lunedì 16 gennaio 2017

E ALLA FINE SPUNTA LA RAI. ECCO COSA E' SUCCESSO AL MOVIMENTO 5 STELLE! DIFFONDETE!

di Beppe Grillo
Il sondaggio sulle bufale dei media si è concluso. I risultati sono i seguenti:
60%: Se vince il NO paese a rotoli: bufala diffusa da tutti i media italiani, con rare eccezioni, per comodità è stata attribuita alla RAI che maggiormente si è distinta per la campagna a favore del SI, fregandosene del suo ruolo di servizio pubblico
17%: Grillo vuole una banca: bufala diffusa dal Giornale (prima pagina)
14%: Beatrice Di Maio: bufala diffusa da La Stampa (chiamata La Busiarda a Torino) e smontata dall'intervista di Franco Bechis a Titti Brunetta
9%: Buche a Roma (del 2014): bufala diffusa da L'Unità, qui maggiori informazioni
La RAI vince quindi il Bufalino d'oro e presto gli sarà consegnato il premio. Pretendiamo scuse pubbliche ai cittadini italiani per la campagna di disinformazione messa in atto per il Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Basta prendere in giro i cittadini che pagano il canone. La RAI cominci a fare informazione imparziale e veritiera.

Marco Travaglio scatenato sputtana i media italiani ancora una volta. "Vi spiego perchè il M5S vola nei sondaggi"

Sul suo editoriale su IlFattoQuotidiano.it Marco Travaglio spiega le ragioni del perchè il M5S continua a "volare".
Riportiamo il virgolettato:

"Dopo una settimana trascorsa a leggere che l’intera Europa – non il gruppo Alde – ha buttato fuori il M5S (Repubblica: “Ue, porte chiuse a Grillo”, “La Waterloo dei 5Stelle”; Messaggero: “Grillo, lo schiaffo dell’Europa”), che “la Procura stringe la morsa sul Campidoglio” con “un’indagine ad altissimo rischio” e “dagli effetti dirompenti per la tenuta del governo pentastellato” (Rep), che “la base M5S è in rivolta” e “i grillini hanno una gran voglia di suicidarsi” (Libero), “M5S, ora è rivolta contro Casaleggio”, insomma è tutta un’“ira”, una “rabbia”, una “pazza diaspora” (Rep), e da Palermo a Bruxelles è una biblica “fuga dei candidati M5S” (Rep), una “grande fuga dal M5S” (Mess) che “perde i pezzi” e non è neppure un movimento, ma “la setta dell’altrove”, ovviamente “anticostituzionale”, senza “sostanza, qualità e significato politico”, “nessuna discussione (e la perenne “rivolta”?, ndr), nessun dibattito, nessuna passione” (Rep), una banda di “dilettanti” ignoranti da “mandare a scuola” (la fu Unità), e poi c’è Virginia Raggi colpevole di nuovi peccati capitali: non “mostra” né ci “fa leggere la sua chat” privata con Frongia, Romeo e Marra (Rep e Mess), lascia “le scuole al gelo” (Mess e Rep), “non riesce a riscaldarle” (l’Unità, parlandone da viva), anche quelle di competenza della Città metropolitana, e ha avuto un “venerdì nero” col “tronco d’albero che sfonda il parabrezza: grave una donna” (Cor), senza contare il congiuntivo sbagliato da Di Maio e l’invasione di cavallette prossima ventura…
all’insegna della libera informazione contro le post verità del putrido Web, si scopre dal Corriere che “il caso Ue non scalfisce M5S: più voti e torna primo partito”. Così come non l’avevano scalfito la presunta “svolta garantista” e “salva-Raggi” del Codice etico, né la supposta “svolta lepenista e trumpista” sulle espulsioni dei migranti irregolari (previste dalle leggi di tutt’Europa, infatti il nostro governo lepenista e trumpiano vuole raddoppiarle). Cioè quei baluba dei 5Stelle nel caos, nella bufera, nell’ira, in rivolta, in rotta, in bancarotta, in fuga da Palermo e da Bruxelles, anzi da Waterloo perdono i pezzi ma non i voti: Nando Pagnoncelli li dà in crescita dello 0,9% in un mese, di nuovo sopra al Pd che perde lo 0,2 rispetto a metà dicembre, quando li superò dopo le dimissioni dell’assessora Muraro e l’arresto del dirigente Marra. E ora tutti a domandarsi, affranti, com’è potuto accadere e cosa bisogna fare di più per affossare un movimento che, come Ercolino Sempreinpiedi, che più lo buttavi giù e più tornava su.

I sondaggi valgono per la tendenza che segnalano, non per gli zero virgola: il sorpasso sul Pd potrebbe poi essere contraddetto nelle urne. E comunque il consenso non cancella le lacune né sana gli errori, che sono tanti e spesso gravi molto più degli scandali (alcuni seri, molti lievi, parecchi inventati). Ciò premesso, a mio modesto avviso, il sondaggio si spiega così.

1) In tempi di crisi sociale galoppante, sull’ambiguità e incoerenza del M5S fanno premio proposte come il reddito di cittadinanza o dimezzare gli stipendi dei parlamentari, che paiono molto più utili ed eque del Jobs Act e della riforma costituzionale.

2) I 5 Stelle si ostinano a non rubare, infatti nessuna loro giunta è accusata di corruzione, concussione, peculato. Così, appena si deposita la polvere dei loro scandali, la gente tira le somme: i grillini magari sono incapaci, ma almeno non rubano; gli “altri”, tutt’e due le cose.

3) I 5Stelle, prima di candidare o nominare qualcuno, chiedono la fedina penale pulita e spesso – vedi la Raggi – addirittura il “335” (la dichiarazione della Procura di nessuna indagine in corso): se uno è indagato, non lo candidano o nominano; per gli eletti e i nominati indagati dopo, valutano i fatti e decidono in base a quelli. Gli “altri” cacciano solo quelli scaricabili (Marino, Lupi, Guidi), mentre per gli amici (Lotti, Del Sette, De Luca & C.) vale la presunzione d’innocenza fino alla Cassazione: campa cavallo.

4) Come dice Zagrebelsky, i media usano due pesi e due misure e “non perdonano ai 5Stelle ciò che perdonano agli altri”. La lapidazione quotidiana della Raggi e di chiunque le si avvicini è così forsennato da apparire sproporzionato ai suoi errori e inadeguatezze. Se un centesimo di questa severità fosse applicato agli altri partiti, si salverebbero in pochi. E se fosse stato applicato ad altri sindaci, Roma non sarebbe al disastro e, forse la Raggi non sarebbe neppure sindaco. Anzi, forse i 5Stelle non esisterebbero proprio.

L'ABBIAMO RITROVATO!! ECCO IL SERVIZIO DI UNA TV LOCALE CENSURATO E NON RIPORTATO DAI MAGGIORI MEDIA FINALMENTE QUALCHE TV DICE LE COSE!


L'ABBIAMO RITROVATO!! ECCO IL SERVIZIO DI UNA TV LOCALE CENSURATO E NON RIPORTATO DAI MAGGIORI MEDIA FINALMENTE QUALCHE TV DICE LE COSE! ASCOLTATE BENE QUESTO SERVIZIO SULLA POVERTA' E SITUAZIONE ITALIANA Trovate due minuti della vostra vita guardate e diffondete questo video

Diffondiamo tutti! Di Battista umilia mezzo parlamento in pochi minuti! UN MAGNIFICO DI BATTISTA!


DA GUARDARE ASSOLUTAMENTE!
DI BATTISTA MASSACRA E UMILIA TUTTI!
DIFFONDIAMO TUTTI!

ULTIM'ORA RENZI MENTE ANCORA SULLA PELLE DEI TERREMOTATI! GUARDATE COSA HA DETTO! VERGOGNA!

Si sono ritrovati a Grisciano, una frazione di Accumoli (Rieti), i terremotati del Lazio e delle Marche che nel sisma del 24 agosto 2016 hanno perso tutto. E l'hanno fatto per denunciare la gestione dell'emergenza da parte delle istituzioni.
Secondo i manifestanti, poco o nulla sarebbe stato fatto rispetto a quanto promesso nelle ore immediatamente successive alla tragedia: "Non ferite con parole vuote", "Non c'è posto per l'ottimismo, serve la speranza di ricostruire", "Verba volant, sisma manent", si legge su alcuni dei cartelli imbracciati nel corso della protesta.
"Le chiacchiere stanno a zero" - spiega un uomo dal megafono - "si devono mettere in testa che qui la popolazione non ne può più. A scadenze periodiche, devono convocare i cittadini e illustrare loro lo stato dell'arte. Ora ci vengono a dire che c'è stata la neve. Ma cosa si aspettavano a gennaio, le margherite? Dobbiamo metterci in testa di essere più coesi e fare un po' di casino. A Capodacqua, sono stati abbattuti un muro e una casa, poi non è venuto più nessuno".
"A Capodacqua" - si sfoga un altro terremotato - "sono rimasti solo i lupi. E siamo contenti che ci siano almeno loro, perché sono il nostro simbolo. Anzi, il motto della frazione è proprio 'Il lupo, la colomba e il capodacquaro sono tre bestie che non si addomesticano mai'. Hanno iniziato" - continua - "a levare le macerie l'altro ieri, dopo l'annuncio della manifestazione. I nostri politici sono venuti il 23 ottobre, quando abbiamo fatto un pranzo a cui hanno partecipato, tra gli altri, Vasco Errani, Laura Boldrini e Simona Bonafé. Piangevamo quel giorno, ci sono state fatte tante promesse, ma non li abbiamo più visti. Siamo stati abbandonati. Nelle Marche ancora non è stata predisposta l'area dove scaricare le macerie, che vengono portate a Roma: anziché 7 chilometri, la ditta incaricata deve percorrerne 360 ad ogni viaggio. Sarebbe bastata un'ordinanza del commissario per superare gli intoppi burocratici, ma non c'è la volontà". Poi l'appello ai giornalisti: "Dovete dirle queste cose, non ci tagliate. Almeno voi". #Terremoto

