venerdì 30 marzo 2018

Mario Giordano incontenibile contro i vitalizi della casta: ecco cosa rivela - GUARDA E DIFFONDI



Mario Giordano incontenibile contro i vitalizi della casta: ecco cosa rivela - GUARDA E DIFFONDI





NOTIZIA CLAMOROSA! Caso MPS. Festini, orge e fiumi di coca. Coinvolti Magistrati, politici e dirigenti. Parla il super testimone. GUARDATE E DIFFONDETE!



Nella puntata de 'Le Iene Show' in onda domenica in prima serata su Italia 1, Antonino Monteleone torna ad occuparsi della vicenda della morte di David Rossi. L'inviato intervista, in esclusiva, un uomo che afferma di aver partecipato come escort ad alcune feste o cene private che si sarebbero svolte nelle campagne toscane, nei dintorni di Siena e in altre città d'Italia.
David Rossi, capo della Comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, la sera del 6 marzo 2013, è precipitato da una finestra della sede della banca a Rocca Salimbeni, nel capoluogo toscano. In quelle stesse settimane, Mps era al centro di una grande inchiesta basata sull'acquisizione di Antonveneta.
Nel luglio 2017, il gip ha disposto l'archiviazione del fascicolo d'indagine aperto con l'ipotesi di reato d'istigazione al suicidio, accogliendo la richiesta avanzata dalla procura senese e respingendo così l'opposizione avanzata - nel novembre 2015 - dai legali della famiglia Rossi, da sempre convinti che si sia trattato di omicidio. È la seconda archiviazione in questa vicenda: una prima indagine si era chiusa nel marzo 2014.
La moglie di David Rossi Antonella Tognazzi e la figlia della donna Carolina Orlandi, che non credono all'ipotesi del suicidio, sono da anni impegnate per far sì che si continui a indagare sulla morte dell'uomo. Dopo la messa in onda dei precedenti servizi de "Le Iene" sul caso, sono state aperte quattro nuove indagini: due presso la Procura di Genova (competente a indagare per fatti che riguardano i magistrati senesi) e due presso la Procura di Siena.
Nella puntata de "Le Iene" dell'8 ottobre 2017, in particolare, Antonino Monteleone aveva intervistato Pierluigi Piccini, ex sindaco di Siena ed ex dirigente MPS, il quale - tra le altre cose - aveva affermato: "Non credo che David Rossi si sia suicidato...C'è un'altra storia parallela un avvocato romano mi ha detto... 'devi indagare su alcune ville fra l'aretino e il mare e i festini che facevano lì. Perché la magistratura potrebbe anche avere abbuiato tutto perché scoppia una bomba morale'. Non so se mi sono spiegato? Questo avvocato romano mi ha detto: 'C'è una villa fra Siena e Arezzo e c'è una villa al mare, dove facevano i festini'. Chi andava in queste feste? Chi ci andava? Ci andavano anche i magistrati senesi ad esempio? Mah. Ci andava qualche personaggio nazionale? Mah. La cocaina gira a fiumi in questa città".
Ipotesi confermata anche dall'ex gigolo nell'intervista a 'Le Iene', che racconta proprio di alcuni festini in diverse ville nelle campagne toscane, a Bologna e sul litorale romano a cui partecipavano dirigenti di Mps, magistrati, giotnalisti, politici e un prelato molto in vista della diocesi senese. "Ho deciso di raccontare questa storia quando è uscito il primo servizio su David Rossi - ha spiegato l'ìuomo all'inviato del programma - . Quando ho visto la figlia di David fare un appello in televisione dove appunto diceva che tutte le mattine controllava i social, o comunque Facebook o quant'altro, con la speranza di trovare qualcuno che le dicesse 'ci dobbiamo vedere, ti devo parlare'. Da lì ho deciso che fosse giusto raccontare" tutta la vicenda. L'uomo guadagnava anche 10mila euro a settimana.
Per "il fatto di frequentare determinate persone più o meno conosciute, ma comunque con dei ruoli importanti all'interno di società, di banche, del mondo della televisione, del giornalismo, del cinema o anche dell'imprenditoria, costituisci una sorta di, chiamiamola così, minaccia velata - ha sottolineato - . C'era sempre il timore dià le cose che ho visto... le persone con cui sono stato magari possono farmi qualcosa, possono farmi del male, possono trovarmi". Trai suoi clienti c'erano anche dirigenti di Mps e ai festini la cocaina scorreva a fiumi e spesso al situazione di trasformava in un'orgia. la maggior parte dei partecipanti "non erano gay dichiarati o comunque omosessuali" e "aveva la famiglia e figli". L'ex escort ha "paura" di possibili ripercussioni perché i suoi ex clienti "sono persone con le quali bisogna stare attenti" perchè possono diventare pericolose. "Io ho visto, mi ricordo benissimo, una discussione a Monteriggioni con due persone che litigavano furiosamente e mi ricordo uno dei due che litigava, che aveva proprio negli occhi uno sguardo che... non da assassino, ma insomma", ha proseguito.
Quanto all'ex capo della comunicazione di Mps David Rossi "lo avevo sentito nominare - ha spiegato l'ex gigolò - . Non lo avevo mai visto ad una festa - ha sottolineato l'ex accompagnatore - . Non ho mai avuto un incontro con lui, però, pensando alle persone che c'erano lì e comunque ai legami che avevanoà perché c'erano persone appunto legate chi alle forze dell'ordineà addirittura si è parlato che ci fosse qualcuno legato anche a qualche agente dei servizi segreti, robe del genere... Un'ipotesi poteva essere anche quella, che qualcuno lo avesse scaraventato giù dalla finestra".
"Io più di una volta ho avuto la sensazione che qualcuno registrasse" gli incontri hard, ha aggiunto. "Qualche giorno dopo uno dei miei ragazzi ha confermato che delle persone stavano discutendo perché erano state fatte delle registrazioni degli incontri. Poi, quando io sono rientrato, qualche cliente sapeva delle cose che erano state fatte all'interno di questi incontri ma non aveva partecipato, e io dubito fortemente che qualcuno di loro vada in giro a raccontare quello che fa o non fa in questi festini", ha concluso.

Fico proclama i vicepresidenti, questori e segretari ma la Camera è semideserta: assenti deputati Pd e centrodestra



  In un’aula già semivuota, il neo presidente della Camera Roberto Fico ha proclamato i quatto vicepresidenti (Maria Edera Spadoni del M5s, Mara Carfagna di Forza Italia, Ettore Rosato del Pd e Lorenzo Fontana della Lega) di Montecitorio. Questori sono stati invece eletti Riccardo Fraccaro (M5S), Edmondo Cirielli (Fdi) e Gregorio Fontana (FI), mentre i segretari dell’ufficio di presidenza saranno Francesco Scoma (Fi), Silvana Comaroli (Lega), Marzio Liuni, (Lega), Raffaele Volpi (Lega), Azzurra Cancelleri (M5S), Mirella Liuzzi (M5S), Vincenzo Spadafora (M5S) e Carlo Sibilia (M5S). A risaltare, nel corso della proclamazione, le numerose assenze tra i banchi, soprattutto tra le fila del centrosinistra e del centrodestra. In particolare, tra i dem, erano presenti in pochissimi: tra questi lo stesso neovicepresidente Ettore Rosato, Walter Verini, il capogruppo Graziano Delrio e Rosa Maria Di Giorgi.



Grande Ficarra e Picone ecco come hanno demolito Renzi la Meloni e salvini...Facciamo girare!



Ficarra e Picone demoliscono Renzi, Meloni, Salvini e Berlusconi. E arriva la frecciata sulla "trattativa" - GUARDA E DIFFONDI!



