mercoledì 30 novembre 2016

Un perfetto Alessandro Di Battista a Matrix #IODICONO (INTEGRALE)

COPERTINA DI CROZZA CON OSPITE BERLUSCONI! SE VE LA SIETE PERSA GUARDATE E DIFFONDETE!

Copertina di Maurizio Crozza, che apre la nuova puntata di Dimartedì (La7), proponendo uno show pirotecnico su Berlusconi, ospite in studio: “Giova, ma chi c’è lì? Berlusconi? Fammi capire, dal momento che Renzi non poteva venire ha mandato il padre? E’ pazzesco: dopo tutto quello che ha fatto, mai avrei immaginato che la storia l’avrebbe rivalutata così in fretta. C’è voluto Renzi per farci venire nostalgia. Ma non è che adesso mi ritorna per davvero, eh? A me va bene così com’era: un vecchio saggio fondatore, il nonno che dà buoni consigli. Lei nel centrodestra ha lo stesso ruolo di riferimento che ha Lino Banfi in ‘Un medico in famiglia’” – continua – “Banfi, però, prima di fare il nonno, faceva i filmetti con le donnine nude. Lei non s’è mai fatto filmare, giusto? Comunque, pensare che domenica prossima Berlusconi e Travaglio voteranno allo stesso modo a me manda ai matti. E’ come vedere Marchionne che limona con Landini. Nemmeno lo sceneggiatore di Avatar avrebbe così tanta fantasia. Però le motivazioni di Berlusconi e Travaglio per il NO sono differenti. Travaglio vota NO perché non gli piace la riforma che presenta Renzi. Berlusconi vota NO perché non gli piace che la sua riforma la presenti Renzi. In effetti, Renzi poteva almeno citarla”. Il comico poi si sofferma sulla vicenda di Lapo Elkann: “Cominciano ad arrestarci i nostri connazionali all’estero, come Lapo Elkann, uno degli industriali italiani più importanti nel settore strategico delle figure di merda internazionali. Ha passato 2 notti a New York in un hotel con coca, alcol ed escort transessuali. Fin lì, niente da dire, è il Lapo che tutti conosciamo. Per la cronaca, Lapo era per il SI’: 15 giorni fa aveva fatto un endorsement per Renzi su Twitter. Segno evidente che Lapo non ha cominciato a sbarellare male solo da ieri“

martedì 29 novembre 2016

BECCATO! LA IENA BECCA IL DEPUTATO ASSENTEISTA SUL SUO YACHT, LUI SCENDE E LO MENA! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA! QUESTI SONO I NOSTRI POLITICI!?!

+++ BECCATO +++ LA IENA FILIPPO ROMA BECCA IL DEPUTATO ASSENTEISTA SUL SUO YACHT, LUI SCENDE E LO MENA! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA! QUESTI SONO I NOSTRI POLITICI!?!

RENZI ASFALTATO DA DI MAIO: FACCIA A FACCIA TRA IL NOSTRO LUIGI DI MAIO E QUEL BOMBA DI RENZI! GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE QUESTO VIDEO OVUNQUE!


+++ RENZI ASFALTATO DA DI MAIO +++
FACCIA A FACCIA TRA IL NOSTRO LUIGI DI MAIO E QUEL BOMBA DI RENZI!
GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE QUESTO VIDEO OVUNQUE!

Barbara Lezzi (M5S) a Agorà 29/11/2016 #IODICONO

FANTASTICO LUIGI DI MAIO A DI MARTEDI' #IODICONO SCANZI E FRANCO MESSI AL LORO POSTO! GUARDATE E DIFFONDETE!

sabato 26 novembre 2016

ULTIM'ORA Referendum, bookmaker e corse clandestine al posto dei sondaggi: i numeri... GUARDATE!

Vietato pubblicare sondaggi sul referendum, ma a -8 giorni dal voto i numeri aggiornati sul Sì e sul No, tra bookmaker e "corse clandestine", non mancano: basta saperli leggere e decifrare.
Come riporta il Giornale, "Truie Blessée (cioè il Renzi "scrofa ferita", secondo Grillo) è quasi sempre dietro Assemblage Hétéroclite (la "accozzaglia"), sia che si corra "all'ippodromo di San Nicola o in quello degli Xilofoni equestri". Parole in codice come quelle del "conclave", il voto sulla "riforma del Concilio ecumenico fiorentino". Su cento cardinali interpellati, "55 sceglierebbero San Norberto, e solo 45 San Simplicio". Non manca nemmeno il mercato dell'automobile: secondo Nickar la Renzault ("che sostiene la New board) è al 45%, mentre "Bugrilli, Demarcedes, Civaniti e Silfiat per l'Original board" sono al 55. Leggermente più stretta la forbice secondo Ixcar: "Sì" al 47,5% e il "No" al 52,5%.
FONTE:
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12028839/referendum-niente-sondaggi-bookmaker-corse-clandestine-risultati-vantaggio.html

venerdì 25 novembre 2016

ULTIM'ORA DI MAIO SMASCHERA RENZI IN 2 MINUTI FATELO VEDERE A CHIUNQUE! MASSIMA CONDIVISIONE!

intervento di Luigi Di Maio ieri sera a Rete 4
Io stasera le ho portato la scheda elettorale del Senato della Repubblica con cui abbiamo votato nel 2013. Nel 2013 abbiamo avuto il diritto di poter barrare un simbolo e votare al Senato della Repubblica, la scheda gialla. Se dovesse passare il sì noi perderemo questo diritto, questa scheda non esisterebbe più. Questa è già una ragione per votare NO, perché perdiamo un diritto. Se poi a questo aggiungiamo che mentre noi non possiamo più votare, il Senato continua ad esistere con gente che prima non avevo immunità parlamentare e oggi se sbaglia si può salvare anche dalla galera, io credo che il NO sia scontato in questo Paese. Noi non ci possiamo permettere di dare l'immunità parlamentare ad altri politici che si salveranno dalla galera perché magari hanno speculato sulla nostra sanità.
Questo è l'aereo di Renzi, quello che c'è sopra, quello che c'è sotto è l'aereo di Donald Trump, l'ottavo aereo più lussuoso al mondo. Renzi è riuscito a spendere più di Donald Trump per il suo nuovo aereo di Stato, spendendo 160 milioni. Trump se l’è pagato lui e l’ha pagato di meno, con l'ottavo aereo più lussuoso al mondo. E ci vengono a dire che devono stravolgere la Costituzione per farci risparmiare 50 milioni di euro? Ma se ne hanno spesi 160 solo per un aereo di Stato!
Allora per concludere, visto che a Renzi piacciono le slide, io stasera le ho portato questa. Questa è la nostra legge che dimezza lo stipendio ai parlamentari della Repubblica: ci vogliono due ore di lavoro alla Camera per approvarla e due ore di lavoro al Senato, non due anni e un referendum che ci costano quasi 350 milioni di euro. Inizi il martedì, la domenica è già legge e ti fa risparmiare 90 milioni di euro, facendo guadagnare 3000 euro netti al mese a tutti i parlamentari invece di 10.000 lordi. E siccome lei è toscano, la invito a Firenze lunedì dove noi senza aspettare una legge - i parlamentari del Movimento 5 Stelle, i consiglieri regionali, i sindaci, si tagliano già lo stipendio- abbiamo restituito al popolo italiano 80 milioni di euro di stipendio e rimborsi tagliati, senza fare una legge, perché se la politica veramente vuole tagliare gli stipendi non deve fare una legge, deve fare un bonifico ogni mese e rinuncia a un po' di soldi che prende sui propri conti correnti.
TUTTE LE TAPPE DEL TRENO TOUR #IODICONO

giovedì 24 novembre 2016

BUFERA RENZI SCOPERTI 28 MILIARDI DI SPESE PUBBLICHE ORA COSA DIRÀ!? DIFFONDIAMO TUTTI!

Dagli 80 euro alla scuola: finora le promesse a pioggia del premier non hanno aiutato il «Sì». Sale solo il debit.
Quasi 28 miliardi di spesa pubblica in più per comperare il consenso e, alle porte, il fallimento della propria scommessa politica. A poco più di due settimane dal referendum il No è in consistente vantaggio nei sondaggi nonostante gli sforzi renziani in questi mille e uno giorni si siano concentrati sulla conquista del favore popolare in vista di questo importante appuntamento.
La sessione di bilancio ci consente di misurare le risorse messe a disposizione di bonus e mance e di cercare di capire dove questa politica neodemocristiana abbia fallito. Ad esempio, si può partire dalla madre di tutte le misure del renzismo: il bonus da 80 euro per i lavoratori dipendenti, confermato anche per 2017. Costa circa 10 miliardi di euro ogni anno e beneficia i redditi fino a 26mila euro annui lordi. Trattandosi di un benefit per redditi bassi, il provvedimento non ha avuto (e non poteva avere) un impatto decisivo.
La capacità di spesa dei percettori è aumentata di poco come testimonia l'andamento dei consumi e, soprattutto, il trend deflazionistico in corso. Ovvio che queste persone non votino in massa per il Sì non avendo osservato un netto miglioramento delle proprie condizioni. La questione degli sgravi per le famiglie (bonus future mamme e bonus asili nido) è la medesima: si tratta di 600 milioni distribuiti in base al reddito. Un sostegno utile, ma che modifica poco la condizione reddituale.
Analogo discorso per le imprese. Il taglio dell'Ires di 3,5 punti percentuali, pur costando 3 miliardi, impatterà su un'economia che continua a soffrire di bassa produttività e di bassa crescita. Nonostante l'incondizionato appoggio di Confindustria, occorre osservare che molte altre categorie produttive - a partire dal commercio preferirebbero che un uguale sforzo si concentrasse sull'Irpef proprio per incidere sulla propensione ai consumi.
Ma le risorse sono limitate e il governo Renzi ha già deciso di spendere 2 miliardi all'anno per le pensioni: una parte per estendere la quattordicesima e un'altra per l'anticipo pensionistico gratuito. Se a questo aggiungiamo i 2 miliardi in più stanziati per il Fondo sanitario nazionale nel 2017 e i 130 milioni per accompagnare all'uscita i bancari tramite il Fondo esuberi, si capisce bene come l'unica categoria soddisfatta di Renzi e pronta a votare Sì siano gli over 65 che appaiono come i più tutelati da queste politiche.
Non va meglio per gli statali che, di certo, non sono rimasti a bocca asciutta. Con la «Buona scuola» si sono garantite assunzioni in massa di docenti precari e di nuovi insegnanti. Il costo è di 3 miliardi ai quali aggiungere gli 1,9 miliardi per il settore pubblico stanziati per il 2017. Tenuto conto che una buona parte è destinata, giustamente, alle esigenze degli organici delle forze dell'Ordine (Vigili del fuoco compresi), per i rinnovi contrattuali fermi da 7 anni rimangono poco meno di 700 milioni, circa 20 euro a testa per dipendente. È chiaro che simili aumenti producono soprattutto insoddisfazione. Un po' come l'abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa, che è costata circa 4 miliardi. Chi ha un immobile di proprietà è sollevato, chi ne ha più di uno finisce nelle grinfie dei sindaci che in molti casi si rifanno su quelle ritoccando le aliquote all'insù.
Se la principale preoccupazione degli italiani è il lavoro, poca cosa possono fare misure palliative come il dirottamento di 730 milioni di Fondi europei per una proroga delle decontribuzioni per i neoassunti al Sud. E non sono certo 300 milioni per il bonus da 500 euro per i neodiciottenni che possono cambiare la partita. Renzi sta scoprendo adesso che aumentare deficit e debito per elargire mance non gli giova in chiave referendaria. Il problema è che a pagare il conto dovremo pensarci un po' tutti, prima o poi.
FONTE : http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/19/le-mance-elettorali-di-renzi-ci-costano-quasi-28-miliardi/1333643/

ULTIM'ORA STREPITOSA Berlusconi:Renzi, come presentatore tv lo avrei assunto! Diffondete!

