lunedì 31 luglio 2017

RENZI NEI GUAI IL M5S VINCE LA CAUSA CONTRO IL PD PER L'EBETINO SI METTE MALE

“Il Tar di Firenze, con una sentenza articolata, ha dato ragione al Movimento 5 Stelle: il Comune deve consegnare al M5S gli scontrini e le ricevute delle spese di Matteo Renzi risalenti al tempo in cui era sindaco”. La comunicazione è arrivata direttamente dai gruppi parlamentari di Camera e Senato del M5S ed è relativa al periodo in cui Matteo Renzi era sindaco di Firenze. “La sentenza è chiara e inequivocabile: ‘L’accesso dei consiglieri comunali – si può leggere nel corpo del testo riportato dai 5 Stelle – è strumento di controllo e verifica del comportamento dell’amministrazione, in funzione di tutela di interessi non individuali, ma generali, e costituisce espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività’”. “Anche per questa ragione – continuano i parlamentari M5S – il Comune di Firenze è stato condannato al pagamento delle spese legali nei confronti di due consiglieri comunali del M5S che hanno fatto richiesta di accesso agli atti. Ora non ci sono proprio più scuse e il sindaco Nardella, piuttosto che difendere il suo capo Renzi, rispetti i cittadini italiani che vogliono sapere come Renzi ha speso i fondi pubblici, cioè i soldi di noi tutti”. I 5 Stelle, dopo la pronuncia del Tar, hanno deciso di recarsi con una folta delegazione di parlamentari lunedì prossimo a Palazzo Vecchio, per chiedere che le spese vengano rese note e tentare di risollevare il polverone sulla vicenda.


LA BOSCHI MENTE! ECCO CHE SPUNTA IL DOCUMENTO CHE SVELA TUTTO! GUARDATE COSA HANNO SCOPERTO E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA!

Riforme, il documento della Ragioneria che smentisce la Boschi: "Nuovo Senato? Risparmio del 9%"
I conti non tornano. I circa 500 milioni di risparmi che, secondo il ministro Maria Elena Boschi, la riforma costituzionale che porta il suo nome produrrebbero nell'immediato, si scontrano con le stime della Ragioneria dello Stato, elaborate e trasmesse il 28 ottobre 2014 su richiesta dello stesso ministero delle Riforme. Nel documento, che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare, i risparmi certi per la finanza pubblica derivanti dal ddl Boschi, ammontano solo a 57,7 milioni di euro, mentre le spese di Palazzo Madama diminuiranno, sì, ma solo del 9%.
SENATO DELLA DISCORDIA - La questione è emersa ieri in Aula alla Camera nel corso del question time. Con un'interrogazione dei deputati di Sinistra italiana (primo firmatario Arturo Scotto) che, proprio al ministro Boschi chiedevano di sapere, considerate le stime contenute nel documento della Ragioneria molto lontane da quelle del governo, se esista un'ulteriore "nota evidentemente successiva ma in ogni caso siglata dal Ragioniere generale dello Stato dalla quale emerga in modo inconfutabile il dato, ribadito in più di una occasione alla stampa nazionale dallo stesso presidente del Consiglio dei ministri, di un miliardo di euro di risparmi ottenuti dalla riforma costituzionale". Risparmi che, dalla risposta data dalla Boschi ammonterebbero, nell'immediato, a circa 500 milioni. "Con il taglio del 33% delle indennità e rimborsi dei senatori - ha spiegato il ministro - avremo un risparmio di 80 milioni l'anno, a cui si aggiungono circa 70 milioni l'anno per il funzionamento delle Commissioni, per esempio, d'inchiesta, per la riduzione dei rimborsi ai gruppi parlamentari al Senato, a questo va aggiunta una progressiva riduzione dei funzionari che saranno necessari grazie al ruolo unico e all'unificazione di Camera e Senato per la gestione del personale".
Ma nella nota della Ragioneria si sottolinea che, per effetto della riduzione del numero dei componenti del Senato da 315 a 95 (esclusi quelli nominati dal Presidente della Repubblica), unitamente alla limitazione dell'indennità parlamentare (10.385 euro mensili pro capite) ai soli componenti della Camera dei deputati, "la minore spesa conseguente a dette disposizioni è stimabile in circa 49 milioni di euro". Dei quali 40 milioni ottenuti dall'abolizione dell'indennità per i futuri senatori e i rimanenti 9 dalla cessazione della corresponsione della diaria mensile (3.500 euro mensili pro capite). In pratica, considerato che, stando all'ultimo bilancio, nel 2016 il Senato costerà 540 milioni di euro, secondo le stime della Ragioneria dello Stato, per effetto della riduzione del numero dei senatori il risparmio sarà di circa il 9%.
INCOGNITA PROVINCE - Ma non è tutto. Il ministro Boschi prevede "dal superamento delle province" un risparmio "di 320 milioni l'anno". E e di ulteriori 20 milioni "dalla soppressione del Cnel". Quanto alle Province, la nota dell'ottobre 2014 redatta della Ragioneria segnala, però, che i risparmi di spesa che deriverebbero dalla loro soppressione "non sono allo stato quantificabili". Quantificazione che potrà essere effettuata "solo a completa attuazione" della legge di riordino delle città metropolitane, Province, unioni e fusioni di comuni. La soppressione del Cnel, invece, produrrebbe secondo la Ragioneria "risparmi ulteriori pari a 8,7 milioni di euro, rispetto a quelli già previsti ed indicati nella relazione tecnica del disegno di legge di stabilità 2015 pari a euro 10.019.227 annui". Ma secondo la Boschi i risparmi che il suo ddl porterà non sono solo quelli immediati.
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Vergognoso Vitalizi: tra imprenditori, giornalisti e vecchie glorie della politica. Ecco l’elencoPubblichiamo la lista completa degli ex deputati e senatori che percepiscono la pensione da ex onorevoli...

