domenica 30 aprile 2017

PANICO A LA7: PERCHÈ AVETE CONDONATO 94 MILIARDI ALLE SLOT? GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE !



Il video che vedrete di seguito nell’articolo, mostra la trasmissione televisiva andata in onda sul canale LA 7, dove è stato preso di mira un argomento a cui i presenti, non hanno saputo rispondere. La domanda effettuata dalla conduttrice del programma potrebbe sembrare molto semplice e invece, come si potrà notare dal filmato, non è stato così. La donna infatti, chiedeva ai presenti, che erano maggiori esponenti del Pd e del Pdl: “ Perché sono stati condonati i 98 miliardi di multa ai concessionari delle slot machine? ” I politici dopo aver ascoltato la domanda della conduttrice si sono immediatamente trovati in una situazione scomoda e una volta che questi ultimi non rispondevano in maniera esaustiva, hanno scatenato l’ira e la rabbia del pubblico e della presentatrice di La 7, che non mancava di rispondere loro in maniera aggressiva e sarcastica.


NOTIZIA BOMBA AVANTI ROMA ECCO CHI SUPPORTA VIRGINIA RAGGI! AVANTI TUTTA!

di Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli
Come portavoce e attivisti del MoVimento 5 stelle abbiamo accettato con senso di responsabilità ed entusiasmo il compito di supportare Virginia Raggi per coadiuvarla nelle scelte giuridicamente più complesse e delicate che il sindaco di una città come Roma si trova ad affrontare nei primi mesi del suo mandato. Sono stati mesi intensi e difficili: mesi nei quali il nostro apporto è stato di primaria importanza, in particolare, per l'individuazione della Giunta e per avviare la complessa macchina amministrativa. Mesi in cui non sono mancati neanche i dibattiti interni e le divergenze di opinione - come è giusto che sia in un movimento che ha fatto dell'orizzontalità e della democrazia diretta i suoi obiettivi e valori - ma sempre animate da uno spirito franco e costruttivo: non abbiamo mai omesso di esprimere con zelo e meticolosità il nostro punto di vista.Oggi quella macchina amministrativa è partita, le premesse e le condizioni iniziali sono venute meno ed è quindi giusto che ora proceda spedita esclusivamente sulle sue gambe.
Noi, proprio con lo stesso senso di responsabilità di allora, continueremo a fornire all'amministrazione capitolina il nostro sostegno e il nostro contributo portando avanti il nostro lavoro nelle istituzioni in cui siamo stati eletti. I gravi problemi della Capitale, vessata da anni di malapolitica, continueranno ad avere per noi l'attenzione che meritano. Auguriamo al sindaco e alla sua squadra i migliori successi, nell'interesse della città e della cittadinanza tutta.


+ + + SVELATO LO SCANDALO + + + CONDIVIDIAMO TUTTI PRIMA CHE CENSURINO IL VIDEO! GUARDATE E DIFFONDETE OVUNQUE!



Il Senato ha salvato Minzolini, senatore di Forza Italia, votando no alla sua decadenza.
Si tratta di un fatto gravissimo secondo il M5S: “È voto di scambio,” ha tuonato il senatore pentastellato Giarrusso.
Ma non sono solo i grillini a manifestare la propria indignazione. Ieri durante la puntata di “Striscia La Notizia”, i conduttori della trasmissione Ficarra e Picone hanno commentato il caso Minzolini con tre battute che rivelano tre grandi verità.
1. “Vogliamo vedere il lato positivo? Almeno non fa il direttore del telegiornale”, fa notare Ficarra.
2. “E dire che Mattarella aveva detto che non votare la decadenza di un parlamentare interdetto è aberrante”, osserva Picone, riferendosi alle dichiarazioni che Mattarella rilasciò sul caso Previti, molto simile a quello di Minzolini, nel 2007.
A questa osservazione Ficarra replica dicendo: “Sì, ma di questi parlamentari la metà non sa che significa ‘aberrante’ e l’altra metà se ne fotte”.
3. Poi Picone aggiunge: “Alle accuse per il voto a favore di Minzolini il Pd ha risposto che c’è stato un voto di coscienza”. “Ah, quindi non si sono venduti il voto? Si sono venduti proprio la coscienza”, ribatte Ficarra.

La lista dei senatore Pd che hanno salvato Minzolini

Senatori Pd che hanno votato per salvare Minzolini:
Rosa Maria Di Giorgi (nuova vice presidente Senato – renziana doc),
Rosaria Capacchione, Emilia De Biasi, Laura Fasiolo, Emma Fattorini, Nicoletta Favero, Elena Fissore, Stefania Giannini, Pietro Ichino, Luigi Manconi, Alessandro Maran, Salvatore Margiotta, Claudio Moscardelli, Massimo Muchetti, Francesco Scalia, Ugo Sposetti, Gianluca Susta, Giorgio Tonini, Mario Tronti
Senatori Pd assenti per salvare Minzolini:
Donatella Albano, Silvana Amati, Maria Teresa Bertuzzi, Laura Cantini, Vannino Chiti, Roberto Cociancich, Vincenzo Cuomo, Gianpietro Dalla Zuanna, Mauro Del Barba, Stefano Esposito, Valeria Fedeli, Anna Finocchiaro, Nadia Ginetti, Linda Lanzillotta, Nicola Latorre, Stefano Lepri, Marco Minniti, Roberta Pinotti, Luciano Pizzetti, Francesca Puglisi, Raffaele Ranucci, Giorgio Santini, Salvatore Tomaselli, Renato Guerini Turano”.

+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ DI BATTISTA SBUGIARDA IL PD E SPIEGA COME ABOLIRE LE PENSIONI PRIVILEGIATE DEI PARLAMENTARI IN UN MINUTO



+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ DI BATTISTA SBUGIARDA IL PD E SPIEGA COME ABOLIRE LE PENSIONI PRIVILEGIATE DEI PARLAMENTARI IN UN MINUTO
Strepitoso Alessandro Di Battista da Bianca Berlinguer: sbugiarda il PD, che chiede di votare una legge che non ha mai portato in Aula, e spiega come come con la proposta del M5S si possono cancellare in un minuto, con il voto di pochi deputati e senatori, le pensioni privilegiate dei parlamentari che altrimenti scatterebbero a settembre 2017. Diffondiamo a più non posso!




BOMBA CELENTANO: STRAORDINARIA RAGGI,SCELTA ONESTA E CORAGGIOSA! GUARDATE E DIFFONDETE!