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Una bastonata e poi una carota, o viceversa, ovviamente. Mai come in queste ultime settimane il rapporto di Silvio Berlusconi con Matteo Renzi è stato ondivago, a rispecchiare quello che è l'orientamento del Cavaliere nei confronti del No al referendum, con i vertici delle sue aziende che premono per il Sì e gli azzurri che spingono per il No. A parole, anche il leader di Forza Italia si è espresso nettamente per il No, ma... Oggi, dopo aver appena qualche giorno fa definito il premier "l'unico leader che vedo oggi in Italia", gli ha sferrato una battuta che fa tornare alla mente quella del "kapò" rivolta a Martin Schulz in quel del Parlamento europeo nel 2003. "Renzi? E' un gran lavoratore (carota, ndr)" ha concesso oggi Silvio ai microfoni di Ragio24. "Però (e qui impugna il bastone, ndr), ha sbagliato lavoro: doveva fare il conduttore televisivo e io l'avrei assunto sicuramente".
Renzi ha replicato a "Radio Anch'io" su Radio1: "Ho grande rispetto per Silvio Berlusconi. U giorno dice che sono un dittatore, un giorno che devo restare poi che me ne devo andare...è appassionante la discussione, ma non si vota su di me. Non capisco perché continua a pensare a me".
FONTE:
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12026756/berlusconi-renzi-insulti-presentatore-tv.html

mercoledì 23 novembre 2016

NOTIZIA BOMBA: i soldi dell’Unicef sai dove sono finiti? Nella società della famiglia Renzi

La Procura di Firenze sospetta che i soldi dell’Unicef e di Operation Usadestinati alle campagne per i bambini affamati in Africa siano stati usati nel 2011 dal cognato di Matteo Renzi – Andrea Conticini – per iniettare capitali in tre società. La prima è quella dei Renzi, Eventi 6, che allora si chiamava ancora Chil Promozioni e le altre due società sono dei coniugiPatrizio Donnini e Lilian Mammoliti, renziani della prima ora. I Conticini giurano che i soldi sono stati usati per far sorridere i bambini africani con laPlay Therapy e l’avvocato Federico Bagattini ha fatto ricorso al Tribunale del riesame. Però l’accusa, con tutti i se del garantismo, resta enorme. I pmLuca Turco e Giuseppina Mione nel decreto di perquisizione non hanno inserito il nome delle società. Basta una visura per scoprire l’approdo del flusso finanziario da Londra a Firenze, segnalato dalla Banca d’Italia perché sospetto e al centro dell’inchiesta svelata da La Nazione venerdì. Cosa dice lo stringato decreto che pubblichiamo qui sopra?
Alessandro Conticini (40 anni ex dirigente dell’Unicef poi socio e direttore della londinese Play Therapy Africa Ltd con la moglie francese Valerie Quere, 42 anni) è accusato insieme a Luca Conticini (35 anni, gemello del terzo fratello Andrea, cognato di Renzi) di appropriazione indebita in concorso con il padre Alfonso, poi deceduto, “dal 2011 e fino al gennaio 2015 in Castenaso (Bologna) in relazione a somme di denaro corrisposte da Operation Usa e Unicef a Play Therapy Africa Limited (Pta Ltd) e da questa stornate, in assenza di idonea causale, in favore di Conticini Alessandro”.
La difesa dei Conticini è che la Play Therapy Africa era una società privatadei due coniugi. In realtà fino al 7 marzo 2013, pochi mesi prima della sua chiusura, apparteneva solo per due terzi ai coniugi Conticini ma per il terzo restante era della Play Therapy International, che ha sciolto l’affiliazione con la Pta Ltd. La rappresentante di Pti nella Pta Ltd, Monika Jephcott, si è dimessa da ‘secretary’ di Pta sempre il 7 marzo 2013. Secondo i pm di Firenze Alessandro Conticini avrebbe preso per sé i soldi destinati alle terapie per i bambini africani da Unicef e Operation Usa. Mentre il fratello, cognato di Renzi, è accusato di reimpiego dei capitali (art. 648 ter, che prevede nei primi due commi il riciclaggio) “commesso in Firenze nel corso del 2011 in relazione a somme di denaro provento del reato sopra indicato impiegate per l’acquisto di partecipazioni societarie in nome e per conto di Alessandro Conticini”. Il punto è che Andrea Conticini ha comprato in nome e per conto del fratello Alessandro quote solo di tre società in Firenze. La più famosa è la Chil promozioni Srl (poi denominata Eventi 6) dei Renzi.
Il 21 febbraio del 2011 davanti al notaio Claudio Barnini di Firenze ci sono le due sorelle e la mamma del premier più il cognato. Benedetta e Matilde Renzi con Laura Bovoli sono già azioniste mentre Andrea Conticini, in nome e per conto di Alessandro, partecipa all’aumento di capitale da 10 mila a 12 mila e 500, con sovraprezzo di 47 mila e 500. In pratica Alessandro Conticini prende una quota del 20 per cento (che poi cederà nel 2013) e mette 50 mila euro nel capitale della Eventi 6.
Matteo Renzi è stato socio e collaboratore di Chil Srl fino al 2003 e poi dirigente in aspettativa di Eventi 6 fino al 2014. Undici giorni prima, il 10 febbraio del 2011, Andrea (in nome e per conto di Alessandro) Conticini compra anche le quote di altre due società del giro renziano: il 20 per cento di Dot Media da Patrizio Donnini (uomo comunicazione di Matteo Renzi e di altri esponenti Pd) per 2 mila euro e il 30 per cento della Quality Press(in liquidazione dal 2013) dalla moglie di Donnini, Lilian Mammoliti, per 30 mila euro. La storia più imbarazzante però resta quella della Eventi 6. La società destinataria dei 50 mila euro dei Conticini non è una srl qualsiasi. Renzi, come raccontato dal Fatto, è stato assunto poco prima di essere candidato nel 2003 alla Provincia e da allora, grazie a questo trucchetto, i suoi lauti contributi pensionistici sono stati versati dalla Provincia e poi dal Comune di Firenze per 10 anni. Il premier si è licenziato dopo i nostri articoli percependo un Tfr che dovrebbe essere pari a circa 48 mila euro. Se l’ipotesi della Procura è giusta, da un lato la società delle sorelle e della mamma incassava dal cognato nel 2011 il capitale di Alessandro Conticini, frutto di appropriazione indebita, e dall’altro lato poi pagava nel 2014 il Tfr per il premier-dirigente in aspettativa. Davvero una brutta storia.
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/i-soldi-dellunicef-sono-finiti-alla-societa-della-famiglia-renzi/

CLAMOROSO IL PARTITO DEMOCRATICO ANCORA UNA VOLTA NE COMBINA UNA DELLE SUE! VERGOGNOSO!

Provava a spiegare il valore del voto degli italiani all'estero Pina Picierno, europarlamentare del Partito Democratico, ma nel farlo è incorsa in una gaffe che era impossibile non notare.
Se la Picierno, in onda a Tagadà, su La7, stava sottolineando come la legge "per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero" fosse frutto del lavoro di Mirko Tremaglia, esponente della destra, non ci ha fatto una gran figura quando è inciampata proprio sul nome dell'ex ministro per gli Italiani nel mondo.
"È stata voluta dal ministro dal ministro Tramfaglia", sostiene l'europarlamentare del centrosinistra, che non pare troppo convinta e viene prontamente corretta dallo studio.
Proprio sul voto degli italiani all'estero il Comitato del No ha annunciato un ricorso, se questi ultimi si rivelassero "rilevanti ai fini della vittoria del Sì". Ma per la Picierno: "Questo ricorso preventivo la dice lunga sul fatto che siamo distanti dalle motivazioni reali. Gli italiani all’estero sono italiani a tutti gli effetti".
Fonte : http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/23/pd-gaffe-per-la-picierno-la-legge-di-tramfaglia/1335217/

NEL MOVIMENTO CHI SBAGLIA VA VIA! CONDIVIDI SE SEI D'ACCORDO!


