le mie insicurezze. E continuavo a rimanere invisibile, per suo padre e simili.
Ma torniamo a quando da “invisibile” costretto ad osservare scorrere la smagliante e trasgressiva vita di suo padre, mi sono sentito di botto, un essere umano prima, e poi un cittadino italiano che conosce i suoi doveri ma anche i suoi diritti, a quando mi sono innamorato, ricambiato, del M5S. Che spettacolo! Che sensazione meravigliosa di libertà e di responsabilità, come cambiava il senso della vita! Come era appagante scoprire che esiste una politica sana fatta da giovani stupendamente preparati e innamorati della politica e del loro Paese! Basta con i guitti, con i baffetti furbetti, con le macchiette alla Scarpetta e Toto’ che si rendevano cafonescamente simpatici al Popolo per poter carpire quei voti che, magari signora Berlusconi, stando alle affermazioni del giudice Di Matteo (e qui, togliamoci il cappello, su, anche lei signora) servivano a fare allungare sempre di più i tentacoli sul nostro Paese, della Piovra mafiosa.
Con il M5S, e nella fattispecie con Alessandro Di Battista, noi abbiamo imparato in primis ad amare noi stessi, il nostro Paese, la libertà e la Democrazia e a combattere la criminalità organizzata, la delinquenza, la corruzione, i conflitti d’interesse, con la cultura, la conoscenza e il raziocinio, le documentazioni; con la sola verità e con le mani libere, abbiamo affrontato lo strapotere esorbitante di una classe politica legata a mafia e massoneria deviata. Due “padroni” che ci odiano e che vorrebbero toglierci voce e poteri.

Con Ale e gli altri, abbiamo ritrovato voce e coraggio, entusiasmo e partecipazione. E abbiamo capito che con l’arroganza e la protervia celata dietro quei sorrisi porcellanati accuratamente, ci vuole l’unità popolare e lo sdegno che si gonfia come un’onda gigantesca inarrestabile.Ale Di Battista, è stato il nostro splendido e sempre all’altezza nocchiero. Noi gli dobbiamo riconoscenza, gratitudine sincera e gli dedichiamo spontaneamente il nostro anche debordante affetto e la nostra stima senza fine. Lei, signora Berlusconi, forse accecata da un affetto filiale che si rifà, parafrasandola, alla frase di una canzone di Pino Daniele: “Ogni scarafone, è bell’ a figlia soia”, ha incautamente accostato suo padre, mi scusi, un condannato, uno che ha per socio un carcerato mafioso, uno che rientra negli sporchi giri della ignobile trattativa stato mafia…con un Gigante della rettitudine, dell’onestà, della legalità, della mancanza totale d’ipocrisia e strategia. Andiamo! So che è una manager di grande successo, non mi scivoli su questa buccia di banana.
Si tenga il suo papi così com’è, è suo padre, è anche giusto. Le concedo che possa passare alla storia come imprenditore, anche se come sia arrivato dov’è, insomma…lascia moooolto dubbiosi e perplessi.Ma che abbia fatto la storia in politica, proprio no. Perché se è vero che ha fatto passi avanti pagando gli stessi che hanno ucciso Falcone, Borsellino, Chinnici, Cassara’, tutti gli uomini delle scorte e persino il dodicenne Di Matteo, sciolto nell’acido, suo padre andrebbe cancellato tra i nomi dei PdC per l’onta arrecata al nostro Paese. E anche sulle cenette e sulla nipotina di Mubarak, fossi in lei, vorrei vedere un domani che papi non ci sarà più, un misericordioso oblio.
Ad Alessandro Di Battista, un grazie infinito per averci permesso di scrivere insieme la nostra Storia e di farlo mentre la stiamo vivendo. Onore a te, Guerriero e Uomo perbene.


Ultim'ora parla Luigi Di Maio basta minacce di berlusconi guardate e diffondete!


Governo, Di Maio al Pd: "Vogliamo contratto al rialzo". Martina prende tempo: "Il 3 maggio Direzione del Pd".


Governo, Di Maio al Pd: "Vogliamo contratto al rialzo"

"Potevamo fare anche noi come la Lega gli interessi di parte, e continuare a dire che le cose andavano male ma io non vedo l'ora di mettermi al lavoro". Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, al termine del secondo giro di consultazioni con il presidente Fico.  "Stiamo cercando un contratto di governo al rialzo, non al ribasso". "Se si torna al voto io sono convinto che il Movimento 5 stelle ne uscira' rafforzato". "Non ci sono alleanze tra le forze politiche, e' la terza Repubblica: cerchiamo di mettere al centro le questioni irrisolte. Abbiamo il 32%, non siamo autonomi" ma se non dovesse andare in porto il confronto con il Pd e quindi "se si riescono a fare cose bene" altrimenti" "si torna al voto".