Vitalizi: tra imprenditori, giornalisti e vecchie glorie della politica. Ecco l’elencoPubblichiamo la lista completa degli ex deputati e senatori che percepiscono la pensione da ex onorevoli. Nomi noti come Massimo D’Alema e Walter Veltroni, con cifre intorno ai 5mila euro, e imprenditori come Cecchi Gori, Benetton e Versace. In tutto un esborso per lo stato di 236 milioni l’anno
Sarà anche molto arrabbiato l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema con il premier in caricaMatteo Renzi. E deluso per la mancata designazione a commissario europeo. Ma certamente ha di che gioire guardando la cifra del suo vitalizio parlamentare: 5.674 euro al mese dopo settelegislature trascorse a Montecitorio.
Neanche Walter Veltroni, ex segretario del Partito Democratico ed ex vicepresidente del Consiglio, ha di che lamentarsi. Abbandonata (almeno per il momento) la politica e reduce dai fasti cinematografici con il film su Enrico Berlinguer, l’ex sindaco di Roma riscuote pure lui una pensione di tutto riguardo: ben 5.668 euro mese, naturalmente al netto.
Davvero niente male. E non solo a sinistra. Ricchi trattamenti pensionistici riscuotono anche ex parlamentari del centrodestra, a cominciare da Gianfranco Fini. L’ex leader di An, cofondatore delPdl ed ex presidente della Camera, non rieletto alle ultime elezioni del febbraio 2013 per il flop diFuturo e libertà, incassa infatti 6.029 euro, oltre mille in più di due personaggi di spicco del berlusconismo che hanno conosciuto e conoscono l’onta delle patrie galere: l’ex ministro Claudio Scajola, attestato a 4.927 euro, e Marcello Dell’Utri, ex fondatore di Publitalia e braccio destro di Silvio Berlusconi, titolare di un vitalizio di 4.985 euro.
Sono alcune delle novità che emergono scorrendo gli elenchi dei vitalizi elargiti da Camera e Senato agli ex parlamentari (a breve, dovrebbero essere messi tutti online, assicurano dai vertici di Montecitorio). Una lunga lista di fortunati che al momento non comprende il nome del defenestratoSilvio Berlusconi la cui pratica pensionistica non è stata ancora completata e che abbraccia nomi noti della più varia caratura ed estrazione. Ci sono le vecchie glorie della politica per cominciare: si va da Pietro Ingrao (6.061 euro) e Armando Cossutta (6.939), a Arnaldo Forlani (6.062) e Fausto Bertinotti (4.987); da Oliviero Diliberto (4.992) e Claudio Martelli (4.992) a Romano Prodi (3.022) e Stefano Rodotà (4.992). Ma ci sono pure Francesco Rutelli, non rieletto dopo il naufragio della sua Alleanza per l’Italia (Api), che incassa 6.408 euro netti mensili; l’ex ministro degli Interni Enzo Bianco, attuale sindaco di Catania (5.601); l’ex leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro (3.992); per non parlare di Luciano Violante (6.015), ex presidente della Camera e aspirante a una poltrona alla Corte costituzionale, e Nicola Mancino, ex presidente del Senato ed ex vicepresidente del Csm, che dopo varie legislature collezionate nel centrosinistra riscuote 6.939 euro al mese.
Sfogliando le liste dei parlamentari in pensione (la spesa complessiva per i vitalizi tra Camera e Senato ammonta a ben 236 milioni di euro l’anno) si scopre anche come la società civile e le categorie professionali siano tutte degnamente rappresentate. Dagli avvocati come Gaetano Pecorella (4.372 euro) e Carlo Taormina (2.150); ai sindacalisti come Pierre Carniti (2.381), Sergio D’Antoni (3.958) e Giorgio Benvenuto (4.581); dai giornalisti come Rossana Rossanda (2.124),Eugenio Scalfari (2.270) e Demetrio Volcic (2.934); ai magistrati come Giuseppe Ayala (5.692), i registi alla Franco Zeffirelli (3.408), i critici d’arte come Vittorio Sgarbi (5.007) e i capitani d’industria della più svariata levatura: tra gli altri, Vittorio Cecchi Gori (3.408), Luciano Benetton (2,.381) eSanto Versace (1.589).
A fronte di queste cifre una cosa va precisata. A partire dal gennaio 2012, Camera e Senato hanno riformato lo scandaloso sistema dei vitalizi. Fino a quella data l’importo della pensione degli eletti veniva calcolato in base al numero degli anni di permanenza in Parlamento. In tal modo, con più di 35 anni di militanza si arrivava a riscuotere fino all’85,5 per cento dell’indennità lorda (adesso pari a 10.435 euro a Montecitorio). Le proteste dei cittadini e le richieste di abolizione dei vitalizi avanzate da più parti hanno favorito l’introduzione di un sistema contributivo del tipo di quello in vigore per i dipendenti della pubblica amministrazione. Secondo questo sistema, versando poco meno del 10 per cento dell’indennità, a 65 anni di età e con cinque anni di mandato il parlamentare riscuoterà circa1.500 euro di pensione lorda, mentre con il vecchio sistema, sempre per 5 anni di mandato, avrebbe potuto continuare a incassare fino a quasi 2.500 euro.



+++VIDEO SCHOK+++ ASCOLTATE COME FRECCERO SMERDA RENZI E TUTTO IL PD! MASSIMA CONDIVISIONE!



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VIDEO CENSURATO DALLA TV PER PROTEGGERE IL CAPO RENZI! DIFFONDIAMOLO NOI OVUNQUE RAGAZZI! VERGOGNATI! LA COLATA DI CORRUZIONE SULLE "GRANDI OPERE"!



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MASSIMA DIFFUSIONE VI CHIEDIAMO DI CONDIVIDERE OVUNQUE Alessandro Di Battista ALLA CAMERA E' INCONTENIBILE MASSIMA DIFFUSIONE!! "AVETE TRASFORMATO L'ITALIA IN UNA REPUBBLICA FONDATA SUI VOUCHER!" NON SIETE PIÙ DEGNI DI LEGIFERARE, SUI VOUCHER FATE DECIDERE I CITTADINI! Alessandro Di Battista poco fa in Aula! DEL RESTO AVETE INSERITO LA PAROLA DEMOCRATICO NEL VOSTRO SIMBOLO ALTRIMENTI NON CI CREDEREBBE PIÙ NESSUNO.



MASSIMA DIFFUSIONE+++
VI CHIEDIAMO DI CONDIVIDERE OVUNQUE
Alessandro Di Battista ALLA CAMERA E' INCONTENIBILE
MASSIMA DIFFUSIONE!!
"AVETE TRASFORMATO L'ITALIA IN UNA REPUBBLICA FONDATA SUI VOUCHER!"
NON SIETE PIÙ DEGNI DI LEGIFERARE, SUI VOUCHER FATE DECIDERE I CITTADINI!
Alessandro Di Battista poco fa in Aula!
DEL RESTO AVETE INSERITO LA PAROLA DEMOCRATICO NEL VOSTRO SIMBOLO ALTRIMENTI NON CI CREDEREBBE PIÙ NESSUNO.



STIAMO UNITI PER FAVORE! MESSAGGIO DA BEPPE GRILLO PER TUTTI! GUARDATE E CONDIVIDETE SE SIETE D'ACCORDO!

La paura è qualcosa che non lascia spazio a commenti. Lo scopo biologico, la funzione della paura, è di fermarti e per lo più funziona. Non ci sono santi questa è la paura però ci sono le persone: tanto è perfetta la paura quanto è miracolosa la soluzione. Noi non abbiamo geni migliori per gestirla. Non abbiamo geni a 5 stelle o cazzate del genere, e la paura ci accomuna tutti in qualunque luogo e situazione, ci accomuna meglio di una preghiera oppure della fame. Essere in tanti vicini a chi sta sotto minaccia la farà scomparire, meglio del più perfetto dei balsami miracolosi.
Le minacce che riceviamo e la paura che evocano, hanno tre conseguenze logiche:
1) significa che siamo sulla strada giusta, questo è certo quanto ovvio
2) significa che siamo umanamente normali, se abbiamo timori per noi ed i nostri cari
3) vuol dire che è arrivato il momento di scoprire se stiamo qui per effetto della curiosità elettorale del "stiamo a vedere come va a finire" oppure di un vero desiderio di cambiamento.
Non possiamo scroccare la solidarietà, soltanto riceverla, non è una delle tante frasi fatte della vita la solidarietà: se ci sarete vicini senza aspettare il giorno delle lacrime di coccodrillo vorrà dire che le minacce continue noi nostri confronti sono solo una freccia che indica la direzione da percorrere per liberare il Paese da queste mostruose sanguisughe.
Senza i cittadini le minacce, le malversazioni di opinionisti da mezzo soldo e le isterie dei giornalisti ci potranno condizionare? Non lo so, preferirei non doverlo scoprire.
Con i cittadini al nostro fianco diventeranno semplicemente la parte brutta, la più odiosa, di un sogno che si sta concretizzando.
Non abbiamo bisogno di scudi umani, ma di umanità. Siamo davvero così votati e, al contempo abbandonati? Non credo proprio, non posso e non voglio crederci! Se volete il cambiamento, se votate il movimento, stiamo uniti.
Fonte: beppegrillo.it


domenica 30 luglio 2017

PANICO A LA7: PERCHÈ AVETE CONDONATO 94 MILIARDI ALLE SLOT? GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE !



Il video che vedrete di seguito nell’articolo, mostra la trasmissione televisiva andata in onda sul canale LA 7, dove è stato preso di mira un argomento a cui i presenti, non hanno saputo rispondere. La domanda effettuata dalla conduttrice del programma potrebbe sembrare molto semplice e invece, come si potrà notare dal filmato, non è stato così. La donna infatti, chiedeva ai presenti, che erano maggiori esponenti del Pd e del Pdl: “ Perché sono stati condonati i 98 miliardi di multa ai concessionari delle slot machine? ” I politici dopo aver ascoltato la domanda della conduttrice si sono immediatamente trovati in una situazione scomoda e una volta che questi ultimi non rispondevano in maniera esaustiva, hanno scatenato l’ira e la rabbia del pubblico e della presentatrice di La 7, che non mancava di rispondere loro in maniera aggressiva e sarcastica.




RENZI SEI FINITO GUARDATE COSA STA ACCADENDO IN TUTTA ITALIA! GUARDATE E DIFFONDETE OVUNQUE...

Accesso a un'istruzione gratuita e di qualità per tutti, il no all'alternanza scuola-lavoro e il no alla figura del preside manager. Sono alcuni dei motivi della protesta che ha portato questa mattina migliaia di studenti a scendere in piazza.
Sit-in, cortei e manifestazioni sono in corso nelle principali città italiane, da Milano a Napoli, da Venezia a Roma. Nella Capitale partenza con piccoli tafferugli E' partito con un piccolo tafferuglio il corteo degli studenti romani. All'avvio, con forte ritardo perchè si è aspettato fino all'ultimo l'arrivo di tutte le scuole e del camioncino con gli amplificatori che si è posto alla testa della marcia, i dimostranti hanno cercato di deviare dal percorso previsto. Le forze dell'ordine hanno contenuto il corteo che, dopo momenti di tensione, si è rimesso sull'itinerario convenuto.
Nel furgone degli amplificatori gli agenti delle forze dell'ordine hanno trovato scudi in plexiglass e altre strutture rigide che sono state sequestrate. "La scuola è pubblica e non si tocca, la difenderemo con la lotta", "Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la citta'": questi alcuni degli slogan gridati dai giovani al momento della partenza Milano: "basta, ora decidiamo noi" E' partito alle 10 da largo Cairoli, nel centro di Milano, il corteo degli studenti che scioperano "contro l'abbandono scolastico e l'incertezza per il proprio futuro ". Gli studenti attraverseranno il centro della città per arrivare alle fine al parco Ravizza, dove - spiegano gli organizzatori - si terrà un pranzo, momenti di socialità e alcuni interventi. Alla testa del corteo, composto da almeno un migliaio di ragazzi, diversi striscioni: "ora basta, decidiamo noi", recita uno ; "contro la scuola di classe di Ue e Confindustria, sferriamo il contrattacco" si legge su un altro ; "7 ottobre: tutte e tutti in piazza, no legge 107 no riforma Boschi "; "per una buona scuola , contro la buona scuola ".
Leggi anche: Corteo studenti, tensioni fra centri sociali e anarchici per le vie di Milano
A Firenze scontri con la polizia Sono circa 500 gli studenti che manifestano oggi a Firenze contro la politica del governo sulla scuola. Alcuni manifestanti hanno cercato di entrare nel liceo Galilei, in pieno centro, sfondando il portone. Sono stati respinti dalla polizia e alcuni giovani sono rimasti contusi. Il corteo era partito da piazza san Marco, aperto dalle bandiere della Rete degli studenti medi, e con gli slogan "Occupazione, occupazione" e Università a costo zero. (Rainews.it)


STREPITOSO ALESSANDRO DI BATTISTA MANDA UN SMS ALLA RUSSIA GUARDATE COSA HA SCRITTO!

di Alessandro Di Battista
Furono gli USA di Obama a “chiedere-pretendere” le sanzioni alla Russia. L'Europa eseguì a cominciare dall'Italia scendiletto degli americani. Chi pensava che le sanzioni avrebbero indebolito Putin adesso si starà vergognando. Il M5S non è mai stato né filo-russo né filo-americano. Vogliamo costruire un paese autonomo, sovrano, indipendente e soprattutto non stupido! Le sanzioni alla Russia ci sono costate miliardi di euro, migliaia di posti di lavoro e l'accentuarsi di una crisi prodotta dalla corruzione sì, ma ancor di più da questo folle capitalismo finanziario.
Trump lo giudicheranno gli americani, non è affar mio, quel che mi importa sono quelle scelte che potrebbero ricadere positivamente sugli interessi italiani. Negli ultimi anni quel che ci siamo fatti imporre dagli USA ci ha indebolito. L'illegale guerra in Iraq, l'assurda guerra in Afghanistan, la deposizione violenta di Gheddafi (erano altri che gli baciavano le mani ma quel che va compreso è che se butti giù un dittatore con le bombe straniere quel paese non diventerà più sicuro, al contrario esploderà) e molte altre. Oggi Trump parla di una possibile revoca delle sanzioni alla Russia. E' una buona notizia tuttavia l'Italia non dovrebbe aspettare le decisioni del Presidente degli USA per far quel che è giusto fare. Un Paese sovrano avrebbe già preteso e ottenuto lo stop di questa follia. Il M5S lo chiede da tempo.
La Russia ha i suoi guai (come gli USA e come l'Europa intera) e non rispetta tutti i diritti (come gli USA e come l'Europa intera) ma è un partner economico con cui dialogare e un alleato contro il terrorismo, non un nemico!


BEPPE GRILLO ATTACCA NAPOLITANO: E' LUI IL VERO COLPEVOLE. STA TRASCINANDO L'ITALIA BARATRO.

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio dopo l incontro al Quirinale con Napolitano di Beppe Grillo Napolitano sta trascinando l'Italia nel baratro. Non ha nessun mandato elettorale, nessuna legittimazione popolare, eppure il bis presidente detta legge su tutto. Il premier si limita ad eseguire. La riforma costituzionale è sua e decide lui la linea che il governo deve tenere e lo ribadisce ogni giorno con tutte le sue forze. La legge elettorale deve essere cambiata perché lui ha deciso che così deve essere per impedire che il Movimento 5 Stelle vada al governo. L'economia del Paese è soffocata dai vincoli dell'Unione, dall'euro e dall'assenza di sovranità che lui ha garantito ai burocrati europei. I premier passano, Napolitano resta. Lui ha messo Monti, Letta e Renzi per perseguire senza soluzione di continuità la politica di austerità che ha devastato l'Italia, togliendo al popolo la possibilità di scegliere e senza aver dato al MoVimento 5 Stelle la possibilità di governare dopo le elezioni del 2013 nonostante le avesse vinte con più di 9 milioni di voti. Ora vuol far passare la svolta autoritaria della schiforma costituzionale per spodestare definitivamente il popolo del suo potere. Napolitano ha la responsabilità più grande dello sfacelo attuale. Quando lo incontrai con Gianroberto ci sembrò un vecchio normale, fu un abbaglio. Se avesse un briciolo di dignità dovrebbe dimettersi dalla carica di senatore a vita e andare a dar da mangiare ai piccioni al Pincio. L'Italia è degli italiani, non di Napolitano. FONTE: http://www.beppegrillo.it/2016/10/litalia_e_degli_italiani_non_di_napolitano.html


NOTIZIA CLAMOROSA: BERSANI, RENZI È UN PAZZO FURIOSO. MI PENTO DI NON AVER ASCOLTATO GRILLO! GUARDATE E DIFFONDETE!