martedì 10 gennaio 2017

GRAZIE AL M5S!! TAGLIATO UN MAXI PRIVILEGIO AI PARASSITI DELLA CASTA. GUARDATE DI CHE PARLIAMO

Grazie al M5S, è finita la pacchia di Casta crociere
Ricordate? Tra i mille privilegi contro cui il M5S si batte dal primo giorno, c'è la "Camera con vista" di cui vi avevamo raccontato in questo post.
In pratica, la Camera dei Deputati nelle sue mille voci di bilancio ne aveva una che prevedeva i "rimborsi di viaggio agli ex parlamentari". Soldi vostri (sia chiaro) con cui la Casta offriva graziosamente treni e aerei ai suoi ex membri, per godersi sì la meritata pensione ma sempre e come d'abitudine a scrocco.
Ebbene, ci sono voluti due anni e rotti ma alla fine l'hanno capita: ieri, grazie ad un emendamento a prima firma Luigi Di Maio, finalmente la Camera ha approvato lo stop a questo sconcio che costava al contribuente 900 mila euro l'anno. E i parlamentari in carica, grazie ad un altro emendamento di Edera Spadoni, voleranno in classe economy invece di sperperare quattrini in prima classe.
E' la fine della Casta Crociere: se il pensionato (d'oro) ex parlamentare vuol farsi la vacanza, o se il deputato in carica vuol viaggiare stile sceicco, che se lo paghino coi soldi loro.
Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2015/08/grazie-al-m5s-e-finita-la-pacchia-di-casta-crociere.html

CLAMOROSO: la stampa estera umilia quella italiana e difende la Raggi da tutto il fango ricevuto

Virginia, un femminicidio mediatico
Premessa: 1) non ho mai votato per il Movimento 5 Stelle; 2) non ho mai incontrato Virginia Raggi e, perciò, non mi permetto di giudicarla; 3) non entrerò nel merito delle questioni romane (la pesante eredità del passato, i pasticci nel formare la giunta, gli scontri fra il sindaco e i suoi colleghi di partito) che non mi sono del tutto chiare e, comunque, meriterebbero un’analisi seria e approfondita.
Però…
…però sento l’obbligo – sì, l’obbligo – di spendere qualche parola per quanto è avvenuto e sta avvenendo, dal 20 giugno 2016 (giorno dell’elezione), nella vita della trentottenne che guida dal Campidoglio la città caput mundi (prima donna in 2.769 anni di Storia).
Partiamo dall’inizio.
La sua vittoria non ha suscitato il benchè minimo entusiasmo tra le numerose aggregazioni femminili italiane, di solito orgogliosamente velocissime nel sottolineare i successi di signore e signorine.
Anzi…
Riporto quanto ho scritto proprio qui dopo il voto: “L’appartenenza grillina ha oscurato l’appartenenza di genere, diciamolo (…) Perfino fra le militanti di molte associazioni femminili. Da cui è arrivato un fragoroso silenzio o, tutt’ al più, qualche cigliosa presa d’atto, giungendo  addirittura a sottolineare maliziosamente le differenze fra Chiara Appendino (che a Torino ha sbaragliato il sindaco uscente, Pietro Fassino) e la Raggi in termini di obbedienza al Movimento 5 stelle. Di più. Si è rimproverato a entrambe di non aver usato il sostantivo sindaca al posto di sindaco… Nessuna, insomma, ha stappato entusiasticamente bottiglie di champagne nella trincea rosa del Paese. E sul fronte maschile come è andata? Peggio mi sento (a cominciare dal marito della Raggi, che proprio la sera dell’elezione, con una lettera aperta diffusa via Twitter, ha messo in piazza la crisi del loro matrimonio; ed è stato bacchettato su l’Espresso). Come ha raccontato Nadia Somma, di Demetra donne in aiuto, Chiara e Virginia sono state trattate alle stregua di due fenomeni da baraccone, scatenando uno “stupidario”: “Riferimenti all’abbigliamento e all’avvenenza, linguaggio informale (per molti giornalisti e giornaliste sono “le ragazze” e  Raggi è “a moretta”) o smaccatamente sessista (bambola, bambolina, fatina). Alcuni articoli sono irritanti altri involontariamente comici”. E giù con una serie di citazioni. Ben visivamente riassunte, peraltro, nel tweet di Tania Marocchi, dell’European Policy Centre, che offre un eccellente colpo d’occhio sui titoli dei quotidiani italiani: da “Roma in bambola” (Il Tempo) a “Ma saranno capaci?” (Libero)”.
Questo, appunto, all’inizio.
Dopo, tra luglio, agosto e settembre, è andata ancor peggio.
Decisamente peggio.
Senza – lo ripeto – entrare nel merito delle complesse vicende politiche, annoto che Virginia è stata costantemente sbattuta in prima pagina.
È stata sottoposta, cioè, al trattamento che (in un tempo per fortuna lontano) si riservava ai mostri della cronaca condannandoli prima dei processi.
Non basta.
In poche settimane ha avuto da parte dei telegiornali più minutaggio di quanto il Movimento 5 Stelle abbia collezionato negli ultimi due anni.
E il culmine è stato raggiunto domenica 11 settembre.
Quel giorno, infatti, tutti i più importanti quotidiani italiani, i notiziari televisivi e radiofonici hanno utilizzato un banale articoletto sul maltempo dell’Osservatore romano, il quotidiano del Vaticano, elevandolo al rango di presa di posizione della Santa Sede contro l’operato della Raggi.
Una balla spaziale.
Tanto che, letti i giornali, l’autorevole Monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, si è affrettato a smentire.
Qualcuno ha forse detto o scritto “Abbiamo sbagliato”?
Qualcuno per caso ha chiesto scusa al Vaticano e al Campidoglio?
Nisba.
Solo Marco Travaglio, su il Fatto Quotidiano e, poi, in tv, ospite di Lilli Gruber aOtto e mezzo, ha parlato chiaro, anzi chiarissimo, raccontando, dati alla mano, come la stampa abbia gonfiato il… nulla e insabbiato, il giorno dopo, le parole di Becciu.
Capito?
Mica è finita.
Alla ricerca di non si sa bene che cosa, le troupe televisive hanno assediato l’abitazione privata di Virginia come non si è mai visto fare, nella lunga storia della Repubblica, con qualsivoglia politico.
E, tuttavia, esclusa la diretta interessata, nessuno ha fiatato.
Mentre, per dire, è bastata una vignetta sul ministro Maria Elena Boschi per scatenare il pandemonio e financo lo sdegno di chi, paladino “Senza se e senza ma” della satira, proclamava “Je suis Charlie”.
Ecco, concludo.
Scommetto che se al posto della Raggi ci fosse qualcun'altra e subisse lo stesso trattamento si urlerebbe al femminicidio mediatico.
Invece qui – a parte Travaglio – stanno tutti zitti.
E, quel che è peggio, tutte zitte…
Fonte: http://www.tvsvizzera.it/radio-monteceneri/Hypercorsivi/Virginia-un-femminicidio-mediatico-8041420.htmlb

lunedì 9 gennaio 2017

LA DECISIONE STORICA DEL MOVIMENTO! TAGLIO DEGLI STIPENDI PER I CONSIGLIERI M5S! DA DIFFONDERE ASSOLUTAMENTE GUARDATE E DIFFONDETE!

di David Borrelli (M5S Europa) e MoVimento 5 Stelle Veneto
Rimborso totale per gli azionisti di Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza. Questo è ciò che vogliamo ottenere attraverso l’importante iniziativa che abbiamo organizzato.
Stiamo ricorrendo alla Corte Europea per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di queste banche, ed evidenziare le omissioni dello Stato italiano in loro difesa.
Riteniamo infatti che chi doveva controllare - come Bankitalia e Consob - non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio, cioè lo Stato, non lo ha fatto. Il sistema è marcio dalla testa ai piedi: manager, banchieri e organi di vigilanza. Soprattutto la politica, ovviamente, che fa continue promesse senza muovere realmente un dito ed illudendo 219mila famiglie.
Aspettiamo giustizia dal 2012, data delle prime denunce, e sappiamo di segnalazioni dirette inviate alla Banca d’Italia che si è girata dall’altra parte.
E’ stato dimostrato in modo palese, da quanto accaduto ai risparmiatori, l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale. Lo Stato è responsabile per le violazioni commesse dai funzionari e dai dipendenti degli Enti preposti al controllo del risparmio e per questo deve risarcire i risparmiatori.
Il Governo centrale ha fatto mille promesse non mantenute e il governatore del Veneto Zaia ha difeso fino all’ultimo queste banche, per poi promettere soldi che non sono mai arrivati agli azionisti.
Le vite rovinate di queste persone e i suicidi degli azionisti sono sulle loro coscienze, se ne hanno una.
L’apice di tutte le prese per i fondelli che questi uomini e donne truffati si ritrovano a subire avverà lunedì, quando (a quanto dice la stampa) le banche proporranno ai soci un rimborso del 15% del valore delle azioni precedente alla svalutazione.
Un rimborso che ovviamente è nell’interesse delle banche, perché contiene un ricatto: in caso di adesione, l’azionista dovrà firmare la rinuncia a promuovere azioni legali.
Tenetevi la vostra elemosina. Che se ne fa di un 15% chi ha perso quasi il 100% dei risparmi dei una vita?
Le azioni legali ci saranno eccome. Per il ricorso alla Corte Europea abbiamo conferito il mandato allo studio dell’avvocato Sergio Calvetti di Treviso (che difende 4mila risparmiatori e azionisti di Veneto banca e Popolare di Vicenza) e a Salvatore Patti, dello studio omonimo, ordinario di diritto privato alla Università La Sapienza.
Due sono le violazioni che ipotizziamo sulla base di quanto previsto dalla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali: la violazione del divieto di schiavitù (art.4), inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale, e la privazione della proprietà privata (art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione).
Siamo consapevoli di una possibile dichiarazione di inammissibilità da parte della Corte Europea, che peraltro non precluderebbe l’azione in Italia.
A pagare il risarcimento integrale devono essere i responsabili ad ogni livello, in nome di una Giustizia giusta, libera ed uguale per tutti.
Mentre i politici parlano, noi passiamo ai fatti, e lo facciamo coi nostri soldi. Il procedimento sarà infatti sostenuto economicamente dai consiglieri regionali veneti del M5S, con il taglio volontario degli stipendi.
Perché destinare i nostri soldi a questa causa? Perché non riguarda solo le migliaia di azionisti truffati, ma tutti noi. Ecco cosa dicono alcuni esperti internazionali.
“Il Veneto diventa il cuore della crisi bancaria in Italia”, scrive il Financial Times.
"Questo è un disastro sociale", afferma anche Pierre-Henri Conac, professore di diritto commerciale a Lussemburgo l'Università, membro dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, sempre sul Financial Times. Ma l’avvertimento che più deve preoccupare è che: "le persone che ci rimetteranno sono i giovani."
Mentre Steve Eisman, l’uomo che aveva previsto la grande crisi economica mondiale che ci ha colpito nel 2007, intervistato dal The Guardian dice che la prossima crisi finanziaria 
arriverà dalle banche italiane, venete in particolare. (https://www.theguardian.com/money/2016/nov/19/big-short-financial-crash-steve-eisman-italy-banks-risk)
Al momento, a pagare, a differenza dei dirigenti saldamente al loro posto, che continuano a regalarsi bonus milionari per premiarsi dei loro disastri, sono i dipendenti di queste banche, i quali vanno incontro a migliaia di licenziamenti, e le famiglie, come dimostra Unioncamere.
Davanti ad uno scenario del genere, che come M5S abbiamo previsto da questo blog da anni, ci sentiamo in dovere di fare il massimo. Noi una coscienza ce l’abbiamo al contrario dei governi delle banche, quello nazionale e quello regionale.

