mercoledì 31 gennaio 2018

Bufera PD! I5 stelle hanno scoperto un regalo oneroso dal governo al ministro...

Riportiamo la denuncia della Senatrice pentastellata, Barbara Lezzi, in merito ad un REGALO ONEROSO, da parte del Governo all'ex ministro Melandri per la sua fondazione. Leggiamo di seguito così:
La fondazione Maxxi della Melandri percepisce dalle nostre tasse ben 5 milioni di Euro l'anno. Non le bastano e allora Renzi inserisce ancora una volta l'ex ministro sotto la pioggia di Euro, ben 500.000, scippati dalle tasche dei cittadini perbene. Questa è solo tra le più eclatanti mance concesse dal Governo in giro per l'Italia ai suoi amici mentre per i cittadini ci sono i tagli crudeli alla Sanità.
Nel frattempo,Renzi, sceglie una bella poltrona comoda per tentare di giusticare se stesso e il suo Governo in merito alla clamorosa truffa ai danni dei risparmiatori traditi dal suo decreto.Giura che chi ha sbagliato pagherà. Stanno, intanto, pagando i clienti ingannati e rapinati per i quali dichiara di concedere un risarcimento pari a meno di 1/3 delle perdita ma non dice che l'emendamento con cui stanzia quest'elemosina, è solo un rinvio del problema da qui a 90gg e la decisione sarà soggetta al "concerto" tra due Ministeri, economia e giustizia, che è garanzia, finora, di inefficacia.
Tradotto: entrambi i ministeri sono sollevati da responsabilità che potranno passarsi vicendevolmente per far sì che nessuno sarà colpevole in caso di inadempienza.



Magnifico Travaglio asfalta Floris e il pubblico va in delirio guardate e diffondete!

Giorni fa Marco Travaglio è stato ospite nella trasmissione di Giovanni Floris a “ di martedi” su “la 7” . Un giornalista che non è schiavo del potere politico,diciamo che il cittadino Travaglio condivide molti principi del Movimento. Martedi è stato davvero straordinario,penso che abbia rappresentato milioni di italiani.Domanda di Floris sul ritorno di Berlusconi,Travaglio risponde così:” La fortuna di Berlusconi è che va sempre ospite in trasmissione dove i giornalisti non gli fanno mai domande”. Poi chiede cosa ne pensa del presunto candidato premier il generale Gallitelli….Travaglio:” dopo che ha passato una vita a scappare ora sta dalla parte delle guardie”.“ Ma cos’altro deve fare Berlusconi per risultare un po peggio di Di Maio!? Uno che ha guidato aziende che hanno corrotto politici,magistrati, finanzieri, comprato sentenze, pagato la mafia, corrotto senatori, uno che ha fatto disastri in tutti i campi da quando ha governato dalla cultura alla scuola , alla sanità, agli esteri ,agli interni, dappertutto, uno che ha quel concetto delle donne …..idea orrenda, arcaica di un’ altro secolo . Ma come è possibile che veramente si pensi che un essere di quel genere possa essere meglio di un ragazzo che sarà inesperto, ma non ha mai rubato, non ha mai corrotto nessuno non ha mai conosciuto né mafiosi né Licio Gelli,……nè Dell’Utri ,una cosa semplicemente assurda “.“ C’è gente con l’argenteria da difendere che ha paura dell’ ignoto. E quindi dice teniamoci i puzzoni che abbiamo pur di non affrontare un salto nel buoi. Longanesi diceva che siamo conservatori in un paese che nn ha niente da conservare.Ma cosa possiamo temere di peggio rispetto ai cialtroni che ci hanno rovinati negli ultimi decenni . Ma davvero possiamo pensare di non aver ancora toccato il fondo!?….Io penso che per quanto si impegneranno i 5Stelle peggio di Berlusconi non potranno mai fare “.Non se la scampa neanche Renzi….“Renzi alla Leopolda giocava in casa,gli piace vincere facile, ai suoi fans può raccontare ciò che vuole,il problema è quando si avventura nel mare aperto,ogni tanto ci passa col treno e prende più fischi che altro”. “Tra Renzi e Berlusconi ,butterei dalla torre Berlusconi senza dubbio,anche se temo che essendo gemelli siamesi,buttando giù Berlusconi venga giù anche Renzi”.





+ + + Notizia bomba + + + Mauro Corona: se dovessi votare, voterei il M5S non vi fate prendere in giro! Guardate e diffondete ovunque!



Durissimo scontro a La Zanzara (Radio24) tra lo scrittore Mauro Corona e uno dei conduttori, David Parenzo. Tutto nasce dalle parole di Corona e dalla sua volontà espressa di non voto alle prossime elezioni politiche: “Non ho simpatie per la Lega, ho solo approvato qualche dichiarazione di Salvini sull’abbassamento delle tasse o sul cambiamento della legge Fornero. Io ho sempre votato da una vita la sinistra, ma non la voto più, perché ora non esiste. Dov’è la sinistra? Sarà mica rappresentata da Renzi o dal vecchio Bersani o da Grasso con quel suo sorriso tra il mellifluo e l’innocente? Non c’è più”. Poi però lancia un’ipotesi: “Penso di non votare, ma lo dico chiaramente: ho delle mire verso i 5 Stelle. Se dovessi andare a votare, darei il mio voto al M5S. Ma perché dobbiamo farci prendere per il culo dai soliti politici? Scommettiamo che, se al governo vanno quelli lì che non risolvono nulla, tra 5 anni non cambia nulla e che l’Italia andrà ancora in malora? Se l’Italia percepisse davvero la gravità del momento, non dovrebbe muoversi di casa il 4 marzo. Nessun italiano dovrebbe andare a votare. Vorrei il 100% di astensione. E i politici così si guarderanno in faccia e torneranno a casa”. La bagarre esplode quando lo scrittore menziona il senatore uscente di Forza Italia, Antonio Razzi: “Voglio proprio vedere cosa fanno questi buoni a nulla. Sono arrivato al punto che rimpiango Antonio Razzi. Almeno nella sua semplicità, nel suo poco saper parlare, è uno pulito ancora rispetto a questi”. “Ma cosa vuol dire pulito?” – insorge Parenzo – “Il suo unico ideale è tutelare il suo interesse. Mi meraviglio di te. Tu sei un intellettuale”. “Essere intellettuale non vuol dire essere imbecille”, ribatte Corona. Ma Parenzo rincara: “Sei un pensatore e generalizzi così, buttando merda su qualunque cosa. Tu devi insegnare a distinguere, non a gettare concime dappertutto. Esistono anche gli ideali e i valori”. “Sì, ma devono esistere anche in guida uno Stato” – replica lo scrittore – “Ci vediamo tra 5 anni, così ti tirerò le orecchie. Io non mi fido di questi buoni a nulla senza idee, quindi, se dovessi andare a votare, voterei per il M5S. Almeno provo a cambiare e a vedere cosa fanno. La Boschi candidata a Bolzano? Il Trentino è una terra a me cara. Ma vedete come si spostano i pezzi della scacchiera? Cosa ci fa la Boschi a Bolzano? Lì non la vogliono, perché non si è fatta candidare a casa sua?”. “Tutti i partiti lo hanno fatto, non solo il Pd” – risponde il giornalista – “Anche il M5S. E’ il gioco della politica, sta all’elettore decidere”. “Ma lo vuoi capire in quella testaccia che la politica dovrebbe provvedere al bene del cittadino?” – controbatte Corona – “Siamo soffocati. Siccome non hanno idee e non sanno fare leggi, proibiscono. Qui non si può nemmeno tagliare un albero e non puoi fare più una strada. Ve la insegno io la politica dell’ambiente”. Ma quando Parenzo lo invita a scendere in politica e non fare qualunquismo, lo scrittore si infuria irrimediabilmente.