di MoVimento 5 Stelle
Venerdì verrà votato online il collegio dei probiviri, organo di garanzia del Movimento 5 Stelle previsto dal regolamento approvato online dalla stragrande maggioranza degli iscritti, che ha facoltà di disporre la sospensione cautelare dell’iscritto. Nel MoVimento chi sbaglia va via, senza sconti. Siamo gli unici a farlo. Negli altri partiti, su tutti il Pd, l'abbrutimento, le falsità, le condanne, gli sprechi di denaro pubblico sono la chiave per fare carriera politica. De Luca potrebbe essere nominato capo assoluto della Sanità in Campania dopo le sue parole sulle clientele per il voto al Sì al referendum e le ripetute minacce di morte a chi lo critica. Nella vicenda delle firme false del Piemonte 9 piddini hanno patteggiato ammettendo dunque di aver falsificato degli atti pubblici e nessuno è stato sanzionato; uno di loro è addirittura consigliere regionale, i vertici del partito non hanno fiatato e Chiamparino è presidente della Regione grazie a una falsificazione piddina: uno scandalo su cui tutti i media tacciono. Tutti scandali su cui i giornali e i telegiornali di regime non informano i cittadini. Per un episodio tutto da chiarire su una decina di firme a Bologna e per quello di Palermo in cui coloro a cui è stato notificata l'indagine si sono già autosospesi così come faranno gli altri che dovessero venirne a conoscenza, il MoVimento viene passato ai raggi x, fioccano le inchieste sui giornali e i tg scatenano gli opinionisti. Due pesi e due misure. Se usassero con loro lo stesso metro che usano con noi, il MoVimento sarebbe al 60%. Anche qualcuno di noi a volte sbaglia, ma state sicuri che pagherà, come sempre è accaduto e come sempre accadrà. Di seguito riportiamo il comunicato del consigliere di Bologna Marco Piazza in seguito alle vicende di oggi.
di Marco Piazza
Ho appreso poche ore fa dalla stampa di essere iscritto nel registro degli indagati per la raccolta firme del 2014.
Vi dico quello che so e che ho detto anche ai giornalisti.
Al momento nessuno mi ha notificato nulla, nemmeno gli avvocati del Movimento sanno qualcosa, non sono stato identificato, non mi hanno chiamato a testimoniare e nemmeno so su cosa stiano indagando.
Appena saprò cosa mi contestano ve lo dirò nella massima trasparenza.
Ho fatto anche richiesta del 335.
Sapevamo dal 2014 che c’era un esposto fatto da un gruppo di attivisti del M5S da sempre molto critici. Avendo la coscienza a posto sono stati immediatamente querelati.
Sapevamo che questo esposto aveva generato un’indagine per cui venivano chiamate le persone che avevano sottoscritto la lista delle regionali.
Non sapevamo su cosa stessero indagando dato che il procedimento era iscritto contro ignoti.
Se avessi avuto dubbi sul mio operato non mi sarei assolutamente mai candidato quest’anno a portavoce in Consiglio Comunale.
Ho raccolto centinaia di firme a Bologna come sempre faccio con massima scrupolosità e grande attenzione alle regole che conosco ormai a memoria.
Non ho mai falsificato firme, né ho mai eseguito ricopiature di nessun genere.
Non avevamo nessun motivo di ricorrere a qualunque tipo di sotterfugi avendo raccolto molte più firme di quelle necessarie.
Abbiamo consegnato centinaia di firme in più del minimo richiesto e altre centinaia non le abbiamo nemmeno consegnate.
Se la procura confermerà la notizia di stampa della mia iscrizione e deciderà di chiamarmi sono ovviamente a totale disposizione per chiarire la vicenda. Se fossi stato a conoscenza di moduli irregolari non avrei avuto nessun problema a sostituirli con uno dei tantissimi altri che avevamo a disposizione (e tuttora conserviamo).
Ringrazio delle tantissime espressioni di stima e solidarietà che mi sono arrivate sia dall’interno che da altre forze politiche. Il rispetto dell’avversario testimonia più che mai la serietà che mi viene riconosciuta.
Il Movimento viene comunque prima di tutto: qualora la procura confermasse le notizie di stampa e mi arrivasse un avviso di garanzia mi autosospenderò immediatamente in attesa di chiarire la vicenda. Questa brutta esperienza che sto vivendo, deve essere l’occasione per ribadire la nostra trasparenza e serietà in ogni momento.

ULTIM'ORA BOMBA Siamo stati derubati e rovinati ma ora vogliamo le loro teste

L'appuntamento l'avevano preso. Ma Renzi non si è fatto neppure vedere. «Figuriamoci se ci voleva incontrare!», dice Letizia Giorgianni, presidente dell'Associazione Vittime del Salvabanche. Ieri insieme ad Adusbef, Federconsumatori, Fratelli D'Italia, Lega e M5s, circa 150 persone provenienti da Empoli, Siena e Arezzo, hanno manifestato davanti a Palazzo Koch, la sede di Banca d'Italia a Roma.
Ma né il presidente del Consiglio, né tanto meno la ministra Boschi, o chicchessia del governo, si sono degnati di riceverli. «Dopo 366 giorni da derubati, siamo molto incazzati», scrive nel suo cartello Marzia Boschi, 63 anni di Stia, ex portalettere ora in pensione. Lei e suo marito Angiolino hanno perso 70mila euro. «Una parte me li avevano lasciati i miei genitori, li volevamo usare per far studiare i nostri nipoti. Io Renzi l'ho anche votato alle primarie e quando disse che voleva che i suoi figli vivessero in un Paese migliore, pensavo si riferisse anche ai figli degli italiani, invece era proprio ai suoi e ai figli dei suoi amici che si riferiva! Noi siamo tra quelli ai quali sono stati anche falsificati di Mifid: hanno cambiato l'età anagrafica e il titolo di studio, abbiamo la licenza media e siamo diventati diplomati. Se non è una truffa questa!». L'unico a farsi vivo ieri è stato un collaboratore del governatore di Bankitalia Ignazio Visco che ha usato frasi di circostanza del tipo: «Queste banche sono state da un lato mal condotte, dall'altro vittime di una congiuntura economica estremamente sfavorevole». Secondo il senatore Maurizio Gasparri «va cacciato pure lui». Per Renato Brunetta è «un governo di incapaci» e per Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga della Lega «è un furto legalizzato da Renzi e dalla Boschi per coprire la scellerata gestione delle banche operata da loro parenti e protetti». Per il coordinatore dell'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli «i cittadini continuano ad essere fregati, mentre i responsabili, da Renzi e Boschi fino agli amministratori loro parenti e amici, continuano a rimanere impuniti e non aver tirato fuori un euro».
A Roma c'era anche Ilaria Gaini, 44 anni, infermiera di Empoli, due figli a carico: la sua famiglia ci ha rimesso quasi 90mila euro. «Quelle erano azioni che il nostro nonno aveva messo nella banchina, la Banca cooperativa di Capraia, Montelupo e Vitolini passata con Etruria negli anni Ottanta. Eravamo soci senza saperlo. Non ce li vedevo tutti quei rischi».
Storie di vite rovinate e famiglie sfasciate, come quella di Andrea Vivi di Siena, 66 anni, ex bancario al Monte dei Paschi, al quale hanno rubato 100mila euro. Da quel giorno il suo matrimonio è entrato in crisi. Dopo 40 anni. «Avevo bisogno di smobilizzare quei soldi ma il titolare dell'agenzia 1 di Etruria in piazza del Campo mi dissuase dal farlo. Siamo stati usati come cavie».

BELLISSIMA COPERTINA DI CROZZA: MARCO TRAVAGLIO IN LACRIME PER LA COMICITÀ DI CROZZA! GUARDATE E DIFFONDETE!

+++ COPERTINA DI MAURIZIO CROZZA +++ GUARDATE COSA HA DETTO CROZZA NELLA SUA COPERTINA A DI MARTEDÌ! TRAVAGLIO IN LACRIME! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON LUI!

martedì 22 novembre 2016

BEPPE GRILLO È INDISPENSABILE PER QUESTO PAESE! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON CLAUDIO BAGLIONI!

+++ BAGLIONI SPIAZZA LA GRUBER +++ GUARDATE COSA HA DETTO IN DIRETTA IL FAMOSO CANTANTE ITALIANO AD OTTO E MEZZO! LA GRUBER INCAPACE DI REAGIRE DOPO LE PAROLE DI BAGLIONI CHE ESALTANO IL NOSTRO GRANDE BEPPE! CONDIVIDETE SE LA PENSATE COME LUI!

AVETE FAVORITO LE BANCHE E MASSACRATO I RISPARMIATORI, IL 4 DICEMBRE IO VOTO NO PER MANDARVI A CASA! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO!

La Costituzione tutela il risparmio, chi la vuole stravolgere tutela i banchieri. Io non dimentico. Il 4 dicembre vota NO.
di MoVimento 5 Stelle
Siamo a un anno esatto da quella domenica notte che ha cambiato per sempre il rapporto in Italia tra politica, intermediari e risparmio privato. Banca popolare dell'Etruria e del Lazio, Banca Marche, Cariferrara, Carichieti fecero da cavie per un primo assaggio di bail-in, malgrado il meccanismo del "salvataggio interno" sarebbe entrato pienamente in vigore solo a inizio 2016. Sì, proprio quel bail-in che tutti i partiti votarono e che ora tutti disconoscono.
Un figlio senza più i suoi molti padri. La risoluzione voluta dal governo e orchestrata da Bankitalia con la supervisione del Meccanismo unico di vigilanza europeo costrinse in pratica al fallimento (con una svalutazione draconiana degli asset deteriorati) quattro istituti che stavano messi male, ma non così male da dover chiudere per forza. Fu un'operazione che il M5S denunciò fin dal primo momento. La procedura costò al sistema bancario 3,6 miliardi in prima battuta. Di essi quasi due sono già andati in fumo con il valore azzerato delle quattro "banche ponte" (la tagliola sui tempi della loro vendita è un favore enorme ai potenziali compratori, leggi Ubi). Nel frattempo l'azione della Rev Gestioni crediti (la bad bank che doveva valorizzare i crediti deteriorati) non ha dato ancora frutti e addirittura abbiamo assistito a guerre e veleni intestini, sfociati nelle improvvise dimissioni della presidente, il magistrato Livia Pomodoro.
Lo Stato, poi, ci rimetterà anche in modo diretto, perché la risoluzione contempla una garanzia di Cdp (inizialmente prevista per soli 400 milioni, salvo poi scoprire che arriva a 1,6 miliardi) sul prestito ponte fino a 4 miliardi potenziali che tre banche (Unicredit, Intesa e Ubi) misero un anno fa sul piatto in aggiunta ai contributi del sistema bancario nel suo complesso al fondo di risoluzione di Bankitalia. Soldi che sarebbero dovuti rientrare con i proventi della vendita delle quattro new bank. E che difficilmente rientreranno, dato che queste ultime hanno nel frattempo maturato quasi 4 miliardi di crediti deteriorati lordi e il candidato compratore, Ubi, punta a prenderne tre al prezzo simbolico di un euro, dovendosi accollare gli attivi deteriorati (con relativo aumento di capitale).
Il governo, compresa la portata del pasticcio, continua a infilare qui e lì dei regalini da far approvare al Parlamento che rendano meno fallimentare l'operazione e meno indigesta la minestra alle banche. Ricordate il puntello ai quattro nuovi istituti grazie al trasferimento in loro favore dei crediti fiscali generati dalle imposte anticipate differite (Dta) per le svalutazioni dei prestiti delle banche fallite? Adesso, in legge di Bilancio e nel decreto fiscale collegato, il governo ci ha provato almeno due o tre volte ad alleggerire ancora la palla al piede di Ubi e del sistema bancario. Ma il M5S ha sempre denunciato marchette che poi sono state sistematicamente bocciate o comunque respinte.
E i risparmiatori truffati? Mentre in Italia le autorità di vigilanza si muovono con estremo ritardo nell'individuare reati, abusi e nel punire i colpevoli tra banchieri e dirigenti, a un anno dalla risoluzione del 22 novembre 2015 appena 4mila piccoli investitori stanno ottenendo rimborsi soltanto parziali. Nel frattempo restano in alto mare le regole della procedura arbitrale alternativa al risarcimento forfettario e il ministero dell'Economia non ha nemmeno chiarito come questi ristori saranno tassati.
Intanto il decreto 'salva-banchieri' ha causato direttamente e indirettamente disagio, disperazione e persino suicidi. Una catastrofe in molti territori che si aggiunge al disastro delle due ex popolari venete, al fallimento quasi annunciato di Mps, alla nuova tragedia che si profila all'orizzonte per la Popolare di Bari e a un lungo elenco di altri casi di forti dissesti bancari, Carige in testa.
Il governo che vuole stravolgere la Costituzione non rispetta nessuno dei suoi principi fondamentali, men che meno quello della tutela del risparmio. Il M5S si schiera accanto ai truffati del salva-banchieri e punta a una vera separazione bancaria, con la vigilanza autorevole di una Banca d'Italia finalmente pubblica.