domenica 8 gennaio 2017

FANTASTICA RAGGI: TUTTE LE SCUOLE CON IL RISCALDAMENTO A ROMA! ECCO L'ORDINARIO STRAORDINARIO DI VIRGINIA! GUARDATE E DIFFONDETE!

Gli impianti di riscaldamento delle scuole saranno accesi tra oggi e domani in modo che gli studenti possano trovare gli edifici scolastici già riscaldati al loro rientro dopo la pausa di Natale. La sindaca Virginia Raggi ha disposto che gli impianti termici siano messi almeno 24 ore prima della riapertura delle strutture scolastiche per permettere una serena attività a studenti ed insegnanti.
Lunedì, gli impianti saranno accesi alle tre del mattino e sarà prolungato l’orario di funzionamento di un’ora in più rispetto alle 10 normalmente previste. Inoltre, è stata avviata la manutenzione antigelo degli stessi impianti ed è stato organizzato un servizio speciale affinché squadre di tecnici possano essere già al lavoro per eventuali emergenze dalle 6 del mattino di lunedì.
“Abbiamo a cuore il benessere dei nostri figli. Per questo, date le basse temperature di questi giorni, ci siamo subito preoccupati di verificare il corretto funzionamento degli impianti termici delle scuole, provvedendo all’accensione dei riscaldamenti immediatamente. Abbiamo agito in anticipo per assicurare scuole calde per i nostri bambini. La cura del territorio passa per la cura dei nostri cittadini, a partire dai più piccoli”, sottolinea la sindaca Raggi.

LEGGE CONTRO IL M5S: VOGLIONO FARCI FUORI CON LA LEGGE TRUFFA! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA OVUNQUE!

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi pare proprio che abbiano trovano la famosa “quadra” bossiana. Ovvero una riforma della legge elettorale che lascia ad entrambi aperte due strade e che al tempo stesso tarpa le ali al Movimento 5 Stelle. Il leader del Pd ormai ha abbandonato il ritorno al Mattarellum e si sta spostando anche lui sul sistema proporzionale.
Il progetto al quale stanno lavorando in questi giorni di feste gli sherpa del Partito Democratico e di Forza Italia prevede uno sbarramento (non troppo alto per non penalizzare Alfano, intorno al 3%) e un premio di maggioranza del 10%. In questo modo si verrebbe anche incontro alla probabile sentenza con la quale la Corte Costituzionale boccerà l’Italicum tra pochi giorni.
In sostnza, alla prima lista o coalizione di partiti verrebbe assegnata una quota di deputati (appunto il premio) pari a 63 seggi, ovvero il 10% dei componenti della Camera. Per il Senato, come prevede la Costituzione, varrà lo stesso principio ma su base regionale. Con questa legge elettorale è evidente che i grillini per governare da soli dovrebbero sfiorare il 40% dei consensi, quasi impossibile.
Mentre Berlusconi e Renzi si lasciano aperte due strade: la prima è quella di governare con i loro rispettivi alleati (Lega e Fratelli d’Italia per l’ex Cav e centristi o sinistra radicale per il leader dem), qualora i numeri usciti dalle urne fossero sufficienti; la seconda ipotesi è quella invece delle larghe intese, nel caso in cui il premio di maggioranza del 10% non fosse abbastanza per garantire la maggioranza assoluta in entrmabi i rami del Parlamento alla coalizione uscita vincitrice dalle urne.
La “furbata” – spiegano nel Palazzo – sta proprio nel limitare al 10% il premio di maggioranza e a non prevedere comunque l’assegnazione del 55% dei seggi a chi arriva primo. Tutto ciò proprio per tenersi aperta la strada del governissimo (o dell’inciucio) dopo il voto.

sabato 7 gennaio 2017

+ + + VERGOGNA ASSOLUTA + + + 23 POLTRONE PER UN SOLO PARASSITA! È UN RECORD MONDIALE

I dati, sviluppati dall’associazione OpenPolis, lasciano esterrefatti: in aggiunta al ruolo istituzionale, 138 politici nazionali hanno almeno un incarico in società, di questi 86 hanno un solo incarico e 52 ne svolgono in contemporanea più di uno. Insomma, tra parlamentari, ministri o sottosegretari, quasi il 14% dei politici nazionali ricopre anche incarichi all’interno di società e aziende di vario tipo .
Nel dettaglio, durante il 2014 hanno (o hanno avuto) incarichi in società 49 senatori, 83 deputati e 6 esponenti di governo. Tra questi, si contano ruoli multipli per 21 senatori, 26 deputati e 5 esponenti del Governo di Matteo Renzi. Ma per restare davvero sorpresi, passiamo ai nomi.
Il numero maggiore di incarichi multipli ricoperti dalla stessa persona è addirittura 23: titolare della sfilza di incarichi è il deputato Paolo Vitelli (Scelta Civica).
Il secondo “classificato” per numero di incarichi in società è il deputato Gregorio Gitti, anche lui Scelta Civica. Al Senato invece il record spetta a Andrea Marcucci (Partito Democratico), titolare di 11 incarichi in contemporanea al ruolo di parlamentare.

SERVIZIO CONTRO IL M5S MAI NESSUNO ERA ARRIVATO A TANTO! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI QUESTA VERGOGNA!

Fabio Fucci, sindaco 5 Stelle di Pomezia, sbugiarda il TG5 facendo chiarezza sulle spese reali del Comune per "carta, cancelleria e stampanti". Il telegiornale di Canale 5 ha mandato in onda una grafica totalmente sbagliata, attribuendo al Comune 5 Stelle il primato delle spese di cancelleria: 1,4 milioni. La realtà è ben diversa, come scrive ‪Fabio Fucci. Le spese ammontano ad appena 55 mila euro.
Leggiamo il messaggio del sindaco 5 Stelle:
Spese‬ di ‪‎cancelleria‬ a ‪‎Pomezia‬ ‪‎verità‬: i dati reali. Altro che 1,4 milioni! 55.000 € nel 2014 ed era già tutto rendicontato sul sito del Comune di Pomezia. I giornalisti troppo "pigri" si sono affrettati a pubblicare la notizia secondo cui Pomezia sarebbe la città in Italia con le maggiori spese per la cancelleria. Una notizia talmente inverosimile da indurre alla prudenza ogni "incauto" informatore. La realtà, come accade spesso, è diversa. Il nostro comune ha ridotto le spese di cancelleria da 369.000 € (2013) a 55.000 € (2014).
E' importante chiarire che il Comune di Pomezia ha ridotto in questi mesi tutte le spese e ha provveduto al pagamento dei fornitori che attendevano soldi da parte del Comune da anni. In particolare, l'azione dell'Amministrazione è stata volta fin dal nostro insediamento alla riduzione delle spese legate alla cancelleria, alla carta, alla rappresentanza. Abbiamo centralizzato le stampanti in tutti gli edifici comunali, abbiamo ridotto l'uso della carta attraverso la progressiva digitalizzazione dei documenti, abbiamo eliminato la carta stampata con gli abbonamenti ai giornali on line (la spesa per "Pubblicazioni, giornali e riviste" è scesa da € 11.334,20 del 2013 a € 929,74 nel 2014, ndr). Riduzione che risulta evidente anche nella voce incriminata: del totale della spesa di cancelleria nel 2014, la somma realmente spesa per l'annualità appena conclusa non arriva a 55 mila euro, la somma restante è da addebitare al pagamento di debiti pregressi.
" I dati - spiega il dirigente ai Servizi Finanziari Dott. Giovanni Ugoccioni - sono tratti dal sistema SIOPE (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici) che aggrega i pagamenti giornalieri delle diverse PA attraverso una serie di codici gestionali. La tesoreria comunale comunica i dati alla Banca d'Italia che li trasmette a tale sistema. La classificazione economica SIOPE (introdotta per gli Enti locali gradualmente in base al decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 10 ottobre 2011 con decorrenza 1° gennaio 2012, che ha sostituito i decreti del 14 novembre 2006 e del 18 febbraio 2005, ndr), si va ad aggiungere a quelle previste dalla contabilità degli Enti locali stabilite con il TUEL. Nel caso di Pomezia, il software di contabilità non ha aggiornato i codici relativi agli impegni di spesa esistenti precedentemente all'introduzione della classificazione SIOPE.
Nel 2014 l'Amministrazione comunale, utilizzando i fondi relativi al DL 35, ha proceduto al pagamento di debiti pregressi il cui codice SIOPE non era stato quindi aggiornato, causando errori nella comunicazione delle singole voci di spesa. Dalla revisione effettuata sui pagamenti risulta che la spesa effettuata nel 2014 per il codice SIOPE 1201 "Carta, cancelleria e stampati" risulta pari a € 164.504,91 di cui soltanto € 54.722,91 relativi all'anno di competenza 2014. Si è trattato quindi di un errore legato al mancato aggiornamento dei suddetti codici: abbiamo trasmesso i dati aggiornati alla tesoreria comunale e da venerdì 23 gennaio prossimo saranno pubblicati corretti sul sito ministeriale".