FONTE: IL FATTO QUOTIDIANO.IT

Laura Boldrini incastrata da "Le Iene" guardate cosa hanno scoperto e diffondete ovunque questa vergogna...

Ad incastrare Laura Boldrini, paladina dei diritti e delle donne, ci pensano Le Iene. Già, perché soltanto un paio di mesi or sono la presidenta aveva promesso massimo impegno e giustizia impiegata per i cosiddetti "assistenti fantasma" alla Camera, ossia i portaborse spesso in nero e non pagati del tutto. E oggi, otto settimane dopo, di quel massimo impegno non vi è traccia, tanto che incalzata da Filippo Roma, la Boldrini non sa cosa rispondere, fino a quando preferisce fuggire dalle telecamere.
La vicenda era iniziata la scorsa estate, quando il programma parlò del caso di Federica Brocchetti, la quale sostiene di aver lavorato in nero e senza stipendio come assistente parlamentare di Mario Caruso, di Centro Democratico. Un caso che fece parecchio scalpore e per il quale, appunto, la Boldrini si impegno in prima persona. Peccato che due mesi dopo, Federica abbia rivelato che nessuno si è fatto sentire e che nulla è cambiato. Non solo: assicura che il suo avvocato abbia scritto sia a Montecitorio sia alla Boldrini chiedendo di fornire i dati con gli accessi che attestino la sua presenza negli uffici di Caruso per ben un anno e mezzo, dati che le serviranno in sede processuale. Ma nessuno, sostiene, ha mai risposto.Le Iene, dunque, sono tornate ad incalzare la Boldrini, direttamente nel suo ufficio. E la presidenta, davanti alle telecamere, ha affermato che dall'istruttoria aperta sul caso era emerso che vi fosse un contratto di lavoro a titolo gratuitoesibito da Caruso ai questori. Peccato che Federica smentisca in modo netto di aver firmato un contratto, men che meno gratuito. E peccato anche che il servizio de Le Iene mostri prove sufficienti per poter ipotizzare che quel contratto sia un clamoroso tarocco (alla Camera ne è stata visionata soltanto una fotocopia, sulla quale, dunque, potrebbe essere stata apposta una falsa firma di Federica con un agile taglia e incolla).
Insomma, la Boldrini, la paladina dei diritti e delle donne, del caso di Federica non pare essersene occupata granché. "Non sono cose di cui mi occupo io direttamente. Non ho letto la mail indirizzata a me, perché la segreteria non mi passa tutto. La Camera risponderà", assicura ancora, per poi, come detto, darsi alla macchia, in fuga dalla telecamera bloccata dalle sue guardie del corpo e "tallonata" dal solo Filippo Roma.
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13287183/laura-boldrini-le-iene-assistenti-fantasma-federica-brocchetti-fuga-da-filippo-roma.html

È scontro tra Di Maio e Alfano guardate cosa e' successo...

Angelino Alfano la vendetta se la gusta davvero fredda. Ha aspettato sette mesi prima di andare all'attacco di Luigi Di Maio, che nel febbraio di quest'anno aveva chiesto le dimissioni del Ministro dell'Interno. All'epoca Alfano era stato indagato per abuso d'ufficio per aver trasferito Fernando Guida, il prefetto di Enna che avrebbe dovuto pronunciarsi sul commissariamento dell'Università privata Kore. E in quell'occasione Di Maio aveva twittato: "Alfano indagato per abuso d'ufficio. Le nostre forze dell'ordine non possono avere il loro massimo vertice indagato. Si dimetta in 5 minuti!".
E ora, che ad essere indagata è Paola Murano, assessora della giunta pentastellata capitolina? Il leader di Ncd ci va giù pesante: "Di Maio quando io sono stato indagato per aver trasferito il prefetto di Enna a Isernia ha detto che mi dovevo dimettere. Lui ha fatto silenzio ed è scappato dalla tv, Di Battista ha annullato il tour: siccome l'italia ha bisogno di uomini coraggiosi e non di conigli, ricompaiano e dicano cosa significano coerenza e onestà, non vorrei che facesse rima con viltà".




Continua la lotta per la legalità,la sindaca Raggi compie un altro miracolo,ringraziamenti dai…

Ultima notizia di Virginia Raggi che scrive sulla sua pagina :”Aveva occupato di nuovo un immobile comunale appena liberato, dove gli agenti avevano trovato armi e bilancino di precisione. Siamo nel quartiere Don Bosco, a pochi passi alla scuola elementare “Don Michele Rua”.La casa era stata originariamente assegnata proprio alla custode della scuola. Dopo la sua morte, diversi anni fa, era stata occupata senza titolo dal figlio”.
“L’uomo si è opposto allo sgombero ed è stato arrestato per detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale. Entrando in casa gli agenti hanno trovato due pistole giocattolo sprovviste di tappo rosso, due spade katana e il bilancino di precisione. Nel cortile poi c’erano due grossi cani da guardia, che il personale veterinario ha provveduto a portare in sicurezza al canile municipale. Una telecamera era stata installata al cancello d’ingresso, così che si potesse controllare l’accesso grazie a un monitor interno”.
“Al termine dell’operazione i genitori degli alunni si sono avvicinati e hanno ringraziato il personale presente per aver messo in sicurezza l’area. Posso assicurare che l’appartamento tornerà alla collettività e tra le prime proposte arrivate c’è quella di trasformarlo in una ludoteca”.
“Le occupazioni abusive rubano spazi alla collettività e spesso diventano covi di illegalità o teatri di fenomeni criminali. Noi stiamo restituendo ai cittadini i beni comuni: liberando gli alloggi popolari per assegnarli a chi ha diritto e attende una casa da anni; recuperando gli altri immobili del patrimonio capitolino per metterli al servizio della comunità”.
“C’è ancora molto da fare ma andremo avanti fino in fondo su questa strada di legalità, perché Roma è stata umiliata da troppi anni di incuria e malaffare. L’era di Scroccopoli  è finita, per tutti”.





+ + + Sondaggio bomba + + + Il M5S sale di un punto a settimana numeri spaventosi! Guardate e diffondete tutti!