ULTIMA ORA: IL M5S SI PREPARA AD ABOLIRE I VITALIZI! IL PD INSORGE! CONDIVIDETE

Dopo le Di Maio esulta: "Per i vitalizi non c'è scampo". E il Pd insorge: "Occupano tutto"
Chiara Sarra
Con l'elezione degli uffici di presidenza, il Movimento Cinque Stelle raggiunge il suo primo obiettivo. "Con Fico presidente e Fraccaro questore anziano ora non c'è scampo", esulta già Luigi Di Maio.
Già, perché per eliminare i vitalizi, cavallo di battaglia del M5S, non sarà più necessario passare dall'Aula, ma basterà una delibera dell'ufficio di presidenza della Camera. E con l'elezione di sei componenti su quindici - che si aggiungono a Roberto Fico - i Cinque Stelle si sono assicurati la maggioranza almeno in questa sede, pur non avendo quella assoluta nell'Aula di Montecitorio.
Al momento i neoeletti maturano una pensione a 65 anni di età anche dopo cinque anni di legislatura, mentre i vecchi la ricevano con il sistema retributivo. Ma ora i Cinque Stelle potranno avanzare la proposta già nella prima seduta e - come racconta l'Huffington Post - sarà difficile che non venga approvato. Al punto che il Pd già insorge: "Hanno deciso di occupare tutto", si lamenta Francesco Boccia

giovedì 29 marzo 2018

ULTIMA ORA: Voto di scambio, ecco i nomi dei politici coinvolti. Guardate e diffondete!

Politica, bufera a Catania
Voto di scambio NOMI
Nel mirino noti politici catanesi e acesi. IN AGGIORNAMENTO.
CATANIA – Le perquisizioni sono iniziate poco dopo l'alba, nel mirino sono finiti esponenti eccellentissimi della politica, uomini di primo piano dei principali partiti e colletti bianchi.
I primi nomi che risultano a LiveSicilia sono quelli di Riccardo Pellegrino, consigliere comunale di Forza Italia, candidato sindaco di Catania, Ascenzio Maesano e Biagio Susinni. Ma l'elenco è lungo.
LE CIMICI – Le cimici della Procura di Catania guidata da Carmelo Zuccaro avrebbero registrato conversazioni rilevanti, all'interno di una pista che nasce nel solco delle indagini sui rifiuti.
REGIONALI – In alcuni casi, secondo quanto risulta a LiveSicilia, ci sarebbero anche chiusure di indagini per voto di scambio. I reati sarebbero stati commessi durante le elezioni regionali e durante altri appuntamenti elettorali
La Procura è chiusa nel massimo riserbo.
IN AGGIORNAMENTO
Fonte

ULTIMA ORA: Marco Travaglio, TUTTE BALLE! Guardate e diffondete!

Alta pressione
Editoriale di Marco Travaglio
  
Ricordate il complotto del capitano del Noe Gianpaolo Scafarto per colpire il governo Renzi fabbricando prove false contro babbo Tiziano&C.? Tutte balle: l’ha scritto l’altroieri il Tribunale del Riesame di Roma, reintegrando l’ufficiale del Noe sospeso per un anno e facendo a pezzi le cinque gravissime accuse mossegli dalla Procura. Ricordate le soffiate al Fatto del pm Henry John Woodcock e della sua amica Federica Sciarelli, interrogati e perquisiti come banditi? Tutte balle: l’ha detto la stessa Procura di Roma e poi il gip che ha archiviato il fascicolo. Ricordate gli abusi sistematici di Woodcock, pm falsario, complottista, spregiudicato e chiacchierone, smascherati dal Pg della cassazione e dal Csm, con una raffica di procedimenti disciplinari e pratiche per trasferirlo d’ufficio? Tutte balle: l’ha detto il Pg della Cassazione che ha archiviato 6 accuse disciplinari e la giornalista Liana Milella, che ha confermato al Csm di aver pubblicato come intervista un colloquio privato che doveva restare riservato. Ricordate le perquisizioni a tappeto da parte di 12 finanzieri nella sede del Fatto e nelle case di Marco Lillo, dell’ex moglie, dell’anziano padre a caccia delle fonti del nostro vicedirettore, ovviamente complice della congiura? Erano illegittime: l’ha detto la Cassazione, che ha annullato tutti i provvedimenti di perquisizione e sequestro.
Ricordate i crimini di Paola Muraro, per anni consulente dell’Ama, scoperti improvvisamente al momento della sua nomina ad assessore all’Ambiente della neonata giunta Raggi e martellati da tg e giornaloni per sei mesi, con accuse di complicità con Mafia Capitale e spiattellamento di presunti amanti, fino all’agognato avviso di garanzia e alle sue dimissioni? Tutte balle: l’ha detto la stessa Procura di Roma, che ora chiede di archiviare anche la minuscola contravvenzione ambientale sopravvissuta a un’indagine già finita nel nulla su tutto il resto. Ricordate i terribili delitti di Virginia Raggi, fra nomine illegittime (Marra sr., Marra jr., Romeo ecc.), tangenti e compravendite di voti camuffate da polizze-vita, collusioni con la destraccia romana e naturalmente sesso sfrenato con chiunque le capitasse a tiro? Tutte balle: l’ha detto la stessa Procura, chiedendo di archiviare tutto perché tutte le nomine erano legittime e delle polizze la sindaca non sapeva nulla, salvo una sua dichiarazione all’Anticorruzione sul ruolo di Marra nella nomina del fratello. Ricordate la soffiata di Renzi a De Benedetti sul decreto banche, che fruttò all’Ingegnere 600 mila euro di plusvalenze in Borsa?
Tutto vero: lo dicono le telefonate fra il finanziere e il suo broker, scoperte dalla Consob e a dir poco trascurate dalla Procura, che s’è appena vista respingere dal gip la richiesta di archiviazione e ordinare altre indagini.
Questa serie ravvicinata e impressionante di fiaschi collezionata dalla Procura capitolina si può leggere in due modi: una sequela di disavventure investigative slegate fra loro, frutto di sciatteria, incapacità, pressappochismo, complice la formidabile pressione politico-mediatica che accompagnava ogni indagine; o una certa condiscendenza, magari addirittura inconsapevole ma irresistibile, alle aspettative dei palazzi del potere che, a Roma, sono tutti concentrati in un fazzoletto di terra e molto aperti ai reciproci spifferi. Nel marzo del 1996, quando il pool di Milano scese nella Capitale per arrestare il giudice Squillante e gli avvocati del giro Previti-B. che lo tenevano a libro paga, scoprirono che nell’ambiente tutti sapevano quel che facevano “Renatino”&C., ma anche magistrati illibati come il procuratore Coiro, leader storico di Md chiudevano gli occhi per quieto vivere. Perché “a Roma si fa così”. Francesco Saverio Borrelli, con la sua prosa tagliente ed efficace, osservò allibito: “Mi rendo conto come a Roma, per un magistrato, sia assai più difficile lavorare in totale indipendenza, per la concentrazione di poteri politico-istituzionali che c’è, e che si traduce in una sorta di… pressione atmosferica. Che talvolta può essere sentita inconsapevolmente e talvolta può portare a connivenze o complicità”.
Noi non possiamo sapere se anche negli ultimi anni quella “pressione atmosferica” si sia fatta sentire anche in un ambiente molto diverso dal vecchio “porto delle nebbie”. Ci limitiamo a segnalare tutte queste coincidenze a chi volesse studiare come sono cambiate negli ultimi anni la magistratura e la stampa. È un fatto però che, finché Renzi è rimasto al potere, tutto è andato secondo i suoi piani: per lui, nemmeno un avviso di garanzia per insider trading; per chi entrava nel suo mirino, guai a non finire. Renzi voleva distruggere la giunta Raggi politicamente, ma anche moralmente e penalmente, per fare di Roma la Caporetto dei 5Stelle in chiave nazionale. Ed è stato accontentato: per due anni s’è parlato quasi soltanto dei guai giudiziari della sindaca e della sua giunta, e pazienza se non c’era neppure l’ombra di fatti che facessero sospettare tangenti o collusioni criminali. Infatti il bilancio finale è la sindaca imputata per una frase e un dirigente suo collaboratore a giudizio per una casa regalata da un palazzinaro ai tempi di Alemanno. Renzi aveva accusato la Muraro di essere tutt’uno con Mafia Capitale, annunciando mirabolanti sviluppi. E fu accontentato con indagini che non si capiva cosa riguardassero, ma si gonfiavano come panna montata, inversamente proporzionali ai fatti che (non) emergevano. Infatti il bilancio finale è una richiesta di archiviazione pure per l’infrazione ambientale superstite sui quantitativi di rifiuti smaltiti in due impianti Ama. Una caccola.
Renzi aveva preannunciato, nel suo libro e in vari comizi, novità sconvolgenti sul complotto ordito a colpi di prove false ai danni suoi e dei suoi cari da Scafarto, Woodcock e Fatto. E fu accontentato, con indagini sulle indagini ben più penetranti e clamorose dell’inchiesta sul vero scandalo scoperto dai pm di Napoli (che infatti ne fu completamente oscurata, anche se si reggeva su fatti inoppugnabili): i traffici dell’imprenditore Romeo per truccare la gara Consip del più grande appalto d’Europa con l’aiuto di babbo Renzi e del suo galoppino Carlo Russo, che l’imprenditore intendeva ricompensare con 30 mila e 2.500 euro al mese; e le fughe di notizie che salvarono il padre del premier e gli altri da guai peggiori (fino alla rimozione delle cimici dalla sede Consip). Infatti il bilancio provvisorio del Riesame (in attesa della Cassazione) è questo: i falsi attribuiti a Scafarto erano in parte errori in buona fede, piuttosto frequenti in indagini così complesse e mai perseguiti dai pm, e in parte ipotesi investigative tutt’altro che infondate; le rivelazioni di segreto, normali passaggi di carte già note ai destinatari e agli indagati; il depistaggio, una bufala; Scafarto “perseguì l’accertamento della verità” anche quando era scomoda per l’accusa (“salvò” persino Marco Carrai, che il Noe sospettava aver incontrato l’ad di Consip Marroni, scoprendo che si trattava in realtà del quasi omonimo Marco Canale, presidente di Manutencoop); e gli unici fatti certi sono i “consistenti elementi indiziari sul coinvolgimento di Tiziano Renzi nella vicenda Consip”, come la “discussione registrata fra Romeo e Bocchino” sui “compensi da attribuire (anche) a Tiziano Renzi, determinati, nelle intenzioni, in 30.000 euro al mese” e “annotati in appunti con indicazione di cifre significativamente corrispondenti”.
FQ