giovedì 5 gennaio 2017

ULTIM'ORA :Bufale, la provocazione di Grillo serve a difendere la libertà dei cittadini

Ha fatto bene Mentana a contestare Grillo che – nel suo blog – attaccava l’universo intero del giornalismo italiano. Le testate giornalistiche (cartacee, televisive, via web) non sono tutte uguali. Di più: è assurdo pretendere di giudicarle attraverso un tribunale popolare. Ciò detto, l’uscita del leader pentastellato e il suo post scriptum (che ricuce col direttore del Tg di La7) vanno letti con attenzione. Grillo procede per provocazioni, è troppo intelligente per non sapere che i tribunali del popolo appartengono al lato oscuro della storia. Urge ragionare.
E’ in atto un attacco ben orchestrato – il presidente dell’Antitrust, Pitruzzella, propone “agenzie pubbliche dei Paesi Ue” – contro la libera circolazione delle idee online. Naturalmente la cosa non viene detta così chiaramente e si parla (“le parole servono anche per nascondere”) di agenzie di difesa contro le fake news, le “bufale” della rete. L’obiettivo (vero) è la censura del web. Perché? Perché la rete è il luogo in cui più forte è il distacco/la presa di distanza dei cittadini dalla cosiddetta “classe dirigente”.
La convinzione – molto diffusa in rete – è che politici, imprenditori, banchieri, eccetera, non abbiano saputo governare la crisi. Lo si dice talvolta male e con insulti, ma il senso è questo: non abbiamo più fiducia in chi ci ha dato, in un decennio, crisi economica, disoccupazione, insicurezza nelle città, corruzione e demagogia. Basta.
Fonte : il Fattoquotidiano.it

Un reddito per i disoccupati: in Finlandia cè già, in Italia lo porterà il MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle Europa
La crisi si sconfigge con il reddito. La Finlandia avvia una sperimentazione di 2 anni che prevede un reddito mensile di 560 euro a 2.000 disoccupati. È la prima volta che accade in Europa. In Italia invece giace nel dimenticatoio il disegno di legge delega sulla povertà, presentato dal Ministro Poletti quasi 1 anno fa. Per il Pd i poveri possono aspettare...
Al Movimento 5 Stelle è stato assegnato il rapporto sulle misure di contrasto alla povertà che dovranno essere comuni a tutti gli Stati membri. Un provvedimento che verrà presentato e discusso al Parlamento europeo e che darà le linee guida alla Commissione europea su come aiutare gli indigenti. Persino la Grecia ha avviato un progetto pilota sul reddito minimo garantito. L'Italia rischia di essere l'unico Paese europeo in cui i poveri sono abbandonati a loro stessi.
traduzione di un articolo pubblicato sul The Guardian. Ecco il link.
"La Finlandia è diventato il primo Paese in Europa a concedere ai suoi cittadini disoccupati un reddito mensile di base, pari a 560 euro, in un esperimento sociale unico che si spera possa tagliare la burocrazia, ridurre la povertà e aumentare l'occupazione. Olli Kangas dell'agenzia governativa finlandese KELA, responsabile per i servizi sociali del Paese, ha dichiarato lo scorso lunedì che l'esperimento durerà due anni e che 2.000 cittadini selezionati in modo casuale riceveranno il sussidio di disoccupazione dal 1°gennaio. Quelli selezionati riceveranno 560 euro al mese, senza alcun obbligo di spiegare come vengono spesi. L'importo verrà detratto da eventuali sussidi che già si ricevono.
Secondi i dati ufficiali, il reddito medio nel settore privato in Finlandia è pari a 3.500 euro al mese. Kangas ha dichiarato che l'idea del programma era quella di abolire il "problema disincentivo" tra i disoccupati. L'esperimento mira alle paure delle persone timorose di "rimetterci qualcosa", ha detto, aggiungendo che le persone selezionate avrebbero continuato a ricevere i 560 euro anche dopo aver ottenuto un posto di lavoro.
Oggi una persona senza lavoro può rifiutare un reddito basso o un lavoro precario per la paura di avere ridotti drasticamente i suoi sussidi finanziari sotto il generoso e complesso sistema di sicurezza sociale finlandese. "E' molto interessante vedere come le persone si comporteranno", ha detto Kangas. "Li porterà a sperimentare con coraggio diversi tipi di lavoro? Oppure, come alcuni critici sostengono, li renderà più pigri grazie alla consapevolezza di avere un reddito senza fare nulla?" Lo scorso novembre il tasso di disoccupazione in Finlandia, una nazione di 5,5 milioni di cittadini, era pari all'8,1% con 213.000 persone senza un lavoro - un numero invariato rispetto all'anno precedente.
Il programma è parte delle misure del governo di centro-destra del primo ministro finlandese, Juha Sipila, per affrontare la disoccupazione. Per Kangas l'esperimento del reddito di base può essere ampliato successivamente ad altri gruppi sociali a basso reddito, come i liberi professionisti, i piccoli imprenditori e i lavoratori part-time".

mercoledì 4 gennaio 2017

TRAVAGLIO SENZA FRENI!! HANNO PAURA DELLA GENTE PERCHÉ SONO CONTRO IL SISTEMA!! GUARDATE E DIFFONDETE!