Virginia Raggi, per Adriano Celentano, è "la lupa dei romani", l'ultima speranza per salvare la capitale da corruzione, sporcizia e malaffare. Il molleggiato ha affidato le sue considerazione a un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano in cui ha espresso i suoi giudizi sulla Raggi e il NO alle Olimpiadi.
"Una scelta impopolare per tanti, sopratutto per i potenti , quella di Virginia Raggi. ma proprio per questo tremendamente onesta", ha detto il cantautore, definendo la Raggi "tutt'altro che inesperta" e "Straordinaria".


sabato 29 aprile 2017

+++CLAMOROSO+++ EFFETTO RAGGI SALTA FUORI UNA MEGA TRUFFA ALLA CAPITALE GUARDATE E DIFFONDETE...

Dossier alla Procura La più grande municipalizzata italiana aveva comprato (poi affittato) una sede non esistente. Forse presto un quinto esposto sulle pulizie: un appalto da 38,6 milioni Sono sei pagine stringate, che però dicono tutto sul modo con cui è stato gestito a Roma per anni il denaro dei cittadini. Consigliamo alla sindaca Virginia Raggi di leggerle con attenzione, sicuri che non avrà difficoltà a farlo: l’amministratore unico dell’Atac Armando Brandolese e il direttore generale Mario Rettighieri, nominati dal commissario Francesco Paolo Tronca, le hanno portate in procura. È il quarto esposto in poche settimane che i vertici della più grande municipalizzata italiana, quella che con quasi 12 mila dipendenti gestisce il trasporto pubblico nella capitale, recapitano ai magistrati, alla Corte dei conti e all’Autorità anticorruzione. Il bersaglio è un palazzo nella periferia romana la cui costruzione è affidata al gruppo romano Parnasi, lo stesso che dovrebbe realizzare il nuovo stadio della Roma calcio. Un immobile da 114 milioni, pensato per ospitare la nuova sede di quell’azienda colabrodo. Tutto comincia nel 2006, sindaco Walter Veltroni. Ma l’accelerazione avviene nel 2009, quando al Campidoglio c’è Gianni Alemanno. Il Comune delibera di comprare un palazzo da destinare a «sede unica della mobilità». Due mesi dopo l’amministratore delegato Adalberto Bertucci chiude l’operazione con Bnp Paribas, il proprietario dell’area del Castellaccio, dalle parti dell’Eur. Il contratto viene stipulato a razzo. E a razzo cambiano i numeri: la superficie passa da 21.000 a 26.000 metri quadrati e il corrispettivo sale da 99 a 118 milioni. Nel 2009 l’Atac sgancia pure 20 milioni sull’unghia, come anticipo, e questa diventa la pietra dello scandalo. I lavori cominciano, ma subito scoppia un contenzioso sui ritardi. Per inciso, sono i mesi in cui lo scandalo parentopoli investe l’azienda. Passa un annetto e la cosa si sistema con una curiosa transazione. L’Atac non compra più l’immobile, impegnandosi invece ad affittarlo pagando il 7% del valore: 7 milioni 980 mila euro l’anno. Durata: nove anni più nove, fanno 143 milioni e 640 mila euro. In cambio, il locatore concede uno sconto di 4 milioni sul prezzo di un’eventuale vendita, che resta comunque un’opzione. Sottolinea l’esposto come il progetto originale che doveva essere realizzato con le procedure di evidenza pubblica, abbia «subito ingiustificati stravolgimenti fino a tradursi in un vero e proprio affidamento diretto» con la trasformazione «in un contratto di locazione peraltro già in essere nonostante il bene non fosse ancora venuto ad esistenza e che a tutt’oggi neppure risulta collaudato e consegnato all’Atac». Non bastasse, «la direzione dell’Atac non ha mai proceduto alla risoluzione del contratto di compravendita coerente con gli interessi pubblici». Sì, perché c’è anche questo. «Non è stata reperita documentazione attestante la certa copertura finanziaria dell’operazione. Va rilevato che la situazione dell’Atac non consentiva l’attivazione di mutui bancari», scrivono Brandolese e Rettighieri. Confermando la tesi già espressa a inizio 2014 dagli ispettori del ministero dell’Economia, secondo cui le condizioni economiche dell’Atac «difficilmente consentiranno di far fronte agli impegni». Per non dire che «un immobile di tali caratteristiche» nemmeno serve. Anche questa rogna è adesso sul tavolo di Giuseppe Pignatone insieme a quelle sui distacchi sindacali, la gestione delle mense e la fornitura delle gomme. E non è escluso che venga presto raggiunto da un quinto dossier: quello delle pulizie. Una indagine interna su un appalto triennale da 38,6 milioni ha fatto venire alla luce tutto un mondo. Il rapporto descrive «lavorazioni non effettuate» o «imputate più volte», oltre a «superficialità nell’esecuzione» e «ripetute condotte inoperose». Ma ancor più colpisce l’elenco degli interventi di pulizia dichiarati in locali che risultavano «sotto sequestro, interdetti all’uso, inesistenti…». Cose turche, con l’aggravante di graziosi sconti concessi sulle penali da applicare per contratto: dai 954 mila euro dovuti ai 92 mila effettivamente pagati. O di subappalti per gli impianti di erogazione del gas andati avanti per un anno e mezzo senza che esistessero i presupposti… fonte: http://www.corriere.it/politica/16_giugno_30/atac-pasticcio-sede-esposto-pignatone-532fb97a-3e23-11e6-8cc3-6dcc57c07069.shtml


BOMBA RAMAZZOTTI: ELOGIA LA RAGGI E ATTACCA RENZI! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON LUI!

Eros Ramazzotti attacca il primo ministro Matteo Renzi per lo stato di abbandono in cui si trova l’Italia. Nei mesi scorsi anche Alessandro Gassman aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione per la disoccupazione, ma il cantante ha chiamato in causa il presidente del Consiglio: “Se Renzi un giorno è qui, l’altro è là, non sta mai a casa, e anche in Parlamento non ci sta mai, come si risolvono i problemi?”
Il cantante, romano di nascita e milanese di adozione, si trovava in una conferenza stampa a Verona dove stava presentando Perfetto World Tour, e ne ha avute per tutti, infatti, ha chiamato in causa anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi e le amministrazioni comunali: “Roma vista da fuori era sporca e abbandonata a se stessa. Il sindaco che c’era non andava bene, non ha fatto nulla, bisognava cambiare.Adesso vedo dei grossi passi avanti”.




MOGLI, FRATELLI, CUGINI E PURE LA SUOCERA! IL VITALIZIO E’ DI FAMIGLIA DI VELTRONI!