A un mese e pochi giorni dal voto, ecco l'ultimo sondaggio politico, proposto da affaritaliani.it in collaborazione con Alessandro Amadori. Si tratta di una meta-analisi basata sul complesso dei sondaggi e sulle analisi di sentiment sul web. Ecco, dunque, i verdetti al 31 gennaio.
Rispetto all'ultima settimana, fa un netto balzo in avanti il M5s, in media dell'1%: i grillini si assestano tra il 27 e il 30 per cento. Battuta d'arresto per Forza Italia, data in calo dello 0,5% al 13,5-17,5 per cento. Stabili LegaFratelli d'Italia e Noi con l'Italia-Udc, rispettivamente all'11-15%, 4-6% e 2-4 per cento. Complessivamente, il centrodestra viene dato tra il 34,5 e il 38,5 per cento.
Non si registrano variazioni di sorta neppure per il Pd, che viene dato tra il 23 e il 27 per cento. Dunque +Europa di Emma Bonino, tra l'1 e il 2 per cento. E ancora, Liberi e Uguali, la cui forbice è molto ampia: tra il 5 e il 9 per cento. Ma il partito di maggioranza relativa resta sempre quello degli indecisi, che raggiungono la cifra monstre del 35 per cento.

ULTIMA ORA: BUFERA SULLA LEGA! La Procura indaga sul reimpiego dei fondi ottenuti con la maxi-truffa dei rimborsi [LEGGI

Milano Adesso Salvini mostra i canini affilati. Lo fa a Montecitorio, rispondendo ai cronisti che gli chiedono conto dell'ultima patata bollente piombata sul Carroccio. Si tratta dell'ennesima brutta notizia proveniente dalla Procura di Genova. Come riporta un servizio de Il Secolo XIX, i magistrati avrebbero aperto un'inchiesta per riciclaggio proprio sulla Lega. Ma il suo leader non soltanto respinge tutte le accuse ma minaccia una pioggia di querele a chiunque scriva della vicenda «basata sul nulla». «Come altri ricorsi finirà nel nulla - giura il segretario - Chiunque dica o scriva a sproposito di soldi che la Lega non ha e io non ho mai visto, verrà querelato e sarà un giudice a decidere. Sono assolutamente tranquillo ma adesso iniziamo a denunciare chi diffama». È scuro in volto e decisamente serio, il capo del Carroccio, anche quando usa una metafora simpatica per rispondere di quei «due milioni di euro, secondo la procura, occultati durante la sua segreteria»: «Soldi che la Lega non ha e che io non ho mai visto. Non ci sono più soldi a rischio sequestro, ci hanno sequestrato tutto... Non ho da spostare niente se non la giacca e la camicia». Su certa magistratura si sa come la pensi Salvini: «Sorriderei se non ci fossero soldi pubblici spesi per indagare sul nulla». La differenza, questa volta, è che il leader del Carroccio non ha intenzione soltanto di difendersi ma andrà al contrattacco proprio in Procura: «Querele per chi ci diffama».

La questione dei fondi del Carroccio è nota. All'epoca della segreteria Bossi e del tesoriere Belsito il partito avrebbe occultato rimborsi truffa. I pm, però, sono convinti che parte di quel denaro sia stato nascosto anche durante la gestione Maroni e Salvini per mettere al sicuro il patrimonio da possibili sequestri. Il tribunale ha già disposto il sequestro di 49 milioni di euro ma sui conti del Carroccio ne sono stati trovati, e bloccati, solamente 2. La Lega avrebbe messo al riparo il bottino restante, quindi? È la convinzione dei pm che adesso indagano, appunto, per riciclaggio. Sull'ipotesi di trasferimenti opachi il Carroccio fa quadrato: «Siamo pronti a dimostrare che non ci sono stati movimenti finanziari sospetti», dice l'attuale tesoriere del partito Giulio Centemero. Mentre il capo Salvini promette di trascinare in tribunale chiunque sospetti della sua onestà.


ULTIMA ORA BOMBA: LA IENA GIARRUSSO HA DECISO, SI CANDIDA CON IL M5S! COSA NE PENSATE?

M5S, la "iena" catanese Dino Giarrusso accetta la candidatura
Aveva prima rifiutato, ma poi la "iena" catanese Dino Giarrusso ha scelto M5S, la "iena" catanese Dino Giarrusso accetta la candidatura
Poi - racconta - a inizio gennaio sono uscite delle indiscrezioni a riguardo e ciò mi ha obbligato a scegliere in 24 ore" tra la politica e l'attività di giornalista al programma Le Iene. Alla fine ho scelto di no, l'idea di fare le parlamentarie da 'vip' non mi piaceva e la velocità con cui dovevo scegliere, dopo la diffusione delle indiscrezioni a riguardo, mi obbligava a sciogliere la riserva senza aver riflettuto bene", prosegue ancora Giarrusso, nato a Catania, ma residente da diversi anni nella capitale. Poi, con l'uscita di Veri, l'occasione si è ripresentata.
"E sono bastate due settimane di campagna per farmi dispiacere di aver detto no in precedenza, più vedevo le liste che presentavano gli altri partiti, più vedevo la differenza incredibile tra il M5S e gli altri e più pensavo "peccato non essermi candidato", sottolinea Giarrusso che osserva: "Sono ancor più felice di candidarmi dopo aver visto la qualità media dei candidati del M5S, hanno fatto un bel lavoro di reclutamento dalla società civile. Non ho mai fatto politica attiva ma ho sempre girato attorno alla politica e mi candido senza il paracadute" del 7listino bloccato. Anche perché, è l'appello della "iena", "questo è un momento decisivo per la storia d'Italia. Sono d'accordo con Luigi Di Maio, i prossimi trenta giorni valgono i prossimi dieci anni".
Potrebbe quindi candidarsi per il per il M5S al posto dell'ammiraglio Veri, al collegio 10 di Roma per la Camera. "E' una bellissima sfida, non ho paracadute, o la va o la spacca" ha commentato lo stesso Giarrusso dopo aver ufficializzato la sua decisione.“

Fonte: CataniaToday

CONDANNATO, IMPUTATO E CANDIDATO: Il ritorno di Formigoni! Ecco gli esperti di Berlusconi!

Ci sarà anche Roberto Formigoni in corsa per un seggio in Senato il prossimo 4 marzo. L'ex governatore della Lombardia, condannato in primo grado per corruzione a 6 anni per il caso Maugeri e rinviato a giudizio per un altro caso di tangenti nella sanità, è di nuovo candidato a palazzo Madama.
Sarà capolista di Noi con l'Italia, la quarta gamba del centrodestra di Maurizio Lupi, amico del Celeste dai tempi di Comunione e liberazione, nei collegi plurinominali di Milano, Monza e Brianza, Bergamo e Brescia.
Inquietante il quadro che era emerso dal processo sul caso della Fondazione Maugeri. I giudici nelle motivazioni della condanna a sei anni di Formigoni erano stati netti.
Sono emersi "gravi fatti posti in essere dalla più alta carica politica della Regione Lombardia per un lungo periodo di tempo, con particolare pervicacia, con palese abuso delle sue funzioni e in modo particolarmente callido e spregiudicato, per fini marcatamente di lucro e con grave danno per la Regione".
E ancora il Tribunale di Milano "ritiene che le utilità corrisposte a Formigoni in esecuzione dell'accordo corruttivo, tra il 2006 ed il 2011, siano stimabili nell'ordine di almeno sei milioni di euro, a fronte di circa 120 milioni di euro e di circa 180 milioni di euro che, nello stesso periodo, vengono erogati dalla Regione rispettivamente a Fondazione Salvatore Maugeri e Ospedale San Raffaele".
Oltre alla condanna in primo grado, l'ex presidente della Regione è stato anche rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d'asta: nel mirino le vacanze di lusso dell'ex governatore lombardo.
Ma per Lupi e Noi con l'Italia non ci sono dubbi: Roberto Formigoni va candidato come capolista.

martedì 30 gennaio 2018

VERGOGNA: Commissione banche, salta tutto! Guardate cosa stanno combinando!


