mercoledì 31 agosto 2016

VERGOGNA PD: DONATE PER IL SISMA, MA I SOLDI VANNO SUI CONTI DEL PD! GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE QUESTA ENNESIMA PORCATA!

Genitori, donate per il sisma". E la preside mette l'iban Pd
La dirigente dell'isituto comprensivo 20 di Bologna invita a fare donazioni per il sisma. Ma in cima mette il conto corrente del Pd
Claudio Cartaldo
"Gentilissimi, vi scrivo perché addolorata per le vittime colpite dalla tragedia del sisma nel Centro Italia". Inizia così la lettera inviata dal dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo n°20 di Bologna, Daniela Turci.
Una missiva del tutto condivisibile, con l'obiettivo di invitare i genitori degli studenti a donare in massa fondi in favore delle persone sfollate a causa del tremendo sisma. Tutto normale. Peccato che in cima alla lista degli "Enti e Istituzioni che hanno che hanno attivato le raccolte fondi per sostenere le vittime del terrorismo" ci sia l'iban del Partito Democratico.
Si da il caso infatti che, come scrive il Carlino, la preside Turci sia non solo un ex consigliera comunale del Pd, ma attualmente rivesta la cariche importanti nella direzione provinciale e regionale.
La raccolta fondi del Pd per il sisma
Per carità. Il Pd ha attivato un fondo di raccolta fondi da destinare ad Amatrice, Accumuli e via dicendo. Ma in molti hanno storto il naso quando hanno visto il codice del conto corrente del Partito Democratico sovrastare dell'Anci, della Caritas Ambrosiana e pure della Croce Rossa.
A pubblicare la lettera sulla sua pagina Facebook è stato uno dei genitori della scuola, Gianluca Gabrielli, secondo cui una "istituzione pubblica non deve sponsorizzare la raccolta fondi di un partito".
Lei si è difesa come ha potuto. "È stato un errore della mia segreteria - ha fatto sapere la Turci al Carlono - ho affidato loro un elenco chiedendo di ripulirlo". Peccato che così non sia stato, facendo finire nella bufera la "preside dem".
Il consigliere regionale di Forza Italia, Galeazzo Bignami, ha commentato così la vicenda: "Ma a voi pare normale? A me non pare cosi normale. Anzi. Lei dice che è stato un errore della sua segreteria. E a che titolo una segreteria scolastica ha nei propri elenchi l’IBAN del PD?".
Il sindaco leghista e quel sms per il sisma
Intanto anche in Toscana la politica ha infiammato le polemiche intorno alle collette per i terremotati.
Il sindaco di Cascina, Susanna Ceccardi (Lega Nord) ha pubblicato sulla sua pagina Facebook personale un numero di telefono cui inviare un sms e donare due euro agli sfollati. Peccato che "quel numero - scrive altratoscana.info - non è direttamente collegato alla raccolta di fondi per i terremotati, è invece il numero utile per sottoscrivere offerte alla Lega Nord, di recente istituito per le Lega e gli altri partiti per consentire ai privati di finanziare la politica in modo diretto è semplice".
Uno scivolone, forse. Anche se l'annuncio è stato fatto non in una nota ufficiale ma nella pagina personale del sindaco.

ULTIM'ORA CLAMOROSA Mentana spietato, sente la frase di Renzi, Enrico non resiste: umilia il premier in diretta tv

Se c'è una cosa che proprio non manca ad Enrico Mentana è la battuta pronta. Lo sanno bene i suoi commentatori più autolesionisti che provano ad attaccarlo sulla sua pagina Facebook, ricevendo solo sberleffi e sfottò. Ma non è solo contro i webeti che si concentra il direttore del TgLa7. Anche in onda nelle dirette riesce a dare il meglio di sé, come nell'edizione delle 20 questa sera. Durante un servizio del vertice tra Matteo Renzi e Angela Merkel a Maranello, si è sentito il premier raccontare: "Ho detto ad Angela che se il Jobs Act lo avessimo fatto 10 anni fa, avrebbe avuto senz'altro un altro effetto". Al ritono in studio, Mentana non se l'è fatta scappare e di tutta risposta ha sentenziato: "E se mia nonna avesse le ruote...".

Fonte:  http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11956733/enrico-mentana-la-frase-su-jobs-act-umilia-premier.html

ULTIM'ORA GRANDISSIMA VIRGINIA RAGGI Olimpiadi, M5S apre: "Solo se aiutano Roma". Ma il direttorio è diviso

«Expo Milano 2015 è stato una devastazione perché abbiamo urbanizzato a vuoto 120 ettari di territorio e non sappiamo che farne. Se quelle sono le Olimpiadi dico di no». Paolo Berdini, assessore all'Urbanistica della giunta Raggi, ospite in tv, va giù piatto sullo spinoso dossier della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, quando ormai mancano pochi giorni all'incontro fra la sindaca 5stelle e il presidente del Coni Malagò. Poi, pragmatico aggiunge: «Se le Olimpiadi servono per fare le quattro linee che inventeremo con Linda Meleo (assessore capitolino ai Trasporti) o la messa in sicurezza degli impianti sportivi che stanno andando a pezzi a Roma dico di sì». Indicazioni per una trattativa col Comitato Olimpico che si preannuncia tutta in salita? Si vedrà.

Intanto le parole dell'urbanista arcinemico dei «palazzinari» romani arrivano subito dopo l'ultimo intervento della stessa Raggi che, ospite della festa del Fatto domenica scorsa, ha infiammato la platea ribadendo la linea del Movimento che tanti consensi aveva portato in campagna elettorale («Nel debito-monstre di Roma di 13 miliardi, un miliardo è ancora l'indennità di esproprio per le Olimpiadi del 60. L'anno scorso gli italiani hanno finito di pagare la rata del mutuo di Italia 90. Fatevi due conti...»), guardandosi però ancora una volta dal chiudere il capitolo con un bel no secco. Linea attendista dunque, dettata sì dal rispetto della tregua ferragostana siglata prima di Rio tra Campidoglio e Coni, ma soprattutto dalla consapevolezza che altri pezzi della giunta capitolina sono in realtà favorevoli alle Olimpiadi. Non solo: sulla questione all'interno dello stesso Direttorio M5S non regnerebbe più la compattezza di un tempo, con Alessandro Di Battista, titolare del complicato «dossier Olimpiadi 2024» che rimane nettamente contrario alla candidatura di Roma, mentre sarebbe diventato assai più possibilista il vicepresidente della Camera Luigi di Maio.