Bersani: "Matteo è pazzo". Tutto il non detto sul premier
Il premier, già incollato alla poltrona, sa vhe la minoranza Pd vuol vendicarsi. L'ex segretario: "Ho solo vinto le primarie, io le elezioni". Latorre: "È un paraculo..."
Augusto Minzolini
Per comprendere quello che si muove nella palude dei Palazzi romani bisogna parlare con un ex-ministro trombato come Mario Mauro, amico del Colle e gran conoscitore del ventre moderato. «Renzi - spiega con un sorriso beffardo - si è innamorato di Palazzo Chigi. Durante le consultazioni mi disse: “Voglio andare al governo solo per fare le elezioni da Premier”. Gli risposi che non ero d'accordo, ma che la sua posizione era legittima. Ora, invece, credo che alle urne non ci pensi proprio. Gli è piaciuto il giocattolo. Se si logorerà? Credo che tutto resterà com'è ora. Una legge elettorale per la Camera e un'altra proporzionale, il Consultellum, per il Senato. Un sistema anfibio che, nei fatti, garantisce il ruolo dei partitini di centro che si metteranno insieme. Anche perché il Senato resterà. Calderoli già ha fatto capire che come ci sono le proposte per abolire Palazzo Madama, ci sono anche quelle per abolire la Camera».
Gira che ti rigira il fascino del Potere contagia tutti. E, a quanto pare, anche il rottamatore non ne è immune. E se non si ha l'antidoto per evitare il contagio dall'insidioso virus denominato «poltronum», si finisce per essere ingoiati, adottando il lessico renziano, proprio dalla «palude». I sintomi ci sono tutti. La decisione di accettare l'emendamento della minoranza del Pd e degli alfaniani che rende l'Italicum utilizzabile solo per la Camera, è stata la dimostrazione plateale che il contagio è avvenuto. E gli effetti sulla capacità di Renzi di imporre una svolta, saranno devastanti. Il premier è disarmato. La sua arma più micidiale, cioè la minaccia di elezioni anticipate, è diventata una pallottola spuntata. Se si andasse a votare con il sistema anfibio (Italicum più Consultellum), i partitini non sarebbero più terrorizzati dal rischio di estinzione: mettendosi insieme in una federazione centrista, infatti, manterrebbero almeno in Senato un ruolo politico, visto che sarebbero necessari per mettere in piedi una maggioranza (è difficile che uno dei partiti maggiori arrivi da solo al 51%). E che alla fine resti il Senato con il Consultellum è un epilogo molto probabile. Bastava leggere ieri sul Corriere della Sera Marzio Breda, quirinalista doc, per capire che il Quirinale è già pronto a legittimare il sistema anfibio, un sistema che, secondo gli uomini di Napolitano, ha una sua logica politico-istituzionale intrinseca: «La Camera fungerà da motore politico e il Senato avrà una funzione moderatrice». Se si pensa a tutte le esternazioni di questi anni sull'impossibilità di andare al voto con il Porcellum per il rischio di avere due maggioranze diverse, viene da ridere.
Già, il Palazzo contagia. Vale anche per Renzi. Risultato: se fai il segretario del Pd puoi anche essere il capo del partito delle elezioni anticipate; se fai il premier diventi il leader del partito del «non voto». Purtroppo è quello che rischia di avvenire. Anche perché Renzi è meno forte di quanto sembri. Lo ha ammesso lui stesso con il Cav quando gli ha spiegato che non poteva mantenere i patti alla lettera, che doveva accettare l'emendamento della minoranza Pd che limitava l'utilizzo della nuova legge elettorale, l'Italicum, solo alla Camera: «A scrutinio segreto i miei mi votano contro. Vado sotto e va in crisi il governo». Così, l'uomo che prometteva sfracelli è stato costretto ad abbozzare. Ha ceduto ad Alfano, ma, soprattutto, ha subito la sua minoranza interna: quella dei Bersani, D'Alema, Letta, Fassina.... Insomma, è venuto a più miti consigli. Anche perché, a parte la simpatia del Cav, il neo-premier ha contro tutti. Ce l'hanno con lui tutti quelli che ha rottamato, dentro il Pd e fuori. Una sorta di «fronte del rancore». «Tutti i rottamati - osserva una fedelissima del Premier come Rosa Maria Giorgi - hanno fatto fronte comune e vogliono togliersi la soddisfazione di rottamare il rottamatore». Appunto, il rancore. Basta grattare un pochino ed esce fuori. L'altro giorno in un bar Bersani non nascondeva la sua insoddisfazione con alcuni amici. «Renzi è un pazzo - si sfogava -. Io ho vinto alla grande le primarie, ho vinto le elezione sia pure di poco. Lui ha vinto solo le primarie e pensa di poter fare la rivoluzione». Non parliamo poi di D'Alema che, con l'inconfondibile sarcasmo, comunica a chiunque di aver dato l'addio al Pd renziano: «Io ho un solo partito. Ma è in Europa: il Pse».
Tanta freddezza nasconde tanta voglia di rivalsa. E Renzi? Il rottamatore, per pacificare gli animi, usa gli stessi mezzi dei suoi predecessori: ha adottato il manuale Cencelli delle correnti del Pd per scegliere i ministri; lusinga Bersani con la presidenza del partito e D'Alema con un posto in Europa. E, ovviamente, promette alla «palude» che si andrà a votare alle calende greche: «Non si voterà prima del 2025 - ironizza un renziano acquisito come Nicola Latorre -. Il giovanotto è più paraculo del Cavaliere». Magari questo è da vedere, sicuramente somiglia sempre più ad un premier qualunque. Basterà? Il Matteo nazionale deve farsi bene i conti: arrivare a patti con «il fronte del rancore», non significa che si sopisca il rancore; e se per far questo deve venir meno alla parola data, potrebbe allungarsi l'elenco dei potenziali nemici. Gli annali di Palazzo Chigi sono pieni di premier «rottamati», nel tentativo di restare attaccati alla poltrona. Enrico Letta docet.


+ + + notizia bomba + + + ARCHIVIATA L'INCHIESTA SU VIRGINIA RAGGI! GUARDATE COSA STA SUCCEDENDO E DIFFONDETE!

Il tempo è galantuomo. Prima del ballottaggio mi avevano lanciato l’ultima goccia di fango. Erano arrivati ad attaccarmi sul mio lavoro perché altri argomenti non ne avevano. Oggi la Procura di Roma ha archiviato l’inchiesta relativa alla mia consulenza svolta presso la Asl di Civitavecchia.
Chi racconta menzogne prima o poi non viene più creduto. E questo i romani lo hanno capito già quando sono andati a votare. Noi abbiamo voltato pagina e stiamo scrivendo un nuovo capitolo dove verità e trasparenza saranno sempre al primo posto.


sabato 29 luglio 2017

TRAVAGLIO SENZA FRENI! ECCO LA DIFFERENZA TRA PERTINI E NAPOLITANO! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO!