L’unica funzione dell'organismo è stata quella di palcoscenico a servizio della campagna elettorale. Altri risultati non si sono visti, né avrebbero potuto vedersi dato che questo Parlamento in un’intera legislatura non ha nemmeno discusso (non dico approvato, discusso) mezza norma a tutela del risparmio
Mi si nota di più se convergo o se faccio saltare il tavolo? Nessuno ha avuto dubbi e così la farsa della relazione unitaria è stata prontamente sostituita dalla carnevalata di sette-otto relazioni diverse: quella di maggioranza, approvata con 19 voti favorevoli,15 contrari e 6 assenti, e quelle di minoranza, una (quasi) per ogni gruppo parlamentare. Si chiude così il sipario sulla Commissione d’inchiesta sulle banche, con la promessa – che agli occhi dei cittadini ha più il sapore di una minaccia – di riaprirlo nella prossima legislatura istituendo una nuova Commissione, magari permanente, dove continuare a regolare i conti rimasti in sospeso in questi anni e in questi mesi.
Conti politici, ovviamente, perché l’unica funzione che la Commissione banche ha avuto è quella di palcoscenico a servizio della campagna elettorale. Altri risultati non si sono visti, né avrebbero potuto vedersi dato che questo Parlamento – nonostante la drammaticità delle crisi bancarie che in questi anni hanno mandato in fumo i risparmi di migliaia di famiglie e sono costate miliardi di euro – in un’intera legislatura non ha nemmeno discusso (non dico approvato, discusso) mezza norma a tutela del risparmio e volta a rendere più incisiva l’azione di vigilanza. Il non aver fatto assolutamente niente nonostante tutto quello che è accaduto viene ritenuto dalla maggioranza di governo un ottimo punto di partenza per lanciare le proprie proposte di riforma, come se in questi anni avesse governato qualcun altro e non il trio Enrico Letta-Matteo Renzi-Paolo Gentiloni. Pier Ferdinando Casini, che solo pochi mesi fa definiva la Commissione banche un “impasto di demagogia e pressappochismo che, al di là delle migliori intenzioni, non produrrà nulla di buono per le istituzioni”, da presidente della stessa giudica la relazione finale di maggioranza come “seria, decisa e allo stesso tempo equilibrata, non elettorale che risponde agli obiettivi istituzionali che la commissione aveva nel suo oggetto istitutivo”. Insomma, si dà i voti e si promuove.
Giudizio opposto quello del pentastellato Carlo Sibilia secondo cui la Commissione si è chiusa nel peggiore dei modi: “Quelli che hanno firmato questa relazione sono gli stessi che hanno distrutto il sistema bancario che ci danno le indicazioni su come dover risanare la fiducia nel sistema bancario che si è persa definitivamente perché lo Stato non ha fatto lo Stato”. Eppure fino a qualche giorno fa i 5 Stellesembravano intenzionati a convergere su un testo unitario. Più efficace, elettoralmente parlando, rispolverare la clava del conflitto d’interesse e bastonare il Pd con il caso Boschi-Etruria. Anche il vice presidente della Commissione Renato Brunetta deve aver fatto i suoi conti e prova ad alzare il tiro annunciando che se la relazione di maggioranza “è stata dichiarata da tutti insufficiente, ed è passata solo con i voti del Pd e pochi altri”, c’è la consapevolezza che “tra un mese i numeri in Parlamentosaranno totalmente diversi e ricominceremo con la commissione di inchiesta sulle banche e faremo finalmente luce sulle responsabilità e soprattutto ristoreremo i risparmiatori e gli investitori truffati”. Come e con quali soldi Brunetta non lo spiega, ma intanto promette agli elettori che questo “sarà il compito del prossimo governo e del prossimo Parlamento”, assieme naturalmente all’abolizione dellariforma Fornero e alla “flat tax” promessa da Berlusconi.
Anche Liberi e Uguali ha colto l’occasione per marcare la distanza dal Pd definendo la relazione Casini una relazione “di mediazione, che non entra nel merito e presenta alcune reticenze gravi rispetto al lavoro che abbiamo fatto e che doveva essere reso pubblico”. Le reticenze cui fa riferimento il partito guidato da Pietro Grasso riguardano manco a dirlo anche il caso Boschi-Etruria nel quale è risultata “evidente una continua, costante e prioritaria attenzione del governo”.  Per differenziarsi dal coro delle forze politiche che quasi all’unanimità (ma sempre a parole) si dicono a favore dell’istituzione di una procura nazionale specializzata sui reati finanziari, Leu propone invece una revisione della prescrizione e si dice contraria alla superprocura. Il leader della Lega Matteo Salvini, invece, attacca a muso duro (“sulle banche Renzi e Boschi hanno svelato il loro vero volto: incapacità, un inciucio. Piazzano Casini a Bologna e la Boschi a Bolzano perché si vergognano di aver azzerato milioni di italiani e la Lega voterà contro”) ma soprattutto insiste con le promesse demagogichein chiave anti-europea, sostenendo che “uno dei primi atti del governo Salvini (come se Salvini premier fosse davvero un’opzione sul tavolo, ndr) sarà recuperare a Bruxelles i soldi che gli italiani hanno mandato in Europa per aiutare le banche degli altri. Noi vogliamo aiutare gli italiani”.
In un teatrino in cui ognuno recita una parte in commedia, Daniele Capezzone arriva a dire che l’approvazione in Commissione della relazione di maggioranza c’è stata “grazie alle assenze di centrodestra. Vergogna”. E insinua: “Il Nazareno non finisce mai?”. Accusa prontamente rilanciata anche da Leu, da Roberto Calderoli (Lega) e dal senatore Andrea Augello (Idea) che sottolinea: “Un vero peccato che fossero assenti alla votazione il sentore Celoni, il senatore Dalì e la senatrice Savino, tutti e tre di Forza Italia. Un peccato anche più grave che la senatrice De Pin, del Gruppo Gal e quindi vicina a Forza Italia, sia dovuta improvvisamente uscire dall’aula prima del voto. Se tutto ciò non fosse accaduto la relazione Marino sarebbe stata respinta, evidenziando tutte le debolezze e le contraddizioni della maggioranza”. In realtà le cose non sono andate proprio così: gli assenti erano in totale 6, quattro del centrodestra e 2 in quota maggioranza (Camilla Fabbri del Pd e Francesco Molinari del gruppo misto). Se tutti fossero stati presenti la relazione sarebbe passata comunque con un risultato di 21 a 19. Date le presenze, se la senatrice De Pin fosse rimasta in aula per il voto, l’esito non sarebbe significativamente cambiato: anziché 19 a 15 il documento sarebbe stato approvato per 19 a 16.
Anche queste polemiche sul nullariflettono il clima surreale con cui viene condotta la campagna elettorale nell’era del “Rosatellum”. Quanto alle banche nessuna delle indicazioni e delle proposte presenti nelle relazioni di maggioranza e minoranza sembra destinata a tradursi in fatti concreti dopo il 4 marzo, specie se il nuovo Parlamento avrà come priorità quella di rifare la legge elettorale per tornare al più presto a votare causa ingovernabilità.

lunedì 29 gennaio 2018

Notizia bomba: Berlusconi, Renzi e Di Maio, la soffiata americana: Il Financial Times punta sul Movimento 5 Stelle....