GUARDATE COSA SUCCEDE APPENA PRENDE LA PAROLA MATTEO RENZI! UNO STUDENTE LO SPUTTANA DAVANTI A TUTTI! MASSIMA CONDIVISIONE RAGAZZI!



+++ ULTIM'ORA +++ BUFERA PD!! I 5 STELLE HANNO SCOPERTO UN REGALO ONEROSO DAL GOVERNO AL MINISTRO...

Riportiamo la denuncia della Senatrice pentastellata, Barbara Lezzi, in merito ad un REGALO ONEROSO, da parte del Governo all'ex ministro Melandri per la sua fondazione. Leggiamo di seguito così:
La fondazione Maxxi della Melandri percepisce dalle nostre tasse ben 5 milioni di Euro l'anno. Non le bastano e allora Renzi inserisce ancora una volta l'ex ministro sotto la pioggia di Euro, ben 500.000, scippati dalle tasche dei cittadini perbene. Questa è solo tra le più eclatanti mance concesse dal Governo in giro per l'Italia ai suoi amici mentre per i cittadini ci sono i tagli crudeli alla Sanità.
Nel frattempo,Renzi, sceglie una bella poltrona comoda per tentare di giusticare se stesso e il suo Governo in merito alla clamorosa truffa ai danni dei risparmiatori traditi dal suo decreto.Giura che chi ha sbagliato pagherà. Stanno, intanto, pagando i clienti ingannati e rapinati per i quali dichiara di concedere un risarcimento pari a meno di 1/3 delle perdita ma non dice che l'emendamento con cui stanzia quest'elemosina, è solo un rinvio del problema da qui a 90gg e la decisione sarà soggetta al "concerto" tra due Ministeri, economia e giustizia, che è garanzia, finora, di inefficacia.
Tradotto: entrambi i ministeri sono sollevati da responsabilità che potranno passarsi vicendevolmente per far sì che nessuno sarà colpevole in caso di inadempienza.

ULTIM'ORA CLAMOROSA RENZI E SPACCIATO IL CLAMOROSO RICORSO

Se al referendum costituzionale del 4 dicembre dovesse vincere il Sì grazie al voto decisivo degli italiani all'estero, il fronte del No è pronto a fare ricorso. Una nuova grana per Matteo Renzi, una sfida lanciata dal costituzionalista Alessandro Pace, presidente del Comitato per il No, in una conferenza all'associazione stampa estera. L'annuncio è piovuto poco prima della manifestazione nazionale dei contrari alla riforma prevista per il 27 novembre a Roma: "Se il voto dei cittadini italiani all'estero dovesse rivelarsi determinante per la vittoria del Sì, allora impugneremo questa consultazione davanti all'ufficio centrale del referendum, che è un organo giurisdizionale, e si andrebbe davanti alla Corte Costituzionale".
Nervosismo alle stelle, dunque, nel fronte del No, che si è già distinto nelle ultime ore per il ricorso all'Agcom contro i termine "accozzaglia", usato da Renzi per indicare il fronte eterogeneo che si oppone alla riforma. Dunque, Pace, spiega le ragioni dell'iniziativa: "Il voto è personale, libero e segreto - continua Pace -. Il modo con cui si vota all'estero non garantisce la segretezza, visto che la scheda arriva con una busta e l'esperienza ha già dimostrato che questa può essere manipolata". E conclude: "Il ricorso deciso collegialmente è una nostra ulteriore risorsa". Insomma, il fronte del "No" si aggrappa anche alle presunte manipolazioni del voto estero: roba che, ad oggi, non si era mai sentita.
Fonte :
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12024490/referendum-ricorso-fronte-del-no-voto-italiani-estero-matteo-renzi.html

SCHIFOSO: RENZI METTE LA TASSA SULLE NONNE! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA DEL GOVERNO RENZI!

Alla faccia della lotta alla povertà. Alla Commissione Lavoro della Camera è appena arrivato un disegno di legge delega del governo che contiene un punto molto controverso che agita non poco gli animi di chi un domani potrebbe, suo malgrado, avere diritto alla pensione di reversibilità.
Provo a spiegarlo con parole semplici, vista la complessità della materia: secondo questo disegno di legge le reversibilità vengono considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali. Che cosa significa e che cosa comporta tutto questo? Significa che l’accesso alla pensione di reversibilità d’ora in poi sarà legata all’Isee, per il quale conta il reddito familiare e non quello individuale. Di conseguenza il numero di coloro che vi avranno accesso inevitabilmente si ridurrà e saranno tante le persone che non si vedranno più garantito questo diritto.
Questo non è solo profondamente ingiusto ma è anche tecnicamente improprio e rischia di aprire un contenzioso anche a livello giuridico. La pensione di reversibilità infatti è una prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a dei contributi effettivamente versati. Che in molti casi quindi sparirebbero nel nulla, o meglio, resterebbero nelle casse dello Stato. In parole povere una sorta di “rapina” legalizzata. Perpetrata soprattutto ai danni delle donne perché l’età media degli uomini è più bassa e la reversibilità è quindi una prestazione che riguarda soprattutto loro.
Donne che oltretutto sarebbero doppiamente colpite perché, come è a tutti noto,hanno una pensione mediamente inferiore a quella degli uomini. E che in futuro rischiano quindi di impoverirsi ulteriormente.
Un vero capolavoro, insomma. Uno sfregio che mi auguro possa essere ritirato nella discussione che si aprirà a breve nella Commissione Lavoro. Ne vale del futuro pensionistico di tante persone e della dignità di un governo che non può pensare di fare cassa sulle spalle delle vedove.
Fonte: IlGiornale.it

lunedì 21 novembre 2016

RENZI ADESSO TREMA: SE PERDO ME NE VADO, ECCO CHI DISSE LA STESSA COSA! GUARDATE E DIFFONDETE!

Era il 1985 quando Bettino Craxi, al Corriere della Sera, disse chiaro e tondo: "Se perdo me ne vado". Corsi e ricorsi storici: si parlava del referendum sulla scala mobile, sul quale l'allora premier Craxi si giocava il futuro. Giocò e vinse: vinse il "No" per il quale si era battuto, che strappò il 54% dei consensi (alta l'affluenza, al 77%). E ora, twittata da Marco Castelnuovo e rilanciata da Nonleggerlo, questa prima pagina torna di stringente attualità: corsi e ricorsi storici, appunto. Anche in questo caso c'è un premier che si sta giocando il futuro politico sul sì e il no a un referendum...

ULTIM'ORA: NAPOLITANO MINACCIA L'ITALIA! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE INDIGNATI!

Dal salottino di Porta a Porta, Giorgio Napolitano rivendica la sua centralità nello scacchiere politico. Lo fa parlando di referendum e accodandosi al filone "terroristico" di chi, come Bankitalia, paventa scenari catastrofici in caso di vittoria all'indomani del voto del 4 dicembre. Il presidente emerito della Repubblica premette che quella sul referendum "è diventata una sfida largamente aberrante. Non ritengo che uno degli obiettivi della riforma debba essere tagliare il numero dei parlamentari ma avere un sistema più snello e un Senato rappresentativo delle realtà territoriali". Dunque spiega che "con questa riforma non si fanno miracolo ma si fanno passi avanti" e ribadisce che "mi sono speso moltissimo su queste tematiche nel rispetto delle mie prerogativa e nell'interesse generale del Paese. In coerenza con tutte le posizioni che ho preso, voterò Sì per l'approvazione della riforma".Dunque, ecco che Napolitano paventa tensioni economiche in caso di vittoria del No. Lo fa tra le righe, spiegando che "rischi di una crisi finanziaria ci sono sempre e in questa fase possono anche accrescersi. Non vorremmo vedersi rialzare lo spread. Dobbiamo stare attenti, comunque vada il referendum". L'ex capo dello Stato ha poi ribadito che bisogna stare "attenti" perché "abbiamo grandi potenzialità e non c'è una condanna al declino e all'emarginazione dell'Italia e dell'Europa, però le prove saranno difficili e molto dure e noi su alcuni interessi e obiettivi fondamentali comuni dobbiamo riuscire a trovare delle adeguate convergenze anche mantenendo la rispettiva collocazione al governo e all'opposizione".

DI MAIO BOOM GUARDATE COSA HA FATTO IN DIRETTA TUTTO LO STUDIO LO APPLAUDE!

LUIGI DI MAIO
Residente a Pomigliano d'Arco, è il maggiore di tre figli. La madre è un'insegnante di italiano e latino ed il padre Antonio è stato dirigente del MSI prima e di AN poi.
Ha conseguito il diploma di Liceo Classico Vittorio Imbriani di Pomigliano d'Arco nel 2004. Ha proseguito gli studi presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", si è dapprima iscritto alla facoltà di Ingegneria, dove ha fondato assieme ad altri studenti l'associazione di studenti di ingegneria "ASSI", poi si è trasferito a giurisprudenza e ha fondato insieme ad altri studenti l'associazione Studenti Giurisprudenza.it nell'anno 2006, nella quale ha ricoperto la carica di Consigliere di Facoltà e di Presidente del Consiglio degli Studenti. Ha lavorato come webmaster.
Carriera politica[modifica
Milita nel Movimento 5 Stelle dal 2007. Nel 2010 si candida come consigliere comunale del suo comune, senza riuscire ad essere eletto, ottenendo 59 preferenze. In seguito alle «parlamentarie» del Movimento 5 Stelle, viene candidato con 189 preferenze ed eletto alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Campania 1 al secondo posto nella lista del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche del 2013. Il 21 marzo 2013 è eletto Vicepresidente della Camera dei deputati con 173 voti, diventando a 26 anni la persona più giovane ad aver ricoperto questo ruolo. Dal 7 maggio fa parte anche della XIV commissione, che si occupa delle politiche dell'Unione Europea.