mercoledì 28 marzo 2018

Fioramonti risponde a Boeri (INPS): Reddito di cittadinanza costa 17 Miliardi e no 35! DIFFONDETE!

Il reddito di cittadinanza fa crescere il Pil, aiutando un modello di crescita sostenibile”. Lorenzo Fioramonti, l’economista che Luigi Di Maiovorrebbe al ministero dello Sviluppo Economico, parla a margine della presentazione del suo libro “Presi per il Pil”, oggi a Roma. “Nessuna guerra di cifre: continuiamo a dire che costa 17 miliardi, di cui 15 per il sostegno al reddito e 2 per le politiche attive del lavoro e i centri per l’impiego. Abbiamo cifre certificate dall’ufficio bilancio della Camera e dall’Istat”, spiega dopo che il presidente dell’InpsTito Boeri ha dichiarato che lo strumento che ha in mente il M5s costerebbe almeno 35 miliardi (leggi l’articolo). “Abbiamo una situazione di povertà in aree depresse del Paese dove è necessario reintegrare le persone nel mercato del lavoro, a cominciare dagli inattivi e gli scoraggiati”, aggiunge il ministro del Lavoro in pectore, Pasquale Tridico. “Abbiamo costretto, parlandone, il governo uscente a introdurre il reddito di inclusione”, aggiunge Fioramonti. Ma è una misura insufficiente: non interviene sulle politiche attive del lavoro. Sono loro gli assistenzialisti”

Fantastico: Paola Taverna eletta vice presidente del senato! Condividete?

Paola Taverna è stata eletta vicepresidente del Senato della Repubblica, una cittadina con l’elmetto nel consiglio di presidenza del Senato.
Buon lavoro!


Bechis elogia Fico e sbugiarda il Pd: "Fate ridere, il M5S sta riportando la normalità in politica" - GUARDA E DIFFONDI



Bechis elogia Fico e sbugiarda il Pd: "Fate ridere, il M5S sta riportando la normalità in politica" - GUARDA E DIFFONDI




Di Battista reporter per il Fatto quotidiano!

L’ex parlamentare pentastellato alla vigilia della ‘fuga’ di sei mesi negli Usa: “potevo avere degli incarichi importanti in questa legislatura. Ma quando senti il richiamo, è più forte di te”.

Dal Movimento 5 stelle al Fatto quotidiano, da Beppe Grillo a Marco Travaglio. Alessandro Di Battista, parlamentare uscente e uno dei personaggi più amati del M5s è pronto, come annunciato da tempo, per la sua ‘fuga’ di sei mesi negli Stati Uniti.

“Potevo avere degli incarichi importanti in questa legislatura. Ma quando senti il richiamo, è più forte di te…”. Alessandro Di Battista ha parlato così su Facebook del suo viaggio negli Usa, con il sorriso sulle labbra e un pò di nostalgia per il parlamento. Un viaggio della durata di sei mesi a partire da giugno, dove ‘Diba’ e signora, in compagnia del piccolissimo Andrea, lavoreranno come reporter per il Fatto quotidiano e come documentaristi per la web tv del quotidiano Loft.
Di Battista avrà l’opportunità fino a dicembre di girare “un po’ le strade d’America, scrivere dei reportage su varie tematiche dalla periferia del mondo, girare la California, entrare in Messico, raccogliere delle idee, delle proposte” e raccontare ai propri lettori e spettatori, anche attraverso i social, “tutto di questo viaggio, le problematiche sociali, le idee innovative, come gli esseri umani si organizzano per risolvere un problema al di là dell’Atlantico, come sta cambiando la frontiera ad esempio”. Durante il lungo tragitto “io farò anche 40 anni, Andrea festeggerà il suo primo compleanno probabilmente in Guatemala, dove io ho lavorato”.
L’idea del viaggio, ha raccontato lo stesso Di Battista, era nato dopo l’incontro qualche anno fa con una famiglia danese in America Latina. “Vidi la serenità di questa famiglia, della bimba di pochi mesi sempre insieme ai genitori e mi venne in mente questo sogno, pensai che prima o poi lo avrei fatto con la mia”.
“Sto andando a fare quello che ho sempre sognato – ha aggiunto Di Battista – indagare dei fenomeni e poterli scrivere. Non è mica stata una scelta facile, a me dispiace non essere lì dentro in questa legislatura. E’ stata una scelta sofferta perché quando si combatte così tanto e ci si impegna così tanto, poi ti dispiace di non esserci in prima linea come prima. Tuttavia ho scelto, e sono proprio contento della scelta che abbiamo fatto”.
D’altra parte, ha concluso Di Battiusta, “c’è tanta, tanta vita al di fuori dei palazzi istituzionali, anche se ora vedere Roberto (Fico) lì mi da una grande felicità. Potevo avere degli incarichi importanti in questa legislatura, ma quando senti il richiamo è più forte di te. E’ che io sono proprio curioso. Una vita non mi basta”.



martedì 27 marzo 2018

Claudio Baglioni dona 700mila euro ai terremotati di Norcia: Le mie radici affondano qui.

Fonte e video dal: fattoquotidiano.it

 Claudio Baglioni a Norcia (Perugia) tra le macerie del centro storico e poi nella scuola materna della città a cui ha consegnato il contributo di 7.000 euroraccolto dai bambini di Bangui, nella Repubblica del Centrafrica, e una targa come simbolo di un altro assegno, di 700 mila euro, parte del ricavato di un concerto in Vaticano tenuto dallo stesso artista nel dicembre scorso. Il cantante ha poi cantato due sue canzoni: ‘Avrai‘ e ‘Strada facendo‘ insieme ai bambini di Norcia.



Condannata la moglie di Brunetta! Guardate cosa e' saltato fuori!



La sentenza è arrivata con un decreto penale di condanna, come riferisce il Messaggero, e si riferisce alla vicenda dei tweet contro il Pd pubblicati per mesi da Giovannoni con un falso account a nome di "Beatrice Di Maio".