La suocera di Veltroni, la figlia di Cossutta, il parente stretto di Crocetta. Va avanti l’inchiesta del “Giornale” sui vitalizi
Roma – «Aggiungi un posto a tavola ché c’è un parente in più, se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu». Garinei e Giovannini forse l’avrebbero scritta in questo modo se avessero saputo che, con il passare degli anni, Palazzo Madama (e anche la Camera) si sarebbe trasformato in un buen retiro per fratelli, cugini, figli e suocere.
Perché il potere ha anche un tratto ereditario e, pur essendo l’Italia una repubblica, c’è sempre qualche cinghia di trasmissione che consente di estendere ai consanguinei (biologici o acquisiti) qualche benefit.
Scorrendo l’elenco dei vitalizi erogati dal Senato, infatti, si scopre che dal 1992 al 2001 ha transitato sui banchi di Palazzo Madama Franca D’Alessandro Prisco. Si tratta della suocera di Walter Veltroni. Ex assessore nelle giunte comuniste del Comune di Roma con i sindaci Argan, Petroselli e Vetere, Franca D’Alessandro, moglie di Massimo Prisco, direttore della federazione statali della Cgil, compì il grande salto sulla scena nazionale. Nei quattordici anni trascorsi dal termine della propria esperienza al Senato, ha accumulato circa 770mila euro di vitalizi a fronte di una contribuzione di 238mila euro per uno sbilancio complessivo di 531mila euro circa. Una cifra leggermente inferiore a quella di Salvatore Crocetta (-586mila di «buco» previdenziale), fratello dell’attuale governatore siculo Rosario. Salvatore è un comunista vero e, dopo la Bolognina, se ne va con Rifondazione. Ma per quanto abbia avuto i suoi cinque minuti di visibilità con tre legislature da senatore, è a Rosario che è riuscito il colpo grosso di fare il sindaco del paese natio, Gela, e poi il potentissimo presidente (tra un rimpasto e l’altro) della Regione Sicilia.
Ecco, la Sicilia appunto. Una terra nella quale i valori familiari sono sempre al primo posto. Basta spostarsi dalla siracusana Gela alla catanese Paternò per incontrare un’altra famiglia importante: quella dei La Russa. Tutti conoscono il simpaticissimo e focoso Ignazio, avvocato fondatore di An, ex ministro della Difesa con il Pdl e oggi difensore dei valori della Destra in Fratelli d’Italia. Un po’ meno noto al grande pubblico è il fatto che la famiglia La Russa abbia la politica nel sangue. Il padre di Ignazio era senatore dell’Msi, il fratello è stato invece senatore della Dc prima e del Ccd di Casini poi. Dal ’96 non è più parlamentare e così lo sbilancio della posizione è salito a circa 700mila euro.
Non è un caso isolato. Prendiamo, ad esempio, Francesco Covello. Calabrese di Castrovillari, moroteo, ha seguito tutto il cursus honorum : consigliere comunale, assessore provinciale, consigliere regionale, amministratore unico delle Ferrovie della Calabria e, infine, senatore (-659mila euro). Poteva uscire di scena come un uomo qualunque? Certo che no! La figlia Stefania oggi è parlamentare Pd ed è componente della segreteria del partito di Matteo Renzi con delega ai fondi europei. Non è l’unica figlia d’arte: è accaduto a Maura Cossutta, figlia del rigoroso filosovietico Armando (-27.400 euro). È successo anche a Balda Di Vittorio, figlia del leader storico della Cgil e scomparsa all’inizio di quest’anno.
La citazione non è casuale. Laddove il nome non sia garanzia di successo e di continuità della tradizione, spesso è venuto in soccorso proprio il ruolo svolto nella rappresentanza degli interessi delle «masse operaie». Il sindacato ha così traslato a Palazzo Madama figure importanti. L’ultimo in ordine di tempo è stato Franco Marini, ex numero uno della Cisl che, avendo terminato l’esperienza due anni fa, è ancora in attivo per quanto riguarda la posizione contributiva. In passivo (-256mila euro), invece, è già Antonio Pizzinato, il successore di Luciano Lama alla guida del sindacato di Via Po: un comunista duro e puro, educato a Mosca. In passivo anche Giorgio Benvenuto (-192mila euro) che con lo stesso Lama e Pierre Carniti (-378mila euro, la sua scheda è stata pubblicata lunedì) faceva tremare governi e Confindustria tra gli anni ’70 e ’80.
Talvolta vale pure il processo inverso: un brand è talmente forte che lo si può anche declinare in politica. Ne sa qualcosa Luigi Biscardi (-531mila euro), al Senato dal 1992 al 2001 con il Pds-Ds. È il fratello del famosissimo Aldo, quello del Processo del lunedì . Entrambi avevano il cuore a sinistra da giovani. L’Aldo nazionale passò da Paese Sera al Tg3 in un sol colpo. Anche il partito aveva bisogno di uno sgub.
http://www.italianosveglia.com.

VERGOGNOSO! Migranti & ONG, in poche ore, affare di 5 milioni. Ecco l’intervista a Zuccaro (integrale)

 Secondo Carmelo Zuccaro, nell’intervista rilasciata ad Agorà, che quì riproduciamo testualmente, vi sarebbero organizzazioni non governative che battono bandiere di stati che non hanno mai collaborato con le autorità giudiziarie. Questo probabilmente per nascondere il luogo e le modalità di acquisto dei natanti che secondo quanto accertato nell’inchiesta della procura catanese si fanno trovare a ridosso delle spiagge libiche per prelevare il carico umano messo sulle carrette dai trafficanti previo pagamento da parte degli immigrati di un ticket molto caro.