E a complicare la partita all'interno del M5S, da sempre maniacalmente attento alle ricadute mediatiche delle proprie scelte, ora arriva anche l'ultimo sondaggio del Censis secondo cui il 50,2% dei romani si è dichiarato favorevole alla candidatura della Capitale, staccando nettamente i blocco dei contrari, fermi 36,2%. Una maggioranza «trasversale» secondo l'istituto di ricerca, in cui i più favorevoli risultano essere coloro che vanno in cerca di prima occupazione (65,2%) e gli anziani (58,9%), accomunati dalla convinzione che l'evento porterebbe lustro, investimenti, occupazione e opportunità per la città e chi ci vive.

Ossigeno per la linea attendista del duo Raggi-Frongia (il vicesindaco con delega allo Sport), sempre più accerchiato dalla base che pretende coerenza assoluta con il programma elettorale. Ma al di là dei sondaggi, i numeri che contano in questo momento sono altri.

Per la candidatura di Roma sul piatto ci sono un miliardo e 700 milioni del Cio, un'opportunità anche per il trasporto pubblico della Capitale. Ed è facile immaginare che l'assessore Berdini avesse in testa questi numeri quando ha parlato di nuove linee urbane come «prezzo» per promuovere Roma. Poi c'è il bando per le periferie da 40 milioni firmato da Renzi, perno di un dialogo «costruttivo» che Virginia Raggi sta cercando di aprire col governo su questioni tutt'altro che marginali come la dilazione del debito della Capitale e la soluzione dell'emergenza rifiuti che affligge la città eterna. Se alla fine la Raggi sfilasse Roma dalla candidatura olimpica, il timore più grande è che l'inquilino di Palazzo Chigi potrebbe diventare «sordo».

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/08/31/olimpiadi-m5s-apre-solo-se-aiutano-roma-ma-il-direttorio-e-diviso/1300902/

martedì 30 agosto 2016

ULTIM'ORA CLAMOROSA DI MAIO SENZA FRENI ASCOLTATE COSA DICE SU IL REDDITO DI CITTADINANZA E SU I GEOLOGI

Nel 2015 il vicepresidente della Camera pontificava la chiusura di "enti inutili" che servono solo a dare lavoro ai geologi per finanziare il reddito di cittadinanza

Clarissa Gigante
"Il geologo sta facendo una cosa inutile". Parole che stridono con le immagini che da giorni affollano le cronache di tutti i giornali e che sono state pronunciate nientedimeno che dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio meno di un anno fa, il 15 ottobre 2015, durante una puntata di diMartedì.

Il tema era il reddito di cittadinanza - da tempo cavallo di battaglia del M5S - per finanziare il quale Di Maio proponeva l'abolizione di enti inutili "che danno lavoro, ma in realtà quello non è un vero e proprio posto di lavoro perché sta facendo una cosa inutile". Il riferimento era in particolare a quegli enti che danno lavoro ai geologi, appunto, come Ingv e Cnr. "Allora, se una persona non lavora più in un ente inutile perché l’abbiamo abolito, col reddito di cittadinanza lo formiamo e lo reinseriamo in un altro ambito lavorativo", proponeva allora Di Maio, "Mentre lo formiamo lui ci deve dare (la persona, il cittadino) otto ore settimanali di lavori pubblici e gli diamo 780 euro al mese. In Italia abbiamo bisogno di 766 mila infermieri da qui al 2020, migliaia di meccanici…"

"Ma non può prendere uno da un ente di ricerca sulla geografia mondiale e metterlo nel posto in cui dice lei", aveva fatto notare Floris. Ma per il membro del direttorio a Cinque Stelle non c'erano ragioni: "Beh, lo chieda ai tanti italiani che sono stati licenziati dopo trent’anni e cercano un posto di lavoro. Io non posso tenere in piedi un ente inutile perché quello vuole fare il geologo però non ci serve! Eh, mi dispiace questo".

Parole quelle di Di Maio che già allora avevano sollevato un polverone, costringendo il grillino a precisare che il lavoro dei geologi va valorizzato e che è necessario investire in sicurezza. Ma che alla luce del sisma del 24 agosto sembrano quantomeno azzardate.

Fonte :
http://m.ilgiornale.it/news/2016/08/30/quando-di-maio-diceva-che-i-geologi-sono-inutili/1300824/

lunedì 29 agosto 2016

ULTIM'ORA VIRGINIA RAGGI SCATENATA RIVELA A TUTTO IL PUBBLICO LE SPESE CHE PAGHIAMO...



"Nel nostro debito monster da 13 miliardi, 1 miliardo è ancora l'indennità di esproprio per le Olimpiadi del 60. L'anno scorso tutti gli italiani hanno finito di pagare la rata del mutuo di Italia 90. Fatevi due conti...". Lo afferma la sindaca di Roma Virginia Raggi alla Festa del Fatto Quotidiano, alimentando così ulteriormente le indiscrezioni secondo cui il Campidoglio dirà no alla candidatura di Roma per i Giochi olimpici del 2024.

Eppure Virginia Raggi prende ancora tempo sul responso definitivo. "Con Malagò sono rimasta che ci sentiamo dopo l'estate, è il 28 agosto, l'estate non è finita. Ci sentiremo" dice, rimandando ogni discorso "a dopo l'incontro con Malagò".