TRAVAGLIO SENZA FRENI!
ECCO LA DIFFERENZA TRA PERTINI E NAPOLITANO!
GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO!
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ROSITA CELENTANO: NON MI FIDO DI RENZI, SONO GRILLINA NEL MIDOLLO! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON LEI!

NON C’E’ DA FIDARSI 
Rosita Celentano, attrice, conduttrice. «Io sono grillina nel midollo, io di Renzi non mi fido e non lo stimo e non sono contenta di questa riforma. Mi sento presa per il culo. Sono sempre andata a votare e andrò a votare anche questa volta e voterò No».
Fonte: IlFattoQuotidiano.it


VERGOGNOSO DE LUCA, IL PRESIDENTE DELLA CAMPANIA, SPARA CAVOLATE SU DI MAIO E DIFENDE I VITALIZI E I PRIVILEGI DELLA CASTA!!



VERGOGNOSO DE LUCA, IL PRESIDENTE DELLA CAMPANIA, SPARA CAVOLATE SU DI MAIO E DIFENDE I VITALIZI E I PRIVILEGI DELLA CASTA!! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI QUESTO SCHIFO!


QUESTO VIDEO DEVONO VEDERLO TUTTI!!! DI BATTISTA A CUORE APERTO GUARDATE E DIFFONDETE OVUNQUE!



QUESTO VIDEO DEVONO VEDERLO TUTTI!!!
DI BATTISTA A CUORE APERTO
Straordinario Alessandro Di Battista con i cittadini davanti a Montecitorio: "Stiamo dando il massimo, ma dobbiamo vincere le elezioni e mandarli tutti a casa". Diffondiamo!
SEGUI NOI SIAMO 5STELLE.


SCANZI UMILIA RENZI: SE SBAGLIA UN 5 STELLE SE NE PARLA PER MESI, SE SBAGLIA RENZI NON NE PARLA NESSUNO! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO!

Paragonando Renzi a Pinochet, Di Maio ha detto una gran cazzata. Prima di correggersi, aveva pure collocato Pinochet in Venezuela e non in Cile. Per quest'ultimo errore storico-geografico è stato disintegrato. Anche da Renzi. E ci sta. Quello che non ci sta è il doppiopesismo. Se sbaglia un 5 Stelle se ne parla per mesi, se sbaglia Renzi non ne parla nessuno. Ieri sera, mentre le prendeva da Smuraglia (Anpi) alla Festa de l'Unità di Bologna, Renzi è riuscito a parlare di "battaglia di Marzabotto". Un errore gravissimo per un Presidente del Consiglio, tenendo conto oltretutto che Renzi stava facendo finta di avere a cuore la storia ("questo governo è orgoglioso di aver messo più soldi di qualsiasi altro governo a tutela della memoria". Come no). Da storico infallibile, Renzi ha parlato della famosissima "battaglia di Marzabotto". Che ovviamente non esiste. Forse Renzi si confonde con quella di Stalingrado, o con le battaglie che faceva sin da piccolo con l'intelligenza (perdendole tutte). Quella di Marzabotto, e non solo Marzabotto, non fu una "battaglia": fu un eccidio spaventoso. Una strage perpetrata dai nazisti contro la popolazione italiana (civili, non soldati). Uno dei più gravi crimini di guerra del Novecento. Un crimine che un politico dovrebbe conoscere benino, se non benissimo. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 furono uccise 770 persone, che non combatterono alcuna "battaglia": vennero trucidate. Donne, bambini, anziani. Tutti. Detto che il paragone Renzi-Pinochet è delirante e fa storia a sé, le due gaffe (Cile/Venezuela e Strage/battaglie) sono analoghe. E allora mettiamoci d'accordo: o è un errore grave per entrambi, allora si bastona entrambi; oppure è una gaffe da nulla per entrambi, e allora si minimizzano entrambe le soluzioni. Temo che amplificare un caso e sottacerne uno analogo non sia giornalismo: sia propaganda. Ops.


LA RAGGI RECUPERA 1100 POSTI DI LAVORO! MAI NESSUNO COME LEI GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI ECCO COSA STA FACENDO LA RAGGI CONDIVIDETELO TUTTI!

Con l’Aula dell’Assemblea capitolina impegnata ormai in un vero tour de force per portare a compimento il percorso dell’assestamento di bilancio entro la dead line del 31 luglio, Virginia Raggi è al lavoro nel suo ufficio in Campidoglio per puntellare la propria attività amministrativa e dare risposte ai cittadini. Proprio in questa direzione si muove l’incontro, avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri (25 luglio), tra la Sindaca e i rappresentanti sindacali dei precari delle scuole comunali (insegnanti ed educatrici di asili nido e scuole materne).
Il faccia a faccia si è svolto nella sala della Protomoteca di Palazzo Senatorio e hanno partecipato, oltre proprio alla Prima Cittadina, il Capo del personale del Comune, il Capo del Dipartimento scuola e il consulente dell’avvocatessa pentastellata per i problemi del personale Antonio De Santis. La situazione di tutti i lavoratori della scuola per l’infanzia è alquanto delicata da tempo, con la Raggi che aveva preso in carico la questione fin dai suoi primi giorni in Campidoglio, assicurando una via d’uscita al più presto. Ora, dopo l’ultimo incontro, la soluzione sembra essere arrivata con lo sblocco dell’assunzione di ben 1100 maestre (tra nido e materna) annunciato dalla stessa Sindaca capitolina alle sigle sindacali che erano presenti.
All’uscita del tavolo di lavoro è intervenuto Giancarlo Cosentino, coordinatore Rsu di Roma Capitale, rilevando che “la Raggi ci ha annunciato che, utilizzando il piano assunzionale straordinario del Governo, il Campidoglio assumerà 485 educatrici e 636 insegnanti della scuola dell’infanzia a tempo indeterminato. Si attingerà dalle due graduatorie esistenti: ora ci aspettiamo che, con le risorse liberate da questo piano, si possano aumentare le assunzioni dei vincitori del maxi-concorso”. Sarebbe ad una vera e propria svolta la matassa che va avanti da troppo tempo e che ha causato non pochi problemi e ansie a migliaia di famiglie capitoline: il tutto si starebbe risolvendo grazie alle nuove linee guida messe in atto dopo il decreto legge sottoscritto dal Ministro Marianna Madia in materia di riordino della pubblica amministrazione e degli enti locali.
Intanto continua in Campidoglio la lotta senza quartiere dei Cinque Stelle alle spese fantasma e agli sprechi della politica: Marcello De Vito, Presidente dell’Assemblea Capitolina, annuncia che si è proceduto con la ratifica dell’eliminazione “delle auto blu a disposizione dell’Ufficio di Presidenza (le vetture in questione sono 5. Di cui 3 a disposizione di consiglieri M5S, 2 di opposizione) ed è stato espresso indirizzo per l’eliminazione di quella a disposizione dei presidenti dei gruppi (per questo taglio servirà una ulteriore delibera)”.
Messaggi rivolti direttamente ai cittadini e in pieno stile pentastellato: i romani, in questo periodo storico delicato per le sorti della Capitale, hanno estremamente bisogno di poter toccare con mano questi passi in avanti che portano l’Amministrazione ad aprirsi verso la collettività e ad avvicinarsi ai bisogni e ai problemi del proprio territorio. La strada tracciata dai Cinque Stelle è sempre più netta, una rottura decisa con le politiche del passato per riportare normalità, legalità e dignità all’interno della cosa pubblica: un ambiente fin troppe volte macchiato .


venerdì 28 luglio 2017

MARCO TRAVAGLIO SI SCHIERA ANCORA CON LA RAGGI! GUARDATE COSA HA APPENA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON LUI!