Tommasa “Titti” Giovannoni, moglie di Renato Brunetta, è stata condannata a 1500 euro di multa con pena sospesa per un tweet diffamatorio nei confronti del ministro dello Sport uscente Luca Lotti. La sentenza è arrivata con un decreto penale di condanna, come riferisce il Messaggero, e si riferisce alla vicenda dei tweet contro il Pd pubblicati per mesi da Giovannoni con un falso account a nome di “Beatrice Di Maio“. Era stata lei stessa a smascherarsi in un’intervista a Libero, assumendosi tutte le responsabilità di quanto scritto.
Il decreto penale di condanna riguarda un solo tweet: quello in cui la donna aveva pubblicato una foto sostenendo che immortalasse Graziano Delrio con alcuni mafiosi. In realtà ritraeva Luca Lotti, Mateo Renzi e Maria Elena Boschi assieme all’allora ministro delle Infrastrutture. Inizialmente, tutti i sospetti si erano concentrati attorno alla cerchia del Movimento 5 Stelle, vista l’omonimia di cognome con il leader Luigi Di Maio.  Non si trattava, dunque, di una “star della galassia social a 5 Stelle”, come supponeva in un’interrogazione parlamentare il capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali Emanuele Fiano. Né degli “hacker russi filo M5S” evocati da Ernesto Carbone.
Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/15/beatrice-di-maio-alias-tommasa-giovannoni-la-moglie-di-brunetta-condannata-per-tweet-diffamatorio/4228990/

Notizia bomba! Per Washington il Governo M5S "non è un salto nel buio. Vediamoli alla prova" sono molto preparati...

Colloquio con un diplomatico di lungo corso, la distinzione fra Lega e M5S, la presa di distanze da Bannon, le rassicurazioni di Di Maio nella visita in Usa.


La fonte conosce molto bene le cose della politica italiana. Le ha studiate e poi verificate sul campo. Da diplomatico. Un diplomatico americano di lungo corso, di quelli che mettono nelle condizioni l'ambasciatore di turno di destreggiarsi nella complicata, spesso contorta, politica del Belpaese. Le considerazioni fatte con HuffPost possono aiutare a capire l'approccio americano al terremoto politico del 4 marzo. Che l'alleato di oltre Oceano tifi per un governo stabile, questo è scontato. Meno, molto meno, l'approccio, pragmatico, nei confronti del partito uscito vincitore dalle urne: il Movimento 5 Stelle.
La sintesi di questo approccio è: vediamoli alla prova. Nessuna demonizzazione e, cosa di una qualche importanza, non si sommano i pentastellati ai leghisti di Matteo Salvini.
Su questo punto c'è una avvertenza di non poco conto: le affermazioni dell'ex stratega elettorale di Trump, quel Steve Bannon, ora caduto in disgrazia dalle parti della Casa Bianca, non rispondono al pensiero del dipartimento di Stato e dello stesso Presidente. Al Corriere della Sera, che lo intervistò a Roma dove era arrivato per seguire le votazioni, Bannon sostenne che "questa elezione è cruciale per il movimento populista globale" che può contare su quasi due terzi del Paese. "Più che una lettura della realtà politica italiana – dice la fonte – quella di Bannon appare una speranza di governo che impegna solo il suo assertore".
Resta la distinzione tra 5 Stelle e Lega. Un passaggio-chiave nella determinazione di questo giudizio é stata la visita, nel novembre scorso, di Luigi Di Maio negli Usa. La stampa nostrana si è soffermata sul suo inglese, sui congiuntivi ed (eventuali) gaffe. Gli americani, che badano al sodo, hanno invece soppesato le sue affermazioni di merito. Che la nostra fonte invita a riprendere. "L'Italia non deve restare isolata", dichiarò a Washington Di Maio, "per quanto ci abbiano demonizzato come isolazionisti l'obiettivo è fare in modo che questo Paese abbia più relazioni internazionali possibili in un'ottica in cui gli Usa sono uno dei nostri principali alleati e la Russia un nostro interlocutore storico. Siamo sempre stati uno di quei Paesi al centro del Mediterraneo alleati dell'Occidente che hanno sempre avuto buone relazioni con altri Paesi fuori del blocco occidentale".
Qui occorre una spiega geopolitica: nonostante i super missili invincibili decantati da Putin, l'amministrazione Trump considera la Russia, sul quadrante mediorientale, non un nemico ma un "garante" di un contenimento dei conflitti. Né considera Mosca un soggetto contro cui scatenare la "guerra dei dazi".
Per tornare a quella visita, il risultato, affermò lo stesso Di Maio dopo l'incontro con Conrad Tribble, vice-assistente del segretario di Stato per gli Affari europei, è che "il dipartimento di Stato Usa ha espresso apprezzamento per quelle che sono le posizioni del M5S, abbiamo eliminato le dicerie, le demonizzazioni del movimento sulla politica estera". In quella missione, Di Maio, accompagnato dall'ambasciatore Armando Varricchio, ha incontrato al Congresso anche alcuni parlamentari democratici e repubblicani con i quali ha parlato tra l'altro di Nato, Ue, sanzioni a Russia, riforma fiscale, politica interna. L'America non è in cerca di un "Orban italiano" o di costruttori di "muri" per difendersi dall'"invasione dei migranti". Gli Usa si attendono che il nuovo governo mantenga gli impegni assunti in alcune aree a rischio – l'Afghanistan, in primo luogo, il Niger, la Libia – e in ambito Nato.
Un punto di frizione forte, rimarca la fonte, potrebbe avvenire se un eventuale governo a guida 5 Stelle dovesse ritirare i soldati italiani impegnati in Afghanistan, un fronte che Washington ritiene fondamentale nel contrasto al terrorismo jihadista, tanto più dopo la sconfitta dell'Isis in Siria e in Iraq. Così come le intenzioni dei 5 Stelle sulla Libia appaiono, agli occhi della diplomazia Usa, incoraggianti e in continuità, di fatto, con l'azione svolta dal governo uscente.
Quanto all'atteggiamento verso Bruxelles, l'amministrazione Trump non lo ritiene un elemento centrale per valutare il grado di affidabilità di un alleato: "Si sa – spiega ancora la fonte – che il presidente Trump preferisce sviluppare relazioni bilaterali". Semmai, aggiunge la fonte, i più stretti collaboratori di The Donald apprezzarono molto il giudizio estremamente positivo che il leader dei 5 Stelle espresse sulla riforma fiscale repubblicana, fino al punto da ritenerla un "modello" da riproporre in Italia. Quanto poi alle politiche comunitarie, Di Maio ha chiarito che "se il Movimento Cinque Stelle andrà al governo resterà nella Ue ma magari metterà in discussione alcuni trattati e la questione del deficit al 3%". Di Maio solo alcuni giorni fa parlava di Unione Europea "alveo naturale" dell'Italia e sottolineava che la politica estera di un eventuale governo M5S sarà imperniata su alcuni punti "inderogabili", ovvero "rispetto del diritto internazionale e della carta delle Nazioni Unite", rispetto "del multilateralismo e della politica della non ingerenza", "cooperazione internazionale".
Sulla Nato i 5 Stelle in passato non avevano nascosto posizioni radicali, fino ad arrivare a ipotizzare un'uscita dall'organismo, salvo poi girare sulla necessità di una riforma. "Abbiamo sempre detto e lo dirò anche oggi che il nostro obiettivo è restare nella Nato ma abbiamo perplessità sulla spesa al 2% del Pil in armamenti. A noi farebbe piacere avviare dei progetti in ottica di sicurezza per rafforzare l'intelligence, investimenti in innovazione che possano anche essere partnership esclusive con gli Stati Uniti". La lettura che la stampa nostrana dette di quella visita era di un tentativo di accreditamento di un giovane di belle speranze presso il potente alleato americano. "Ma questo – si limita ad osservare la fonte Usa – è avvenuto da sempre e per politici di ogni colore". Il problema semmai è verificare queste intenzioni in una eventuale azione di governo. Per la quale Washington non fa il tifo ma nemmeno considera un salto nel buio. E questa è già una notizia.

PANICO IN STUDIO SCONTRO DURISSIMO RENZI ALL'IMPROVVISO IMPAZZISCE E SÌ METTE A GRIDARE...