La circostanza delle navi di alcune Ong che fanno sistematicamente la spola tra la Libia e l’Italia ha raccolto prove il blogger Luca Donadel, che attraverso il servizio satellitare di marinetraffic.com è riuscito a tracciare le rotte di alcune imbarcazioni di organizzazioni umanitarie. Nel video si nota che i tracciati sono compatibili con quelle oggetto delle dichiarazioni del procuratore di Catania. Le navi, cioè fanno la spola con la Libia.
Intanto, l’intervista del magistrato ha sollevato numerose polemiche e il caso sta approdando al Csm. Attacchi tesi a “intimidire”, spiegano all’unisono le opposizioni politiche in parlamento, tra cui Lega, Forza Italia e M5S. L’accusa di Pd, e altri ambienti politici, comprese molte associazioni che gravitano attorno al mondo dell’accoglienza, affermano che il procuratore ha prove che non possono essere utilizzate in un processo. I grillini, già pesantemente intervenuti sulla questione nei giorni scorsi, oggi fanno quadrato attorno a Carmelo Zuccaro. L’ipotesi, afferma Luigi Di Maio, è quella di una modifica legislativa per consentire alla procura di Catania di utilizzare appieno prove che svelano il rapporto perverso tra alcune Ong e i trafficanti di esseri umani.
ECCO LA DICHIARAZIONE INTEGRALE (E TESTUALE) DEL PROCURATORE CARMELO ZUCCARO AD AGORA’:
Dottor Zuccaro: “Il modo in cui viene attuato il salvataggio in mare non fa diminuire il numero dei morti. Se un natante dell’Ong si porta a ridosso delle spiagge libiche non esiste, in quel momento, quella situazione di pericolo che giustifica l’intervento. Sei dalla Libia partono delle telefonate che dicono loro: “Possiamo mettere in mare queste imbarcazioni anche se c’è il mare agitato?” e da parte loro si risponde: “Fai tranquillamente, tanto noi siamo a ridosso, lo potete fare”, lì la convenzione di Amburgo non è assolutamente applicabile”.
“Ora è chiaro che bisogna distinguere tra Ong e Ong, quelle che operano da tanto tempo su tutti gli scenari internazionali facendo un veramente un gran bel lavoro; parlo di Medici senza Frontiere, di Save the Children soprattutto, che sono organizzazioni che hanno certamente scopi umanitari”.
“A mio avviso alcune ONG, potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto il traffico della droga. Si moltiplici 8.500 per 600 euro circa che è costo di ogni viaggio e si hanno delle cifre che sono abbastanza significative”, (5.100.000 euro, ndr).
“8.500 in tre giorni in 3-4 giorni; potrebbe anche essere, forse la cosa potrebbe essere anche più inquietante, che si perseguono da parte di alcune di queste (Ong) finalità diverse di destabilizzazione, per esempio, della economia italiana”.
“Chi volesse per esempio speculare su una situazione di debolezza economica dell’Italia, che non c’è dubbio viene incrementata da un afflusso di migranti incontrollato, senza dubbio potrebbe avere dei vantaggi. Adesso faccio delle ipotesi e ne parlo: dovrei in teoria prima fare degli accertamenti…”.
Il procuratore viene interrotto dall’intervistatore che osserva: “Così però rischia di creare dei corto circuiti politici, cioè si sono creati degli allarmismi senza prove di questi illeciti di cui lei parla…”.
Dottor Zuccaro: “Se l’informazione è corretta, come fanno tutti i giornalisti seri, questo corto circuito non si può creare salvo che per effetto di persone che vogliono creare confusione, perché se io dico chiaramente che ho delle ipotesi di lavoro; se dico chiaramente che non tutte le ONG lavorano correttamente è ovvio che io non creò il corto circuito mediatico. Il corto circuito mediatico si crea se le distinzioni non vengono fatte, se i distinguo saltano.”
“La finalità della mia indagine è proprio quella di cercare di capire chi sono i veri finanziatori di questioni di queste Ong. Quanto avremmo scoperto chi sono questi i finanziatori probabilmente avremo una risposta alla vostra domanda quali sono le loro finalità”.
“MOAS (Migrant Offshore Aid Station, ndr) è quella che ha costi di gestione più elevati che abbiamo calcolato, facendo un conto approssimativo, in circa 400.000 euro al mese. Aveva due droni ad alta tecnologia che gli venivano forniti da una società austriaca. Adesso questi droni sono stati rimpiazzati da un piccolo aereo di ricognizione che ovviamente ha delle capacità di manovra molto più elevate”.
“Sapere chi sono i finanziatori di Moas, per fare un nome, cioè di quella che ha i costi di gestione più elevati, è esattamente la domanda che io mi faccio e per la quale ho bisogno di uno sforzo investigativo fortissimo per poter avere delle risposte. Alcune fonti, diciamo così, di Frontex, me lo confermano, è che nel consiglio di amministrazione o comunque come consulente di una società, vi sono delle persone che per esempio fabbricano coltelli da guerra”.
“Io non riesco a ravvisare in queste persone il profilo di un benefattore o di un filantropo”. Queste elementi “mi inducono a ritenere che la pista che sto seguendo e una pista esatta, corretta, cioè non è una pista fantasiosa. Navi che battono bandiera di paesi che non collaborano tradizionalmente con le autorità giudiziarie. Perché battono queste bandiere? Perché vogliono coprire come sono stati acquistati e in che modo sono stati acquistati questi natanti? Questa è la domanda corretta che ci dobbiamo porre. Il punto è questo: che quando loro chiamano sicuramente la loro posizione e quella effettiva, e questo lo si può controllare, ma quando sono intervenute realmente? E quando sono intervenute il loro trasponder era attaccato o non era attaccato?”, dice in conclusione dell’intervista Carmelo Zuccaro.
FONTE: http://www.secondopianonews.it/news/2017/04/28/ong-e-migranti-in-tre-giorni-affare-di-5-milioni-ecco-intervista-a-zuccaro.html


venerdì 28 aprile 2017

IN SENATO SI E' CONSUMATO UN GOLPE POLITICO!! Luigi Di Maio FA UN GESTO CHE NESSUNO HA MAI FATTO: STRAPPA LA LEGGE SEVERINO IN DIRETTA NAZIONALE PER FAR VEDERE COME DESTRA E SINISTRA HANNO RISPETTO DELLE LEGGI!!



1 MILIONE DI CONDIVISIONI: IN SENATO SI E' CONSUMATO UN GOLPE POLITICO!!
Luigi Di Maio FA UN GESTO CHE NESSUNO HA MAI FATTO: STRAPPA LA LEGGE SEVERINO IN DIRETTA NAZIONALE PER FAR VEDERE COME DESTRA E SINISTRA HANNO RISPETTO DELLE LEGGI!!
QUESTO VIDEO DEVONO VEDERLO TUTTI GLI ITALIANi. DIFFONDETE PER FAVORE.


Vittorio Feltri: "Il Pd cola a picco nei sondaggi! Il M5S e' il primo partito! Guardate ediffondete ovunque!

Una delle migliori sondaggiste italiane rivela che il Pd è sceso di vari punti e ora sarebbe al 25 per cento o addirittura al 23. E secondo noi calerà ulteriormente. Perché?
Elementare. I compagni da dicembre in poi si sono dati da fare per autodistruggersi e ci sono riusciti benissimo. Hanno mostrato ai cittadini il loro lato peggiore: l' inconcludenza. Si sono smarriti in discussioni infinite sul sesso degli angeli, hanno speso energie in liti senza senso, si sono lanciati in scissioni inutili, anzi dannose. L' immagine del partito è stata insozzata. E il bello, si fa per dire, è che la stragrande maggioranza della gente non ha compreso i motivi della maxi rissa.