In merito alla possibilie che un No alle Olimpiadi possa influenzare il Governo sui fondi da stanziare per le periferie romane, Raggi dice che "ciascuna persona che ricopre un ruolo deve svolgere quel ruolo con l'imparzialità che merita. Premier e governo svolgeranno il loro esame sulle proposte con l'imparzialità che questo richiede" si dice convinta l'inquilina del Campidoglio. "Se rigetteranno, sarà motivato - ha aggiunto - Il resto lo lascio alle speculazioni. Saranno in grado di motivare progetti per quello che sono. Abbiamo bisogno di ricucire le periferie, il governo lo sa bene". Continua a leggere su "Huffingtonpost.it"

domenica 28 agosto 2016

ULTIM'ORA LUIGI DI MAIO MANDA UN MESSAGGIO PER I FUNERALI DELLE VITTIME...

di Luigi Di Maio

Ieri mattina sono stato ai funerali delle vittime del terremoto.
È davvero difficile immaginare che nel 2016, la terra che trema sbricioli ancora le case e uccida oltre 290 persone.
La grande dignità dei nostri concittadini, nonostante la terra abbia portato loro via tutto, mi resterà per sempre nel cuore.
Diverse persone mi hanno guardato dritto negli occhi e mi hanno affidato un messaggio: "Controllate! Controllate bene come spenderanno i soldi per la ricostruzione, non ci abbandonate, non ci lasciate soli!"
Sono grato a queste persone per la meravigliosa lezione di umanità e compostezza che mi hanno dato.
Tutti ricordavano l'incubo de L'Aquila, un cantiere fermo dal 2009 con inchieste su inchieste.
Questa volta non dovrà accadere. Controlleremo carta su carta. Euro su euro. Perchè il primo modo per onorare i nostri morti è proteggere i loro cari in vita da speculazioni, ruberie e corruttele.
Gliel'ho promesso!
Fonte: Beppe grillo. It

venerdì 26 agosto 2016

ULTIM'ORA Terremoto Centro Italia, Fedez: “Ricavi di “Vorrei ma non posto” dei prossimi 3 mesi devoluti ad Amatrice”

“Le notizie che arrivano in questi giorni da Amatrice, Arquata e Accumoli hanno lasciato tutto il Paese sgomento. Un numero incomprensibile di vite sono state spezzate per sempre in una notte che molti di noi hanno passato al riparo nelle nostre case”: inizia così il lungo post che Fedez ha pubblicato sulla sua pagina Facebook per annunciare che il 100% dei ricavi di “Vorrei ma non posto” (singolo di Fedez e J-Ax che ha superato 88 milioni di visualizzazioni su Youtube) e di “Andiamo a comandare” (singolo di Rovazzi e “tormentone” dell’estate) dei prossimi tre mesi saranno messi a disposizione per la ricostruzione della scuola elementare e dell’asilo di Amatrice. In questo modo il rapper e la sua etichetta, la Newtopia, appoggiano l’iniziativa promossa dal Fatto Quotidiano insieme al Comune di Amatrice. “Ho fatto questo video – continua Fedez – per chiedere una mano ad Apple e Google: su ogni singolo venduto trattengono il 30% dei ricavati e sarebbe fantastico se riuscissimo a dare alle persone coinvolte l’intera cifra. Ma sarebbe ancora più bello se tutti i nostri colleghi si unissero insieme a noi per aiutare i nostri connazionali a rialzarsi e a vivere la vita serena che tutti si meritano di vivere. Facciamo vedere di cosa sono capaci gli italiani quando lavorano insieme”.
Fonte: fatto quotidiano.it

CLAMOROSA ULTIM'ORA Schiaffo ai dipendenti pubblici: la pagella. Così adesso potranno essere licenziati

I  dipendenti pubblici avranno presto una pagella con la quale sarà valutato il loro lavoro ed eventualmente anche la tenuta del loro posto di lavoro. Avanza un po' a fatica la riforma della Pubblica amministrazione voluta dal governo di Matteo Renzi che porta un giro di vite sui soldi distribuiti a pioggia finora a funzionari pubblici e dirigenti. Con il decreto approvato in via preliminare i dirigenti resteranno in carica quattro anni, rinnovabili una sola volta per due anni, ma solo in caso di buoni voti.

La carriera del dipendente pubblico con almeno tre anni di servizio passerà per una selezione sulla quale vigileranno tre commissioni, una statale, una regionale e una locale. Per i super-capi, i 524 direttori generali della Pa, l'ingresso sarà più soft, godranno di una corsia preferenziale negli interpelli a quanti hanno maturato la prima fascia, cioè quelli con cinque anni di servizio. Quando l'incarico sarà scaduto però non ci saranno rinnovi automatici, ma tutti dovranno passare attraverso una nuova selezione.

Il sistema di valutazioni sui singoli dirigenti andrà così a creare un mercato interno nel quale poter scegliere quelli con i voti migliori. Chi non dovrà superare la sufficienza alla fine del ruolo svolto avrà un anno di tempo per trovare un nuovo incarico. Passato questo periodo perderanno il posto. In quel caso comunque il dirigente può sempre salvare il suo posto di lavoro, ma puntando a ruoli di fascia più bassa, anche nella stessa amministrazione nella quale ha fallito.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11953143/riforma-pubblica-amministrazione--come-funziona-la-pagella-per-i-dipendenti-pubblici.html

ULTIM'ORA DI MAIO DISTRUGGE RENZI +++ L'IPOCRISIA DI RENZI: ABBRACCIA I POMPIERI, MA TAGLIA LORO I FONDI +++

giovedì 25 agosto 2016

ECCO IL VIDEO CHE INCHIODA RENZI E LA MERKEL! GUARDATE VOI STESSI E DIFF...





di Luigi Di Maio



E ci credo che Angela Merkel sostenga il ‪#‎JobsAct‬: più Renzi distruggerà il mercato del lavoro italiano, più la Germania se ne avvantaggerà. Altro che rilanciare l'Europa, al massimo stanno rilanciando l'economia tedesca.

Ieri a Ventotene, Merkel, Hollande e Renzi hanno annunciato le tre parole dʼordine per rilanciare l'economia europea: giovani, cultura e digitale. Peccato che dopo l'annuncio la Cancelliera tedesca abbia tradito le sue "buone intenzioni" affermando che il Jobs Act è una buona decisione per un'Italia che abbia successo e dichiarando di appoggiare pienamente Matteo Renzi in queste misure. Quale Europa vorrebbero rilanciare con queste misure?