Governo, Di Maio, basta velate minacce Berlusconi a Salvini

"Fa specie che Berlusconi stia continuando a mandare velate minacce a Salvini e alla Lega tramite le su tv qualora decidesse di sganciarsi". Lo ha detto Luigi Di Maio al termine del colloquio con Roberto Fico a Montecitorio.

Governo, Di Maio, è ora mettere mano a conflitto interessi

"E' arrivato il momento di mettere mano al conflitto di interessi in Italia, e' il momento di dire che un politico non puo' possedere mezzi di informazione". Lo ha detto Luigi Di Maio al termine del nuovo giro di consultazioni. Per il capo politico dei 5 stelle, "dobbiamo ambire a che in Italia l'informazione sia il piu' libera possibile ed e' chiaro che dobbiamo fare qualcosa sulla governance Rai e sulle tv private"

Governo, Martina prende tempo: "Il 3 maggio Direzione del Pd"

Secondo giro di consultazioni del presidente della Camera Roberto Fico. Negli ultimi tre giorni i vertici del M5S e quelli del Pd hanno dovuto far fronte ai reciproci malumori interni.
"Abbiamo deciso di convocare la Direzione nazionale del Pd il 3 maggio prossimo per decidere se e come accedere a questo confronto da comunità collettiva. Insieme discutiamo e poi insieme lavoriamo". Il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, dopo l’incontro con il presidente della Camera Roberto Fico, chiede tempo. Il Pd, spiega Martina, riconosce il "passo" del M5S di chiudere il confronto con la Lega, ma "al tempo stesso non nascondiamo le differenze tra noi, è giusto dirlo per serietà e responsabilità".
Breve riunione dei vertici del Pd prima dell'incontro con Fico a Montecitorio. Un'ora prima di essere ricevuti dal presidente della Camera per il secondo giro di consultazioni, Maurizio Martina ha fatto il punto della situazione con Matteo Orfini, Andrea Marcucci e Graziano Delrio.
Dopo l'incontro con i dem, Fico riceverà il capo politico del suo Movimento, Luigi Di Maio, alle 13. E qui ad essere centrale sarà il fattore tempo. I Cinque Stelle potrebbero chiedere a Mattarella di allungare il mandato esplorativo affidato al presidete della Camera per poter permettere al Pd di affrontare tutti i passaggi interni che consentano di arrivare a una decisione. Tempo che i Cinque Stelle potrebbero utilizzare per una sorta di sondaggio lampo tra gli elettori che consenta di valutare, senza l'approssimazione fornita dalle reazioni social, l'indice di gradimento di un accordo di governo con gli ex avversari.
Un percorso che però potrebbe essere complicato proprio dai trascorsi tra i due partiti. Le critiche maggiori arrivano da una parte cospicua di dirigenti del Pd. L'ultimo a inntervenire in ordine di tempo è il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda. Che a Circo Massimo, la trasmissine condotta da Massimo Giannini su Radio Capital, dice: "Ci separano distanze siderali dal Movimento. Va bene il dialogo, è l'essenza della politica. Ma guai a fare un accordo".

Ultima ora Renzi delira contro il M5S ecco cosa ha detto guardate e diffondete tutti!



L'ex premier: «Mi vogliono spalle al muro: o con il M5s o le elezioni. Allora meglio il voto»

L'altro giorno, sull'uscio della porta che immette dal Transatlantico al cortile interno di Montecitorio, Emanuele Fiano, mentre stringeva tra le dita una sigaretta, a cui dava una boccata dopo l'altra, con atteggiamento nervoso, aveva azzardato un'interpretazione su quella strana apertura ai grillini che il reggente del Pd, Maurizio Martina, aveva fatto all'«esploratore» Roberto Fico.