L'unica certezza è che Matteo Renzi si è dimesso da premier come aveva promesso di fare in caso di sconfitta al referendum e che Gentiloni ne ha preso il posto a Palazzo Chigi. Poi è iniziata la lotta per la segreteria e qui i dem hanno dato il massimo della pistolaggine fornendo uno spettacolo western in cui è mancato solo che qualche ubriaco sparasse sul pianista. Chi volete abbia ancora fiducia di un partito impegnato in una guerra di potere e indifferente alle drammatiche emergenze del Paese?
Ricordiamo un particolare amaro o comico (dipende dai punti di vista). Prima che il governo nuovo si fosse insediato, il dibattito era monocorde: votiamo subito o lavoriamo alla legge elettorale? Le forze politiche si sono spaccate. Risultato, non si è andati alle urne né si è proceduto ad approvare norme adatte per rinfrescare il Parlamento. Nulla è cambiato e la situazione è di stallo. Non si è neppure cominciato a realizzare un progetto che consenta al popolo di scegliere i propri rappresentanti. Quanto sembrava urgente e vitale, all' improvviso è stato accantonato come si trattasse di fastidiosa incombenza burocratica. L' inettitudine della cosiddetta Casta è stata così clamorosamente confermata a tutto vantaggio dello sgangherato Movimento 5 Stelle, ormai diventato stabilmente il primo partito nostrano.
Nel frattempo, apprendiamo con sgomento che alcuni maggiorenti dem hanno avanzato l' idea, accolta con entusiasmo dai loro seguaci più fedeli, di organizzare presto una imponente manifestazione in favore degli extracomunitari allo scopo di rassicurarli circa la disponibilità degli italiani ad accoglierli quali fratelli.
Tra i principali promotori della generosa iniziativa, Orlando, quello che canta «prendi questa mano, zingara» e Veltroni, quello che annunciò di trasferirsi in Africa e che invece ha successivamente deciso di trasferire il Continente nero dalle nostre parti. Forse per risparmiare sul viaggio e caricare i costi sul nostro groppone. Ignoriamo la data e le modalità dell' evento, ma siamo sicuri che esso provocherà effetti disastrosi per il Pd, e questo ci rincuora. Si dà il caso difatti che i nostri connazionali non ne possano più di profughi (e similari) invadenti e malsopportino il fenomeno migranti perché incontrollato, foriero di caos sociale e intollerabile sul piano della sicurezza.
Sono esasperati sia i simpatizzanti della destra sia quelli di sinistra. Non tollerano di dover mantenere gli stranieri che giungono sulla Penisola quotidianamente. Siamo diventati poveri noi e dobbiamo provvedere al sostentamento di altri poveri senza avere le risorse per farlo. E non è piacevole venire a conoscenza che il Partito democratico, nonostante ciò, si adoperi con cortei e festeggiamenti al fine di incoraggiare neri e musulmani eccetera a occupare in massa la nostra terra.
Mi sembra un' eccellente operazione antipatia che contribuirà a diminuire ancora di più i consensi destinati ai progressisti. La kermesse in appoggio all' immigrazione selvaggia sarà la pietra tombale sui trascorsi successi del Pd, e aprirà per i compagni una stagione buia che si concluderà, ci auguriamo, con un elegante funerale del buonismo a spese del popolo. Cesseranno una buona volta la Leopolda, il Nazareno, il Lingotto, le assemblee e le primarie e forse si inizierà a parlare delle grane nazionali. Il prossimo congresso dem si svolga in una dismessa cabina del telefono.
Con Mani pulite ci eravamo predisposti ad archiviare i partiti storici, paradossalmente ci siamo regalati dei partiti preistorici. Ne paghiamo le conseguenze.

di Vittorio Feltri


NOTIZIA CLAMOROSA: BERSANI, RENZI È UN PAZZO FURIOSO. MI PENTO DI NON AVER ASCOLTATO GRILLO! GUARDATE E DIFFONDETE!

Bersani: "Matteo è pazzo". Tutto il non detto sul premier
Il premier, già incollato alla poltrona, sa vhe la minoranza Pd vuol vendicarsi. L'ex segretario: "Ho solo vinto le primarie, io le elezioni". Latorre: "È un paraculo..."
Augusto Minzolini
Per comprendere quello che si muove nella palude dei Palazzi romani bisogna parlare con un ex-ministro trombato come Mario Mauro, amico del Colle e gran conoscitore del ventre moderato. «Renzi - spiega con un sorriso beffardo - si è innamorato di Palazzo Chigi. Durante le consultazioni mi disse: “Voglio andare al governo solo per fare le elezioni da Premier”. Gli risposi che non ero d'accordo, ma che la sua posizione era legittima. Ora, invece, credo che alle urne non ci pensi proprio. Gli è piaciuto il giocattolo. Se si logorerà? Credo che tutto resterà com'è ora. Una legge elettorale per la Camera e un'altra proporzionale, il Consultellum, per il Senato. Un sistema anfibio che, nei fatti, garantisce il ruolo dei partitini di centro che si metteranno insieme. Anche perché il Senato resterà. Calderoli già ha fatto capire che come ci sono le proposte per abolire Palazzo Madama, ci sono anche quelle per abolire la Camera».
Gira che ti rigira il fascino del Potere contagia tutti. E, a quanto pare, anche il rottamatore non ne è immune. E se non si ha l'antidoto per evitare il contagio dall'insidioso virus denominato «poltronum», si finisce per essere ingoiati, adottando il lessico renziano, proprio dalla «palude». I sintomi ci sono tutti. La decisione di accettare l'emendamento della minoranza del Pd e degli alfaniani che rende l'Italicum utilizzabile solo per la Camera, è stata la dimostrazione plateale che il contagio è avvenuto. E gli effetti sulla capacità di Renzi di imporre una svolta, saranno devastanti. Il premier è disarmato. La sua arma più micidiale, cioè la minaccia di elezioni anticipate, è diventata una pallottola spuntata. Se si andasse a votare con il sistema anfibio (Italicum più Consultellum), i partitini non sarebbero più terrorizzati dal rischio di estinzione: mettendosi insieme in una federazione centrista, infatti, manterrebbero almeno in Senato un ruolo politico, visto che sarebbero necessari per mettere in piedi una maggioranza (è difficile che uno dei partiti maggiori arrivi da solo al 51%). E che alla fine resti il Senato con il Consultellum è un epilogo molto probabile. Bastava leggere ieri sul Corriere della Sera Marzio Breda, quirinalista doc, per capire che il Quirinale è già pronto a legittimare il sistema anfibio, un sistema che, secondo gli uomini di Napolitano, ha una sua logica politico-istituzionale intrinseca: «La Camera fungerà da motore politico e il Senato avrà una funzione moderatrice». Se si pensa a tutte le esternazioni di questi anni sull'impossibilità di andare al voto con il Porcellum per il rischio di avere due maggioranze diverse, viene da ridere.
Già, il Palazzo contagia. Vale anche per Renzi. Risultato: se fai il segretario del Pd puoi anche essere il capo del partito delle elezioni anticipate; se fai il premier diventi il leader del partito del «non voto». Purtroppo è quello che rischia di avvenire. Anche perché Renzi è meno forte di quanto sembri. Lo ha ammesso lui stesso con il Cav quando gli ha spiegato che non poteva mantenere i patti alla lettera, che doveva accettare l'emendamento della minoranza Pd che limitava l'utilizzo della nuova legge elettorale, l'Italicum, solo alla Camera: «A scrutinio segreto i miei mi votano contro. Vado sotto e va in crisi il governo». Così, l'uomo che prometteva sfracelli è stato costretto ad abbozzare. Ha ceduto ad Alfano, ma, soprattutto, ha subito la sua minoranza interna: quella dei Bersani, D'Alema, Letta, Fassina.... Insomma, è venuto a più miti consigli. Anche perché, a parte la simpatia del Cav, il neo-premier ha contro tutti. Ce l'hanno con lui tutti quelli che ha rottamato, dentro il Pd e fuori. Una sorta di «fronte del rancore». «Tutti i rottamati - osserva una fedelissima del Premier come Rosa Maria Giorgi - hanno fatto fronte comune e vogliono togliersi la soddisfazione di rottamare il rottamatore». Appunto, il rancore. Basta grattare un pochino ed esce fuori. L'altro giorno in un bar Bersani non nascondeva la sua insoddisfazione con alcuni amici. «Renzi è un pazzo - si sfogava -. Io ho vinto alla grande le primarie, ho vinto le elezione sia pure di poco. Lui ha vinto solo le primarie e pensa di poter fare la rivoluzione». Non parliamo poi di D'Alema che, con l'inconfondibile sarcasmo, comunica a chiunque di aver dato l'addio al Pd renziano: «Io ho un solo partito. Ma è in Europa: il Pse».
Tanta freddezza nasconde tanta voglia di rivalsa. E Renzi? Il rottamatore, per pacificare gli animi, usa gli stessi mezzi dei suoi predecessori: ha adottato il manuale Cencelli delle correnti del Pd per scegliere i ministri; lusinga Bersani con la presidenza del partito e D'Alema con un posto in Europa. E, ovviamente, promette alla «palude» che si andrà a votare alle calende greche: «Non si voterà prima del 2025 - ironizza un renziano acquisito come Nicola Latorre -. Il giovanotto è più paraculo del Cavaliere». Magari questo è da vedere, sicuramente somiglia sempre più ad un premier qualunque. Basterà? Il Matteo nazionale deve farsi bene i conti: arrivare a patti con «il fronte del rancore», non significa che si sopisca il rancore; e se per far questo deve venir meno alla parola data, potrebbe allungarsi l'elenco dei potenziali nemici. Gli annali di Palazzo Chigi sono pieni di premier «rottamati», nel tentativo di restare attaccati alla poltrona. Enrico Letta docet.