a quando gli elettori han cominciato a votare contro il Sistema, cioè come pareva a loro disobbedendo sistematicamente agli ordini di scuderia trasmessi dai sottostanti media tradizionali, il Sistema si è ben guardato dal domandarsi perché la gente gli preferisca qualunque cosa, anche la più rischiosa: un salto nel buio come la Brexit nel Regno Unito, un miliardario a forma di banana come Trump negli Stati Uniti, un movimento fondato da un comico come i 5Stelle in Italia. Non potendo ammettere di stare sulle palle al cittadino medio per i danni che gli hanno provocato con le loro politiche demenziali, lorsignori si sono inventati una scusa autoconsolatoria: il problema non siamo noi, anzi siamo sempre i migliori; il problema sono gli elettori che, fuorviati e sviati e traviati dal Web, credono alle bufale della Rete e scelgono ciò che è peggio per loro nell’illusione che sia il meglio. Soluzione: controlliamo il Web come già controlliamo (direttamente in Italia, indirettamente in altri Paesi) le tv e i giornali, ripuliamolo dalle bugie e soprattutto dalle verità che non ci piacciono (ribattezzate “post verità” da chi ha fatto le scuole alte), così le pecorelle smarrite ritroveranno il buon pastore e torneranno docili all’ovile.
Ora, che centinaia di milioni di persone votino suggestionate da false credenze, illusioni propagandistiche e autentiche menzogne è un fatto piuttosto noto e antico. Altrimenti Mussolini e Hitler non sarebbero saliti al potere in seguito a regolari elezioni, né avrebbero goduto di tanto consenso per tanto tempo, così come Stalin e altri tiranni. Ma anche molti capi di Stato e di governo democratici. E non solo italiani. L’espressione “post verità” viene usata per spiegare la vittoria di Trump, come se fosse il primo presidente Usa eletto perché racconta balle. E le bugie della Clinton, allora (dalla polmonite ai finanziatori della sua fondazione)? E le post-verità del marito Bill ai tempi della Casa Bianca, non solo su Monica Lewinsky, ma anche sulle “guerre umanitarie” in Jugoslavia&C.? E quelle di Bush jr. & Blair per “esportare la democrazia” a suon di bombe in Afghanistan e in Iraq, in base a prove farlocche sui legami fra i talebani e Bin Laden e sulle armi di distruzione di massa di Saddam?
Veniamo a noi, che di post-verità, ma soprattutto di pre-balle, siamo primatisti mondiali. Per 40 anni, dopo il quinquennio degasperiano, gli italiani votarono un partito di corrotti e di bugiardi come la Dc, per paura che vincessero i noti mentitori del Pci, che spacciavano la tragedia del socialismo reale come il paradiso in terra. Poi, per vent’anni, la maggioranza (sia pure molto relativa) degli italiani stravide per il più grande ballista del dopoguerra, nell’illusione di una rivoluzione liberale che non arrivò mai perché B. aveva priorità più impellenti (non fallire e non finire in galera). Dopodiché caddero in preda ad altri incantesimi: il mito napolitan-montiano dei “tecnici” di larghe intese, scesi dall’Olimpo per salvarci dallo spread. Un disastro.
Vaccinati da vent’anni di berlusconismo, gl’italiani punirono quell’orrido inciucio nel 2013 e Re Giorgio dovette inventarsi una nuova menzogna – la Grande Riforma Costituzionale, panacea di tutti i mali – per ribaltare le urne, riciclare l’ammucchiata destra-sinistra e tagliar fuori gli anti-Sistema (ribattezzati “populisti” da chi ha fatto le scuole alte). Altro fiasco epocale: il governo Letta sbriciolato in nove mesi, il governo Renzi – degno erede della tradizione ballistica berlusconiana – sfanculato al referendum con Grande Riforma incorporata. Ora, siccome tra un anno le elezioni saranno proprio obbligatorie, si tenta di correre ai ripari con altre patacche. Tipo la “disomogeneità” delle leggi elettorali di Camera e Senato. Peccato che l’abbiano voluta Napolitano e Mattarella, avallando e promulgando Italicum per la sola Camera (al Senato restava il Consultellum nella speranza che gli italiani abolissero le elezioni). E questa come si chiama, se non post-verità? Solo che a raccontarla è il presidente della Repubblica che l’altra sera ci ha messi in guardia dalle “falsificazioni del web” e da quell’altro “insidioso nemico della convivenza, su cui tutto il mondo si interroga”: “L’odio come strumento di lotta politica”. Sai che novità: basta rileggere i dibattiti d’aula degli anni 50-60-70 tra Dc e Pci per fare del Parlamento attuale un convento di orsoline. Quella si chiama dialettica fra maggioranza e opposizione. L’“odio” è una ridicola categoria introdotta in politica da B., sedicente fondatore del Partito dell’Amore, per squalificare i pochi che si opponevano davvero. Oggi il presidente e il Pd la riesumano in condominio col “populismo” per screditare i pochi che si oppongono davvero. E soprattutto imbavagliarli. Infatti Mattarella ha aggiunto: “Tutti, particolarmente chi ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva per preservare e difendere il Web da chi vuole trasformarlo in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi”. E quando mai Mattarella è insorto contro le falsificazioni di tv e giornali? Bugie così gravi da truccare le elezioni. Se tutti i media avessero sconfessato le balle di B. sulla persecuzione giudiziaria, ce lo saremmo levato dai piedi un po’ prima. Se tutti avessero scritto la verità su Expo, Giuseppe Sala non sarebbe sindaco di Milano. E se Renzi e la stampa e le tv al seguito non avessero associato il No referendario all’Apocalisse per l’economia, le banche, gli investimenti, il Pil, lo spread, le esportazioni, l’occupazione e persino per i malati di cancro, diabete e cirrosi, quanti Sì in meno avrebbe incassato? E se non si fosse inventato il cavaliere bianco in groppa a Jp Morgan pronto a salvare Mps, quanti soldi pubblici risparmieremmo oggi che il bluff è scoperto? Forse queste erano meno bugie perché non venivano dal Web, anche se poi ci finivano?
Il 23 novembre il Parlamento europeo ha approvato una demenziale risoluzione che lo impegna a “contrastare la propaganda nei confronti dell’Ue”, delle “istituzioni Ue” e dei “partenariati transatlantici” (e da quando, di grazia, è vietato dire male dell’Ue o della Nato?). E il cosiddetto “g a r a nte” dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella è partito lancia in resta contro la post-verità, anzi le “fake news” (anche lui ha fatto le scuole alte), “motori del populismo e minacce per le nostre democrazie”ergo“il settore pubblico deve fissare delle regole” e “intervenire rapidamente se l’interesse pubblico è min accia to”. E, di grazia, chi decide ciò che è vero e ciò che è falso, cosa è di interesse pubblico e cosa no? Pitruzzella? I suoi amici Schifani e Cuffaro? I partiti che l’hanno nominato? L’Antitrust dovrebbe combattere le concentrazioni che bloccano la libera concorrenza sul mercato e anche i conflitti d’interessi. Cioè evitare che la Rai sia controllata dai partiti e Mediaset da un partito, diffondendo carrettate di fake news e post-verità per conto terzi. Ma su questo Pitruzzella non dice una parola. In compenso, la presunta Antitrust fa muro col governo e con B. contro Vivendi che minaccia di comprare Mediaset e liberarla dalla politica: il che sarebbe “un rischio per i consumatori”(così ben informati da 20 anni di propaganda berlusconiana).
Il Web, come tutti i media, è avvelenato dai falsi, ciascuno dei quali però ha il suo antidoto: il giornalismo “firmato” da chi si è costruito una fama di credibilità e risulta autorevole. E infatti è l’antidoto, non il veleno, che allarma questi politici senza elettori e questi giornalisti senza lettori. Che, persi i contatti con la realtà e dunque con la gente, si giocano l’ultima carta per non morire. La carta più vecchia e disperata del mondo: la censura. Siccome sempre meno gente si fida dei megafoni che essi controllano proprio perché raccontano un sacco di balle, lorsignori accusano il Web che non controllano di fare ciò che han sempre fatto loro, per poterlo controllare e farcì quel che han sempre fatto altrove: mentire e fottere....
Articolo intero su Il F.Q. di oggi
http://www.ilfattoquotidiano.it/il-fatto-quotidiano-prima-…/

ULTIMA ORA: Sgarbi umilia la Boldrini: “Ministra e sindaca? Cara Presidenta Boldrina, sei una zucca vuota!”

Boldrini? No, Boldrini è plurale, lei è una e donna. Quindi Boldrina. Presidentessa della Camera dei deputati e delle deputate, maschi e femmine. Ma perché allora non Presidenta. Nella sua visione è giusto chiamare un ministro ministra e un sindaco sindaca”. Vittorio Sgarbi se la prende con il presidente della Camera Laura Boldrini e con il suo uso del femminile per declinare i ruoli politici “sindaca” e “ministra”. Sgarbi ricalca il pensiero del presidente emerito Giorgio Napolitano che ha definito “orribili” e “abominevoli” i termini ministro e sindaco declinati al femminile: “Ora cara Boldrina, sia precisa, ci dica chi è lei… lei è la grammatica? Lei stabilisce che non è giusto chiamare sindaco una sindaca e ministro una ministra? Ai ruoli non si applicano i sessi, rimangono tali e quali. Come la persona rimane persona anche quando si riferisce ad un uomo, non diventa persono. E tu sei una zucca vuota, una capra… fortunatamente non un capro”.
Fonte : Fattoquotidiano.it

Ultim'ora Grillo ricuce con Mentana: “Il logo del Tg La7 nel post sulle bufale per par condicio, lui rispetta la verità”

Il garante del Movimento 5 Stelle, dopo che il direttore ha minacciato di querelarlo per "l'offesa non sanabile di essere fabbricatori di notizie false", chiede di "non prendersela". E chiarisce che il suo tg è stato citato "per non far sfigurare troppo i colleghi". Poi l'augurio di "continuare a fare informazione rispettosa della verità e dei cittadini ancora a lungo". Pizzarotti: "Distrazione di massa, il blog M5S è il primo che distorce le notizie"
Il logo del Tg di La7 era presente tra quelli che corredavano il post sulle bufale nei media solo per “par condicio“. E “per non fa sfigurare troppo i suoi colleghi”. Il chiarimento arriva direttamente dal blog di Beppe Grillo, dopo che Enrico Mentana ha consigliato al garante del Movimento 5 Stelle di “trovarsi un avvocato” perché, come ha spiegato su Facebook, “fabbricatori di notizie false è un’offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo e a me che ne ho la responsabilità di legge” e Grillo “ne risponderà in sede penale e civile“. Una risposta alla provocazione di martedì, quando il comico, in scia al dibattito sulle fake news diffuse via internet, ha affidato al suo blog la proposta di una “giuria popolare” a cui far giudicare la correttezza dell’informazione fornita da giornali e tg.
“Ieri Mentana si è risentito per il fatto che il logo del suo Tg fosse presente nell’immagine del post che denunciava le bufale dei media italiani”, scrive Grillo in un post scriptum a un commento sul nuovo codice di comportamento per gli eletti coinvolti in vicende giudiziarie, approvato martedì a larga maggioranza dai 41mla iscritti che hanno votato. “Non se la prenda direttore”, chiede il leader M5S, “è stato fatto per ‘par condicio’ per non far sfigurare troppo i suoi colleghi. E inoltre si trattava di una denuncia politica per criticare il sistema mediatico nel suo complesso”. Poi un’inedita lode: “Le auguriamo di continuare a fare informazione che sia rispettosa della verità e dei cittadini ancora a lungo“.
Fonte : Beppegrillo.It