ULTIM'ORA Chiara Appendino strepitosa Terremoto, gli incassi dei musei di Torino alle vittime del sisma

di Chiara Appendino, sindaco M5S di Torino

In merito al terremoto che ha colpito il Centro Italia la scorsa notte, riporto qui un comunicato della Città, invitando tutta la cittadinanza a cogliere l'occasione questa domenica per far visita ai nostri musei.

"Il sistema culturale torinese e piemontese si mobilita in aiuto delle popolazioni colpite dal terremoto che nella scorsa notte ha sconvolto numerose comunità nell’Italia Centrale: dopo un rapido consulto fra gli assessori competenti della Città di Torino e della Regione Piemonte, è stato congiuntamente stabilito di devolvere alle vittime del sisma gli incassi realizzati dai rispettivi musei nella giornata di domenica 28 agosto.

Da parte regionale, l’assessore Antonella Parigi ha raccolto la piena adesione delle presidenti del Consorzio La Venaria e del Castello di Rivoli, che metteranno a disposizione le entrate derivanti dalle visite alla Reggia e al Museo d’Arte Contemporanea.

Analogamente, l’assessore cittadino Francesca Leon si è immediatamente accordata con la presidente della Fondazione Torino Musei, affinché tutti i musei civici - Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e del Borgo e Rocca Medievale - partecipino alla raccolta fondi, a cui hanno aderito anche il Mibact con i Musei Reali, insieme a Museo Nazionale del Cinema, Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo di Arte Contemporanea Castello di Rivoli, La Venaria Reale, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Museo Nazionale della Montagna, Museo Ettore Fico, Museo Civico Pietro Micca, Museo Diffuso della Resistenza, PAV, Palazzo Falletti di Barolo, Museo della Sindone, Museo Nazionale dell’Automobile, Juventus Museum e la Fondazione Merz.

Al contempo, un invito viene anche rivolto a tutti i cittadini, perché utilizzino l’ultima domenica di agosto per compiere un importante gesto di solidarietà attraverso la fruizione dei nostri beni culturali: proprio in un momento come questo, in cui anche il patrimonio artistico e architettonico del Paese è stato duramente colpito, è importante ribadire il ruolo della cultura mettendola a disposizione di chi sta subendo questa immane tragedia".
Fonte: Beppe grillo. It

ULTIM'ORA CLAMOROSA Il Pd ha barato sui conti: 3 miliardi di buco a Torino

Alle scorse amministrative i Cinque stelle hanno conquistato due grandi città italiane piene zeppe di problemi. Roma, col disastro della raccolta rifiuti e delle partecipate, e poi Torino, la città più indebitata d'Italia in rapporto alle entrate. La grillina Chiara Appendino, nuovo sindaco torinese, siede sopra una voragine, anche se il predecessore Piero Fassino vanta di aver ridotto l'esposizione del Comune da 3,3 miliardi di euro a 2,89 miliardi rispetto alla gestione precedente (sempre Pd, con Chiamparino), un «rosso» che resta comunque da record, al 300% rispetto alle entrate (fonte Openpolis), molto peggio dello Stato italiano già campione di debito pubblico. Anche perché la cifra ufficiale sbandierata dagli ex amministratori (2,8 miliardi) è frutto di una previsione di entrate per il 2016, e poi non tiene conto di altri debiti, quelli verso le società partecipate del Comune, che farebbero salire l'indebitamento totale a oltre 4 miliardi di euro come ha più volte denunciato il notaio Alberto Morano, già candidato sindaco per il centrodestra.

Il blog di Beppe Grillo, fiutando l'aria, aveva già messo le mani avanti prima del voto («In caso di vittoria del M5s a Torino non vorremmo ritrovarci a gestire i disastri causati da Chiamparino e Fassino»), la Appendino ci si è ritrovata per davvero e si è subito accorta che le entrate del 2016 erano state sovrastimate da Fassino. Non solo, nel conteggio non sono calcolati i crediti commerciali con le società del Comune, a partire da Iren Spa (si parla di 180 milioni di euro) e poi 38 milioni di euro con Gtt, la società del trasporto locale torinese di cui il Comune di Torino è azionista unico. Tutte cifre che non rientrano nel bilancio comunale, anche se poi chi ci (ri)mette i sodi è proprio il Comune.

La reale fisionomia della voragine dei conti di Torino è talmente oscura che la Appendino ha deciso di chiamare una società di revisione esterna, per periziare i conti del Comune di Torino e fare luce sui conti dell'amministrazione comunale, compresa la galassia delle partecipate. Una due diligence sullo stato finanziario del Comune, come quella che il commissario prefettizio Tronca aveva ordinato per Roma (e che fece emergere lo scandalo degli immobili comunali dati in affitto per pochi spiccioli). Ma come si è arrivati ad una passività monstre di quasi 3 miliardi di euro (o più)? L'esplosione del debito di Torino, città che dal '93 è amministrata dal centrosinistra (Ulivo, Ds, Pd), si verifica dopo il 2006, in piena stagione Chiamparino, attuale governatore del Piemonte. Tra le voci che fanno lievitare il deficit del Comune ci sono soprattutto le opere infrastrutturali connesse alle Olimpiadi invernali tenutesi appunto a Torino nel 2006. Una montagna, anche di debiti per Torino, decretato dalla Cgia di Mestre come «il Comune capoluogo più indebitato d'Italia». Il bilancio comunale, poi, è farcito di derivati, strumenti finanziari spesso usati dalle amministrazione pubbliche, ma rischiosi. «L'amministrazione comunale a Torino ha in essere circa 800 milioni di euro di derivati OTC scritti su questo debito e paga interessi passivi che vanno dai 16 ai 18 milioni di euro annui, sarebbe di grande interesse avere copia di questi contratti» scrive su Formiche.net l'economista Chiara Oldani. Il lavoro certo non mancherà per l'advisor della Appendino.
Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/08/25/il-pd-ha-barato-sui-conti-3-miliardi-di-buco-a-torino/1299116/

domenica 14 agosto 2016

+++ULTIM'ORA CLAMOROSA+++Crac Pd: "Non ci sono più soldi in cassa". E il dirigente resta senza stipendio