BERLUSCONI DISTRUGGE RENZI E IL SUO GOVERNO NON MERITANO NIENTE DA NESSUNO! GUARDATE E DIFFONDETE!

Il messaggio di Berlusconi: "Dopo la vittoria del No, si dovrà mettere mano ad una legge elettorale ragionevole e condivisa e poi ridare la parola ai cittadini".
"È necessario che gli italiani siano ben consapevoli di qual è la posta in gioco, e che a questo fine i nostri aderenti, i nostri militanti, i nostri eletti e i nostri dirigenti devono mobilitarsi, con un ultimo grande sforzo. Le ultime due settimane sono quelle decisive, molti italiani devono ancora formarsi un'opinione". Lo scrive Silvio Berlusconi nel messaggio inviato ad Antonio Fazzone e Antonio Tajani in occasione della Convention di Forza Italia "Le Ragioni del No" organizzata oggi a Fondi. "Molti italiani purtroppo -aggiunge il leader Fi- non sanno che questo referendum non è come gli altri, che non esiste il quorum, e che quindi stare a casa non è un modo per dire di No. Rimanere a casa significa fare un grande regalo a Renzi, aiutare la vittoria del sì. Né il governo Renzi, né il contenuto di questa riforma, meritano l'appoggio degli italiani".
"Noi -sottolinea Berlusconi- non avremmo voluto politicizzare questo referendum. È stato Renzi a impostarlo così, personalizzandolo, per cercare di ottenere il 4 dicembre quella legittimazione popolare che non ha mai ottenuto dalle urne elettorali. Il 4 dicembre possiamo cambiare pagina: dopo la vittoria del No non succederà nulla di drammatico, si dovrà semplicemente porre mano ad una legge elettorale ragionevole e condivisa, che garantisca una maggioranza in parlamento che corrisponda alla maggioranza degli italiani, e poi ridare finalmente la parola ai cittadini".
L'ex premier poi aggiunge: "Le elezioni anticipate sarebbero un atto di democrazia, necessario dopo 3 governi consecutivi nati dai giochi di palazzo e non dalla volontà degli italiani e dopo 5 colpi di stato che dal 1992 ad oggi hanno sovvertito per cinque volte il voto degli italiani".
FONTE: http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/19/berlusconi-ne-il-governo-renzi-ne-la-riforma-meritano-lappoggio-degli-/1333826/

domenica 20 novembre 2016

BOMBA: RENZI SCAPPA QUANDO ARRIVA DI MAIO! GUARDATE E DIFFONDETE!

di Luigi Di Maio

E' avvenuto qualcosa di vergognoso. Domenica sono stato invitato alla trasmissione di Giletti, l'Arena su Rai1, per parlare di come questa riforma costituzionale peggiora il Paese. Dopo di me, nel blocco successivo, ci sarebbe stato ospite Matteo Renzi. Sarebbe stato un confronto a distanza visto che il presidente del Consiglio ha deciso di fuggire dai faccia a faccia con gli esponenti dell'opposizione.

La cosa incredibile è che Renzi, a quanto pare, quando ha saputo della mia presenza e, nonostante fossimo in orari diversi, l'abbia presa malissimo. Stamattina ho scoperto, infatti, che non sarà presente e che ha disertato il programma su Rai1.

Da indiscrezioni giornalistiche sembra abbia scelto di fare un confronto con un altro soggetto che non è un esponente politico in un altro programma. Tutto questo sarebbe comico, se non fosse vero. E' sconcertante come la persona che dovrebbe guidare il Paese scappi da confronti democratici con il Movimento 5 Stelle. Scappa dai milioni di cittadini.

Non vuole avere davanti né me né i miei colleghi che rappresentiamo la prima forza politica italiana. Lui che ha demolito la Costituzione non vuole confrontarsi con chi si è battuto per salvarla in Parlamento. Renzi fugge perché è disperato. Perché ha una paura folle di perdere il referendum e, quindi, di andare a casa perchè teme che da un confronto con il m5s vengano svelate tutte le sue bugie sulla riforma.

Non accetta un faccia a faccia, ma è destinato comunque a perdere lo stesso il referendum. Gli italiani hanno già capito lui e i suoi imbrogli. Io sono disponibile a un confronto con lui davanti al Paese in qualsiasi momento, Matteo ci stai? #RenziScappa anche questa volta, ma al voto del 4 dicembre non c'è scampo

CLAMOROSO: RENZI TAGLIA LE RISORSE PER ROMA! ATTACCO SLEALE ALLA GIUNTA RAGGI! GUARDATE E DIFFONDETE!

di Virginia Raggi
Roma ha adottato lo schema di Bilancio per il prossimo triennio, rispettando i termini di legge come non accadeva da anni. In questo modo possiamo programmare le spese per i cittadini senza dover ricorrere con costanza ad affidamenti diretti, una prassi finita nel ciclone di Mafia Capitale.
Il premier ci chiama ancora in causa, invece di pensare a lavorare. Piuttosto si concentri sulla manovra finanziaria e si attenga alle regole: non ha rispettato i termini di presentazione che lui stesso si era dato quest'estate.
Il tutto per predisporre una legge di bilancio con saldi incerti, piena di bonus e mancette pre-elettorali che non risolvono i problemi degli italiani. Anzi, come al solito, anche quest'anno intende tagliare risorse destinate ai Comuni mettendo in difficoltà i cittadini.
Soltanto per il 2017 i trasferimenti da Stato e Regione previsti per la Capitale si riducono di circa 40 milioni di euro. I romani lo sappiano. E senza tener conto che, a quanto pare, il premier non intende impegnarsi per il Patto per Roma come invece ha già fatto per la "sue" Firenze e Milano.
Apprendo, infine, che Renzi ora si scopre anche esperto di elettrodomestici: come un vecchio politico di professione, per fare polemiche continua a tirare in ballo i frigoriferi. Bene, allora si concentri su quelli vuoti degli italiani.

ULTIM'ORA: I risparmi degli italiani sotto ricatto del governo! GUARDATE E DIFFONDETE!


di M5S Europa

Fine della giostra. Il Governo sta per avallare una mostruosa operazione sul Monte Paschi Siena. Una cosa mai vista che rappresenta la conseguenza annunciata di due fattori: la mangiatoia e lo sfregio con cui la politica ha trattato e spolpato l'istituto senese e l'assurdità delle regole europee che il PD ha sottoscritto. Se approvata durante l'assemblea dei soci del 24 novembre, entro un paio di settimane da quella data avverrà quella che viene chiamata una "conversione volontaria" in azioni dei bond subordinati di MPS, in poche parole i soldi dei risparmiatori verranno usati per l'aumento di capitale della banca. Si tratta di almeno 2,4 miliardi di Euro di risparmi di persone comuni, probabilmente ignare del rischio al momento dell'acquisto delle obbligazioni e che saranno costrette a sottoscrivere l'operazione, con la minaccia che ogni tipo di opposizione corrisponderebbe a un mastodontico bail-in stile Banca Etruria (ricordiamo però che nel caso delle 4 banche si parlava di 150 milioni di Euro, per MPS si parla di una cifra 16 volte maggiore). Un piano diabolico dove i risparmiatori dovranno decidere come perdere i loro risparmi: o accettare la conversione e trovarsi in mano azioni che sostanzialmente sono carta straccia, o rifiutare e prepararsi alla risoluzione della banca secondo le regole europee. Questo tipo di comportamento politico può essere definito criminale, perpetrato in nome dell'unione bancaria sotto la bandiera della BCE, che sta affossando il sistema degli istituti di credito italiani. Il tutto sarà ulteriormente subordinato alla riuscita dell'aumento di capitale ridotto che sarà lanciato casualmente dopo il referendum del 4 dicembre, oltre che alla vendita al prezzo concordato dei 27 miliardi di Euro di sofferenze. Se tutto andrà come da piani MPS sarà svenduta a speculatori stranieri.

La soluzione proposta dal Movimento 5 Stelle è di svolta politica: nazionalizzazione dell'istituto senese, licenziamento e indagine sui manager e politici che hanno reso possibile un simile disastro. Questa soluzione è l'unica che permetterebbe di proteggere decine di migliaia di risparmiatori truffati, oltre che riportare la più antica banca del mondo sotto il controllo dello Stato, e quindi dei cittadini stessi. Bisognerebbe chiaramente scontrarsi con le assurde regole europee per le banche, firmate da chi oggi le vorrebbe rinnegare (ma solo in facciata): parliamo del PD e di tutti gli attori che hanno permesso l'entrata in funzione della "Banking Union" con i suoi primi 2 pilastri. Ovvero il meccanismo di vigilanza unico (Single Supervisory Mechanism o SSM, presieduto dalla francese Nouy) e il meccanismo di risoluzione che incorpora la procedura del bail-in (Single Resolution Mechanism o SRM, presieduto dalla tedesca Koenig).

Proprio francesi e tedeschi, che tanto vorrebbero bacchettarci sulla scena internazionale, hanno già bypassato le regole europee in passato usando interventi pubblici per salvare il settore bancario e industriale. I costi di una procedura d'infrazione delle regole UE, se mai dovesse arrivare, sarebbero irrisori se paragonati a ciò che ci accingiamo a subire con MPS e a quello che abbiamo già perso col l'applicazione del bail-in. Parliamo di tantissimi risparmi e di miliardi di capitalizzazione di borsa delle banche italiane bruciati, oltre che di una mancanza di fiducia totale in un settore lasciato allo sbando del liberismo sfrenato. Un Governo serio e non ricattabile non fingerebbe di battere i pugni sul tavolo in sede europea come sta facendo col teatrino di questi giorni. Il suo compito sarebbe chiaro, difendere i suoi cittadini come recita la Costituzione. La stessa Costituzione che oggi Renzi vorrebbe cambiare sotto dettatura dei poteri forti, signori del nulla a cui l'esecutivo è costantemente chinato anteponendo gli interessi di chi vuole la distruzione dell'Italia a quelli dei suoi cittadini.

FAZIO CENSURA IL M5S: DI MAIO O DI BATTISTA PERICOLOSI, DICONO LA VERITÀ! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE INDIGNATI!