Non ruba: prendetela! di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano, 17 settembre 2016.
Ma che scriverebbero i giornaloni se Virginia Raggi fosse sorpresa a rubare, come un normale amministratore di FI, o Ncd, o Lega, o Pd?
Stanno sprecando tutti gli aggettivi della black list e, nell’eventualità che anche lei si facesse comprare, se ne troveranno sprovvisti. Tant’è che, al posto suo, non resisteremmo alla tentazione di inscenare un falso scambio di mazzette in piazza del Campidoglio, o magari sul balcone, o meglio ancora davanti al portone di casa presidiato h24 da giornalisti, fotografi e telecamere. Così, per vedere l’effetto che fa. Invece, diversamente da tanti politici, amministratori e dirigenti che hanno infestato e in parte infestano il Comune di Roma, non risulta che la Raggi rubi, e neppure i suoi assessori e collaboratori. I quali però vengono dipinti ogni giorno come putribondi figuri. Paola Muraro, grande esperta di compostaggio dei rifiuti, è stata per 12 anni consulente di Ama e di molte altre aziende pubbliche e private del settore. Appena è entrata in contatto con la Raggi, è diventata una via di mezzo fra Totò Riina e Jack lo Squartatore: complice del re della monnezza Manlio Cerroni (pur avendo gestito la chiusura della sua mega-discarica a Malagrotta, dopo che destra e sinistra gli avevano consegnato per 30 anni le chiavi dello smaltimento rifiuti), di simpatie destrorse (quand’era sempre stata di centrosinistra, molto stimata da Laura Puppato), favoreggiatrice della banda Alemanno (peccato che all’Ama fosse entrata sotto Veltroni e ci fosse rimasta anche sotto Marino).
Il fatto che abbia mentito – unico peccato accertato, più che sufficiente per imporne le dimissioni in un paese meno bugiardo del nostro – è secondario: bisogna dimostrare che è disonesta. Poi ieri Cerroni racconta al Corriere di aver finanziato le campagne di “tutti i partiti, esclusi i 5Stelle”, ma chi se ne frega.
Raffaele Marra, ex finanziere plurilaureato, è un dirigente pubblico passato dal ministero dell’Agricoltura all’Unire, dal Comune alla Regione, dalla Rai di nuovo al Comune. Ha collaborato con le giunte Alemanno e Polverini, come pure con Zingaretti e di Marino, almeno finché non lo cacciavano, il che avveniva regolarmente perché troppo “giacobino” (parola di Alemanno), cioè perché denunciava un sacco di porcherie in Procura. Appena la Raggi l’ha chiamato come vicecapo di gabinetto, è diventato il paria, l’appestato, l’uomo nero. Per smorzare la tensione, la sindaca l’ha spostato al Personale. Invano: Marra continua a occupare ogni giorno una o due pagine dei giornaloni.
Roberta Lombardi, in un tweet, lo definisce “un virus”? Il tweet finisce su tutte le prime pagine, col contorno di notizie inventate di sana pianta (la Raggi che chiama in lacrime Grillo e Casaleggio per chiedere protezione e minacciare di andarsene e dire sì alle Olimpiadi: telefonata mai avvenuta, lacrime mai versate, minacce mai pronunciate; o la Raggi che nasconde i pareri negativi di Cantone sulle nomine di Marra e Romeo: il parere su Marra non esiste e quello su Romeo è positivo). E dire che il Comune di Roma ne ha 200, di dirigenti, di cui 8 tra indagati e condannati, ma mai rimossi né citati sui giornali. Marra invece è incensurato, e questo forse è il problema: però il Messaggero assicura che, siccome comprò casa dal costruttore Scarpellini allo stesso prezzo stimato da una perizia della banca Barclays che gli erogò il mutuo, senza mai firmare un atto riguardante Scarpellini (all’epoca si occupava di incremento delle razze equine), “la Procura sembra voler fare chiarezza”. Ergo, è il mostro di Lochness.
Raffaele De Dominicis fino a 6 mesi fa era il celebrato Pg della Corte dei conti del Lazio, onusto di glorie grazie ai giornaloni che magnificavano le sue relazioni e le sue indagini sugli sprechi della Capitale. Poi è andato in pensione e la Raggi l’ha nominato assessore. E, dalla sera alla mattina, s’è tramutato in un mezzo matto che pronuncia sprìd lo spread (orrore) e soprattutto in un emissario di Previti (l’avvocato Pieremilio Sammarco, il civilista presso cui lavorava la Raggi dai tempi dell’università, che non fa parte dello studio Previti e non ha mai difeso Previti, gli ha telefonato per sondarne la disponibilità). La Raggi è peggio dell’alta tensione: chi la tocca, muore. Il che spiega perché nessun big vuole più saperne di fare l’assessore a Roma: per non ritrovarsi nel trinciapollo di tg e giornali.
In compenso, se la sindaca dice no a qualcuno o a qualcosa, questo diventa subito bellissimo e aulentissimo. Vedi le Olimpiadi. Tutti sanno che sarebbero una catastrofe per la città, che si ritroverebbe indebitata per altri miliardi (in aggiunta ai 13 o 15 del buco attuale), com’è accaduto per tutte le Olimpiadi degli ultimi 50 anni (a parte quelle di Los Angeles, realizzate da privati). Lo disse chiaro Mario Monti, nel 2012, rinunciando a Roma 2020: “Non sarebbe coerente impegnare l’Italia in un’avventura che potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti”. Anche al netto dei ladri, i Giochi lasciano una lunga scia di debiti, cioè di tasse in più da pagare per i cittadini che hanno la sfiga di ospitarle. Infatti tutti i giornaloni plaudirono unanimi il saggio e sobrio Monti.
Ma ora che il No lo dice la Raggi, in perfetta coerenza con gli impegni elettorali, le Olimpiadi diventano una grande occasione di sviluppo, pace, fratellanza, prosperità e altre cazzate. Quindi, gentile Virginia, dia retta. Visto che, senza rubare un euro, è trattata come una delinquente matricolata, faccia come gli altri: dica di sì alle Olimpiadi e, appena arrivano i miliardi, se li metta in tasca. Vedrà che la lasciano in pace. Anzi, se ruba tanto, ci scappa la standing ovation.


NOTIZIA CLAMOROSA: IL PD SFIDUCIA IL SINDACO, LUI SPUTTANA TUTTO! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA DEL PD!