CLAMOROSO LA BOSCHI VA VIA DALLA CAMERA DISTRUTTA DAL PORTAVOCE DEL M5S ECCO IL VIDEO CHE NON VEDRETE MAI!



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NOTIZIA CLAMOROSA Il Pd ha barato sui conti: 3 miliardi di buco a Torino! GUARDATE E DIFFONDETE!

Alle scorse amministrative i Cinque stelle hanno conquistato due grandi città italiane piene zeppe di problemi. Roma, col disastro della raccolta rifiuti e delle partecipate, e poi Torino, la città più indebitata d'Italia in rapporto alle entrate. La grillina Chiara Appendino, nuovo sindaco torinese, siede sopra una voragine, anche se il predecessore Piero Fassino vanta di aver ridotto l'esposizione del Comune da 3,3 miliardi di euro a 2,89 miliardi rispetto alla gestione precedente (sempre Pd, con Chiamparino), un «rosso» che resta comunque da record, al 300% rispetto alle entrate (fonte Openpolis), molto peggio dello Stato italiano già campione di debito pubblico. Anche perché la cifra ufficiale sbandierata dagli ex amministratori (2,8 miliardi) è frutto di una previsione di entrate per il 2016, e poi non tiene conto di altri debiti, quelli verso le società partecipate del Comune, che farebbero salire l'indebitamento totale a oltre 4 miliardi di euro come ha più volte denunciato il notaio Alberto Morano, già candidato sindaco per il centrodestra.
Il blog di Beppe Grillo, fiutando l'aria, aveva già messo le mani avanti prima del voto («In caso di vittoria del M5s a Torino non vorremmo ritrovarci a gestire i disastri causati da Chiamparino e Fassino»), la Appendino ci si è ritrovata per davvero e si è subito accorta che le entrate del 2016 erano state sovrastimate da Fassino. Non solo, nel conteggio non sono calcolati i crediti commerciali con le società del Comune, a partire da Iren Spa (si parla di 180 milioni di euro) e poi 38 milioni di euro con Gtt, la società del trasporto locale torinese di cui il Comune di Torino è azionista unico. Tutte cifre che non rientrano nel bilancio comunale, anche se poi chi ci (ri)mette i sodi è proprio il Comune.
La reale fisionomia della voragine dei conti di Torino è talmente oscura che la Appendino ha deciso di chiamare una società di revisione esterna, per periziare i conti del Comune di Torino e fare luce sui conti dell'amministrazione comunale, compresa la galassia delle partecipate. Una due diligence sullo stato finanziario del Comune, come quella che il commissario prefettizio Tronca aveva ordinato per Roma (e che fece emergere lo scandalo degli immobili comunali dati in affitto per pochi spiccioli). Ma come si è arrivati ad una passività monstre di quasi 3 miliardi di euro (o più)? L'esplosione del debito di Torino, città che dal '93 è amministrata dal centrosinistra (Ulivo, Ds, Pd), si verifica dopo il 2006, in piena stagione Chiamparino, attuale governatore del Piemonte. Tra le voci che fanno lievitare il deficit del Comune ci sono soprattutto le opere infrastrutturali connesse alle Olimpiadi invernali tenutesi appunto a Torino nel 2006. Una montagna, anche di debiti per Torino, decretato dalla Cgia di Mestre come «il Comune capoluogo più indebitato d'Italia». Il bilancio comunale, poi, è farcito di derivati, strumenti finanziari spesso usati dalle amministrazione pubbliche, ma rischiosi. «L'amministrazione comunale a Torino ha in essere circa 800 milioni di euro di derivati OTC scritti su questo debito e paga interessi passivi che vanno dai 16 ai 18 milioni di euro annui, sarebbe di grande interesse avere copia di questi contratti» scrive su Formiche.net l'economista Chiara Oldani. Il lavoro certo non mancherà per l'advisor della Appendino.
Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/08/25/il-pd-ha-barato-sui-conti-3-miliardi-di-buco-a-torino/1299116/


CLAMOROSO!! ADDIO AL PD ECCO COSA PUO' SUCCEDERE DOPO LE PRIMARIE!