«Non ci capisco più niente - si lamentava -: magari chiederemo poi il ministero degli Esteri per Renzi». Insomma, confusione. Tanta confusione. Il giorno prima Tommaso Cerno, l'ex condirettore di Repubblica e oggi senatore Pd, aveva spiegato a pranzo ad un collega: «Dobbiamo mettere i grillini alla prova. Possiamo dargli anche l'appoggio esterno, prendendoci il merito di aver bloccato Salvini». Il più sconsolato, mentre fuori dal Palazzo il ministro Calenda minacciava di ridare dopo un mese la tessera del Pd, era il professore e deputato Luigi Marattin, sprofondato su una poltrona di Montecitorio. «Io un governo con i 5stelle non lo voto» si sfogava. «Renzi? A me quest'aria mi ricorda l'inizio del film di Ridley Scott, Il Gladiatore. Quando Massimo Decimo Meridio dà ordini ai suoi legionari: fermi... fermi... fermi... E al mio comando scatenate l'inferno!». E inferno fu.
Quella stessa sera, infatti, Matteo Renzi si è reso conto dell'operazione che è stata messa in piedi per costringerlo alla resa. «Questi - ha spiegato a più di un amico - hanno impostato una trattativa violenta, con minacce e ultimatum. Vogliono mettermi con le spalle al muro: o dico di sì al governo con i grillini; o c'è il muro, cioè le elezioni. Ma se la mettono in questo modo, io scelgo il muro, cioè le elezioni. Tanto io in Parlamento torno, Franceschini non so. Questi non hanno capito che non mi faccio intimidire. Usano la violenza: o fai questo, o ti facciamo male. Non hanno capito come sono fatto: io sono pronto a trattare pure con Belzebù, ma certo non ho paura di chi nelle trattative politiche si comporta come sul web, con i metodi delle baby gang».
Insomma, lo stato d'animo che l'ex segretario comunica agli amici è più o meno questo, corredato anche da una serie di valutazioni che si basano sul pallottoliere: «Inoltre si dovrebbero fare due conti, per fare un governo con i grillini, non basta avere il 51% della direzione del Pd, ma devi assicurarti almeno l'85% dei gruppi parlamentari. Numeri che non avranno mai. Specie con la rivolta che c'è nel partito: c'è gente che minaccia di ridare la tessera se il Pd farà in governo con i grillini». Appunto, se una «baby gang» ti minaccia per strada con un temperino chiedendoti il telefonino, hai due strade davanti: o glielo dai; o li rimandi dai genitori, magari dopo avergli mollato qualche scappellotto. Renzi sembra aver scelto, a sentire i suoi, la seconda opzione.
Anche perché la trattativa è stata impostata male dagli indistinti personaggi che l'eremita di Rignano tira in ballo parlando di «questi» o «quelli». L'ex segretario, infatti, non si riferisce solo ai grillini. Si arguisce, che i soggetti che sono complici del piano, sono diversi. Ma l'interessato non ne svelerebbe l'identikit, neppure sotto tortura. Per cui bisogna affidarsi alle supposizioni. Probabilmente c'è il reggente Maurizio Martina, troppo lesto ad aprire la trattativa, quando, invece, la politica ha i suoi tempi. Ci sarà sicuramente anche Dario Franceschini, che dall'inizio della legislatura tira per un accordo con i grillini, calato nei panni di un Indiana Jones che nella jungla del Palazzo è alla ricerca della «poltrona perduta». E, anche se la congettura potrà sembrare ardita, c'è pure il Quirinale (circostanza che l'ex segretario del Pd non ammetterà mai), che ha accelerato i tempi del confronto e non ha impedito che i grillini usassero l'arma di ricatto delle elezioni: proprio Mattarella che la scorsa legislatura aveva detto no all'ipotesi di anticipare le elezioni di 6 mesi; ora, invece, sembra quasi disposto a far durare un'intera legislatura appena sei mesi.
Già, a guardarle dal di fuori, le mosse dei vari protagonisti, sembrano studiate apposta per mettere Renzi con le spalle al muro. Un atteggiamento che ha finito per indispettirlo. Tanto più che il boccone che vorrebbero fargli ingoiare sarebbe indigesto per chiunque: dovrebbe fare il governo con chi per quattro anni ha trattato lui e il Pd come se fossero Vallanzasca e la sua banda. Sono anni che l'ex segretario del Pd mette sul banco «le tecniche fasciste con cui i grillini manganellano gli avversari»; e, parlando di una vicenda di qualche giorno fa, la sentenza sulla trattativa Stato-mafia, ma, soprattutto, il côté di dichiarazioni grilline che si è portata dietro: «Ma possiamo dare questo Paese - ha chiesto ai suoi - in mano ai giustizialisti?». Se a ciò si aggiunge la politica corsara dei 5stelle il boccone, da indigesto, rischia di diventare avvelenato: quelli, come i pirati, ti fanno salire sulla loro nave, ma alla prima tempesta sono capaci di gettarti a mare come zavorra. Detto questo, uno come lui, abituato a trattare pure, come dice, con Belzebù, ci avrebbe riflettuto su. Ma non dovevano esserci «minacce» ed «ultimatum». Bisognava far decantare la situazione dopo una campagna elettorale al fulmicotone. E, magari, e questo va al di là di Renzi, usare maggiore fantasia. Ad esempio, visto che con tutto quello che è passato sotto i ponti, l'ipotesi di un governo sorretto da una maggioranza «politica», è estremamente complicato a farsi, sarebbe necessario dargli un «vestito istituzionale». Non un governo «tecnico», per carità. «Monti - diceva giorni fa Ettore Rosato - ci ha rovinato. Io, rispetto ad un governo tecnico, preferisco addirittura appoggiare dall'esterno un governo di centrodestra». Un governo presieduto, a seconda di chi ci sta, o dal presidente della Camera o del Senato (il segretario generale del Quirinale è un'idea più ardita), che eviterebbe il rischio di dover affidare un incarico a Salvini (inviso sul Colle come nessuno) e libererebbe una poltrona istituzionale per una delle forze che è rimasta a digiuno (Pd o Lega). Un governo da mandare in Parlamento, un po' come si fece nel 1987 (i riti sono quelli della Prima Repubblica) con Fanfani che dalla poltrona più alta di Palazzo Madama arrivò a Palazzo Chigi: in quel caso si andò alle elezioni, ma non è detto che dopo essere partita questa legislatura non duri. Al Quirinale immaginano un governo del genere presieduto da un grillino (in questa logica Fico), con dentro ministri «tecnici». Raccontano che la voglia di far sedere ad un tavolo 5stelle e Pd serva proprio a mettere in piedi un programma come base per un governo istituzionale.
Ragionamenti che rischiano, però, di creare ancora più confusione: come si fa a costruire su un programma concordato da due partiti un governo istituzionale, che per sua natura dovrebbe essere aperto a tutti? «Questi non hanno capito - si arrovellava alla Camera giorni fa, Pierluigi Bersani - che i 5stelle non andranno mai in un governo senza la Lega, e viceversa. Gli uni hanno paura che gli altri se ne approfittino a livello elettorale». La confusione continua.
Fonte: Ilgiornale.it