martedì 3 gennaio 2017

HA FOTTUTO 819MILA EURO PER FARSI IL VILLONE: ECCO CHI E’ IL LADRO PD DEL GIORNO, ALLA FACCIA DELLA QUESTIONE MORALE

QUESTIONE AMORALE – CATTEDRE UNIVERSITARIE E MONTE DEI PASCHI DI SIENA, POLITICA IN BASILICATA, ‘FEUDI’ FAMILIARI IN SARDEGNA: C’È DI TUTTO NELLA CARRIERA DI ALDO BERLINGUER, NIPOTE DI ENRICO, FIGLIO DI LUIGI E ASSESSORE PD. ORA C’È ANCHE UNA CONDANNA DELLA CORTE DEI CONTI A RISARCIRE 819MILA EURO PER ESSERSI PAGATO UNA VILLA CON SOLDI PUBBLICI
Secondo la magistratura contabile Aldo Berlinguer avrebbe «posto in essere una serie di atti per avvantaggiarsi illecitamente delle erogazioni pubbliche determinando un totale sviamento dalle finalità pubblicistiche previste». Finanziamenti da Mps, case intestate, fondi pubblici sprecati. E la sua poltrona con Pittella, balla…
Sandro Iacometti per ”Libero Quotidiano”
«Ideatore e filo conduttore di una vicenda illecita» sfociata «nella indebita erogazione di un finanziamento ministeriale». Solo un paio di giorni fa il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, rievocava la figura di Enrico Berlinguer per denunciare «l’ esistenza nel Paese di una irrisolta questione morale». Il riferimento era all’ inchiesta sulla presunta cricca di Raffaele Pizza. Il caso, però, ha voluto che negli stessi giorni dalla Corte dei Conti della Toscana emergesse l’ ennesima storia di malaffare dove i soggetti chiamati in causa, ironia della sorte, si chiamano Siena, Mps e persino Berlinguer. Non Enrico, ovviamente, ma il suo discendente Aldo (figlio del più noto Luigi, ex ministro della Pubblica istruzione).
È lui, 47 anni, senese, professore ordinario di diritto comparato all’ Università di Cagliari dal 2005, ex consigliere dell’ Aeroporto di Siena, di Mps Gestione Crediti, di Banca Antonveneta e attuale assessore Pd alle opere pubbliche, ambiente e territorio della Basilicata, ad essere finito nel mirino del viceprocuratore regionale della Corte dei Conti, Stefano Castiglione, per un danno all’ erario quantificato in 819mila euro. Secondo la magistratura contabile Aldo Berlinguer avrebbe «posto in essere una serie di atti per avvantaggiarsi illecitamente delle erogazioni pubbliche determinando un totale sviamento dalle finalità pubblicistiche previste»
La vicenda riguarda un finanziamento ministeriale chiesto dalla Slc Service in base alla legge 488 del 1992, una norma finalizzata a sostenere lo sviluppo nelle aree depresse. L’ area in questione era l’ elegante Villa Atzeri, sita a Cagliari in via San Saturnino 7. Lì, dopo la ristrutturazione dell’ immobile e un ampliamento della società, si sarebbe dovuta trasferire la Slc, amministrata da Berlinguer e dal suo legale rappresentante Marco Grozzini, pure lui condannato dalla Corte a restituire i fondi.
Peccato che la società, scrivono i magistrati, non solo non si è mai trasferita, ma neanche è «mai entrata in attività, né tantomeno ha assunto 22 dipendenti». I soldi, però, sono stati erogati, in tre tranche tra il 2005 e il 2008, con la pratica di finanziamento istruita da Mps.
Neanche i 700 milioni di soldi privati previsti dall’ operazione sembra siano mai usciti dalle casse della Slc.
L’ unico esborso,stando a quanto si legge nella sentenza della Corte dei Conti, sarebbe stato quello di 75mila euro, «un corrispettivo sostanzialmente irrisorio» con cui Berlinguer è diventato proprietario «del piano nobile di 8,5 vani della palazzina». Un acquisto che ha permesso ai magistrati contabili di individuare nel docente senese «il principale beneficiario dell’ illecita operazione».
Non solo, secondo la Corte, all’ esito di «operazione articolate» Berlinguer aveva «acquisito la titolarità degli immobili siti al terzo, quarto e quinto piano di Villa Atzeri, la cui ristrutturazione era avvenuta con risorse altrui». Il professore e Grozzini dovranno adesso restituire al ministero dello Sviluppo economico gli 819mila euro. Ma non ci saranno altre implicazioni. La Corte ha infatti dichiarato la propria incompetenza giurisdizionale sugli altri soggetti coinvolti, principalmente costruttori e società edili. Mentre l’ inchiesta penale del Tribunale di Siena, seppure senza proscioglimento nel merito, è stata archiviata il 29 ottobre 2015 per l’ intervenuta prescrizione del reato di «truffa aggravata per conseguire erogazioni pubbliche». Resta da vedere se ci saranno ripercussioni politiche.
L’ esplosione dell’ inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata ha più volte acceso i riflettori sul suo incarico così distante da Siena e dalle sue competenze. Qualche giorno fa Berlinguer (insieme ad altri due assessori “tecnici”) ha rimesso il suo mandato, ma il governatore Pittella lo ha pregato di restare al suo posto. Almeno finché non si troverà la quadra sul nuovo esecutivo. La grana con l’ erario potrebbe ora accelerare i tempi.
fonte

“I vitalizi dei parlamentari ormai sono insostenibili”. Panico tra i politici. Il siluro dell’Inps fa tremare la casta

Per gli ex parlamentari sono in pagamento 2.600 vitalizi per una spesa di 193 milioninel 2016, circa 150 milioni superiore rispetto ai contributi versati.

Lo dice il presidente dell’Inps, Tito Boeri in una audizione alla Camera sui vitalizi. “Applicando – dice – le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro l’anno (760 milioni nei prossimi 10 anni)”. Boeri nell’audizione sottolinea come la spesa negli ultimi 40 anni sia stata “sempre più alta dei contributi. Normalmente un sistema a ripartizione (in cui i contributi pagano le pensioni in essere) – precisa – alimenta inizialmente forti surplus perchè ci sono molti più contribuenti che percettori di rendite vitalizie. Nel caso di deputati e senatori, invece, il disavanzo è stato cospicuo fin dal 1978, quando ancora i percettori di vitalizi erano poco più di 500, prova evidente di un sistema insostenibile”.
“Essendo il numero dei contribuenti fisso – dice – questi andamenti erano più che prevedibili. Eppure si è ritenuto per molte legislature di non intervenire. Addirittura si sono resi questi trattamenti ancora più generosi, come testimoniato da una crescita, per lunghi periodi, più accentuata della spesa che del numero di percettori.
I correttivi apportati più di recente alla normativa, pur avendo arrestato quella che sembrava una inarrestabile crescita della spesa – continua – non sono in grado di evitare forti disavanzi anche nei prossimi 10 anni”. “Con le regole attuali – sottolinea Boeri – la spesa per vitalizi è destinata ad eccedere anche nel prossimo decennio di circa 150 milioni l’anno i contributi versati da deputati e senatori. Applicando le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori italiani all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni. Vi sono 117 ex-deputati e senatori con lunghe carriere contributive per i quali il ricalcolo potrebbe comportare un incremento del vitalizio.
I risparmi derivanti dal ricalcolo contributivo salirebbero a circa 79 milioni se la correzione alla luce del ricalcolo contributivo avvenisse solo al ribasso, tenendo conto del fatto che per la stragrande maggioranza degli ex- parlamentari ha ricevuto un trattamento di favore rispetto agli altri contribuenti”.
“Supponendo poi che il rapporto fra vitalizi in essere e vitalizi ricalcolati sia lo stesso per i consiglieri regionali, il risparmio complessivo in caso di ricalcolo per l’insieme delle cariche elettive – avverte il presidente Inps – salirebbe a 148 milioni di euro circa per il solo 2016 (e circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni presi in considerazione dalle nostre simulazioni). Si tratta, dunque, di misure non solo simboliche, ma in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali”

VERGOGNA: Il Pd butta 3 milioni di euro nel cesso

Avete visto il tanto declamato “EXPO Gate” di Milano? Ispirata alla Torre Eiffel e realizzata da un famosissimo studio di architettura milanese, l’opera, costata ben 3 milioni di euro in occasione della fiera di EXPO, doveva sì essere rimossa ma, assicuravano dall’amministrazione piddina “le due strutture potranno essere riutilizzate”.
L’allora Sindaco Pisapia, in estasi dichiarava: “Mi piace da impazzire”.
Dopo un anno, in questo video, avrete modo di vedere come la nuova giunta milanese abbia interpretato la richiesta di non sprecare 3 milioni di euro.
Eppure parliamo di Beppe Sala, parliamo sempre di PD, parliamo della naturale prosecuzione della vecchia giunta.

FANTASTICO: BEPPE GRILLO UNO DEI 12 PERSONAGGI PIÙ INFLUENTI D'EUROPA! GUARDATE E DIFFONDETE!

Nel 2017 Beppe Grillo sarà uno dei personaggi più influenti d’Europa. La profezia arriva da un articolo di Politico.eu in cui Beppe è l’unico italiano presente. Nella lista ci sono anche il Commissario che ha fustigato Apple Margarethe Vestager, il leader dell’estrema destra olandese Geert Wilders, oltre a Carles Puigdemont, presidente della Catalogna che sogna l’indipendenza e il futuro Segretario di Stato americano al Commercio, Wilbur Ross, che dovrà rinegoziare con l’Europa il TTIP. Per Politico questi dodici personaggi vi faranno “venire voglia di stare a letto con le coperte tirate saldamente sopra la testa tremante“. Politico ha ragione: la festa è finita per affaristi, corrotti, politicanti e lobbisti. Hanno fatto troppi danni e toccherà adesso a noi ricostruire dalle macerie che hanno prodotto. Ecco la traduzione dell’articolo nella parte in cui presenta Beppe Grillo:
Il fondatore del Movimento 5 Stelle Grillo è diventato un innovatore politico degno di nota dall’organizzazione del Vaffa-Day nel 2007, in cui lui e i suoi compagni di viaggio indicarono e svergognarono tutti i politici che erano in carica nonostante le incriminazioni per corruzione. Anche se sono diventati un po’ ripetitivi, questi V-day sono stati una trovata politica di grande successo in una terra di disonestà endemica.
Negli anni successivi, Grillo ha alzato il suo messaggio ribelle al massimo volume, ha riunito un fedele esercito di attivisti ed è riuscito a far eleggere due giovani donne a sindaco di Roma e Torino. Finora, si è crogiolato nel ruolo di Assoluta Opposizione al Potere, rivendicando per sé una certa purezza incontaminata.
Ma le invettive alla Robespierre di Grillo sono sempre meno divertenti e lasciano intendere che l’Europa ha ragione ad essere spaventata se dovesse raggiungere una posizione di potere. Come andrà a finire in questa economia che crolla e dalla debole democrazia?

SCANDALO RENZI: LA BUFERA CHE TRAVOLGE IL PAPÀ DI MATTEO RENZI! GUARDATE E DIFFONDETE!