Acceso botta e risposta tra Lucia Annunziata e il premier Matteo Renzi, ospite ieri della trasmissione di Rai3 'In ½ ora'. Al centro dello scontro tra il Presidente del Consiglio e la giornalista la decisione di mandare in soffitta Equitalia, che accende il dibattito: "Facciamo un esempio, lei prende una multa di 100 euro per eccesso di velocità - dice il premier - le sembra giusto che da 100 euro si passi immediatamente a mille euro perché magari è arrivato l'ufficiale giudiziario? Noi dobbiamo rovesciare il meccanismo".
"Però la norma l'avete ritirata, questa era una delle critiche che faceva l'Europa sull'una tantum" replica Annunziata. "No, non l'abbiamo ritirata - risponde Renzi - La norma c'è ancora, voglio dirlo ai cittadini. Chi ha preso la multa e deve pagare gli interessi, pagherà la multa ma non pagherà gli interessi". A questo punto la giornalista commenta ironica: "Sì, ma intanto gli altri hanno pagato anche gli interessi, lasciamo perdere". "Sì - chiosa il presidente del Consiglio - ma non l'abbiamo ritirata. Cucù ed Equitalia non c'è più dall'1 luglio".
"Beh, una base elettorale sarà molto contenta di questa cosa - conclude Annunziata - Ma come fa uno a fare il premier a non avere una costruzione della strategia del consenso in campagna elettorale? Non mi faccia passare per un'imbecille su...con tutta la simpatia, lei si sta giocando una partita molto importante e sta costruendo il consenso". (da Adnkonos)
Da non perdere: Parla Fabrizio Scippa, collaboratore del fotografo: "I soldi trovati a casa di Fabrizio Corona non potevano derivare dalle serate" .


lunedì 26 marzo 2018

Forza Italia non ha rispettato i patti. Capigruppo m5s, centrodestra non è compatto. Guardate e diffondete!

La coalizione di centrodestra non è per nulla compatta. Forza Italia non ha rispettato i patti come Lega eFratelli d’Italia“. La nota dei due capigruppo M5s, Danilo Toninelli eGiulia Grillo, arriva quarantotto ore dopo l’elezione dei presidenti delle Camere e mentre si susseguono le dichiarazioni del centrodestra sui giornali in vista di un futuro esecutivo. I grillini, come confermato a ilfatto.it, ribadiscono che la strategia è quella dei “due fronti”: essere l’ago della bilancia con la libertà di muoversi da una parte e dall’altra in cerca di appoggio esterno. E, mentre si attendono segnali dai dem, alle aperture contrastanti che vengono dal centrodestra, rispondono condannando il comportamento di Silvio Berlusconi e i suoi che, presumibilmente, hanno fatto mancare i circa 60 voti per l’elezione del grillino Roberto Fico alla Camera nonostante gli accordi. La partita in casa del centrodestra rimane molto complessa. Da una parte il leader di Forza Italia definisce “ircocervo” l’ipotesi di un governo Lega-M5s da soli, ma lascia al suo pontiere Giovanni Toti il compito di dire che dialogare con i grillini è necessario. Dall’altra Salvini cerca di farsi la sua partita, tentato dallo strappo con l’ex Cavaliere, ma anche dubbioso sull’ipotesi di fare da secondo a Di Maio in un esecutivo a trazione 5 stelle. Il nuovo banco di prova sarà l’elezione degli uffici di presidenza di Camera e Senato, dove verranno testate nuovamente le intese.

I 5 stelle continuano sulla strada della “compattezza”, che significa mostrarsi uniti davanti a Sergio Mattarella e rivendicare un ruolo istituzionale a fronte invece di avversari più divisi e incapaci di mantenere una sola linea. Di Maio insomma, si sente in questo momento molto forte delle strategie messe in piedi nei giorni scorsi e spera di poterle replicare. “L’elezione di Roberto Fico a presidente della Camera”, scrivono oggi i due capigruppo, “è stato un momento emozionante che rimarrà impresso nella memoria di tutti noi. I nostri gruppi parlamentari hanno dimostrato una grandissima maturità e una completa affidabilità. Gli accordi presi in massima trasparenza davanti a tutti i cittadini, aggiornandovi continuamente, sono stati mantenuti sia alla Camera sia al Senato, nella logica di individuare figure di garanzia per i due rami del Parlamento”. Quindi hanno fatto l’analisi dei numeri, mettendo in evidenza il fatto che qualcosa non ha funzionato nell’accordo con il centrodestra: “Roberto ha ottenuto 422 voti, pari a oltre i due terzi dei componenti dell’Aula. Sono mancati tuttavia circa una sessantina di votirispetto ai numeri che ci sarebbero stati se tutte le forze del centrodestra avessero rispettato i patti come hanno fatto la Lega e Fratelli d’Italia. Questo a ulteriore dimostrazione del fatto che la coalizione del centrodestra non è per nulla compatta, contrariamente a quanto afferma oggi Berlusconi”. Gli occhi ora sono rivolti al prossimo passo, quando ci si occuperà delle altre cariche da assegnare a Montecitorio e Palazzo Madama: “Mercoledì si voteranno i componenti dell’Ufficio di Presidenza al Senato e giovedì quelli della Camera”, concludono Grillo e Toninelli. “Saranno votazioni importanti perché è negli Uffici di Presidenza che si possono eliminare i vitalizi e gli sprechi, che come ha detto Roberto Fico saranno uno dei principali obbiettivi del suo mandato da presidente della Camera. Il Movimento 5 stelle e soprattutto i suoi componenti nell’Ufficio di Presidenza gli daranno tutto il supporto necessario per garantire questo risultato e altrettanto faremo al Senato. Ci auguriamo anche che tutte le forze politiche, nessuna esclusa, diano indicazione di darci supporto in questa battaglia tanto attesa dagli italiani. Il Parlamento non sarà più il simbolo della Casta, ma la casa di tutti i cittadini”.

ULTIMA ORA: Fico, voglio dare l'esempio, rinuncierò all'indennità da Presidente della Camera



MASSIMA CONDIVISIONE!
Guardate il nostro guerriero Roberto Fico intervistato dal TG1 ascoltate cosa dice e condividete se siete d'accordo!

ULTIMA ORA: Fico beccato a usare i suoi privilegi. Adesso gli spetta l'autobus blu! GUARDATE E DIFFONDETE OVUNQUE!

In Italia, finalmente, succede anche questo: un Presidente della Camera dei Deputati che va a lavorare in autobus!


BECCATO!
Guardate il nuovo Presidente della Camera come va a lavoro!
Addirittura l'autobus blu!
Quanti mi piace e condivisoni merita Roberto Fico?

ULTIM'ORA BOMBA! Fico viaggia in treno e a Napoli si sposta in taxi: “Tutto deve rimanere semplice e umile”!



“Un’emozione fortissima tornare oggi a Napoli, qualcosa di straordinario, tornare come terza carica dello Stato”. Lo ha dettoRoberto Fico, neo eletto presidente della Camera. In città, Fico è arrivato in treno e poi si è spostato in taxi. “Non deve cambiare nulla da questo punto di vista – ha affermato – per me molto è importante. Oggi in treno, seconda classe, taxi”. “Tutto – ha concluso – deve rimanere semplice e umile”.

GUARDA IL VIDEO CLICCA QUI

domenica 25 marzo 2018

ULTIMA ORA: Travaglio, "Se Di Maio fa governo con Lega sarà linciato" Cosa ne pensate?



Conviene sia a Salvini che a Di Maio chiudere qui questa collaborazione istituzionale. Se facessero un governo insieme, i 5 stelle sarebbero linciati sulla pubblica piazza. Luigi Di Maio diventerebbe l'uomo più scortato d'Italia. E poi hanno due programmi costosi e incompatibili: non si può pensare di realizzare contemporaneamente la flat tax e il reddito di cittadinanza". Lo dice il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, intervistato da La Stampa.
A suo avviso l'accordo sarebbe 'indigeribile' anche senza Berlusconi: "Il M5S ha una gran parte di elettori fuggiti dal Pd, che vedono Salvini come fumo negli occhi. Il M5S rischierebbe di perdere non solo voti, ma anche parlamentari eletti al Sud".
Ma "se si ferma qui no", cioè al voto su Casellati presidente del Senato: "gli elettori di Grillo, che sono visceralmente anti-berlusconiani, sanno distinguere una divisione di cariche istituzionali da un eventuale accordo di governo. Non oso neppure immaginare Di Maio discutere di programma e ministri con la Lega".
Crede ancora in un'intesa tra Pd e grillini? "Se Renzi mantiene il controllo del Pd finirà per sostenere un governo di centrodestra. Se spuntasse fuori qualcuno in grado di capire le ragioni della sconfitta potrebbe invece mettere a punto un programma di riforma sociali da approvare col M5S", conclude.