Si sta sgretolando pezzo dopo pezzo il Pd. Dopo l'uscita di Bersani, D'Alema e Speranza, si prepara una nuova scissione: Comincerà lunedì, dopo le primarie e proseguirà nelle settimane successive se Matteo Renzi dovesse ottenre percentuali bulgare. Il primo pronto a dire addio, riporta Repubblica in un retroscena, sarebbe Gianni Cuperlo, seguito dai prodiani. E, ovviamente da Michele Emiliano.
Giuliano Pisapia attira molti dem che sarebbero pronti a passare a Campo progressista, in primis proprio Cuperlo, in forse Piero Grasso, come Giancarlo Giordano, che potrebbe dire addio a Sinistra italiana. Prodi si è schierato, anche se non ufficialmente, con Andrea Orlando. E un prodiano come il deputato Franco Monaco ha già deciso: non uscirà subito, ma sosterrà Pisapia. L'ex sindaco di Milano mira al Professore.
I numeri delle primarie determineranno la dimensione della mini scissione. Un sondaggio che gira al Nazareno dà il segretario uscente molto sopra il 60% mentre Orlando ed Emiliano si dividerebbero il restante 35%. Risultato che scoraggerebbe gli antirenziani: "Da domenica sera il Pd diventerà ancora di più il PdR, il partito di Renzi", commenta il dalemiano Massimo Paolucci. "Che si vinca o si perda alle primarie", spiega Marco Meloni, "ci batteremo per una legge elettorale che permetta di ricostruire il centrosinistra. Altrimenti, il Pd sarà condannato a un accordo con Berlusconi".
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12370036/pd-dopo-primarie-rischia-scissione.html

ULTIM'ORA! VERGOGNA PD ORA VOGLIONO SALVARE ALITALIA MA NON SANNO COME FARE!

"Che siano fondi d'investimento o altri vettori aerei", Alitalia va aiutata. Lo dice il ministro Graziano Delrio, convinto che si debba scommettere sulla compagnia aerea, mentre dagli ambienti del Partito Democratico arrivano i primi segnali di quella che potrebbe essere la strada da tentare.

Si vuole scongiurare la liquidazione ed "evitare sofferenze ai lavoratori e all'economia italiana", assicura il ministro, in contatto con Matteo Renzi, mentre lo stesso ex premier è convinto che "Alitalia si può salvare" e lavora alla proposta da fare al governo entro metà maggio.

"L'operazione Meridiana sembrava impossibile, non è stato facile e i dipendenti hanno perso qualcosa - sostiene - ma ora Qatar Airways ha risolto la questione e la compagnia ha una prospettiva. Senza buttare soldi pubblici".
Un'ipotesi potrebbe dunque essere questa - analizza il Messaggero - mentre Matteo Orfini, presidente del Pd, aggiunge che senza Alitalia il nostro Paese perderebbe "capacità competitiva" e intanto aggiunge: "Stiamo cercando di capire se può esserci una garanzia pubblica per un nuovo piano industriale".
FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/politica/pd-studia-nuovo-piano-salvataggio-alitalia-1390884.html

giovedì 27 aprile 2017

INCASTRATO RENZI! Il fuorionda che sputtana Renzi, così confessa la bugia! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA!

La verità prima o poi viene a galla anche per Matteo Renzi. Il giorno dopo il soporifero confronto con gli altri due candidati per le primarie del Pd su SkyTg24, l'ex premier ha voluto vuotare il sacco su una delle diverse risposte date che hanno lasciato più di un dubbio al pubblico a casa. Alla domanda su quale poster avesse in casa il giovane Matteo a 15 anni, Renzi ha risposto quelli di Roberto BaggioDuran duran e Bob Kennedy. Un giornalista dell'agenzia Dire gli ha chiesto se confermasse quelle tre scelte, lui ha chiesto di spegnere la telecamera e ha poi sussurrato all'orrecchio: "Samantha Fox". Una risposta indubbiamente più credibile, peccato però che sia arrivata solo lontana dalle telecamere.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/gallery/sfoglio/12369296/renzi-poster-camera-samantha-fox-confronto-sky-pd.html


120MILA EURO DI BUFFET PERCHE’ ARRIVA RENZI IN VISITA. ECCO A COSA SERVONO I SOLDI DELLE TUE TASSE!GUARDATE

Buffet da 120 mila euro in una galleria della Salerno-Reggio: la visita di Renzi in Calabria è il solito spreco Per l’arrivo del premier in Calabria la galleria nei pressi di Mormanno nel cosentino si è trasformato in una sorta di ristorante lussuoso a cui hanno partecipato in pochi Un super buffet da 120 mila euro è stato organizzato per la visita del premier Matteo Renzi in Calabria, nella galleria di Mormanno, nel cosentino. Per qualche ora il traforo si è trasformato in un ristorante di lusso con tavoli e divani costosi e cibo della migliore qualità. Fortunata la ditta che ha dato vita a tutto questo, la quale ha portato a casa una tale cifra. Ma tutto questo spreco, i maligni dicono che in pochi hanno preso parte al buffet a cui si è sottratto anche Matteo Renzi, il quale è ripartito immediatamente per Roma, chi l’ha pagato? Anas dice di “no”, rimbalzando la palla sull’Italsarc (il consorzio di imprese che sta portando avanti l’opera) che a ogni inaugurazione di tratto di autostrada offre un ricco rinfresco. Sta di fatto che la Calabria avrebbe bisogno di altro rispetto che uno spreco di denari cosi eclatante che fa ancor di più riflettere il calabrese disoccupato ed in difficoltà. 
FONTE: STRETTOWEB


+ + + NOTIZIA BOMBA!! LA PROPOSTA CLAMOROSA DI GRILLO CHE FA TREMARE TV E GIORNALI!!

di Beppe Grillo
Tutti contro Internet. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull'esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell'inquisizione proposto dal presidente dell'Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet.
E alle balle propinate ogni giorno da tv e giornali chi ci pensa? Il quotidiano La Stampa ha diffuso un articolo sulla fantomatica propaganda M5S capitanata da Beatrice Di Maio, notizia ripresa da tutti i giornali e i tg, poi si è scoperto che era tutto falso. La Stampa non ha chiesto neppure scusa e nessuna sanzione è stata applicata nei suoi confronti, nè degli altri giornali e telegiornali che hanno ripreso la bufala senza fare opportune verifiche.
Poi fresca di oggi la bufala in prima pagina del Giornale di Berlusconi: "AFFARI A 5 STELLE. Grillo vuole una banca". Una falsità totale che stravolge un fatto vero, ossia che Davide Casaleggio ha accettato di incontrare l'AD di una banca online che ha ricevuto vari premi per l'innovazione tecnologica utilizzando il web per scambiare esperienze e idee sula Rete e sulle sue possibilità, così come incontra decine di aziende innovative. Capite come lavorano i media?
I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate.
Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa.
Ps: Aspettiamo ancora le scuse del direttore de La Stampa e di tutti coloro che hanno ripreso acriticamente un articolo provato falso.