ARIA PESANTE SU PAPA’ RENZI – L’EX SOCIO MINACCIA VENDETTE: IL BABBO DEL PREMIER GLI DEVE 220 MILA EURO – DOMANI IN BILICO IL PATTEGGIAMENTO CHE SALVEREBBE MATTEO’S FATHER – INCONTRI TRA I DUE – MAIL RISERVATE E CHAT SEGRETE – LA STORIACCIA DELLE ”PAGINE GIALLE” DISTRUTTE PER NON DISTRIBUIRLE: UN SERVIZIO APPALTATO ALL’AZIENDA DI TIZIANO RENZI
Le accuse di bancarotta fraudolenta che la procura di Genova aveva rivolto a Tiziano Renzi sono cadute definitivamente a metà estate. Ma La Verità è in grado di dimostrare come la decisione di archiviare il babbo del premier poggi su presupposti quanto meno fragili e che proprio per la debolezza delle motivazioni Renzi senior non si sia ancora definitivamente lasciato alle spalle quella travagliata vicenda giudiziaria. Del resto negli interstizi delle inchieste si possono annidare verità che i magistrati non sempre riescono a portare alla luce. E questo pare uno di quei casi.
Il gip di Genova Roberta Bossi il 29 luglio scorso ha archiviato la posizione di Renzi senior sul crac della Chil post srl, vecchia società di marketing editoriale di famiglia, lasciando sotto torchio l’ imprenditore genovese Mariano Massone, ex fidato collaboratore di babbo Tiziano e forse custode di qualche informazione scomoda.
Nei mesi scorsi ha chiesto di patteggiare una pena di 2 anni e 2 mesi e il giudice Giuseppe Dagnino domani dovrà decidere se accogliere l’ istanza. Sino ad allora babbo Renzi resterà sui carboni ardenti visto che la vicenda processuale di Massone lo riguarda da vicino per due motivi.
Il primo concreto: se l’ imputato non patteggerà e andrà a processo le sue dichiarazioni potrebbero risucchiare nuovamente il babbo del premier in questa scivolosa vicenda. L’ altro più astratto, ma altrettanto preoccupante: se Massone verrà condannato, in futuro potrebbe comunque far riaprire il procedimento. Intanto i due, all’ insaputa di pm e investigatori, non hanno mai smesso di avere incontri riservati. Appuntamenti in cui il primo chiede insistentemente un lavoro al secondo e gli rinfaccia il patteggiamento cui sta andando incontro muto e a braccia alzate.
L’ ABBAGLIO DEI GIUDICI
Al centro di tutto c’ è il già citato procedimento collegato al fallimento avvenuto nel 2013 della Chil post srl, società fondata negli anni Novanta proprio dal babbo del premier. La difesa di Tiziano era stata sempre la stessa: io ho ceduto l’ azienda al padre di Massone (prestanome del figlio) nell’ ottobre del 2010 e da allora non me ne sono più occupato. Alla fine i pm e il giudice gli hanno creduto. Addirittura la principale motivazione del proscioglimento di Tiziano è legata alla presunta separazione definitiva avvenuta tra lui e Mariano.
Secondo gli inquirenti Renzi senior aveva ceduto la ditta a prezzo scontato a Massone per allontanarlo definitivamente da loro. «Chil promozioni (poi Eventi 6 ndr), infatti, non ha successivamente intrattenuto rapporti con le società di Massone» aveva scritto sicuro del fatto suo il pm Marco Airoldi. Ma ciò, come anticipato, non è accaduto e Mariano e Tiziano continuano a vedersi, sebbene in modo un po’ carbonaro. Incontri volanti, spesso per strada. E in queste occasioni Massone non fa mai mancare le sue rimostranze per la scarsa riconoscenza del vecchio capo.
ARMA IMPROPRIA
Massone, con i suoi legali e i suoi più stretti collaboratori, minaccia da tempo di poter sganciare contro Renzi senior un documento bomba che sconfesserebbe la tesi dei magistrati di Genova e dimostrerebbe un’ ingerenza negli affari della Chil post, fallita nel 2013, da parte del babbo del premier in tempi ben successivi alla cessione dell’ azienda. Massone sostiene che esisterebbe una «smoking gun»: una mail dell’ autunno del 2011.
Con essa Tiziano avrebbe organizzato il trasferimento di un contratto da 500.000 euro l’ anno assegnato a Chil post dalla Tnt: quello per la consegna della posta non indirizzata. In base al piano deciso a Rignano sull’ Arno, Mariano avrebbe dovuto girare l’ appalto alla Direkta di Mirko Provenzano (pure lui indagato per bancarotta e in stretti rapporti con la famiglia Renzi) e della compagna Erika Conterno: «quei due sono una gioiosa macchina da guerra» della distribuzione, avrebbe scritto il babbo del premier via posta elettronica, perorando la causa dei due amici imprenditori.
In cambio Massone avrebbe dovuto ricevere una buonuscita da 220.000 euro e le provvigioni per la moglie. Ma quei soldi, secondo Mariano, non vennero mai versati, contribuendo a mandare a picco la già traballante Chil post. Qualunque sia il motivo, il 24 ottobre del 2011 il rappresentante legale di Chil post, Antonello Gabelli, l’ amministratore di Direkta Provenzano e l’ amministratore di Italia distribuzioni (ex Tnt) Marco Liguori si sedettero allo stesso tavolo per trasferire quell’appalto e un contratto da mezzo milione migrò dalla Liguria in Piemonte.
Ma i rapporti tra Massone e babbo Renzi sono continuati anche dopo. Tanto che Mariano, quando iniziarono i suoi primi problemi giudiziari, trasferì per qualche tempo la residenza a Rignano sull’ Arno (era l’ 1 marzo 2013) a pochi metri dalla dimora dei Renzi. A trovargli un appartamento e a garantire per lui con l’ ottantenne locatario fu lo stesso Tiziano. Quindi non sarebbe vero né che babbo Renzi dall’ ottobre del 2010 non si sia più occupato della Chil post, né che da allora non abbia più avuto rapporti con Massone. Due clamorosi errori in cui sarebbero incorsi gli inquirenti, che hanno sottovalutato anche la fuga di Massone a Rignano sull’ Arno.
CHAT SEGRETA
Ora i due vecchi (ex?) amici (hanno iniziato a lavorare insieme quasi quindici anni fa a Genova) si danno appuntamento in Piemonte, dove vive Massone, ma si incontrano pure in Toscana. E quando sono lontani comunicano fittamente via cellulare su una chat segreta sulla criptatissima applicazione di messaggistica Telegram. Uno degli argomenti dei loro summit è la commercializzazione di un software per la certificazione della distribuzione ideato da Mariano: Tiziano avrebbe promesso di trovargli il contatto giusto per venderlo a una grande azienda italiana o a una multinazionale.
Immaginiamo che per Renzi senior si tratti di un gesto d’ amicizia e anche secondo Massone l’ eventuale contratto non sarebbe una contropartita per il patteggiamento: «A me nessuno mi ha assunto o dato casa (il riferimento è a Provenzano, ndr). Io mi sono preso le mie responsabilità e lì finisce. Ma a differenza di altri io non ricatto nessuno. Non ho più una reputazione, non ho più una fedina intonsa, ma ho un briciolo di dignità», è sbottato Mariano con chi metteva in dubbio la sua lealtà.
INCONTRI AGITATI
Però negli incontri con Renzi senior non sempre gli animi rimangono sereni. L’ 8 marzo del 2016 il fotoreporter Niccolò Celesti ha immortalato uno di questi briefing informali, svolti all’ aria aperta. Precisamente ad Alessandria, dove Massone ha vissuto sino a poco tempo fa. Una sequenza di immagini in cui si vede Tiziano, zainetto di pelle, borsalino blu e giaccone imbottito, ascoltare corrucciato e pensieroso le rivendicazioni di Mariano. Quest’ ultimo, alto e dinoccolato, si sbracciava passeggiando per la piazza della Libertà.

CLAMOROSO: LANDINI UMILIA RENZI SU TUTTI I FRONTI! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO!

Maurizio Landini attacca su tutti i fronti Matteo Renzi, che più volte chiama “il genio di Firenze”. Referendum, legge elettorale, riforma delle pensioni.

“Il premier ha promesso che dopo il referendum farà un sacco di cose: dice che cambierà la legge elettorale, su cui aveva addirittura messo la fiducia tanto ci teneva; dice che cambierà l’Europa. Ma tutto dopo il referendum. Scusate, ma io di uno che ha detto Enrico stai sereno e il giorno dopo lo ha pugnalato alle spalle, non è che di natura mi fidi”, ha detto il segretario della Fiom, ospite di un’iniziativa a favore del No al referendum, a Bologna. Poi parla dell’Italicum: “Nel 1953 chiamavano Legge Truffa una legge elettorale che dava un premio di maggioranza a chi superava il 50%. Con l’Italicum basterebbe il 40%, al ballottaggio anche il 15-20%. Se quella era una Legge Truffa, questa che cazzo di legge è, come dobbiamo chiamarla”.