L'Agcom aveva chiesto un riequilibrio dopo la puntata con Renzi e gli autori di Che tempo che fa avevano chiesto la disponibilità a Grillo, Raggi o Appendino: "Una proposta irricevibile" secondo i Cinquestelle. "Di Maio e Di Battista non vanno bene perché sono troppo pericolosi, dicono la verità"Grillo o magari Raggi e Appendino. Non Di Maio o Di Battista. In mancanza di alternative, l’ospite scelto da Che tempo che fa per rappresentare il No sarà il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. La decisione del programma della domenica sera di Rai3 fa arrabbiare Beppe Grillo che sul suo blog definisce il conduttore Fabio Fazio un “militante Pd“. Il post è accompagnato dall’hashtag #FazioDimettiti. “Prima ha invitato Matteo Renzi – si legge sul blog – nell’orario di punta degli ascolti e poi ha ignorato completamente il M5S, principale forza d’opposizione e prima forza politica del Paese”. Secondo Grillo la trasmissione di Rai3 non ha voluto come ospiti alcuni parlamentari come il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio o il deputato Alessandro Di Battista perché “sono troppo pericolosi perché dicono la verità”. Se Fazio vuole continuare a fare il militante piddino – conclude il post – si dimetta e vada a lavorare per l’Unità, la tv pubblica è per giornalisti imparziali e onesti”. Quello di Che tempo che fa, aveva già detto nei giorni scorsi, il presidente della commissione Vigilanza Rai Roberto Fico (M5s) è stato un “aut aut” assurdo. E’ l’ennesima polemica politica su questioni di par condicio legate al referendum costituzionale. Ieri il Comitato per il No ha annunciato un esposto all’Agcom per via della presenza ritenuta eccessiva del governo nei telegiornali della Rai. In precedenza era stato il Comitato Basta un Sì a chiedere addirittura di conteggiare non solo gli interventi dei politici, ma anche dei giornalisti (soprattutto quelli del Fatto Quotidiano e in particolare su La7).
Tornando alla polemica contro Fabio Fazio, sul blog di Grillo il M5s insiste spiegando che “se non avessimo mandato un esposto all’Agcom tre giorni fa con il nostro presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico, Fazio non avrebbe nemmeno invitato un esponente del no per rispettare la par condicio. Dopo il nostro esposto ha continuato ad ignorare il M5S e ha invitato l’avversario più comodo per il governo: Matteo Salvini“. Così, infatti, per i Cinquestelle il presidente del Consiglio avrà “gioco ancora più facile a identificare il no al referendum con la vecchia politica e gli estremisti, mentre al M5s non sarà data voce sul servizio pubblico. Per mettere le mani avanti, Fazio ha giocato ancora più sporco“. Secondo il racconto dei vertici del Movimento i responsabili della trasmissione hanno contattato i Cinquestelle “per imporci le loro condizioni: o viene uno tra Grillo, Casaleggio, Raggi e Appendino o non se ne fa nulla. Una proposta irricevibile, dato che nessuno dei quattro ha seguito in Parlamento la riforma costituzionale”. Si tratta, secondo i Cinquestelle, di “un atteggiamento ignobile e censorio, indegno del servizio pubblico”.
E’ verosimile che la richiesta da parte degli autori del programma fosse quella di avere figure più “spendibili” dal punto di vista dell’audience. Fico nei giorni scorsi aveva spiegato che “sappiamo benissimo che chi conduce un programma di ‘infotainment’ (informazione spettacolo, ndr) ha le sue esigenze e deve scegliere liberamente quali ospiti invitare. Ma questa situazione è diversa”. Fico ricorda che “siamo in par condicio, c’è un ordine di riequilibrio sul tema del referendum, e nel momento in cui ci si confronta con una forza politica per individuare un ospite, si devono comprendere la natura e le peculiarità del soggetto politico. Non può l’azienda decidere unilateralmente chi dovrà parlare per una forza politica”. I media, aggiunge il presidente della Vigilanza Rai, continuano a non capire il Movimento: “Il Movimento è una forza politica corale che mette al centro i temi sostenuti e difesi dai portavoce nelle istituzioni, ciascuno per la sua competenza; non i personaggi”.

ULTIM'ORA VERGOGNOSA REFERENDUM: cara Lorenzin, è vergognoso illudere i malati per fare campagna per il Sì

La ministra della Sanità Beatrice Lorenzin è impegnata in un tour attraverso tutta la penisola in sostegno del “Sì” e questo ovviamente è un suo pieno diritto. Il problema è che passa da un ospedale all’altro, da un’Asl all’altra e, davanti a medici e dirigenti in genere tanto ossequienti quanto sbalorditi, snocciola il suo rosario. Se passa il “Sì”: i malati oncologici potranno accedere facilmente alle terapie; i cittadini con il diabete avranno velocemente a disposizione tutte le cure;  si ridurranno, se non addirittura scompariranno, le liste di attesa ecc. ecc. ecc.
Siamo abituati da tempo alle promesse elettorali dei politici, Berlusconi prima e Renzi dopo hanno fatto ampio uso di tale vergognoso strumento tipico della politica italiana, sta quindi nella normale patologia del nostro Paese che i ministri seguano anche in questo le linee guida del presidente del Consiglio di turno, tanto “passata la festa (le elezioni o il referendum) gabbato lo santo”. Ma a tutto dovrebbe esserci un limite, soprattutto quando in gioco c’è la salute di milioni di persone. Non si possono illudere costoro e le loro famiglie che con un “Sì” improvvisamente avranno un accesso immediato e totale a tutti farmaci e a tutte le terapie disponibili.
Non solo è falso – il referendum non ha nulla a che fare con la possibilità di curarsi bene e velocemente – ma è anche una profonda scorrettezza perché si illudono persone sofferenti, e quando inevitabilmente costoro sperimenteranno sulla loro pelle (in questo caso non metaforicamente) l’inganno, la delusione si accompagnerà a depressione e a disperazione. I medici che, come accade a me, incontrano quotidianamente negli ambulatori chi soffre di tumore, di diabete, di epatite C, chi non è più o non è mai stato autosufficiente, hanno il dovere morale e professionale di reagire alle affermazioni del ministro (come dovrebbero fare quei dirigenti sanitari che, anche loro malgrado, si trovano ad essere testimoni di tali affermazioni).
Fonte : IL FATTO QUOTIDIANO

sabato 19 novembre 2016

CLAMOROSO Ombra brogli sul referendum All'estero danno due schede! Guardate cosa è successo! Vergognatevi!

"Sul voto degli italiani all'estero c'è un altissimo rischio brogli: stanno succedendo cose troppo strane", avvisava solo ieri Matteo Salvini.
E oggi a confermare i sospetti che qualcosa non torna ci pensa anche Il Fatto Quotidiano che dà spazio alla denuncia di un italiano a Praga. "Due plichi identici, a mio nome, nella cassetta della posta", racconta Edoardo Livolsi, residente in Repubblica Ceca, che spiega a inizio settimana aveva ricevuto una busta contenente scheda e certificato elettorali e busta preaffrancata per rispedire il tutto all'ambasciata italiana. L'uomo ha così messo la sua croce e poi ha inviato tutto. Salvo ritrovarsi un nuovo plico nella cassetta delle lettere due giorni dopo: nuovo certificato, nuova scheda e - di fatto - possibilità di votare di nuovo senza che nessuno si accorga dell'errore.
"Come è possibile? Quanti altri ce ne sono?", si chiede ora Livolsi, spiegando di non avere ominimi registrati all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. E intanto - come sosteneva lo stesso Salvini ieri - in molti non hanno ancora ricevuto nulla.
FONTE: http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/19/ombra-brogli-sul-referendum-allestero-danno-due-schede/1333786/

venerdì 18 novembre 2016

ULTIM'ORA BOMBA LA RAGGI UMILIA E SBUGIARDA RENZI DAVANTI A TUTTI! GUARDATE E DIFFONDETE COSA È SUCCESSO!

Roma ha adottato lo schema di Bilancio per il prossimo triennio, rispettando i termini di legge come non accadeva da anni. In questo modo possiamo programmare le spese per i cittadini senza dover ricorrere con costanza ad affidamenti diretti, una prassi finita nel ciclone di Mafia Capitale.
Il premier ci chiama ancora in causa, invece di pensare a lavorare. Piuttosto si concentri sulla manovra finanziaria e si attenga alle regole: non ha rispettato i termini di presentazione che lui stesso si era dato quest'estate.
Il tutto per predisporre una legge di bilancio con saldi incerti, piena di bonus e mancette pre-elettorali che non risolvono i problemi degli italiani. Anzi, come al solito, anche quest'anno intende tagliare risorse destinate ai Comuni mettendo in difficoltà i cittadini.
Soltanto per il 2017 i trasferimenti da Stato e Regione previsti per la Capitale si riducono di circa 40 milioni di euro. I romani lo sappiano. E senza tener conto che, a quanto pare, il premier non intende impegnarsi per il Patto per Roma come invece ha già fatto per la "sue" Firenze e Milano.
Apprendo, infine, che Renzi ora si scopre anche esperto di elettrodomestici: come un vecchio politico di professione, per fare polemiche continua a tirare in ballo i frigoriferi. Bene, allora si concentri su quelli vuoti degli italiani.
Fonte: Beppegrillo.It

ULTIM'ORA ECCO IL SINDACO CHE AGGREDISCE E MINACCIA IL NOSTRO CONSIGLIERE. MASSIMA CONDIVISIONE! GUARDA IL VIDEO


di MoVimento 5 Stelle Monselice
L’intera comunità di Monselice sta vivendo una mobilitazione sociale senza precedenti, a difesa del proprio futuro e della propria salute, contro un cementificio che è stato autorizzato a bruciare 52.000 tonnellate/anno (ca. 2000 camion) di CSS (rifiuti), in sostituzione parziale di combustibili fossili, che causerà un forte incremento di produzione ed emissione di metalli pesanti tossici per l’ambiente e dannosi per le persone. Da due mesi il nostro portavoce in consiglio, gli attivisti, consiglieri regionali e parlamentari, assieme a migliaia di cittadini si stanno opponendo a questo nuovo scempio di un bellissimo territorio come quello dei Colli Euganei.
Nell’ultimo consiglio comunale, con il fiato sul collo di circa 300 persone che chiedevano al sindaco un impegno concreto per il ritiro delle autorizzazioni, il consigliere 5 stelle Andrea Bernardini si è avvicinato al sig. Lunghi (“sindaco”) per proporre una mozione che in autotutela ritirasse l’autorizzazione a fronte di gravi inesattezze nei documenti rilasciati rilevate dal comitato. La reazione si vede bene nel video e nelle foto: il sindaco aggredisce Bernardini, lo afferra e gli rivolge pesanti minacc
e personali, rivolte a lui e alla sua famiglia. Un gesto violento e intollerabile che ben dimostra la forza e l’incisività dell’attività fatta finora dal giovane portavoce e dal gruppo M5S Monselice in seno al consiglio.
Vogliamo assicurare ai cittadini che la nostra battaglia continuerà più forte di prima, e al sindaco che le sue intimidazioni fuori dal tempo e proprie di altre culture non ci faranno cedere di un millimetro e non faranno che incentivare l’azione all’interno delle istituzioni di Andrea e di tutto il gruppo M5s di Monselice in nome dell’onestà e del bene comune.