ULTIMA ORA: Caso MPS. Festini, orge e fiumi di coca. Coinvolti Magistrati, politici e dirigenti. Parla il super testimone. GUARDATE E DIFFONDETE!


Nella puntata de 'Le Iene Show' in onda domenica in prima serata su Italia 1, Antonino Monteleone torna ad occuparsi della vicenda della morte di David Rossi. L'inviato intervista, in esclusiva, un uomo che afferma di aver partecipato come escort ad alcune feste o cene private che si sarebbero svolte nelle campagne toscane, nei dintorni di Siena e in altre città d'Italia.
David Rossi, capo della Comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, la sera del 6 marzo 2013, è precipitato da una finestra della sede della banca a Rocca Salimbeni, nel capoluogo toscano. In quelle stesse settimane, Mps era al centro di una grande inchiesta basata sull'acquisizione di Antonveneta.
Nel luglio 2017, il gip ha disposto l'archiviazione del fascicolo d'indagine aperto con l'ipotesi di reato d'istigazione al suicidio, accogliendo la richiesta avanzata dalla procura senese e respingendo così l'opposizione avanzata - nel novembre 2015 - dai legali della famiglia Rossi, da sempre convinti che si sia trattato di omicidio. È la seconda archiviazione in questa vicenda: una prima indagine si era chiusa nel marzo 2014.
La moglie di David Rossi Antonella Tognazzi e la figlia della donna Carolina Orlandi, che non credono all'ipotesi del suicidio, sono da anni impegnate per far sì che si continui a indagare sulla morte dell'uomo. Dopo la messa in onda dei precedenti servizi de "Le Iene" sul caso, sono state aperte quattro nuove indagini: due presso la Procura di Genova (competente a indagare per fatti che riguardano i magistrati senesi) e due presso la Procura di Siena.
Nella puntata de "Le Iene" dell'8 ottobre 2017, in particolare, Antonino Monteleone aveva intervistato Pierluigi Piccini, ex sindaco di Siena ed ex dirigente MPS, il quale - tra le altre cose - aveva affermato: "Non credo che David Rossi si sia suicidato...C'è un'altra storia parallela un avvocato romano mi ha detto... 'devi indagare su alcune ville fra l'aretino e il mare e i festini che facevano lì. Perché la magistratura potrebbe anche avere abbuiato tutto perché scoppia una bomba morale'. Non so se mi sono spiegato? Questo avvocato romano mi ha detto: 'C'è una villa fra Siena e Arezzo e c'è una villa al mare, dove facevano i festini'. Chi andava in queste feste? Chi ci andava? Ci andavano anche i magistrati senesi ad esempio? Mah. Ci andava qualche personaggio nazionale? Mah. La cocaina gira a fiumi in questa città".
Ipotesi confermata anche dall'ex gigolo nell'intervista a 'Le Iene', che racconta proprio di alcuni festini in diverse ville nelle campagne toscane, a Bologna e sul litorale romano a cui partecipavano dirigenti di Mps, magistrati, giotnalisti, politici e un prelato molto in vista della diocesi senese. "Ho deciso di raccontare questa storia quando è uscito il primo servizio su David Rossi - ha spiegato l'ìuomo all'inviato del programma - . Quando ho visto la figlia di David fare un appello in televisione dove appunto diceva che tutte le mattine controllava i social, o comunque Facebook o quant'altro, con la speranza di trovare qualcuno che le dicesse 'ci dobbiamo vedere, ti devo parlare'. Da lì ho deciso che fosse giusto raccontare" tutta la vicenda. L'uomo guadagnava anche 10mila euro a settimana.
Per "il fatto di frequentare determinate persone più o meno conosciute, ma comunque con dei ruoli importanti all'interno di società, di banche, del mondo della televisione, del giornalismo, del cinema o anche dell'imprenditoria, costituisci una sorta di, chiamiamola così, minaccia velata - ha sottolineato - . C'era sempre il timore dià le cose che ho visto... le persone con cui sono stato magari possono farmi qualcosa, possono farmi del male, possono trovarmi". Trai suoi clienti c'erano anche dirigenti di Mps e ai festini la cocaina scorreva a fiumi e spesso al situazione di trasformava in un'orgia. la maggior parte dei partecipanti "non erano gay dichiarati o comunque omosessuali" e "aveva la famiglia e figli". L'ex escort ha "paura" di possibili ripercussioni perché i suoi ex clienti "sono persone con le quali bisogna stare attenti" perchè possono diventare pericolose. "Io ho visto, mi ricordo benissimo, una discussione a Monteriggioni con due persone che litigavano furiosamente e mi ricordo uno dei due che litigava, che aveva proprio negli occhi uno sguardo che... non da assassino, ma insomma", ha proseguito.
Quanto all'ex capo della comunicazione di Mps David Rossi "lo avevo sentito nominare - ha spiegato l'ex gigolò - . Non lo avevo mai visto ad una festa - ha sottolineato l'ex accompagnatore - . Non ho mai avuto un incontro con lui, però, pensando alle persone che c'erano lì e comunque ai legami che avevanoà perché c'erano persone appunto legate chi alle forze dell'ordineà addirittura si è parlato che ci fosse qualcuno legato anche a qualche agente dei servizi segreti, robe del genere... Un'ipotesi poteva essere anche quella, che qualcuno lo avesse scaraventato giù dalla finestra".
"Io più di una volta ho avuto la sensazione che qualcuno registrasse" gli incontri hard, ha aggiunto. "Qualche giorno dopo uno dei miei ragazzi ha confermato che delle persone stavano discutendo perché erano state fatte delle registrazioni degli incontri. Poi, quando io sono rientrato, qualche cliente sapeva delle cose che erano state fatte all'interno di questi incontri ma non aveva partecipato, e io dubito fortemente che qualcuno di loro vada in giro a raccontare quello che fa o non fa in questi festini", ha concluso.

INCREDIBILE: Berlusconi sputtanato da Ficarra e Picone sulla sua rete principale, canale5! GUARDATE E DIFFONDETE!



LO AVETE VISTO? +++
Attacco di Ficarra e Picone a Berlusconi direttamente da canale 5! GUARDATE COSA HANNO DETTO E DIFFONDETE SE HANNO FATTO BENE!


M5S, Paola Taverna zittisce Berlusconi... Guardate cosa e' successo e diffondete tutti!

Paola Taverna, ex capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, è intervenuta ai microfoni di ECG il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus. Sono stati molto diversi i temi che la pentastellata ha affrontato, dal caso Boschi a Matteo Salvini.

Sul caso Boschi, Paola Taverna, ha affermato: “Io l’ho detto quando la Boschi ha fatto il confronto a otto e mezzo. Quella non era un’intervista, era una confessione. Ha parlato di Banca Etruria con tutti, le mancano solo il panettiere e il fornaio. Non c’è nulla da aggiungere, ha confessato quello che immaginavamo, si è interessata di una vicenda che la riguarda personalmente in un palese conflitto d’interesse”.

Paola Taverna ha espresso anche la sua opinione riguardo lo scontro tra Marco Travaglio e Maria Elena Boschi dicendo che dopo il “Lei mi attacca perché sono donna?” della Boschi bisognerebbe stendere un velo pietoso. La Taverna ha affermato anche che, essendo lei una donna, non ha mai trovato difficoltà per il sesso nel suo percorso politico.


Ha poi aggiunto: “il Movimento Cinque Stelle è l’unico a non accettare le quote rosa e abbiamo dimostrato di essere il Movimento che all’interno delle istituzioni porta, senza le quote rosa, il più alto numero di esponenti femminili. In un momento così particolare dove si parla di femminicidi e di violenze, sentir utilizzare il fatto di essere donna per trovare la simpatia degli elettori quando un giornalista sta parlando con un ministro e sta discutendo delle situazioni che nulla riguardano il sesso, l’ho trovato veramente svilente”.
A proposito di Berlusconi, la pentastellata, ha ricordato che il Movimento 5 Stelle è entrato nell’era antiberlusconiana e che alcuni italiani hanno memoria breve poiché veniamo da 20 anni di governo Berlusconi, e si può vedere benissimo come quest’uomo condannato abbia distrutto lo stato sociale. Ha aggiunto: “È sconvolgente immaginare di dover rifare una campagna elettorale contro Berlusconi. Rivedere lì Berlusconi che sventola foglietti senza sapere cosa ci sia scritto è incredibile, promette le cose che non ha mai fatto nei 20 anni che ha avuto di tempo”.
La grillina, ha concluso il suo intervento parlando di Matteo Salvini: “Dice che noi cambiamo idea troppo spesso? Lui, che pensa l’opposto di ciò che dice Berlusconi ma poi ci si allea per prendere due voti in più. Spero che quando questi politici parlano la gente li ascolta. Nel centrodestra ci sono tre partitini che si sono messi insieme solo per raccattare due voti in più. Qual è il programma di Salvini? Cacciare gli immigrati? Dice le stesse cose da 20 anni, quelle che gli servono per entrare nel Parlamento. Vuole stare all’opposizione”.
Diffondete le parole di questa grandissima donna. Noi la sosteniamo, aiutateci a condividere!