mercoledì 25 aprile 2018

Fico, il traghettatore del M5s guardate e diffondete!



Per il Movimento 5 Stelle ci sono paletti e paletti. Perché se è vero che il nemico numero uno, il veto immarcescibile, è Silvio Berlusconi, è altrettanto indubbio che il Partito Democratico non è che sia stato considerato proprio un partito di santi.
Eppure, come una nemesi di tutto rispetto, il traghettatore Roberto Fico ha accolto nel salotto della Camera i rappresentanti di quel partito che proprio lui stesso definiva "il pericolo numero uno del Paese". La veste istituzionale e lo scranno di Montecitorio impongono sicuramente un cambio di stile e di linguaggio, ma un grillino è per sempre. Un anno fa Fico sentenziava: "Escludo l'alleanza con il Pd e la Lega. Non ci alleiamo con nessuno, sono sicuro al 100%. È più facile che vinca il campionato il Napoli piuttosto che il Movimento si allei con la Lega?".
Il grillino dagli scranni del Parlamento non ha mai risparmiato critiche feroci al Pd: "Sono dei delinquenti", "Un partito eticamente e moralmente disorientato", "Il Pd è devastato dalle indagini, devastato dalle condanne, hanno i condannati nelle liste, come De Luca in Campania e vengono a farci lezioni di democrazia"; "Dove c'e' Pd, c'è marcio". E ancora: nell'aprile 2016 tuonava: "Il Pd è un partito distrutto e permeabile a qualsiasi infiltrazione: lobby, gruppi di affaristi, criminalità organizzata". Insomma, è la solita solfa: nascere incendiari per poi trasformarsi in pompieri. E scordarsi il passato. Un po' come ha fatto Luigi Di Maio che sul Pd e su Renzi ha dato spettacolo di giravolte.
Prima ha posto il veto contro l'ex segretario dem e poi lo ha tolto. Prima lo ha paragonato a Pinochet e poi lo ha considerato un interlocutore per fare un governo insieme. Di Maio ha sotterrato una lunga serie di critiche, insulti e invettive nei confronti del Pd col quale ora cerca di allearsi. "Il Pd ha un’idea perversa del concetto di democrazia"; "è un partito di miserabili"; "sono ladri di democrazia"; "stanno con le banche"; "hanno fatto danni al Paese". Tutto dimenticato. Ora la musica è cambiata.
Fonte: Ilgiornale.it