Da almeno due mesi il Partito democratico di Firenza non paga lo stipendio al suo segretario, il 47enne Fabio Incatasciato. La sorpresa sta già nel fatto che per fare il segretario Dem fosse previsto lo stipendio, un privilegio in realtà riservato ormai solo al renziano fiorentino, ultimo salariato tra i colleghi segretari del resto della Toscana, come riporta la Repubblica. Le casse del partito sono letteralmente vuote, chi si occupa della contabilità ha assicurato che ci sono al massimo i soldi necessari per pagare l'affitto e le bollette. Dal partito che ha lanciato Matteo Renzi a Palazzo Chigi fanno sapere che la colpa sarebbe dell'abolizione delle province, che ha fatto venire meno i contributi che arrivavano dagli assessori e consiglieri. Un'assenza che condanna il Pd fiorentino a trovare nuove forme di entrate o più semplicemente a tagliare i costi superflui. E tra questi rientrano i 1700 euro mensili che intascava Incatasciato per governare i militanti. Adesso sarà costretto a trovarsi un lavoro vero.
Fonte : liberoquotidiano.it

martedì 9 agosto 2016

+++CLAMOROSA NOTIZIA+++ LA RAGGI E IL M5S VINCONO LA SCOMMESSA ORA ROMA E UNO SPETTACOLO GUARDATE COSA HA FATTO...

Paola Muraro, Virginia Raggi, Salvatore Buzzi, le telefonate imbarazzanti e gli incarichi milionari e i rifiuti di Roma all'ombra di Manlio Cerroni. Che però stanno diminuendo a vista d'occhio. Si consuma in tre giorni la scommessa di governo del Movimento Cinque Stelle, catapultato dalla comodissima poltrona dell'opposizione alla sediolina più alta e scomoda della responsabilità di Roma.

Oggi il faccia a faccia tra il sindaco Raggi e la super assessore Paola Muraro, chiacchierata come consulente ma ormai leader di una giunta “leggera”. E che la Muraro sia una donna con le idee chiare, si vede già dalle strade di Roma. Dall'interno dell'Ama è riuscita a ben comprendere come l'ex municipalizzata sia uno stipendificio con bassissima efficienza in termini di impianti, governati dalla cifra monstre di 1000 impiegati. E così la Muraro ha capito che se non voleva far travolgere il Movimento di Governo l'unica soluzione ere di rivolgersi al “vecchio maledetto” Manlio Cerroni e al suo “tritovagliatore” di Rocca Cencia che riesce a trattare ogni giorno il doppio dei rifiuti dell'impianto Ama. A conti fatti, Roma dovrebbe essere fuori dall'emergenza rifiuti intorno al 20 agosto, la stessa data indicata dall'assessore che si è giocata la faccia su una scommessa tutto sommato facile.

E se è vero che i rifiuti spariranno dalle strade, è altrettante vero che la Muraro è andata oltre nel rilancio, sfidando le indagini della Procura di Roma che hanno accerchiato Cerroni e le sue attività “monnezzare”. Rocca Cencia Cerroni riapre e dalla Procura si apre l'inchiesta, l'ennesima che però sinora ha prodotto camion di faldoni e parcelle di avvocati. Dunque, l'unica vera forza che può fermare l'operazione “roma pulita” di Raggi-Muraro-Vignaroli è la Procura, perché se dovesse superare il faccia a faccia col sindaco e il consiglio Comunale di mercoledì sui rifiuti, difficilmente l'assessore Muraro sopravviverebbe ad un avviso di garanzia.
Per ora la Raggi si prepara il faccino sorridente. Entro Ferragosto, indifferenziata, carta, plastica e forse anche vetro spariranno dalle strade di Roma e rimarranno solo nella città di confine, quella delle consolari extra raccordo, dove l'Ama non potrà mai arrivare senza un piano di emergenza che preveda la raccolta di centinaia di tonnellate sparse nelle stradine dai cittadini esasperati, dagli habitué dell'abbandono e che vento e incendi hanno sparpagliato.

E per i romani al ritorno dalle vacanze, Roma sembrerà più pulita. Per il Cinque Stelle sarà la vittoria che consegnerà il viatico per governare a lungo. A meno che da piazzale Clodio non arrivi lo stop.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/roma/rifiuti-roma-quasi-pulita-emergenza-finita-m5s-vince-la-

lunedì 8 agosto 2016

+++ULTIM'ORA CLAMOROSA+++ E anche Orfini ha mollato Renzi. Addio giochini, la sua frase al veleno!

Un po' di là e un po' di qua, Matteo Orfini sembra il prototipo del socialdemocratico appena uscito da un corso intensivo di democristianità. Al presidente del Pd serve un'intera intervista sul Fatto quotidiano per cercare di far capire la propria posizione nei confronti del governo di Matteo Renzi, della segreteria renziana, dei temi che in teoria dovrebbero essere cavalli di battaglia della Sinistra che si fregia di rappresentare dentro il suo partito, come lavoro e uguaglianza. Partono le prime piroette quando difende la riforma del lavoro, quel Jobs Act che proprio lui aveva attaccato con ferocia. Oggi si appella ai dettagli e alle sfumature: "Ero contrario all'abolizione del'articolo 18. Ho fatto la mia battaglia e ho accettato una mediazione: un sacrificio per aumentare diritti e tutele per chi non ne aveva". Soddisfatto, ma anche no: "Trovo che il quadro generale del mercato del lavoro sia migliorato. Anche se continuo a pensare che si potesse fare senza cancellare l'articolo 18".