+++ GRILLO VS RENZI +++ BEPPE GRILLO SPUTTANA RENZI IN DIRETTA TV!


+++ GRILLO VS RENZI +++
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giovedì 17 novembre 2016

RENZI CACCIATO FUORI DA UN GRUPPO DI OPERAI ALL’INGRESSO DEL CANTIERE..

PALERMO – Un gruppo di operai Fincantieri e studenti si è radunato davanti all’ingresso del Cantiere navale di Palermo, dove era atteso il premier Matteo Renzi. I manifestanti intendono partecipare al sit in indetto dalla Fiom per protestare contro le politiche industriali del governo e dire no alla riforma costituzionale. La protesta ha fatto saltare la visita del premier, che in questo momento sta incontrando i rappresentanti del mondo agricolo al teatro Politeama. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti di Fincantieri, Renzi si sposterà direttamente a Cinisi per chiudere la due giorni siciliana con un incontro con le categorie produttive.
“Questo governo non è intervenuto sulla crisi dello stabilimento Fincantieri di Palermo – dice il segretario provinciale della Fiom di Palermo Angela Biondi – nonostante il governo sia l’azionista di maggioranza del gruppo leader della cantieristica navale”. Intanto, parte di via dei Cantieri è off limits alle auto; il traffico è stato deviato nelle strade limitrofe, mentre l’area antistante l’entrata del cantiere è transennata dalla forze dell’ordine.
PALERMO – Un gruppo di operai Fincantieri e studenti si è radunato davanti all’ingresso del Cantiere navale di Palermo, dove era atteso il premier Matteo Renzi. I manifestanti intendono partecipare al sit in indetto dalla Fiom per protestare contro le politiche industriali del governo e dire no alla riforma costituzionale. La protesta ha fatto saltare la visita del premier, che in questo momento sta incontrando i rappresentanti del mondo agricolo al teatro Politeama. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti di Fincantieri, Renzi si sposterà direttamente a Cinisi per chiudere la due giorni siciliana con un incontro con le categorie produttive.
“Questo governo non è intervenuto sulla crisi dello stabilimento Fincantieri di Palermo – dice il segretario provinciale della Fiom di Palermo Angela Biondi – nonostante il governo sia l’azionista di maggioranza del gruppo leader della cantieristica navale”. Intanto, parte di via dei Cantieri è off limits alle auto; il traffico è stato deviato nelle strade limitrofe, mentre l’area antistante l’entrata del cantiere è transennata dalla forze dell’ordine.
Proteste, fischi, striscioni, agenti in tenuta antisommossa e clima infuocato. Giornata difficile per Matteo Renzi in Sicilia. Il premier, nel suo tour sull’isola per il Sì al referendum, aveva in programma a Palermo una visita al Cantiere navale per incontrare i vertici dell’azienda. Visita che però è stata annullata per questioni di tempo.
Davanti ai cancelli dei cantieri navali di Palermo, blindati dalla polizia in assetto antisommossa i manifestanti, molti tra attivisti dei centri sociali e lavoratori dell’indotto in cassa integrazione, non hanno risparmiato accuse al premier e intonato in coro “mandiamolo a casa, basta finanziare le banche. Basta con questo esecutivo che spolpa i lavoratori”. Chiaro il dissenso anche sul prossimo referendum del 4 dicembre: “Mantieni la promessa, al referendum votiamo No e devi andare a casa”. Lo aspettavano per poter sfogare la loro rabbia ma il premier non andrà.
Anche striscioni e scritte sui muri con messaggi quali “Cacciamo Renzi” e “Il 4 dicembre vota no per cacciare Renzi” sono comparsi stamane in diversi quartieri di Palermo, in coincidenza con la visita del presidente del consiglio
L’iniziativa è stata promossa da alcuni gruppi studenteschi che si sono schierati per il No al referendum. Molte di queste scritte sono state cancellate con pennelli e vernici dagli operai del Coime, una società partecipata del Comune che gestisce i servizi di manutenzione. In particolare sui muri davanti all’ingresso del Cantiere Navale, dove il premier avrebbe dovuto recarsi in visita.
“Io sono sindaco di Palermo e sono venuto qui perche’ so che il premier viene qui per parlare del piano di investimenti per i cantieri e mi presento”. Cosi’ Leoluca Orlando si è rivolto ai lavoratori dei Cantieri navali che manifestano, davanti ai cancelli dello stabilimento, lamentando “l’abbandono” da parte di Fincantieri e la mancanza di commesse. Il primo cittadino ha provato a mantenere la calma. Alla notizia che il premier potrebbe non recarsi dai lavoratori Orlando ha commentato “Se non viene e’ la conferma che non vuole occuparsi dei Cantieri navali”.
Eppure stamani da Caltanissetta Matteo Renzi aveva dato seguito a un annuncio delle scorse settimane, confermando che “le aziende che scelgono di assumere a Sud avranno la decontribuzione totale come il primo anno del Jobs act. È una misura importante. Chi lo fa a Milano no, chi lo fa a Verona no, anche perché in quelle aree siamo tornati al livello del 2008 – aveva spiegato Renzi – ma chi vuole investire su Caltanissetta o altri Comuni del Sud, ha la possibilità di avere questa decontribuzione”. Aveva inoltre detto che il Governo punta forte sul Mezzogiorno, perché “se riusciremo a fare ripartire il Sud, saremo nelle condizioni di diventare la locomotiva d’Europa. Per fare questo abbiamo bisogno di una grande cooperazione istituzionale anche con il territorio siciliano e lavorare con le aziende. Bisogna lavorare insieme”.
FONTE: LIVESICILIA

VERGOGNOSO RENZI BLEFFA TUTTI! IL GOVERNO NON SA PIÙ COSA INVENTARE! DIFFONDIAMO!

Sul bilancio Ue prosegue lo scontro tra Italia e Bruxelles. Il governo ha posto il veto ma di fatto a quanto pare quella di palazzo Chigi è un mossa bluf. Di fatto l'Italia si è astenuta. La scelta è stata espressa nonostante la proposta della presidenza Ue e accettata dal Parlamento europeo abbia recepito alcune richieste italiane, indicano le stesse fonti, "ciò non è stato ritenuto sufficiente per votare in favore". Il bilancio comunque non salterà come invece aveva affermato Renzi. Maggior supporto per i giovani disoccupati e ulteriori fondi per incrementare le iniziative di sostegno alle Pmi, i progetti di infrastrutture di trasporto, la ricerca e l'Erasmus per mobilità degli studenti, sono i contenuti chiave dell'accordo provvisorio sul bilancio Ue 2017 raggiunto stanotte in Consiglio. Dopo l'approvazione formale del documento da parte di deputati e Consiglio, il bilancio sarà comunque votato in seduta plenaria nel mese di dicembre. L'impegno totale dell'Unione ammonta a 157.880 miliardi di euro, con 134.490 miliardi stanziati per pagamenti.
Ma il veto italiano di fatto non avrà nessuna conseguenza. Già nei giorni scorsi il capogurppo di Forza Italia, Renato Brunetta aveva "smontato" la minaccia di Renzi: "Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il suo fido sottosegretario, Sandro Gozi, continuano a parlare, mettendo a nudo la loro ignoranza, di veto dell'Italia sul bilancio europeo. Minaccia bluff che non esiste e che non ha alcuna base giuridica nei Trattati Ue o in altre norme dell'ordinamento comunitario. Il solito imbroglio al quale il governo del Fiorentino ci ha abituato in questi 32 mesi". "L'unanimità, ricordiamo a noi stessi e non ci permettiamo di ricordare a Renzi che dovrebbe saperlo bene, quindi il conseguente potere di veto, si ha solo sul bilancio pluriennale, di cui però non si parlerà prima della scadenza di quello attualmente in vigore, vale a dire nel 2020". Insomma l'ennesima mossa bluff di un governo affetto da annuncite.
FONTE: IL GIORNALE

mercoledì 16 novembre 2016

ALESSANDRO DI BATTISTA ASFALTA TUTTI NOI I BIGLIETTI DEL TRENO CE LO PAGHIAMO DA SOLI... GLI ALTRI NON SI TAGLIANO NEMMENO 1 CENTESIMO DI STIPENDIO.

lunedì 14 novembre 2016

10MILA EURO AL MESE IN NERO, PIU’ VIAGGI E CASA ARREDATA: ARRESTATA SINDACA. ECCO COME FACEVA A FARE BUSINESS SULLA PELLE E LA SALUTE DEI CITTADINI

Maddaloni, arrestato il sindaco Rosa De Lucia. Intascava tangenti per il servizio rifiuti. Soldi anche per viaggi e arredare casa
Il sindaco Rosa De Lucia aveva un bancomat personale, fatto di carne e ossa. Nessuna tessera da inserire ma tanti soldi da ritirare: almeno 10mila euro al mese, più denaro per viaggi come quello ad Antibes e perfino contante per arredare casa. I soldi le venivano forniti dall’imprenditore Alberto di Nardi, l’uomo a cui la prima cittadina di Forza Italia garantiva il servizio di raccolta dei rifiuti.
Emerge anche questo dall’inchiesta della procura di Santa Maria Capia Vetere sul Comune di Maddaloni, in provincia di Caserta, dove sono state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare (due in carcere e tre ai domiciliari). L’accusa è quella di tangenti intascate per affidare, ciclicamente, il servizio di raccolta rifiuti sempre alla stessa ditta.
Nel Comune alle porte di Caserta i carabinieri hanno arrestato anche l’assessore Cecilia D’Anna, il consigliere comunale Giuseppina Pascarella e appunto l’imprenditore. Sono tutti ritenuti responsabili a vario titolo di corruzione, tentata induzione indebita a dare e promettere qualcosa e peculato in concorso.
Al centro dell’inchiesta la figura della 36 enne Rosa De Lucia. Per la procura avveniva “una corruzione sistemica – ha spiegato il procuratore aggiunto Carlo Fucci – che ricorda la tangentopoli casertana del 1992. Di Nardi – scrive il Gip Sergio Enea – era un bancomat per la De Lucia”. Grazie ai soldi di Di Nardi il sindaco si era permesso un viaggio ad Antibes con l’amica assessore Cecilia D’Anna (anche lei arrestata), aveva arredato completamente casa e fatto tante altre spese.
Dopo la denuncia di una ditta concorrente sono però iniziati i pedinamenti e Di Nardi è stato fermato a un finto posto di blocco con in tasca 5000 euro. “Sono per le bollette” avrebbe detto, soldi che invece erano destinati al sindaco. In altre occasioni Di Nardi avrebbe anche sponsorizzato progetti della giunta e pagato circa 500 euro per iniziative contro il femminicidio.
L’azienda dell’imprenditore risulta, con 300 dipendenti sparsi in vari comuni, come una fra le maggiori del casertano. La Dhi (Di Nardi Holding) si occupa di servizi ecologici e gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Maddaloni, e nei comuni di Santa Maria Capua Vetere, San Nicola la Strada, Bellona, Pontelatone, Roccaromana, Teverola, Cesa e Vitulazio. Nata solo 5 anni fa, in pochi anni ha fatto incetta di appalti riuscendo ad ottenere continue proroghe e rinnovi contrattuali. La stessa De Lucia aveva ricevuto richiami formale dalla prefettura di Caserta che la invitava a lanciare una gara d’appalto per affidare il servizio di raccolta dei rifiuti ma questo non avveniva. Di Nardi infatti secondo la procura “pagava” per poter mantenere il servizio. Arrestato, ora all’imprenditore i carabinieri hanno sequestrato preventivamente un milione di euro