Il Pd siracusano “sfiducia” il sindaco renziano Giancarlo Garozzo. Con 58 voti su 59, la direzione provinciale del Partito democratico ha approvato una mozione con cui si disconosce l’amministrazione comunale. Una sconfitta amara per il primo cittadino della città aretusea, fedelissimo di Faraone, nel corso della lunga, e animata, riunione alla quale ha preso parte anche il segretario Fausto Raciti. D’altronde, in casa Pd a Siracusa non c’è mai stata pace e ieri sera è stato ratificato il documento redatto a luglio dal segretario provinciale Alessio Lo Giudice (appartenente all’area Riformista con Marziano, Zappulla e Raiti), con il placet di Raciti, che di fatto isola Garozzo e la sua giunta.
Le ragioni della “sfiducia” sono legate al mancato coinvolgimento del Pd da parte del sindaco nel rimpasto di giunta nei mesi scorsi. “Non abbiamo notato alcuna inversione di rotta rispetto a comportamenti che hanno denotato un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti della comunità del Pd – si legge nel documento firmato dal segretario Lo Giudice -. Il Pd questo infatti è, e deve essere: una comunità al servizio del territorio e non uno strumento funzionale a interessi e ambizioni di pochi, umiliato con ultimatum, a cui chiedere sbrigativamente qualche nome da mettere in giunta. A questo punto, credo che il Partito debba andare oltre. Dinanzi alla crisi amministrativa e politica evidente nel Comune di Siracusa, di fronte alla sempre più palese fragilità politica della maggioranza, il sindaco e i suoi sostenitori hanno deciso di voler fare a meno del partito, hanno deciso di considerare insignificante il mandato della direzione. Il Partito Democratico della provincia di Siracusa, di conseguenza, per il bene delle nostre comunità e delle nostre istituzioni, per liberare un potenziale politico che ci può condurre a ricostruire un orizzonte di centrosinistra insieme ai tanti soggetti politici e civici che ci hanno sollecitato in questi giorni, deve ritenere, a partire da oggi, la guida politica dell’amministrazione comunale di Siracusa non più riconducibile al Partito democratico”.
Non si è fatta attendere la replica del sindaco: "Al di là del fatto che un segretario provinciale mediocre si e' preso la responsabilità di spaccare esattamente in due il partito, non posso che stigmatizzare il solito metodo (a questo punto è vizio), quello di barare, portando e imponendo in maniera come sempre scomposta un nuovo elenco degli aventi diritto al voto non concordato con nessuno.
Sono sinceramente divertito nel vedere concretizzarsi quello che denunciavo da tempo, la nobile intesa  Foti-Raiti-Zappulla. Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, da tre anni vado dicendo che prima viene la città e poi il Pd. Esattamente quello che ha detto Renzi, riferito all'italia, domenica scorsa a Catania".
A nulla è valso il tentativo dei garozziani di difendersi e abbandonare l’aula al momento del voto, tentando di far cadere il numero: la maggioranza del Pd ha comunque trovato i numeri, seppur di misura, per votare il documento. Su 106 votanti, dopo l’abbandono dell’aula dei 47 garozziani, 58 hanno votato sì mentre il vicesegretario Giansiracusa si è astenuto. “Abbiamo preso atto da tempo che Garozzo e la sua giunta non abbiano alcun rapporto con il Partito democratico provinciale – dice Turi Raiti, componente della direzione provinciale – e votato di conseguenza. Il Pd valuterà con spirito critico, positivo, tutti gli atteggiamenti del sindaco partendo dal presupposto che da questo momento agirà in maniera autonoma. Siamo ben consci che la politica sia un fatto dinamico e dunque che, se dovessero esserci ripensamenti da parte di Giancarlo Garozzo,  allora il Pd sarà disponibile a riprendere il dialogo”.
Oggi, dunque, il Pd siracusano risulta così composto: i riformisti (38%), i renziani spaccati in due con l’ala Garozzo e l’altra capeggiata dal suo ex capo di gabinetto Giovanni Cafeo; e poi l’area Dem (con i deputati Marika Cirone Di Marco e Sofia Amoddio).


La legge per tagliare i vitalizi è passata alla Camera. Un risultato straordinario di tutti i cittadini italiani. Ora manca l'ultimo passo, deve essere approvata al Senato, non molliamo! Teniamo alta l'attenzione e tagliamo i vitalizi subito!



La legge per tagliare i vitalizi è passata alla Camera. Un risultato straordinario di tutti i cittadini italiani. Ora manca l'ultimo passo, deve essere approvata al Senato, non molliamo! Teniamo alta l'attenzione e tagliamo i vitalizi subito!


UN EPICO DISCORSO CHE PORTA LE PAROLE DI UN POPOLO INTERO, LE PAROLE DI 20 MILIONI DI CITTADINI CHE HANNO VOTATO NO!! +++ QUESTO DISCORSO DELLA CORAGGIOSA SENATRICE Michela Montevecchi DEL MoVimento 5 Stelle CONTRO IL GOVERNO, ENTRERÀ' NELLA STORIA!!



IL GOVERNO GENTILONI HA OTTENUTO 169 VOTI IN SENATO ED E' UFFICIALMENTE AL GOVERNO
Vi chiediamo di DIVULGARE QUESTO VIDEO OVUNQUE, SU FACEBOOK, FARLO VEDERE A AMICI E PARENTI!! DEVE RAGGIUNGERE MILIONI DI PERSONE LA NOSTRA INDIGNAZIONE!! PER FAVORE CONDIVIDETE
NO A QUESTO GOVERNO FOTOCOPIA!




MENTANA ATTACCA DE LUCA! CHIEDI SCUSA AI 5 STELLE! GUARDATE E DIFFONDETE!



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NOTIZIA CLAMOROSA MIRACOLO A ROMA ELIMINATI TUTTI I PARASSITI MASSIMA CONDIVISIONE!

Roma, miracolo nell'azienda Atac dei trasporti: dopo le visite mediche imposte l'80% dei malati è guarito...
"Miracolo" a Roma: dopo una visita decine e decine di dipendenti Atac ritenuti "malati" sono miracolosamente guariti. La storia è raccontata dal Messaggero che spiega come l'azienda di trasporti romana abbia recentemente visitato, tramite medici aziendali e del Cispi, buona parte dei 160 dipendenti (su 11mila) che avevano dichiarato di avere problemi fisici tali da rendere impossibile il lavoro come conducenti o operai delle officine. Di questi, dopo le visite mediche, l'80% è "miracolosamente risultato ideoneo".
"Neanche a Lourdes succedono cose del genere", scherza un funzionario dell’Ufficio personale dell’Atac. Una cosa è certa: nella sede della partecipata romana dei trasporti, anche chi diffida dei miracoli avrebbe modo di ricredersi. È successo infatti che quasi tutti i dipendenti che per anni avevano evitato i faticosi turni alla guida di un bus o di un treno della metro grazie al certificato di «inidoneità», dopo la visita medica finalmente pretesa dall’azienda, sono risultati completamente «riabilitati». Le disabilità temporanee? Sparite. Ci sarebbe da organizzare pellegrinaggi, se non fosse che l’ormai ex capo del Personale della municipalizzata, Francesca Rango (dimissionaria anche lei, insieme al direttore generale Marco Rettighieri e all’amministratore unico Armando Randolese) abbia creduto poco a queste guarigioni di massa. Anzi, a dirla tutta ha sospettato una truffa ai danni di Atac e dell’Inps. Per questo, insieme a Rettighieri, qualche settimana fa ha presentato un esposto alla Procura di Roma" scrive il Messaggero.
Sempre il quotidiano romano fornisce le cifre:
Tra gli oltre 11mila dipendenti di Atac, in 160 avevano problemi fisici tali da rendere impossibile il lavoro come conducenti o operai delle officine.
"Per questo l’azienda li aveva ricollocati dietro una scrivania, decisamente più confortevole rispetto al sedile di un bus.
Fino a quando, i vertici di Atac (che in settimana verranno sostituiti dall’assemblea dei soci) hanno deciso di avviare una serie di controlli straordinari. Mettendo in campo sia i medici aziendali sia quelli del Cispi e ricorrendo a tutti gli strumenti previsti dal decreto ministeriale 88/1999, quello che prevede l’«accertamento dell’idoneità fisica e psicoattitudinale del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto».
Alle visite mediche si sono sottoposti oltre cento dipendenti con «inidoneità temporanee». E l’80% è risultato in perfetta forma, tanto da tornare subito in cabina o in officina"

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2016/09/12/atac-visite-malati_n_11970984.html




GRANDE BEPPE GRILLO GUARDATE IL MESSAGGIO DI BEPPE DEDICATO A RENZI! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI IL VIDEO...