VASCO ROSSI ATTACCA LA POLITICA ITALIANA E DIFENDE IL MOVIMENTO CINQUE STELLE! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON LUI!


SEI D'ACCORDO CON VASCO ROSSI?
VASCO ROSSI ATTACCA LA POLITICA ITALIANA E DIFENDE IL MOVIMENTO CINQUE STELLE!
GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON LUI!


CROZZA UMILIA L'UNITÀ CHE INVENTA BUFALE SULLA RAGGI: "GIORNALISMO 2.0? NO, LECCACULISMO 1.0"



Uno strepitoso Maurizio Crozza fa a pezzi L'Unità, che prima pubblica clamorose bufale su Virginia Raggi, poi si giustifica sostenendo che nel "giornalismo 2.0" le notizie non vanno verificate: "Il loro è più simile al leccaculismo 1.0. L’Unità non è più il giornale fondato da Antonio Gramsci, sembra fondato da Giulio Verne: 20000 lingue sotto Renzi". Diffondiamo!


VERGOGNA PD: DONATE PER IL SISMA, MA I SOLDI VANNO SUI CONTI DEL PD! GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE QUESTA ENNESIMA PORCATA!

Genitori, donate per il sisma". E la preside mette l'iban Pd
La dirigente dell'isituto comprensivo 20 di Bologna invita a fare donazioni per il sisma. Ma in cima mette il conto corrente del Pd
Claudio Cartaldo
"Gentilissimi, vi scrivo perché addolorata per le vittime colpite dalla tragedia del sisma nel Centro Italia". Inizia così la lettera inviata dal dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo n°20 di Bologna, Daniela Turci.
Una missiva del tutto condivisibile, con l'obiettivo di invitare i genitori degli studenti a donare in massa fondi in favore delle persone sfollate a causa del tremendo sisma. Tutto normale. Peccato che in cima alla lista degli "Enti e Istituzioni che hanno che hanno attivato le raccolte fondi per sostenere le vittime del terrorismo" ci sia l'iban del Partito Democratico.
Si da il caso infatti che, come scrive il Carlino, la preside Turci sia non solo un ex consigliera comunale del Pd, ma attualmente rivesta la cariche importanti nella direzione provinciale e regionale.
La raccolta fondi del Pd per il sisma
Per carità. Il Pd ha attivato un fondo di raccolta fondi da destinare ad Amatrice, Accumuli e via dicendo. Ma in molti hanno storto il naso quando hanno visto il codice del conto corrente del Partito Democratico sovrastare dell'Anci, della Caritas Ambrosiana e pure della Croce Rossa.
A pubblicare la lettera sulla sua pagina Facebook è stato uno dei genitori della scuola, Gianluca Gabrielli, secondo cui una "istituzione pubblica non deve sponsorizzare la raccolta fondi di un partito".
Lei si è difesa come ha potuto. "È stato un errore della mia segreteria - ha fatto sapere la Turci al Carlono - ho affidato loro un elenco chiedendo di ripulirlo". Peccato che così non sia stato, facendo finire nella bufera la "preside dem".
Il consigliere regionale di Forza Italia, Galeazzo Bignami, ha commentato così la vicenda: "Ma a voi pare normale? A me non pare cosi normale. Anzi. Lei dice che è stato un errore della sua segreteria. E a che titolo una segreteria scolastica ha nei propri elenchi l’IBAN del PD?".
Il sindaco leghista e quel sms per il sisma
Intanto anche in Toscana la politica ha infiammato le polemiche intorno alle collette per i terremotati.
Il sindaco di Cascina, Susanna Ceccardi (Lega Nord) ha pubblicato sulla sua pagina Facebook personale un numero di telefono cui inviare un sms e donare due euro agli sfollati. Peccato che "quel numero - scrive altratoscana.info - non è direttamente collegato alla raccolta di fondi per i terremotati, è invece il numero utile per sottoscrivere offerte alla Lega Nord, di recente istituito per le Lega e gli altri partiti per consentire ai privati di finanziare la politica in modo diretto è semplice".
Uno scivolone, forse. Anche se l'annuncio è stato fatto non in una nota ufficiale ma nella pagina personale del sindaco.

Alitalia, Di Battista (M5s): “Chi l’ha spolpata, chieda scusa e sparisca. Anche Cgil è responsabile”.

Alitalia? Innanzitutto tutti coloro che l’hanno spolpata devono chiedere scusa e sparire dalla faccia quantomeno politica di questo Paese. I nomi? Ad esempio, Montezemolo, a cui volevano pure affidare le Olimpiadi. E ci sono anche Intesa San Paolo, Tronchetti Provera, Colaninno“. Sono le parole pronunciate a Otto e Mezzo (La7) dal deputato del M5S, Alessando Di Battista, che precisa: “Non abbiamo mai detto di voler nazionalizzare l’azienda. Per noi l’unica soluzione è trovare un commissario capace che sia fuori dalla politica, in grado di presentare un piano industriale, e individuare nuovi partner europei. Però non possiamo dimenticarci dei responsabili. Io mi ricordo una frase detta da Matteo Renzi nel 2015: “Vola Alitalia, viva l’Italia. Alitalia torna in pista”. E’ lo stesso che Renzi che qualche mese dopo affermò che Mps era stata risanata”. E rincara, rendendosi protagonista di un vivace battibecco con la conduttrice Lilli Gruber: “Chi ci ha mangiato su Alitalia? I sindacati non sono responsabili? La Cgil non è responsabile? I sindacati sono estremamente responsabili. Qual è oggi la differenza tra Cgil e Pd? Salvo la Camusso, gli ultimi due segretari generali della Cgil sono diventati parlamentari del Pd. Oggi è inutile pensare a una nazionalizzazione per metterci altri quattrini. Il M5S al governo prima valuta un piano industriale e poi fa altre valutazioni. A oggi un piano industriale non c’è”.

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/27/alitalia-di-battista-m5s-chi-lha-spolpata-chieda-scusa-e-sparisca-anche-cgil-e-responsabile/3546558/


mercoledì 26 aprile 2017

+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ DI BATTISTA SBUGIARDA IL PD E SPIEGA COME ABOLIRE LE PENSIONI PRIVILEGIATE DEI PARLAMENTARI IN UN MINUTO



+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ DI BATTISTA SBUGIARDA IL PD E SPIEGA COME ABOLIRE LE PENSIONI PRIVILEGIATE DEI PARLAMENTARI IN UN MINUTO
Strepitoso Alessandro Di Battista da Bianca Berlinguer: sbugiarda il PD, che chiede di votare una legge che non ha mai portato in Aula, e spiega come come con la proposta del M5S si possono cancellare in un minuto, con il voto di pochi deputati e senatori, le pensioni privilegiate dei parlamentari che altrimenti scatterebbero a settembre 2017. Diffondiamo a più non posso!