Il Financial Times punta sul Movimento 5 Stelle. "Le elezioni politiche del 4 marzo in Italia segnano un momento di svolta per l'Europa, anche se non necessariamente porteranno stabilità al paese direttamente interessato, che resta in coda agli altri dal punto di vista economico e finanziario" scrive il quotidiano londinese in una serie di articoli dedicati alla Penisola. 
"L'Italia va alle urne per votazioni che potrebbero essere spartiacque per il Continente, impegnato a trovare una maggiore 
unità dopo la Brexit e la vittoria di Trump negli Usa" spiega il FT, "gli elettori della terza economia dell'Ue sono chiamati ad esprimersi in quello che è il passaggio più delicato in una fase segnata dal tentativo di rilancio della crescita economica. Infatti si registra un sempre minore sostegno per il partito democratico, di centrosinistra e filoeuropeo, e un sempre maggiore ascolto 
per le posizioni delle opposizioni euroscettiche". Per il giornale economico-finanziario gli scenari più probabili vanno "da un Parlamento bloccato a una grande coalizione a un governo populista pronto a polemizzare con Bruxellesfino a mettere in dubbio la permanenza nell'unione monetaria. Nessuna di queste ipotesi lascia intravedere una maggiore stabilità per un Paese 
che, dal punto di vista economico e finanziario, resta l'anello debole tra i 28".



STREPITOSA BARBARA LEZZI DISTRUGGE LA BOSCHI ' GUARDATE COSA SUCCEDE APPENA PRENDE LA PAROLA LA NOSTRA DEPUTATA M5S.... BOSCHI UMILIATA COME NON MAI! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTO VIDEO OVUNQUE!



LA BOSCHI CHIEDE LA FIDUCIA SULLA LEGGE DI STABILITÀ MA GUARDATE COSA SUCCEDE APPENA PRENDE LA PAROLA LA NOSTRA BARBARA LEZZI!
BOSCHI UMILIATA COME NON MAI!
GUARDATE E DIFFONDETE QUESTO VIDEO OVUNQUE!






ANTONELLO VENDITTI: RISPETTO SOLO IL M5S! GUARDATE E DIFFONDETE!

«Roma non è pronta per le elezioni». Neanche lui: perché Antonello Venditti non sa proprio chi votare. A poco più di un mese dalle elezioni amministrative, il cantante (in libreria con il romanzo Nella notte di Roma) è sicuro soltanto di una cosa: «Se fossi stato sindaco, avrei commissariato la città due anni per mafia, dato poteri straordinari a due commissari e non sarei andato proprio alle elezioni: siamo ancora frastornati, la situazione non è trasparente, non abbiamo certezze su chi finanzia i partiti, la metà dei candidati sono gli stessi del passato».
Andrà a votare?
«Ora parto in tour, forse suono quel giorno… Sicuramente al ballottaggio ci sono. Davvero non ho idea di che cosa votare, mi farò un’idea. Avevo votato Renzi alle primarie, ci avevo creduto. Ma oggi non mi sento rappresentato da nessuno».
Su Facebook ha fatto un post dal seggio del  referendum sulle trivelle…
«Non mollo, mi interesso. Sto sul pezzo, anzi molti mi attaccano perché parlo chiaro».
Ha i suoi haters?
«Io mi incazzo, eh? Però mi controllo. Se mi dicono “zecca comunista” non rispondo “zecca fascista”. Inizio con “caro amico”. O “abbracciamoci”. Cerco di dialogare. Mi dicono: quando canti va bene, per il resto stai zitto. Evidentemente vedono in me una persona libera e tentano di ridurmi a un partito di destra, di sinistra…».
Si sente piuttosto un anarchico?
«Nel senso di non volere etichette, sì. Sa qual è la persona che politicamente mi ha fatto sentire più a mio agio?».
Veltroni?
«No, Pannella. A Walter voglio bene, ma con Marco ti senti a casa. Sono andato a trovarlo, a sigarette ce la battiamo ancora».
I suoi votavano Democrazia cristiana?
«No, Partito liberale».
Le hanno trasmesso la passione politica?
«No, quella nasce perché ero grasso. Per i miei compagni di classe ero un cicciabomba. Ho iniziato a interessarmi di politica per vedere se qualcosa poteva cambiare. È cambiato quando sono dimagrito. E quando ho capito che gli stupidi erano i bulli».
Ha militato in tanti movimenti di sinistra, e nel libro ricorda l’estate del ’79, in spiaggia a Ostia, con Allen Ginsberg.
«La gente arrivava da tutto il mondo per sentire i poeti beat. Il Partito comunista era un sogno di cultura e libertà. Anche oggi la gente ha fame di eventi culturali, ma non c’è il respiro del futuro. Dopo Berlinguer, a sinistra, non c’è stato più un riferimento di livello. Le unioni civili, il petrolio: le grandi questioni vanno spiegate da menti alte».
Suo padre, da viceprefetto, glielo spiegava il mondo?
«Non capivo che cosa facesse, in realtà. Un giorno je dico: a papà, ma che fai la domenica che nun ce stai mai? Hai l’amante? E lui mi fa: Antonello, vuoi vedere che faccio? Mi ha portato a Palazzo Chigi nella stanza dei bottoni, con dei monitor ancora rudimentali: se c’era qualche allarme in Italia andava mio padre. Non esisteva ancora la Protezione civile».
A proposito. Che cosa ha pensato quando Bertolaso ha detto a Giorgia Meloni di fare la mamma e basta?
«È una cosa troppo bassa per essere commentata. Solo a Bertolaso può venire in mente una cosa così».
Adinolfi?
«Non mi appassiona».
Nel 2013, alle scorse elezioni, andò a chiudere con un concerto la campagna di Alfio Marchini, che oggi corre da solo. Lo rifarebbe oggi?
«Oh, ora posso spiegare: quando arrivò… Come si chiama? Coso… L’ho rimosso…».
Marino?
«Eh, Marino. L’ex sindaco. Da parte del Pd c’era la presunzione di pensare: è chiaro che tu vieni a suonare a San Giovanni. Pacca sulle spalle. Io, però, di questa generazione di politici, non conosco nessuno. Ho visto una volta Marino, Giachetti non lo conosco, Renzi l’ho incrociato a Porta a porta. Nessuno mi ha cercato e io non cerco nessuno. Per cui per me il Pd è un oggetto misterioso. Se tagli i ponti e poi ti presenti, io ti dico: scusa, innanzitutto, chi cazzo sei?».
Invece che cosa ha detto?
«Scusate, sarei in tour con 70 persone che lavorano. Non stacco per venire a suonare Roma capoccia da te, solo, col pianoforte. Non me la sento. Non voglio niente per me, ma se mi vuoi, devi parlare con il mio impresario e pagare i miei collaboratori. Marchini l’ha fatto. Io non ho preso nulla, ma ho fatto lavorare tutti gli altri. Alfio era il candidato perfetto del Pd, allora».
Oggi lo rifarebbe?
«No, è diverso. Anche lui si è giocato l’autonomia. Io rispetto invece il Movimento 5 Stelle perché non fa parte di coalizioni, non è contaminato da altre forze. Perdo da solo o vinco da solo, questa è la sua forza».
Le piace Virginia Raggi?
«Non conosco neanche lei. Sono filo-movimento, però, e lo rispetto moltissimo, perché qualcosa deve accadere assolutamente. Posso dire che ci penserò».