Sembrano lontani i tempi in cui, gli ricordano al Fatto, Orfini cadeva nella trappola della Zanzara su Radio24 quando gli chiedevano chi preferisse come leader tra Nichi Vendola e Renzi. Il degno erede di Massimo D'Alema preferiva l'ex presidente della Puglia, perché: "Ci vuole più sinistra". Salvo poi - strano ma vero - cambiare ancora idea e sostenere il suo segretario nella campagna per il Sì al referendum. E poi l'ultima giravolta che sarà affidata a un team di crittografi per l'interpretazione. Parlando di Renzi, Orfini ha sentenziato: "Non l'ho mai votato, in nessun congresso. E non è detto che lo voti nel prossimo".
Fonte : liberoquotidiano.it

sabato 6 agosto 2016

SONDAGGIO SCHOK IL MOVIMENTO 5 STELLE VOLA DIFFONDIAMO TUTTI

Il Pd di Matteo Renzi, in una settimana, guadagna 0,4 punti percentuali e si assesta al 30,8 per cento. Questo il primo dato del sondaggio Swg pubblicato da Affaritaliani.it. Stabile il Movimento 5 Stelle, che sale al 29% guadagnando lo 0,1 per cento. Dunque Forza Italia, in calo al 13,4% mentre la Lega Nord guadagna 0,2 punti e si assesta al 13 per cento. Significativo passo indietro, invece, per Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, che in una settimana perde lo 0,4% e scende al 3,5 per cento. Ncd stabile al 3,6 Sinistra italiana perde lo 0,2% e si assesta al 2,9 per cento.
Fonte: liberoquotidiano.it

martedì 2 agosto 2016

Piero Pelù contro Matteo Renzi su facebook: “Preso a calci in c... alla Festa dell’Unità: andare subito al voto”

Si torni subito al voto. È l’appello del rocker Piero Pelù, leader dei Litfiba, in un post sulla sua pagina Facebook in cui critica aspramente il premier Matteo Renzi. “Il selfie-eletto Renzi, detto renzuska, è stato preso a calci in culo alla festa dell’Unità di Roma ed è dovuto scappare senza poter dire le sue quattro fregnacce quotidiane scondite di buonumore berlusconiano”, si legge sul social network. “Finalmente - continua Pelù - anche la base reale di quel-che-resta-del-Pd sta ammettendo che uno che sfascia la scuola pubblica, la sanità pubblica, lo stato sociale, uno che privatizzerebbe anche la sua famiglia, uno che promette spiccioli per succhiare vita è assolutamente pronto ad andarsene affanculo”. “Elezioni subito e che il presidente Mattarella faccia rispettare la Costituzione! Stiamo uniti e stiamo rock”, conclude.
Fonte : huffpost.it

Sondaggio fa tremare Renzi: M5S avanti di 10 punti sul Pd

Una rilevazione ipotizza che i grillini sarebbero al 54,5% a un eventuale ballottaggio. E il referendum premia il "No" Fabrizio De Feo Roma - Matteo Renzi alla prova degli «stress test» dei sondaggi. La tendenza appare ormai consolidata e ribaltare il piano inclinato della perdita di consenso somiglia sempre più a una impresa impossibile, a meno di non svuotare le casse dello Stato con una mega-manovra in deficit. Di certo gli italiani appaiono sempre più orientati verso il «no» al referendum. L'ultimo indizio arriva dall'ultimo sondaggio di Scenari Politici-Winpoll per Huffington Post che conferma come i «no» alla consultazione sulla riforma costituzionale prevista per l'autunno siano ancora in vantaggio. Coloro che voteranno contro la riforma voluta dal governo, infatti, sono il 52,5%, mentre i favorevoli sono il 47,5%. C'è un'altra rilevazione, però, in questo caso di Swg, a regalare notizie poco positive al premier e segretario Pd. È quella relativa a un eventuale ballottaggio tra il Pd e il Movimento 5 Stelle: il Movimento di Beppe Grillo, infatti, vincerebbe col 54,55 dei voti, mentre il Pd resterebbe fermo al 45,5%. Un margine davvero difficile da colmare. Spostandosi sui partiti il Partito Democratico è in leggero calo al 30,4%. Il Movimento 5 Stelle risale al 28,9%. Avanza Forza Italia che sorpassa nuovamente la Lega Nord. Il partito di Silvio Berlusconi sale al 13,7% mentre il Carroccio scende al 12,8%. Nei Palazzi ci si chiede a questo punto quale strategia possa mettere in campo il premier per risalire la china. Qualcuno resta affezionato alla vecchia idea dello spacchettamento del referendum e azzarda una soluzione con cinque quesiti (con tre che sarebbe pressoché impossibile non votare), contando su un intervento della Corte di Cassazione. Questa soluzione appare più fantapolitica che altro. Più credibile, invece, che il premier possa approfittare dei probabili rilievi della Consulta sull'Italicum per riscrivere la legge elettorale e risolvere alcuni spinosi problemi con la sinistra Pd e con l'area centrista eletta con la lista «Pdl-Berlusconi presidente» che chiede modifiche e premio alla coalizione (invece che al primo partito). In termini di recupero di popolarità, occhi puntati sulla Legge di Stabilità che dovrebbe arrivare - strategicamente - prima del referendum e che con questo clima e questi sondaggi certo non si annuncia come una manovra lacrime e sangue, ma piuttosto come un provvedimento di spesa e di «bonus» graditi all'elettorato, anche se ovviamente bisognerà vedere cosa dirà l'Europa e quale moral suasion verrà esercitata dal Capo dello Stato, chiamato a controllare la copertura del provvedimento. Sullo sfondo continuano le voci sulla successione a Renzi in caso di caduta referendaria, il Piano B da adottare dalle parti del Quirinale qualora il Ddl Boschi venisse affossato nelle urne. Il «generale agosto» non sembra aver placato le voci e disinnescato qualche movimento sotterraneo. Così torna a circolare il nome del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Una soluzione ponte facilitata dalla sua appartenenza a una corrente pesante come quella di «Areadem», che arruola diversi ex Ds diventati renziani. Tra questi Piero Fassino, altro nome che qualcuno sottovoce inizia a pronunciare.
FONTE: ilgiornale.it