Poi Landini, oltre ad attaccare una riforma costituzionale che ha cambiato 47 articoli, ma non ha toccato il pareggio di bilancio in Costituzione, attacca direttamente Renzi, sulla riforma delle pensioni e sul cosiddetto Ape, l’anticipo pensionistico: “Verso per 40 anni i contributi e poi se devo andare in pensione devo chiedere un prestito a una banca. A me l’istinto che mi viene è di corrergli dietro fino a quando non l’ho preso. Poi cosa posso fare non lo so”.
Fonte: Il Fatto Quotidiano

+ + + ULTIM'ORA BOMBA + + + LA PROPOSTA CLAMOROSA DI GRILLO CHE FA TREMARE TV E GIORNALI!!

di Beppe Grillo
Tutti contro Internet. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull'esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell'inquisizione proposto dal presidente dell'Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet.
E alle balle propinate ogni giorno da tv e giornali chi ci pensa? Il quotidiano La Stampa ha diffuso un articolo sulla fantomatica propaganda M5S capitanata da Beatrice Di Maio, notizia ripresa da tutti i giornali e i tg, poi si è scoperto che era tutto falso. La Stampa non ha chiesto neppure scusa e nessuna sanzione è stata applicata nei suoi confronti, nè degli altri giornali e telegiornali che hanno ripreso la bufala senza fare opportune verifiche.
Poi fresca di oggi la bufala in prima pagina del Giornale di Berlusconi: "AFFARI A 5 STELLE. Grillo vuole una banca". Una falsità totale che stravolge un fatto vero, ossia che Davide Casaleggio ha accettato di incontrare l'AD di una banca online che ha ricevuto vari premi per l'innovazione tecnologica utilizzando il web per scambiare esperienze e idee sula Rete e sulle sue possibilità, così come incontra decine di aziende innovative. Capite come lavorano i media?
I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate.
Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa.
Ps: Aspettiamo ancora le scuse del direttore de La Stampa e di tutti coloro che hanno ripreso acriticamente un articolo provato falso

++ REDDITO DI CITTADINANZA SUBITO PER 9 MILIONI DI ITALIANI SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA'++ CONDIVIDI SE SEI D'ACCORDO!! Prendetevi 30 secondi e ascoltate queste parole di Beppe Grillo,diffondiamo ovunque queste parole di Buonsenso e DA VERO ITALIANO VERSO GLI ALTRI,verso un popolo IN DIFFICOLTA'!! Questo è il primo PUNTO DEL PROGRAMMA POLITICO, QUELLO DEL MOVIMENTO!! DIFFONDETE PER FAVORE


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lunedì 2 gennaio 2017

+++VERGOGNA ALFANO+++ SCARICATI TUTTI GLI AGENTI CHE PRESERO ORDINI OBBLIGATORIAMENTE!!

Ricordate il caso di Alma Shalabayeva e sua figlia Alma? Una madre con la figlia di 6 anni arrestate illegittimamente e altrettanto illegittimamente espulse dall'Italia al Kazakhstan nel maggio del 2013 in violazione del diritto di asilo.
Per avere nuove informazioni andammo (video) direttamente in Kazakhstan a intervistare la moglie del dissidente kazakho Mukhtar Ablyazov e, tornando, presentammo una mozione di sfiducia contro Alfano. Il PD, come sempre, lo protesse e votò contro la mozione (oggi l'ha pure promosso a Ministro degli Esteri).
Ci sono voluti 3 anni per giungere alla verità ma, tanto per cambiare, ci ha dato ancora ragione.
La Procura di Perugia, a Novembre, ha chiuso l'inchiesta con l'accusa gravissima di sequestro di persona ai danni di due dirigenti di vertice della Polizia di Stato - Renato Cortese e Maurizio Improta - operato grazie ad un'ininterrotta sequenza di falsi, abusi e omissioni, con la complicità di altri 9 indagati: il giudice di pace Stefania Lavore che avallò la consegna al Kazakhstan, tre diplomatici dell'ambasciata kazaka a Roma (l'allora ambasciatore Andrian Yelemessov, il primo segretario Nurlan Khassen e l'addetto agli affari consolari Yerzhan Yessirkepov) e cinque funzionari di polizia già in servizio alla Mobile di Roma e all'Ufficio immigrazione.
Oggi si aggiunge all'indagine un tassello importantissimo a questo puzzle, il Kazakistan ha arrestato il diplomatico Nurlan Khassen per sequestro di persona confermando, di fatto, la linea della Procura di Perugia.
E qui si aprono alcune domande che potrei definire, conoscendo Alfano, retoriche:
1. Perché un capo della Squadra Mobile, il Capo dell'Ufficio immigrazione e un giudice di Pace, si prestarono ad un abuso di questa portata nei confronti di una donna a loro sconosciuta?
2. Chi diede ai tre diplomatici kazaki la possibilità di disporre della Polizia italiana?
3. Chi trasse benefici da questo accordo col Presidente kazakho?
Per rispondere a queste domande la Procura dovrebbe, ora, scalare la catena di comando ma, di questo, nell'inchiesta non c'è nulla.
Nel 2013 Angelino Alfano venne salvato da Enrico Letta con un ricatto politico al Governo, oggi il prode Ministro degli Esteri sgancia i vagoni di coda e sacrifica il destino e la reputazione di chi, come si legge nella chiusura indagini, eseguì un ordine "deciso dall'alto".
Il nostro governo è infarcito di incapaci, poco di buono e persino delinquenti protetti e garantiti dal sistema di potere del Partito Democratico.
#AlfanoDimettiti, sei un imbarazzo per il nostro Paese.

UN STREPITOSO TRAVAGLIO ELOGIA LA RAGGI E IL M5S GUARDATE E DIFFONDETE

Altri dieci buoni motivi per cui i 5Stelle non potranno mai governare né Roma, né l’Italia, né un condominio.
1. Campidoglio: Raffaele Marra, dirigente comunale dai tempi di Alemanno e Marino, viene promosso da Virginia Raggi a capo del Personale. Marra risulta incensurato e mai indagato, poi la Procura di Roma scopre che tre anni prima s’è fatto pagare una casa da un costruttore e lo fa arrestare. Tutti contro la Raggi perché doveva prevederlo che sarebbe finito nei guai, quindi è un’i nca pa ce che non sa scegliersi i collaboratori: “Caos Roma, Raggi nella bufera, Virginia vattene”. Palazzo Chigi: il premier Paolo Gentiloni nomina sottosegretari del suo “nuovo” governo tutti quelli di Renzi, fra i quali Giuseppe Castiglione, indagato in Mafia Capitale per corruzione elettorale e turbativa d’asta (appalto truccato del Cara di Mineo); Simona Vicari, inquisita per falso (visite in cella a Cuffaro); e Vito De Filippo, imputato per peculato e indagato per induzione indebita (già concussione). Grandi elogi a Gentiloni per la serafica continuità col governo Renzi, che tanto bene fece agli italiani a loro insaputa: nessuno gli dà dell’in capace per non aver previsto che Castiglione, De Filippo e Vicari sarebbero finiti sotto inchiesta, anche perché lo erano già, quindi non solo l’aveva previsto: lo sapeva. Perciò li ha confermati. Lui sì che sa scegliersi i collaboratori.
2. Campidoglio: la Raggi nomina assessore all’Ambiente Paola Muraro, incensurata e non indagata. Un mese dopo la Muraro fa un secondo interpello ai pm e scopre di essere inquisita. Lo annuncia lei stessa con la Raggi un mese e mezzo dopo, in commissione Ecomafie. Polemiche à gogo perché non l’hanno detto subito, attacchi furibondi a Di Maio perché era stato avvisato via email ma aveva taciuto. “Caos 5Stelle, Di Maio nella bufera, Luigi vattene”. Poi la Muraro riceve l’i nvito a comparire con le accuse (presunte violazioni del testo unico ambientale) e la Raggi la fa dimettere. “Caos Roma, Raggi nella bufera, Virginia vattene”. Palazzo Chigi: Gentiloni promuove a ministro dello Sport il sottosegretario Luca Lotti, incensurato. Poi Lotti viene indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto insieme al comandante generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette: Luigi Marroni, ad di Consip, li accusa di averlo avvisato che i pm di Napoli avevano piazzato delle cimici nei suoi uffici per trovare le prove di una mazzetta per il più grande appalto d’Europa che sta a cuore a papà Renzi e a due imprenditori amici. Gentiloni conferma Marroni, Lotti e Del Sette perché “ho fiducia nei magistrati”. Risultato: o la Consip è guidata da un calunniatore, o al governo e al vertice dell’Arma ci sono due delinquenti bugiardi. Ma niente caos-bufera-“Renzi e Gentiloni sapevano”: solo tanta fiducia nella Giustizia.
3. Palazzo Vecchio, Firenze: come rivela il Fatto nel 2015, la Corte dei Conti boccia gli ultimi 4 bilanci del Comune, cioè l’intera gestione dell’ex sindaco Renzi: “Gravi irregolarità, inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio”. Nessuna reazione. Palazzo Chigi: l’Ufficio parlamentare di Bilancio, Bankitalia e la commissione Ue censurano la Stabilità di Renzi. Nessuna reazione. Campidoglio: i revisori dei conti bocciano il bilancio della giunta Raggi, il primo non falso degli ultimi 10 anni, dopo aver avallato tutti gli altri. Uno dei tre revisori è imputato per bancarotta fraudolenta. “Caos Roma, Raggi nella bufera, Virginia vattene”.
4. Palazzo Chigi: la Corte costituzionale, con ampie motivazioni, boccia in quanto incostituzionale la riforma Madia della PA. Governo, partiti e giornaloni attaccano la Consulta che si permette addirittura di sindacare la costituzionalità di una legge. Campidoglio: come ben 800 sindaci, anche la Raggi emana un’ordinanza per vietare a Capodanno botti, razzi e fuochi artificiali a difesa dell’incolumità di persone e animali. Ma il Tar del Lazio accoglie un ricorso dei produttori di botti e sospende senza motivazioni l’ordinanza, rinviando la discussione sul merito al 25 gennaio: tanto per il Capodanno 2017 c’è tempo. E giù lacrime dei giornaloni sul Capodanno triste, con l’albero di Natale spoglio e senza Concertone (lo sponsor che ha vinto la gara chiedeva i soldi al Comune: primo sponsor a pagamento della storia). “Caos Roma, Raggi nella bufera, Virginia vattene”.
5. Palazzo Marino, Milano: il sindaco Giuseppe Sala, indagato per falsa dichiarazione (nascose una villa in Engadina e due società in Romania), truffa (sulle monete e le medaglie di Expo) e soprattutto falso in atto pubblico (sul maggiore appalto di Expo), nomina assessore al Bilancio Roberto Tasca, suo socio nella Kenergy (società che produce energia elettrica, una di quelle non dichiarate). Altri applausi. Campiddglio: la Raggi, non indagata, per evitare il conflitto d’interessi tra Raffaele Marra e il fratello

Pepe Mujica l'ex presidente uruguaiano tra la gente! SE STIMI QUESTO UOMO CONDIVIDI!


DIFFONDIAMO TUTTI !
UN GRANDE UOMO!!