RENZI: IN SOLI 20 GIORNI SI E’ FATTO FOTTERE 2 VOLTE DALLO SCEICCO DI ABU DHABI, CON DANNI INCALCOLABILI PER IL NOSTRO PATRIMONIO

OGGI QUI, DOMANI ALLAH – PURE LO SCEICCO DI ABU DHABI PRONTO A MOLLARE L’INAFFIDABILE MATTEUCCIO – L’EMIRATO INDECISO SE PARTECIPARE O MENO ALL’AUMENTO DI CAPITALE DI UNICREDIT – SE DECIDE PER IL NO, ESCE ANCHE DA ALITALIA E CHIUDE LA PIAGGIO AEROSPACE (TANTO IL DRONE SE L’E’ GIA’ PRESO)
DAGOREPORT
Venti giorni fa approda a Palazzo Chigi lo sceicco Mohammed di Abu Dhabi. E’ il principe ereditario dell’Emirato: l’uomo forte del Paese. Renzi lo accoglie con tutti gli onori dovuti al rango. Non è la prima volta che si incontrano. Si stimano. O meglio, si stimavano.
Lo sceicco parla bene del premier nei suoi incontri internazionali. E’ giovane, dinamico, ha in mente un’idea per l’Italia. Ha un unico problema: non mantiene quel che promette. La formula usata nei consessi anglosassoni usata da Mohammed è: “he does not deliver”. Insomma, è un parolaio.
Ai consiglieri stranieri che vede ad Abu Dhabi confida: credo che gli Emirati siano il paese con maggiori investimenti in Italia. Ha il 5% di Unicredit, con Ethiad controlla Alitalia, ed ha il controllo assoluto della Piaggio Aerospace. Tutte aziende con problemi. Ne ho parlato a Renzi durante l’incontro a Palazzo Chigi, mi assicura che se ne occupa e troverà le soluzioni concordate. E poi non fa nulla.


CLAMOROSO SCATTANO NUMEROSI ARRESTI A ROMA TRA POLITICI E DIRIGENTI...

Politici, dirigenti pubblici e imprenditori in un giro per ottenere appalti Lucio Di Marzo C'erano politici, dirigenti pubblici e imprenditori nel mirino di un'operazione per cui sono scesi in campo centinaia di finanzieri, impegnati nel contrasto di un vasto giro di corruzione e riciclaggio, per cui sono contestati reati come l'associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. L'accusa è che per ottennere commesse da ministeri ed enti statali si elargissero mazzette, in un giro che univa politici, funzionari e imprenditori per spartirsi gli appalti. Decine gli arresti scattati questa mattina, con centinaia di perquisizioni in diverse città italiane, ma principalmente a Roma. Grazie al pagamento di tangenti, dicono le prime informazioni sul caso, la rete sotto indagine avrebbe ottenuto appalti per servizi da fornire a enti statali e ministeri, per realizzare opere con materiali di qualità inferiore a quelli normalmente utilizzati. 



TRAVAGLIO : "GUARDATE CHI E' INDAGATO IN MAFIA CAPITALE, PERCHE' NESSUNO NE PARLA?" MASSIMA CONDIVIONE !

essendo stati confermati ai loro posti i due accusati e i due accusatori (Lotti, Del Sette e Marroni dal governo, Vannoni dal sindaco Nardella), o abbiamo due delinquenti al ministero dello Sport e al vertice dell’Arma, o due calunniatori ai vertici di Consip e Publiacqua?


3) Secondo voi è normale che chi sa dell’inchiesta sulla Raggi per abuso e falso non sappia che da due anni il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, è indagato per corruzione e turbativa d’asta in Mafia Capitale (con richiesta di archiviazione) e si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai giudici del processo Mafia Capitale che tentavano di interrogarlo?
4) Secondo voi è normale che l’ex assessore Paola Muraro sia stata crocifissa con 400 articoli di giornali, associata anche da Renzi a Mafia Capitale per aver lavorato come consulente dell’Ama con vari dirigenti, tra i quali alcuni poi finiti in Mafia Capitale, mentre Giuliano Poletti, che andava a cena con Buzzi, Panzironi, Casamonica e Alemanno, ora tutti imputati per Mafia Capitale, è stato promosso dal Pd a ministro nei governi Renzi e Gentiloni?
5) Secondo voi è normale che l’Anac, cioè l’Autorità nazionale anticorruzione diretta da Raffaele Cantone, abbia denunciato la Raggi alla Procura di Roma per un conflitto d’interessi non suo, ma dei fratelli Marra, e non abbia fatto altrettanto con la Procura di Milano per i conflitti d’interessi di Giuseppe Sala (Pd), che si faceva progettare una villa in Liguria da architetti impegnati con vari incarichi all’Expo e, da sindaco di Milano, ha nominato assessore al Bilancio il suo socio in affari?
6) Secondo voi è normale che, mentre denunciava la Raggi alla Procura, Cantone rilasciasse interviste a tutti i quotidiani per difendere ed elogiare Sala appena indagato a Milano per falso ideologico e materiale sul più grande appalto di Expo, quello della “piastra” su cui sorsero i padiglioni, dicendo che “il dott. Sala è sempre stato corretto, leale e disponibile”, che le accuse sono lievi (“non si applica in modo automatico la legge Severino, nemmeno in caso di condanna, perché tecnicamente non sono reati da Pubblica amministrazione… non stiamo parlando di corruzione”) e “l’iscrizione nel registro degli indagati appare come un atto dovuto e non contiene tecnicamente nessuna valutazione di responsabilità”?
7) Secondo voi è normale che, nella Repubblica fondata sui conflitti d’interessi, l’unico conflitto d’interessi che produce un’inchiesta penale sia quello dei Marra accollato alla Raggi, e nella stessa Procura che ha appena chiesto di archiviare l’indagine Tempa Rossa sull’emendamento pro-petrolieri sollecitato dal lobbista Gianluca Gemelli alla sua compagna, la ministra Federica Guidi, e puntualmente infilato nella legge di Stabilità dal governo Renzi?
Secondo voi è normale che, come la Raggi risponde del conflitto d’interessi dei Marra, Renzi non risponda del suo con Marco Carrai che, da sindaco di Firenze, lo ospitava gratis in uno dei suoi appartamenti e fu poi nominato dalla giunta Renzi al vertice di Firenze Parcheggi e Aeroporti Firenze, dopidiché il governo Renzi tentò di promuoverlo a capo della Cyber-security di Palazzo Chigi (tentativo fallito solo per il diniego di Mattarella)?
9) Secondo voi è normale che politici e giornaloni imputino alla Raggi di aver sbagliato a fidarsi di Marra, dirigente incensurato e mai indagato, in seguito arrestato per fatti di quattro anni fa, e non contestino a Sala una ben più grave culpa in eligendo, visto che tutti i suoi principali collaboratori a Expo sono finiti in carcere o sotto inchiesta e che nella sede di Expo circolavano liberamente celebri pregiudicati di Tangentopoli stranoti alle cronache come Greganti e Frigerio, truccando gare d’appalto senza che l’acuto Ad, commissario e sindaco li riconoscesse?
10) Secondo voi è normale che tutti quelli che nel 2012 plaudivano a Mario Monti perché aveva ritirato la candidatura di Roma alle Olimpiadi .