CLAMOROSO ARRESTATO L'EX AD DI VENETO BANCA GUARDATE COSA HA APPENA FATTO VERGOGNA

Sequestrate decine di milioni di euro nei confronti di persone legate all'istituto. Numerosi gli indagati nell'operazione della Guardia di Finanza che riguarda il biennio 2013-2015 e fa seguito a un'ispezione di Banca d'Italia che aveva chiesto il cambio di governance di Montebelluna

MILANO - La Guardia di Finanza ha arrestato l'ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, e ha sequestrato in via preventiva decine di milioni di euro nei confronti di persone legate alla stessa banca. Al banchiere, ora ai domiciliari, sono stati sequestrati 1,8 milioni di euro. I provvedimenti, eseguiti da un centinaio di finanzieri che hanno compiuto anche svariate perquisizioni, sono stati emessi dalla procura di Roma. I reati contestati sono aggiotaggio ed ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Il periodo al centro dell'indagine riguarda il biennio il 2013/2014.

"Ho appreso la notizia dell'arresto dell'ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, e sono meravigliato per la tempistica". E' la reazione di Giovanni Schiavon, vice presidente dell'istituto di Montebelluna (Treviso) e fondatore dell'Associazione degli azionisti di Veneto Banca, nonché ex presidente del Tribunale di Treviso. "Arrestare una persona in via preventiva è sempre grave - aggiunge Schiavon - ma farlo dopo un anno, quando evidentemente non c'è più pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato, è qualcosa che non capisco". Per Schiavon, inoltre, il secondo aspetto macroscopico è che "mentre per Veneto Banca procede la Procura della Repubblica di Roma e scattano gli arresti, per la Banca Popolare di Vicenza la competenza è rimasta a Vicenza e, nonostante la maggiore gravità del quadro di quella banca, verso gli ex amministratori non succede nulla del genere".
"Giovanni Zonin, ex presidente, si è disfatto nel frattempo di tutti i suoi beni - conclude - e questo di per sè mi pare una coda di paglia non indifferente".

La banca, passata sotto il controllo del fondo Atlante dopo il flop dell'ultimo aumento di capitale, era stato oggetto di perquisizioni oltre un anno fa: pur non essendo quotata, rientrava tra le banche - con azioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante - che avrebbero dovuto adeguarsi al decreto cosiddetto'investment compact del gennaio 2015 che riguardava il progetto di trasformazione in Spa delle banche popolari. Secondo il grave quadro indiziario emerso dall'indagine dellaProcura di Roma e della Guardia di Finanza, le condotte degli ex vertici di Veneto Banca, con prestiti baciati e parcheggi di titoli, hanno determinato "l'annacquamento" del patrimonio di vigilanza della banca, che, secondo le regole della Banca d'Italia, avrebbe dovuto essere rettificato in modo da evidenziare il suo valore reale, indicando il vero ammontare dei prestiti ancora effettivamente riscuotibili. Invece, nelle segnalazioni periodiche a Bankitalia - si legge in una nota della Gdf - Veneto Banca ha continuato ad indicare un valore del patrimonio di vigilanza sovrastimato rispetto a quello effettivo, mascherandone la reale consistenza.

Le operazioni "baciate" sui titoli e i parcheggi di bond, inoltre, sono state accompagnate dalla concessione di finanziamenti a soggetti in difficoltà economiche, in stato di decozione o comunque non in grado di restituire le somme ricevute, senza un'adeguata verifica della capacità di rimborso da parte dei richiedenti, all'insegna di un diffuso e sostanziale disinteresse del merito creditizio.
In sostanza l'effetto era di offrire, all'esterno, l'immagine di una solidità patrimoniale dell'istituto ben maggiore di quella effettiva, idonea ad ingannare la platea dei risparmiatori e gli altri azionisti, rafforzando così - secondo la ricostruzione, in modo fraudolento - l'immagine della banca e la fiducia nel management.

Quindi, secondo gli elementi acquisiti, mediante queste operazioni, i vertici di Veneto Banca potevano falsamente rappresentare agli organi di vigilanza una consistenza patrimoniale superiore al reale, così da rientrare nei parametri di sicurezza che la legge esige per gli istituti bancari. Infine, la creazione di questa situazione di patrimonio "virtuale" avrebbe consentito di fissare il sovrapprezzo delle azioni su valori assai elevati rispetto allo stato dell'azienda.

Sullo sfondo dell'inchiesta Veneto Banca ci sono due ispezioni condotte da Banca d'Italia nel 2013 che aveva deciso di approfondire la neutralità di alcuni atti dell'istituto e dopo aveva richiesto il cambio della governance. Per i Pm, quindi, si configurerebbe il reato di ostacolo alla vigilanza dovuto al fitto scambio di corrispondenza e di aggiotaggio. A sostegno delle ipotesi c'è un documento della Consob dal quale emerge che nei corsi azionari delle Popolari ci sono stati degli andamenti "anomali" registrati prima del 16 gennaio 2015, data in cui il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha dato consistenza ai rumors che già circolavano su una possibile riforma del settore.
FONTE : https://www.google.it/amp/www.repubblica.it/economia/2016/08/02/news/arrestato_vincenzo_consoli_l_ex_ad_di_veneto_banca-145225730/amp/?client=ms-android-samsung

ULTIM'ORA CLAMOROSA TUTTE LE BANCHE TREMANO GUARDATE CHI RISCHIA DIFFONDETE OVUNQUE...

Dopo il lunedì nero seguito all’esito degli stress test la Borsa di Milano conferma il suo pessimismo sulle banche. Alle 10, un’ora dopo l’apertura, l’indice di Milano perde il 2 per cento. A trascinare verso il basso il listino sono tutte le grandi banche, sospese e riammesse per eccesso di volatilità. Unicredit è a -6,85%: a pesare sull’istituto di piazza Gae Aulenti vi è soprattutto l’ipotesi di un aumento di capitale da 5-7 miliardi di euro che il neo ceoJean Pierre Mustier sta iniziando a imbastire con un pool di grandi banche internazionali. Ma è pesante anche Intesa Sanpaolo (-1,37) che oggi darà conto del primo semestre dell’anno, come è in territorio negativo anche Ubi (-5,44%), il Banco Popolare (-4,85%), la Popolare di Milano (-4,55%).