BUFERA SU CROZZA! LO SFOTTO’ CHE HA FATTO INFURIARE TUTTO IL PD: ECCO L'INTERVENTO SOTTO ACCUSA

"Onoriamo Santa Boschi da Arezzo". Dal cilindro della fantasia stavolta Maurizio Crozza tira fuori una beata Maria Elena trasportata in processione dalla folla. Dal corteo si alzano le preghiere per il ministro-Madonna, osannata per "il miracolo delle riforme". "Viva Santa Boschi che il Senato eliminò", cantano i fedeli in coro nell'esilarante gag messa in scena su La7 durante lo show Crozza nel Paese delle meraviglie.
Così il comico genovese rilegge l'approvazione in via definitiva della riforma costituzionale intestata proprio al ministro toscano. Davanti al corteggio c'è il celebrante con tanto di incenso: Crozza-Renzi elogia la Santa, "carmelitana" ma non scalza, "visto l'amore per le décolleté di Jimmy Choo". "Ha abolito il Senato, ha cancellato il bicameralismo perfetto, ha modificato la legge elettorale - elenca ancora il prete premier - ma soprattutto ha portato il lucida labbra trasparente in Consiglio dei Ministri". "Santa Boschi mia speranza, manda via la minoranza", recita ancora il coro. E di fronte agli scetticismo degli infedeli, Crozza-Renzi invita ad ascoltare la testimonianza di un miracolo. "Riccarda mise i soldi in una banca toscana. Il giorno dopo erano tutti spariti. Ora dorme sotto Ponte Vecchio, un posto bellissimo".

+++ULTIM'ORA BOMBA+++Latina, 15 arresti in Comune: c’è anche l’ex sindaco di Fratelli d’Italia

Maxi operazione dei carabinieri del comando provinciale di Latina che in mattinata hanno eseguito quindici ordinanze di custodia cautelare. Coinvolti politici locali, funzionari, dirigenti del comune e imprenditori. Tra loro, come
FONTE : FATTO QUOTIDIANO
scrive il Messaggero, l’ex sindaco di Fratelli d’Italia Giovanni Di Giorgi, l’ex assessore Giuseppe Di Rubbo (Forza Italia), l’ex consigliere provinciale di An Silvano Spagnoli (gestore delle piscine comunali), il dirigente Ventura Monti. L’ex consigliere comunale di Fi Vincenzo Malvaso è invece finito in carcere a Velletri.

domenica 13 novembre 2016

+++ ULTIM'ORA VERGOGNOSA +++ Paghiamo 950 euro di tasse in più rispetto alla media Ue

In Italia si pagano quasi 946 euro di tasse in più all'anno per persona rispetto alla media europea. Lo afferma una ricerca della Cgia di Mestre che ha comparato la pressione fiscale registrata nel 2015 nei principali Paesi europei e quindi ha misurato il differenziale di tassazione esistente tra gli italiani e i contribuenti dei più importanti Stati dell'Unione. Dal confronto emerge che la pressione fiscale più elevata si registra in Francia. A Parigi, il peso complessivo di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali è pari al 48% del Pil. Seguono il Belgio con il 46,8%, l'Austria con il 44,3%, la Svezia con il 44% e, al quinto posto, l'Italia. L'anno scorso la pressione fiscale nel nostro Paese si è attestata al 43,4% del Pil. La media dei 28 Paesi che compongono l'Ue, invece, si è stabilizzata al 39,9%; 3,5 punti in meno dell'Italia.
Nella comparazione della Cgia sono compresi anche i maggiori o minori versamenti che ogni cittadino «sconta» rispetto a quanto succede altrove. Se la tassazione in Italia fosse in linea con la media europea nel 2015 ogni italiano avrebbe risparmiato 946 euro, dice lo studio. Effettuando il confronto con la Germania, invece, si evince come i tedeschi paghino al fisco mediamente 973 euro all'anno meno degli italiani, gli olandesi -1.513 euro, i portoghesi -1.756 euro, gli spagnoli -2.296 euro, i britannici -2.350 euro e gli irlandesi -5.133 euro. Entro la fine dell'anno prossimo il governo dovrà trovare altri 19,5 miliardi per scongiurare l'aumento dell'Iva e delle accise sui carburanti.
FONTE: IL GIORNALE

sabato 12 novembre 2016

CLAMOROSO VIOLANTE FA LEZIONE (PER IL SI) OBBLIGO DI PRESENZASuccede all'università dell'Insubria, dove l'ex presidente della Camera salirà in cattedra. E i dottorandi sono costretti ad ascoltare LEGGI...

Luciano Violante parla di Costituzione e per i dottorandi scatta l’obbligo di partecipazione. Accade all’Università dell’Insubria, dove il deputato del Pd terrà una lectio su “Carta costituzionale tra rinnovamento e conservazione”. Quali siano le posizioni dell’ex presidente della Camera, tra i più attivi sostenitori del Sì, sulla necessità o meno di riformare la Costituzione è noto a tutti. E a poco più di due settimane dal referendum del 4 dicembre, avrà la possibilità di esporle in un’università statale, quella dell’Insubria, che ha sedi a Varese e Como. Di fatto, senza contraddittorio.
Perché in cattedra nell’Aula magna del Dipartimento di Diritto, Economie e Culture, giovedì 17, saliranno per i saluti la direttrice dello dipartimento stesso Barbara Pozzo e il prorettore vicario Giuseppe Colangelo. Mentre l’introduzione è stata affidata al professor Maurizio Cafagno, docente dell’ateneo e presidente dell’associazione Aequa che si occupa di ricerca in partnership con l’associazione Italiadecide, presieduta dallo stesso Violante. Non solo, perché Cafagno è anche tra gli oltre 300 docenti e scienziati che a giugno hanno firmato l’appello per un “pacato Sì”. Uno schieramento netto, come quello di Violante, che non troverà in un’aula di un ateneo pubblico un bilanciamento durante la lectio. Per la quale i dottorandi sono stati precettati.
FONTE :  FATTO QUOTIDIANO

+++ ULTIM'ORA BOMBA +++ BEPPE GRILLO SFIDA RENZI: NON È AFFIDABILE L'ITALIA STA CROLLANDO!

M5s, Grillo: "Il direttorio non esiste più". E sfida Renzi: "Pronto a sostenerlo se si scontra veramente con l'Ue".
Beppe Grillo
Per la prima volta, in un'intervista a Euronews rilasciata nei giorni scorsi a Bruxelles il leader dei pentastellati ammette: "Decidono il programma e la Rete". Sul presidente del Consiglio: "Per me è inaffidabile ma condivido contenuti su abolizione del fiscal compact e flessibilità della legge di bilancio su terremoto e immigrati"
11 Novembre 2016
1' di lettura
ROMA - "Nel Movimento decide il Movimento. Non c'è più il direttorio", nel M5s "decide il programma, quando le cose da decidere non sono nel programma si decide in Rete. È semplice, è la cosa più semplice del mondo". Per la prima volta, in un'intervista a Euronews rilasciata nei giorni scorsi a Bruxelles e che andrà in onda lunedì sera, Beppe Grillo ammette pubblicamente che il direttorio composto da Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carlo Sibilia, Carla Ruocco e Alessandro Di Battista non esiste più.
"Semplice, è la cosa più semplice del mondo quello che vogliamo fare" continua Grillo. "È dare delle opportunità e dei mezzi a un cittadino di dire una cosa, un referendum propositivo, un bilancio partecipato, mettere in costituzione che le leggi popolari che si devono discutere in parlamento. Noi ad esempio - aggiunge Grillo - quando siamo nati abbiamo raccolto 350mila firme in un giorno per mandare via i condannati dal parlamento. Io ho questo compito, di dire tu sei condannato per qualcosa, ti sospendo finché sei innocente sennò te ne vai. Se menti nel tuo programma, noi abbiamo un codice etico. Se tu vai fuori dal codice etico ti mando via".
E lancia una sfida a Renzi: non si fida di lui ma è pronto a sostenerlo se si scontrerà veramente con l'Ue.
A suo giudizio il presidente del Consiglio "è stato costretto" a battere i pugni sul tavolo con Bruxelles. "Quando capisci che è una copia, rafforzi l'originale. Io sostengo una persona leale e sincera che mi dice che vuole togliere il fiscal compact. Sostengo una persona sincera che mi dice che vuole condividere il debito dell'Europa", ha detto Grillo, rispondendo alla domanda sul suo possibile sostegno a Renzi in questa battaglia.
Quanto alla flessibilità della legge di bilancio sul terremoto e sugli immigrati, afferma: "Su questo siamo assolutamente sullo stesso piano. Io non ho preconcetti sui progetti o sulle idee. Io ho preconcetti sulla persona. La persona è per conto mio assolutamente inaffidabile, ma non i contenuti. Se i contenuti sono veri non mi interessa chi li ha proposti: io li condivido".
E sulla sindaca di Roma spiega che Virginia Raggi "decide da sola, magari qualche consiglio lo chiede, ma raramente. È una ragazza che ha avuto qualche difficoltà a fare una squadra. Adesso ha una squadra che funziona e vedrà le soddisfazioni che ci darà".
FONTE http://www.repubblica.it/politica/2016/11/11/news/grillo_direttorio_m5s-151827981/