VIRGINIA RAGGI ESPLODE: ADESSO TREMANO TUTTI ANCHE I POTERI FORTI GUARDATE COSA E' SUCCESSO

Francesco Gaetano Caltagirone è infuriato.
Da un lato l’ascesa di Virginia Raggi al Campidoglio, che scompagina i meccanismi di tutela dei suoi interessi, in testa Acea, la multiservizi romana attiva nel settore dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente.
Dall’altro l’investimento in Unicredit (circa l’1%) che gli ha procurato perdite ingenti (dall’inizio del 2016 il titolo si è deprezzato del 70%) e una rabbia incontenibile per la scelta, cui ha inutilmente cercato di opporsi, di Jean-Pierre Mustier come nuovo amministratore delegato al posto di Federico Ghizzoni.
Questi, in sintesi, i motivi del pessimo stato d’animo del costruttore ed editore romano.
VOGLIA DI ESPATRIARE. Un umore così negativo da pensare di voler lasciare l’Italia per proseguire all’estero la sua attività, come ha confidato agli interlocutori che ha incontrato in questi giorni.
Ma è davvero così o è solo lo sfogo del momento?
Non è la prima volta che ”Calta” (come ormai tutti lo chiamano) reagisce in questo modo alle cose che non gli piacciono (e sono tante), ma poi, da uomo con i piedi per terra qual è, finisce per cercare soluzioni concrete ai problemi.
ATTRITI COL SUO GIORNALE. Per esempio, su Roma ha capito che una delle cose sbagliate cui porre subito rimedio è stata la linea del quotidiano di cui è editore, Il Messaggero, che prima e durante la campagna elettorale ha attaccato la Raggi a testa bassa anche quando era chiaro che avrebbe vinto.
Per questo ha messo nel mirino il direttore Virman Cusenza, accusato di essere stato più realista del re nell’eseguire gli ordini del padrone.
Ma, linea a parte, ”Calta” imputa a Cusenza soprattutto di non essere capace di aprirgli strade che lo portino alla sindaca.
«Mi sto sbattendo io, che senso ha?», ha confidato a un amico al quale ha poi rivelato di aver trovato un pertugio per il tramite di un professionista che potrebbe essere un buon viatico alla corte della grillina nonché la fonte di future commesse.
GIRO DI POLTRONE AI VERTICI. Intanto a Il Messaggero tira aria di cambio al vertice.
E gli altri direttori del gruppo si agitano.
A cominciare dal direttore de Il Mattino di Napoli, Alessandro Barbano (forte di non essersi messo contro il rieletto sindaco Luigi De Magistris), che vorrebbe tornare a Roma, e Osvaldo De Paolini, il vice di Cusenza che scalpita da tempo per succedergli (ma tiene d’occhio anche la direzione de Il Sole 24 ore in vista di possibili futuri cambiamenti che potrebbero toccare la poltrona di Roberto Napoletano).
Ma ”Calta” non vuole fare una scelta affrettata e sull’onda del momento, e ha intenzione di pensarci bene.
PIACCIONO BECHIS E PORRO. Soprattutto ha bisogno di capire se altrove c’è qualche giornalista, tipo Franco Bechis di Libero, più adatto alla piazza romana in salsa populista.
Senza contare che sua figlia Azzurra gli ha già detto che la sua personale preferenza è per Nicola Porro, l’ex conduttore di Virus epurato dal nuovo corso Rai.Nella vicenda Unicredit sotto accusa lo spin doctor Fabio Corsico

Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit.
(© Ansa) Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit.

Nell’attesa di trovare una nuova guida per il quotidiano romano, Caltagirone si sta leccando le ferite riportate nella battaglia in Unicredit, dove aveva sposato la causa di Fabrizio Viola, che in effetti è andato a un millimetro dalla nomina.
ERA UNA SFIDA A TRE. Viola faceva parte di una terna, che oltre a lui e Mustier comprendeva anche il numero uno della Deutsche Bank Italia, Flavio Valeri, e sul suo nome c’era la convergenza di Luca Cordero di Montezemolo e Fabrizio Palenzona, dopo che lo stesso Caltagirone e Montezemolo avevano preso atto della non presentabilità della candidatura di Corrado Passera (Banca centrale europea e Bankitalia sono state nette, Palazzo Chigi ha fatto sapere che non avrebbe gradito).
Ma Luchino e Fabrizio, all’ultimo momento, sul nome del numero uno di Montepaschi si sono sfilati.
Il primo a farlo è stato il rappresentante della Fondazione Crt, che ha negoziato una sua personale partita con il francese su cui poi ha virato.



La canzone-parodia di Dado e Marco Morandi su Caltagirone.

PALENZONA IL ”TRADITORE”. Palenzona aveva bisogno di essere tranquillizzato sulla sua permanenza alla vicepresidenza di Unicredit, almeno fino alla prossima assemblea (poi ci sarà il problema dell’influenza esercitata dalla neo sindaca Chiara Appendino sulla fondazione torinese), e come sua abitudine non ci ha pensato neppure un attimo a “tradire” l’amico ”Calta”.
Al quale non è rimasto che segnalare la sua contrarietà facendo astenere suo figlio Alessandro, che siede nel consiglio di amministrazione di Unicredit, in sede di votazione finale.
Anche in questo caso, come sua abitudine, ”Calta” ha rotto con Palenzona e ha cercato un capro espiatorio.
Che nella fattispecie non poteva che essere il suo spin doctor Fabio Corsico.
UN GARANTE INEFFICACE. «Era lui il garante del rapporto con Fabrizio, gli ho lasciato fare quello che vuole, e poi va a finire così?», sembra che l’ingegnere abbia detto ai suoi figli, lamentando anche i numerosi interessi e incarichi che Corsico ha collezionato al di fuori del perimetro del gruppo, cui per altro ha sempre dato semaforo verde.
Corsico comunque deve aver sentito puzza di bruciato, se è vero che da tempo coltiva un rapporto con l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, con il malcelato obiettivo di trovare nel cane a sei zampe una possibile alternativa.
ARIA DI (UN ALTRO) DIVORZIO. Però, anche in questo caso, come per Il Messaggero, ”Calta” vuole pensarci bene prima di arrivare al divorzio da Corsico, uomo che in molte occasioni gli è stato ambasciatore nei palazzi del potere.
L’estate, trascorsa sulla sua amata barca dove vive come un pascià, gli porterà consiglio. Ma si sa: quando si mette in testa una cosa non gli fa cambiare idea nessuno.

Insomma: aria di divorzi in casa Caltagirone, dopo quello tra Azzurra e Pier Ferdinando Casini.