"Renzi, non mollare, io sono con te: spargerò la voce in rete che non hai mai raccontato storie in vita tua e che hai un papà meraviglioso. Non andare via, il Paese ha bisogno di un tuo aiuto per l'ultimo centimetro prima di sprofondare nell'abisso".
Un grande Beppe Grillo ironizza su Matteo Renzi.



+ + + BOMBA CLAMOROSA + + + SCOPPIA LA RISSA CONTRO 3 DEPUTATI PD! I No Vaccini diventano violenti: aggrediti deputati del Pd, calci e pugni: violenza barbarica

Tre deputati del Pd sono stati aggrediti e insultati da alcuni dei manifestanti no-vaccini che stazionano davanti a Montecitorio da stamani per protestare contro il decreto sui vaccini obbligatori. Si tratta di Elisa Mariano, Ludovico Vico e Salvatore Capone che si sono rifugiati dentro un'auto (circondata e presa a calci e pugni) e poi messi in salvo dalla Digos. 
A condannare l'episodio Matteo Renzi: "Tre deputati del Pd sono stati assaliti da manifestanti No-Vaccini. Follia pura. Un abbraccio a Elisa, Ludovico e Salvatore. Noi non ci fermiamo", afferma l'ex premier su Twitter. Anche Laura Boldrini e Renato Brunetta, Forza Italia, hanno difeso i colleghi dal gesto barbaro dei manifestanti. 
Il decreto legge è stato approvato alla Camera: 296 voti a favore, 92 contrari e 15 astenuti. Contro il decreto si sono espressi M5S e Lega. Ad astenersi sono stati i deputati di Si e Fdi. La proclamazione del risultato del voto è stata salutata da un lungo applauso dai banchi del Pd. "Il varo definitivo della legge aumenterà il livello di protezione sanitaria delle famiglie italiane". Così il premier Paolo Gentiloni sul via libera finale al decreto vaccini.
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/video/politica/13209192/i-no-vaccini-diventano-violenti--aggrediti-tre-deputati-del-pd--calci-e-pugni--assalto-barbarico---video.html


ULTIMA ORA! BOOM CAOS PD SCOPPIA UNA RIVOLTA CONTRO RENZI GUARDATE COSA E' SUCCESSO! MASSIMA CONDIVISIONE DEVONO SAPERLO TUTTI...

Le ferie estive incombono in Parlamento e cresce il terrore, soprattuto nel Pd, che non resti tempo sufficiente per rimettere mani alla legge elettorale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha di fatto abbandonato quasi tutte le speranze di poter firmare una riforma degna di tale nome, lanciando un monito alle forze politiche perché almeno conservino la decenza in campagna elettorale. Tra le fila dei Dem però sono in parecchi a non darsi per vinti, tutti almeno tranne i renziani, sempre più accerchiati dalle manovre degli uomini di Andrea OrlandoDario Franceschini, sempre convinti che la nuova legge elettorale debba premiare le coalizioni e non le singole liste.
L'obiettivo delle anime minoritarie del Pd è chiaramente mettere alle strette Matteo Renzi e costringerlo all'alleanza con gli scissionisti di Mdp e la sinistra di Giuliano Pisapia. Al solo pensiero Renzi rischia l'infarto, ma le strade per evitare di capitolare per l'ex premier ormai sono rimaste pochissime. I numeri che emergono dai sondaggi condannerebbero il suo partito a confermare al massimo 160 deputati alla Camera, di cui 100 capilista scelti direttamente da lui, tutti gli altri invece dovranno fare i conti con le preferenze. Una prospettiva che potrebbe avere l'effetto di benzina sul fuoco per i dem impanicati dal non vedersi confermati nella prossima legislatura.
Così è cresciuta a dismisura la pattuglia di parlamentari Pd disposta a tutto pur di salvare la propria pelle, anche collaborare con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni e votare insieme un testo condiviso, purché ci siano le coalizioni. Secondo un retroscena della Stampa, si tratterebbe di almeno 120 deputati, confermati da un parlamentare vicino al ministro Orlando.
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13208858/legge-elettorale-matteo-renzi-silvio-berlusconi-premio-coalizione-.html


giovedì 27 luglio 2017

Ultim'ora clamorosa ecco la verita' sconvolgente sui barconi guardate chi c'e' dietro!Massima condivisione deveno saperlo tutti!

Lui si chiama Idriss Deby Itno ed è il presidente della Repubblica del Ciad. Il Paese è considerato uno dei più poveri dell' Africa e, quindi, dell' intero mondo, ma è tornato decisivo per le «migliaia di chilometri» di confine con la Libia, il vero "colabrodo" di questa nuova ondata migratoria che sta sommergendo l' Europa.
Presidente dal 1991, Deby Itno ha approfittato dei colloqui avuti con le principali autorità italiane ed europee tra martedì e mercoledì per lanciare un allarme: «I terroristi vengono in Europa sfruttando l' immigrazione illegale, attraversando il Mediterraneo coi barconi», ha avvertito, per la prima volta, nel corso di un incontro con il presidente dell' Europarlamento, Antonio Tajani. Ricevuto presso la sede dell' Ue a Roma, ha rivendicato il ruolo dell' esercito del suo Paese che «garantisce un freno a flussi migratori verso la Libia e quindi verso l' Europa» ed ha chiesto una mano per fronteggiare i terroristi "nostrani", quelli di Boko Haram.
Da luglio il suo Paese ha promosso la creazione di un "asse" degli Stati del Sud Sahel (Mali, Mauritania, Niger e Burkina Faso) finalizzato a combattere le organizzazioni jihdadiste, che appunto, partono da lì e sbarcano in Italia per mezzo dei barconi. Un allarme relativo ai kamikaze sui barconi, trapelato dal Copasir, era stato smentito dalla Farnesina nel 2015. Rilanciato dagli 007 francesi sentiti dal Washington Post l' anno dopo, il fenomeno è confermato oggi da parte di un Capo di Stato africano. Deby Itno è stato ricevuto ieri da Sergio Mattarella e da Paolo Gentiloni. «Serve cooperazione; darebbe speranza ai giovani dell' Africa che partono e muoiono nel Mediterraneo», ha detto loro.
di Paolo Emilio Russo
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13208646/idriss-itno-presidente-ciad-barconi-terroristi-immigrati.html