CROZZA UMILIA L'UNITÀ CHE INVENTA BUFALE SULLA RAGGI! GUARDATE E DIFFONDETE OVUNQUE!



Uno strepitoso Maurizio Crozza fa a pezzi L'Unità, che prima pubblica clamorose bufale su Virginia Raggi, poi si giustifica sostenendo che nel "giornalismo 2.0" le notizie non vanno verificate: "Il loro è più simile al leccaculismo 1.0. L’Unità non è più il giornale fondato da Antonio Gramsci, sembra fondato da Giulio Verne: 20000 lingue sotto Renzi". Diffondiamo!


“Caro presidente, vaffan…”. E Berlusconi cacciò Romani e Brunetta



La lunga notte del berlusconismo a Palazzo Grazioli continua con la luce del giorno, di mattina, alla vigilia della domenica delle Palme. Ma Paolo Romani e Renato Brunetta non agitano ramoscelli d’ulivo, segno universale di pace. I loro volti ingrugniti, scorticati dallo stress più che dalla mancanza di sonno, si avvampano di rabbia quando scorgono un comunicato stampa vergato da Silvio Berlusconi.
È la prima stesura della resa dell’ex Cavaliere all’alleato vincitore Matteo Salvini. In pratica accetta Anna Maria Bernini come candidato alla presidenza del Senato. Ci ha riflettuto tutta la notte. “Anna Maria è sempre stata la mia candidata naturale”. Balena finanche il sospetto, fondatissimo, che lo sfregio leghista dell’altra sera, i 57 voti a Bernini, sia stato avallato dallo stesso B., per costringere Romani al passo indietro.
Romani & Brunetta leggono e all’unisono sbottano: “Caro Presidente ma vattene a fare in culo, noi ce ne andiamo e ci facciamo un altro partito”. Immobile nella sua maschera mattutina di Ottuagenario insonne, B. è crudele nella risposta, già riservata ad altri esuli rompitori come Fini o Alfano: “Bene, vorrà dire che senza di voi Forza Italia prenderà il 5 per cento in più”. La coppia di capigruppo si alza e se ne va. Cacciati.
Il loro abbandono genera un equivoco che fa ammattire i giornalisti che presidiano Palazzo Grazioli, poco prima delle dieci. Vedono Romani e Brunetta uscire e pensano che il vertice sia finito. Invece no.
Nella residenza romana, infatti, ci sono ancora una volta Matteo Salvini e Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, per sua stessa ammissione, si calca sul capo un immaginario casco blu dell’Onu per riportare ordine e armonia. Appena poche ore prima, sul finire del venerdì precedente, il berlusconismo di Romani e Brunetta ha dichiarato rotto il centrodestra. Il casus bellisono i citati 57 voti leghisti a Bernini nella seconda votazione al Senato. E il vertice dopo la rottura, convocato per le nove di mattina, fa presagire un altro colpo di scena.
Pace, non più guerra. Solo che a spuntarla, contro il divisivo e condannato Romani, non è più Bernini. L’accordo tra centrodestra e grillini prevede un doppio sacrificio. Bernini da un lato. Fraccaro dall’altro. Il nome terzo che s’impone è quello diElisabetta Alberti Casellati da Padova, scelta da Niccolò Ghedinicon il consenso di Gianni Letta. Casellati e Ghedini, entrambi di Padova, entrambi avvocati, entrambi esperti di leggi ad personam. È il pragmatismo di Berlusconi. La “roba” innanzitutto. Cade pure la condizione di incontrare Luigi Di Maio per concordare il fatidico nome. Era diventata una questione d’onore, a sentire il sempre energico Brunetta.
Cade tutto, da Romani in giù. L’ex Cavaliere ha capito che il Pd è morente e l’unica garanzia che ha per tutelarsi è rimanere agganciato al vincente Salvini. L’aveva fatto capire durante l’ultima visita del leader leghista ad Arcore. “Caro Matteo, ti presento i miei figli: Marina e Pier Silvio”.
Torniamo sulle promettentissime tracce di Brunetta e Romani. I due vanno al Senato e non fanno dichiarazioni, stranamente. “Non siamo autorizzati a parlare”.
Una volta dentro, però, Romani non si trattiene più coi suoi fedelissimi, che gli chiedono spiegazioni. Ulula Romani, solitamente composto fino all’ultimo capello. Ulula e urla. Con lui c’è anche la figlia del peculato, che usò il suo telefonino da assessore di Monza. “Quello è ormai rincoglionito e bollito”. “Quello” è il Presidente di cui sopra. Silvio Berlusconi.
A Palazzo Madama va in scena la terza votazione. Indi lo spoglio delle schede. Giorgio Napolitanocomincia la monotona e lunga litania di “Alberti Casellati” e Romani esce dall’aula, diretto alla buvette a uso e consumo degli avidi giornalisti. E dà soddisfazione Romani, eccome se la dà: “Sono preoccupato. Non ho condiviso queste scelte, non per la mia persona ma per quello che ci aspetta. Ora vediamo cosa accade. Non mi pronuncio, spero di avere torto”.
Lui e Brunetta volevano la rottura totale con i Cinquestelle e prendersi il Senato e basta. Lo spoglio finisce e Salvini ritorna a Palazzo Grazioli per festeggiare. C’è Dudù che abbaia come posseduto. B. a Salvini: “Mi fido di te”. Alla Camera, alcuni deputati azzurri minacciano di raccogliere firme contro la conferma di Brunetta a capogruppo. L’energico “Renato” risponde a tono: “State sereni, sono io che non lo voglio fare più”. Al suo posto Gelmini. Al Senato, Bernini sostituirà Romani. Forza Italia quasi non esiste più. Solo macerie. Nascerà Lega Italia?

Scanzi umilia il PD e i Renziani che criticano il M5S. Siete d accordo con lui?