GUARDATE E DIFFONDETE: LUIGI DI MAIO AD OTTO E MEZZO! ECCO COSA STA SUCCEDENDO...


Seguite la diretta la 7 con il nostro Luigi Di Maio!
CONDIVIDETE E FATELO VEDERE A TUTTI!

ULTIMA ORA: VIGLIACCHI, ATTI INTIMIDATORI AL SINDACO M5S! GUARDATE E DIFFONDETE!

Oggi il sindaco M5S di Porto Empedocle Ida Carmina ha ricevuto degli atti intimidatori.
Ecco quello che ha scritto su Facebook Ida:
UNA SCORTA INVINCIBILE: I MARINISI ONESTI.
Appena uscita dal Comune, raggiungo la mia macchina per tornare a casa e la trovo rigata. Io non ho auto blu ne’ scorta.
Ma, Sappiatelo: Io non ho paura!
Il coraggio me lo danno l’ amore per il mio paese e per i miei , “per i nostri“ figli che debbano sentirsi fieri di essere “Marinisi”.
“malo mori quam foedari“, meglio morire che perdere  la dignità,  è il motto di Porto Empedocle, ed io sono “Marinisa” purosangue: non mollo!

ULTIMA ORA: PARAGONE SFIDA BOSSI, HA USATO LE ISTITUZIONI COME BANCOMAT! GUARDATE E DIFFONDETE!


“È una squadra con cui sarà un piacere lavorare mi hai affidato un compito difficile Luigi, predicare nella tana del lupo, in quel centrodestra che si ritiene ormai padrone del territorio, con una certa nostalgia ed emozione mi ritroverò con Umberto Bossi, quella Lega, quel centrodestra che avrebbe dovuto cambiare le istituzioni, utilizzano le istituzioni come un bancomat”, a dirlo il giornalista Gianluigi Paragoneprendendo la parola alla presentazione dei candidati del Movimento Cinque Stelle

ECCOLI: QUESTI SONO I CANDIDATI M5S! ECCELLENZE PER OGNI SETTORE! GUARDATE E DIFFONDETE!

Luigi Di Maio presenta a Roma i candidati "esterni" del M5S ai collegi uninominali."Oggi è un giorno d'orgoglio e felicità, vi presenterò le persone che hanno risposto al nostro appello e sono tutti delle eccellenze nei loro ambiti - aveva annunciato Di Maio -. Il nostro obiettivo è dare all'Italia il miglior gruppo parlamentare che abbia mai avuto. Oggi vi presento un gruppo di supercompetenti che incarnano testa e cuore".
Luigi Di Maio sarà candidato nel collegio uninominale di Acerra (Napoli) per il Movimento 5 stelle. Acerra è la città più popolosa del collegio che comprende anche Pomigliano d'Arco, città natale dello stesso Di Maio, e altri comuni a nord est della città metropolitana di Napoli.
Accademici, ricercatori e un ammiraglio: Luigi Di Maio presenta, chiamandoli sul palco del Tempio di Adriano, i candidati esterni al M5S ai collegi uninominali a gruppi di otto. Tra i candidati ecco l'ammiraglio in congedo Rinaldo Veri, che ha partecipato tra l'altro all'operazione Nato Unified Protector. "Non sono un politico, mi sono candidato con il M5S perché amo l'Italia e credo che ogni cittadino ha necessità di vedere un Paese migliore. E' un voto di protesta? E chissenefrega", spiega Veri.
Al collegio di Giugliano per il Senato corre la ricercatrice del Cnr presso l'istituto di endocrinologia di Napoli Maria Domenica Castellone, con un passato professionale anche negli Usa. "Mi impegnerò perché si valorizzi sempre di più la ricerca scientifica", spiega.
In Friuli tocca a Vincenzo Zoccano,presidente del Forum italiano Disabilità ("dove vive bene una persona con disabilità viviamo meglio tutti", è il suo mantra) mentre al collegio di Ancona per il Senato tocca a un altro accademico Mauro Coltorti, docente di geomorfologia e esperto di dissesto idrogeologico.
Nel collegio di Rovereto il M5S schiera invece Cinzia Boniatti, sociologa e membro della Rete italiana Ecovillaggi. Sul palco, inoltre la criminologa Paola Giannetakis, esperta tra l'altro di studi sul femminicidio. Alla Camera, nel collegio di Foligno il M5S candida il professor Gino Di Manici, che ha partecipato al primo impianto di cuore artificiale in Europa. "Il M5S è fatto di uomini nuovi e spiriti illuminati", sottolinea il medico.  E a Roma ecco invece il presidente dell'Ordine degli avvocati, Mauro Vaglio.
E sul palco del Tempio di Adriano sale ancheSalvatore Caiata, presidente del Potenza Calcio e nominato "lucano dell'anno". "Confesso di vivere un po' con imbarazzo queste dichiarazioni. Io ho fatto impresa per molti anni, lontano da casa mia, e ora con la squadra di Potenza in un anno ci stiamo regalando un sogno", spiega Caiata che osserva: "Credo che la società nostra non funzioni come dovrebbe se il lucano dell'anno è il patron di una società di calcio".
A Roma-Collatina il M5S candida invece uno dei medici che ha fatto partire l'inchiesta nei confronti del rettore dell'università di Tor Vergata, il chirurgo Pierpaolo Sileri. Tra i candidati ecco Francesca Tizi, ricercatrice di diritto processuale civile e un'altra ricercatrice (ed esperta di economia circolare), Patty L'Abbate che cita la Canzone di San Damiano: "Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno, con amore e umiltà potrà costruirlo".
Nelle Marche scende in campo Daniela Tisi, direttrice della rete museale Monti Sibillini. "Il terremoto è stato per noi un momento di crisi, in cui abbiamo toccato con mano ciò che non ha funzionato", spiega. Nel collegio di Crotone il M5S arruola l'archeologa Margherita Corrado mentre nel collegio Torino 3-Senato corre Paolo Biancone, docente di economia aziendale.
In Veneto, infine, ecco Marco Nardin, presidente uscente dei Giovani imprenditori di Confartigianato. "Abbiamo dimenticato che la grande Italia è stata fatta da piccoli imprenditori", sottolinea dal palco.
A sfidare il premier Paolo Gentiloni ci sarà "uno degli azzerati dal decreto salva-bianche": l'imprenditore Angiolino Cirulli. "Contro il premier che ha fatto parte dei governi che hanno tutelato i banchieri noi candidiamo chi non è stato tutelato, un risparmiatore", ha detto Di Maio dal palco del Tempio di Adriano. "Sono un piccolo imprenditore, nel settore dell'artigianato, e ho avuto la brillante idea di investire i miei risparmi in banca Etruria. Si usa definirci le "quattro banchette" perché rappresentiamo solo 1,5% della movimentazione bancaria italiana, ma dietro questo numero ci sono tante persone, parliamo di circa 500mila famiglie che hanno perso un patrimonio che veniva anche da generazioni", spiega Cirulli. Sarà Nicola Cecchi, avvocato e figlio dello storico dirigente della Dc fiorentina, Felice Cecchi, a sfidare invece il segretario Pd Matteo Renzi al collegio Firenze-Senato.