Dopo la normalissima dialettica per le presidenze delle Camere tra le due forze che hanno stravinto le elezioni, le reazioni renziane sono state all’insegna dell’”è nato Grillusconi”. Non solo: l’elezione della Casellati sarebbe colpa del M5S. Poveri noi. Qua davvero c’è gente con la competenza di un’acciuga morta e l’onestà intellettuale di Genny Migliore.
- “E’ nato Grillusconi”. Fu più o meno anche il titolo di Pubblico, il quotidiano di Telese che doveva spezzare le reni alle galassie. Era la fine del 2012. Chiuse subito. E non è che ci prese tantissimo.
- “E’ nato Grillusconi” (2). Non è nato una mazza. Come è sempre successo nella storia della Repubblica Italiana, a parte il periodo 1976-1994, la forza vincente si è presa le due Camere. Solo che qui i vincenti erano due e quindi se le sono spartite. Anche il centrosinistra, quando ha vinto (poco), ha sempre preso tutto: 1996, 2006, 2013. Tenendo poi conto che, dall’alto di quel 18% stitico, i renziani hanno fatto i fighi (de che?) trattando i 5 Stelle come reietti, non si capisce con chi diavolo avrebbero dovuto parlare i grillini. Con Gianni Drudi? Con il Pesce Fava? O con la buonanima ebbra di stocazzo?
- “La Casellati è inaccettabile”. Vero. Invece i Verdini e tutti quelli con cui i renziani hanno fatto il Nazareno o tentato di stuprare la Costituzione erano gigli di campo.
- “Ma non lo sapete cosa ha fatto finora la Casellati?”. Sì che lo sappiamo, infatti al Fatto lo scriviamo dal 2009 (i Travaglio & Gomez da molto prima). Io, peraltro, con la Casellati ci ho pure litigato anni fa in tivù (però non me lo ricordavo. Me l’ha fatto notare ieri mio padre. Pensate quanto questa donna mi abbia colpito nella vita). I renziani possono forse darmi lezioni di morra cinese, ma di opposizione politica proprio no.
- “Sì, ma tu della Casellati cosa pensi?”. Me lo chiedete pure? Cosa devo pensare, di una che da sempre difende acriticamente tutto quel che fa Berlusconi? Per certi versi è pure peggio di Romani. Dialetticamente la ricordo pietosa in una puntata con Travaglio a Otto e mezzo, politicamente non la ricordo perché non posso ricordare l’impalpabile. Non l’ho mai votata, non la voterei mai.
- A proposito di voti: se la Casellati è così indigesta ai renziani, com’è che nel 2014, quando Renzi era all’apice della sua parabola tragicomica, la stessa Casellati fu eletta membro laico del CSM anche grazie ai voti del renzianissimo Pd?
- “I 5 Stelle non possono votare una come la Casellati”. Vero, ma se il centrodestra merita (per il risultato elettorale) la Presidenza del Senato, Salvini concede a Forza Italia la scelta e in Forza Italia son quasi tutti come la Casellati, che si fa? La Bernini era meglio, ma non ha voluto Forza Italia. I 5 Stelle potevano far saltare il banco, poi però avrebbero dovuto parlare con il Pd. Che neanche li guarda, perché è troppo intento a masturbarsi mentalmente o a dire a se stesso che in fondo ce l’ha lungo. Se i 5 Stelle dialogano non va bene, se non dialogano sono dei “congelatori di voti”. Mettiamoci d’accordo.
- Chiedere ai 5 Stelle di trovare una persona intonsa in Forza Italia e incolparli della poca illibatezza della Casellati è intellettualmente sconcertante: sarebbe colpa dei grillini se i berluscones son quasi tutti come Romani, Casellati e Gasparri? Dovevano fabbricarne uno ex novo, magari per far felici quegli stessi renziani che, fino a ieri, non facevano un plissé quando stavano al governo con Alfano, avevano (hanno) alleata la Lorenzin, candidavano Casini e nella precedente legislatura si facevano reggere la stampella dagli oxfordiani D’Anna e Barani? Se fossi Giachetti, ai renziani direi giusto questo: “Ci avete la faccia come il culo”. Però sorridendo.
- “Il M5S odiava gli inciuci e ora inciucia con Berlusconi!”. Se lo farà, il M5S dovrà vergognarsi di esser nato e sputarsi da solo: significherebbe tradire chi lo ha votato e significherebbe pure essere deficienti. Ai renziani piacerebbe da matti se Di Maio entrasse in un governo con Berlusconi, ma quello lì è Renzi: forse si sono confusi. I 5 Stelle non hanno concesso una Presidenza a Berlusconi: è l’elettorato italiano che lo ha concesso al centrodestra. Il governo è un’altra cosa. Non è difficile da comprendere.
- Non ci sarà mai un Grillusconi: mai. La Taverna, quando Berlusconi decadde, fece un discorso durissimo. Violante, nel 2002, con Berlusconi usò toni abbastanza diversi. E’ il centrosinistra italiano che da più di 20 anni fa finta opposizione a B., non certo il M5S.
- Quanto alla nascita di un Salvingrillo, se parlate di un governo politico “vero” lo ritengo probabile come una frase intelligente di Gasparri. Se invece intendete un mini-governo che faccia la legge elettorale, abolisca i vitalizi (boom ulteriore di consensi) e poi voto, è dal 4 marzo che la ritengo la strada più percorribile. Forse è pure la strada migliore, stante lo stallo attuale.
- Se Di Maio e Salvini non sono idioti, e non lo sono, il “rospo” ingoiato con la Casellati è un sacrificio per risfidarsi al più presto con una nuova legge elettorale. Hanno davanti un match point grande come una casa per governare il paese, ridimensionare Berlusconi e demolire Renzi: se non lo sfruttano, curateli.
- La prima cosa che Renzi ha fatto da Presidente del Consiglio è stata baciare la pantofola del maestro Silvio e partorire il patto del Nazareno. Che io sappia, quando Berlusconi ha chiesto di vedere Di Maio, il secondo gli ha risposto “suka”. E’ anche da questi particolari che si giudica un politico. E un partito.
- “Scanzi ha straparlato di Renzusconi e invece guarda adesso che scenario diverso!”. Seeee, come no. Il Pd ha partorito una legge elettorale di merda, imposta pure con otto fiducie, con gli unici scopi di agevolare il renzusconismo e ammazzare il grillismo. Solo che il giochino non è riuscito perché gli elettori non erano d’accordo. Cari renziani: Renzusconi (per ora) non si fa non per vostra scelta, ma perché non vi ha votato neanche la pora Beppa del Menchino. Non è che voi abbiate deciso di staccarvi da Berlusconi: è che voi avete p-e-r-s-o. E adesso ne soffrite. Shit happens (cit).
- Vi invito comunque a teatro: il Renzusconi tour continua, aggiornato con Di Maio, Salvini, Casellati, etc. Anche se la parte su Renzi resta la più esilarante: per merito suo, s’intende.
- Un Pd derenzizzato potrebbe forse dialogare ancora con il M5S (e viceversa), ma se le reazioni renziane restano queste, che dirvi: buona catastrofe. A me spiace per i tanti che nel Pd hanno creduto e credono davvero, ma personalmente mi tocca un po’ meno di niente. Dovreste imparare dalle vostre continue sconfitte. Dovreste ascoltare il grido di dolore del ragazzo di Avellino iscritto al vostro stesso partito. Ma non lo fate: neanche ci provate. Siete già stati bravissimi a demolire dall’interno un partito in quattro anni: se proprio volete bombardare anche i tre muri rimasti, fate pure.

sabato 24 marzo 2018

La lettera di Beppe Grillo a tutti gli elettori del Movimento 5 Stelle…



“E allora grazie gente, per aver visto e interpretato il nostro impegno per quello che è. Forse possiamo parlarne di nuovo, usare ancora quel verbo che era tutto. Perché è sempre stato tutto per chi la vive: la passione”, è così che Beppe Grillo ha ringraziato tutti gli elettori italiani che hanno scelto di votare il cambiamento, affidandosi al Movimento 5 Stelle e che hanno permesso il successo elettorale.
Beppe Grillo ha spiegato, poi, che un grazie, gli italiani che hanno votato il Movimento 5 Stelle, lo meritano anche per aver compreso a partire dalla presentazione della squadra di governo, che “non era una mossa, e di questo ringrazio innanzitutto gli italiani per averlo capito, i nostri candidati non sono uno spot, si poteva capire anche senza la coscienza del dopo, l’unica a valere nei Talk Show”.
Ha continuato ancora a ringraziare gli italiani che hanno sostenuto il Movimento 5 Stelle dicendo: “Grazie ancora agli italiani, state iniziando a partecipare in prima persona, in alto i cuori”. Beppe Grillo ha poi continuato a dire che era quasi convinto, in momenti di sconforto, che un nulla rassegnato avesse conquistato la stragrande maggioranza delle menti e dei cuori. Ed ha detto ancora che credeva che tutto quello che avevano fatto fosse sbocciato troppo tardi, “davanti al fuoco di fila dei media”.
Parlando a tutti gli elettori del Movimento 5 Stelle ha poi detto che, invece, hanno saputo guardare oltre quelle polveri e lui ne è davvero grato. Beppe Grillo non ha lasciato scampo neanche ai media che in questa campagna elettorale, come sappiamo, si sono scagliati contro il Movimento 5 Stelle dicendo: “A proposito di media, è sconcertante come siano volubili. La definizione di una squadra di governo che ci impegnasse da subito, sia per la qualità che per il modo di vedere di futuro, non viene più derisa… Anzi, si sente parlare di una mossa geniale, adesso che abbiamo vinto”.

Fonte: https://www.google.it/amp/m.huffingtonpost.it/amp/2018/03/05/beppe-grillo-ringrazia-gli-italiani-avete-guardato-oltre-le-polveri-stilettata-ai-giornalisti-siete-volubili_a_23377484/