Il Monte dei Paschi di Siena, dopo l’exploit di inizio settimana lascia sul parterre di Piazza Affari il 7,94 per cento scendendo a 29,26 centesimi di euro. Sulla banca senese si è espresso anche il primo ministro Matteo Renzi: «Ora per la prima volta Monte dei Paschi è senza Npl perché l’operazione Atlante ha pulito di ogni credito non performante la banca». L’intervento del Fondo Atlante, secondo il premier, è «una soluzione finale». 
«Con questo modello di Atlante - ha sottolineato Renzi, all’emittente Class-Cnbc - possiamo mostrare chiaramente agli investitori internazionali e ai mercati che la situazione degli Npl non è così come è stata mostrata nella narrativa degli ultimi mesi».

Fonte: corrieredellasera.it

lunedì 1 agosto 2016

STREPITOSO! TRAVAGLIO SMERDA LA STAMPA ITALIANI SIETE VOI LE MERDEBNON LA RAGGI

La fortuna del M5S sono i partiti, di destra e di sinistra, che governano e si presentano così male da regalargli milioni di voti, gratis. La sfortuna del M5S è la stessa: vince quasi sempre dove i partiti hanno fallito, dunque non riesce mai a governare città normali, ma solo voragini di bilancio e cumuli di macerie. Accade a Roma, è già accaduto a Parma e Livorno. Fa eccezione la sola Torino – metropoli governata meno indecentemente di altre, ma per 20 anni sempre dalle solite facce – dove Chiara Appendino ha vinto più per i suoi meriti che per gli altrui demeriti.Paola Taverna fu presa in giro, un paio di mesi fa, quando paventò un complotto dei partiti per far vincere i 5Stelle, nella speranza che fossero travolti dalla catastrofe che avrebbero ereditato e si sputtanassero proprio nell’ultimo miglio prima delle elezioni decisive del 2018. Ma vedeva giusto, e lo sapeva anche Virginia Raggi, che infatti in campagna elettorale evocò più volte una “bomba a orologeria” sotterrata dai partiti e pronta a esplodere all’indomani delle elezioni. Ora la bomba è esplosa, e si chiama spazzatura. L’ordigno perfetto per mettere in crisi la propaganda pentastellata sui “rifiuti zero” e contrapporle la propaganda partitocratica sui 5Stelle incapaci di governare.Appena tre settimane dopo l’insediamento della giunta Raggi, i partiti che hanno sgovernato la Capitale e i giornaloni che fino all’altroieri tacevano sui malgoverni aggreppiati ai loro “editori”, sono già pronti a puntare il dito contro la neosindaca, come se i rifiuti che ricoprono Roma fossero colpa sua. La campagna è così lurida, più fetente ancora della monnezzaa 40 gradi, che si commenta da sola.La verità la conoscono tutti: i partiti hanno regalato 40 anni di monopolio del settore al noto galantuomo Manlio Cerroni, 90 anni, un arresto e due processi a carico, titolare della discarica più grande d’Europa (Malagrotta) e di un’infinità di impianti di trattamento, nonché finanziatore trasversale di mille campagne elettorali. Poi uno si meraviglia se la differenziata è al 34%. Malagrotta andava chiusa, per l’Ue, nel 2007: la chiuse Marino nel 2013. Solo che non seppe inventarsi una valida soluzione alternativa: i quattro impianti di trattamento biologico meccanico (2 della municipalizzata Ama e 2 del solito Cerroni), che producono combustibile per i termovalorizzatori, non bastavano. Infatti fu sufficiente un prevedibile aumento della spazzatura a Capodanno 2014 per mandare in tilt il sistema. Idem nel luglio 2014, quando uno dei quattro Tbm andò in manutenzione.Allora l’Ama noleggiò dal solito Cerroni un tritovagliatore mobile (separatore di rifiuti), richiamato in servizio pure per tamponare la nuova crisi dell’estate 2015. Intanto l’Ama, solito carrozzone pieno di raccomandati di partito e parenti di politici, lanciò un progetto per rendere autosufficiente il ciclo dei rifiuti con quattro mirabolanti “ecodistretti”: il primo impianto attende ancora i permessi della Regione.A ottobre Marino fu sfiduciato astutamente dal suo partito e arrivò il commissario Francesco Paolo Tronca, il superprefetto venuto da Milano per salvare Roma. Anzi, scrisse estasiato il Corriere, per “demarinizzare il Campidoglio”. Il suo primo atto fu a dir poco rivoluzionario: “Tronca ha cambiato la disposizione dei mobili nell’ufficio del sindaco. Marino, come segno di ‘discontinuità’ da Alemanno, mise un divanetto nero, usò un altro ingresso e spostò la scrivania: non più girata a guardare il Vittoriano, bensì rivolta verso i Fori: ora con Tronca la scrivania torna dov’era”. Altro che Che Guevara.Non contento, Renzi – turibolavano i giornaloni – meditava di affiancargli un altro superprefetto, l’Arcangelo Gabrielli, come commissario straordinario al Giubileo. E non solo: erano in arrivo pure “sette subcommissari”, più un “Dream Team”, più una “Cabina di Regia”, più un “tavolo di dieci componenti”. E tutti giù con le lingue. “La parola chiave è una sola: squadra” (l’Unità). “Tronca ha uno stile misurato e molto sobrio” (il Messaggero). “Riservato e sostenitore del basso profilo, sicuro di sé, uomo dello Stato e degli stivali nel fango, esaltato dalle esperienze nella Protezione civile e nei Vigili del fuoco… Adora i problemi perché non vede l’ora di risolverli… Mangia al massimo un’oliva all’ascolana nei rinfreschi, lavora fino all’eccesso pretendendo che i collaboratori facciano altrettanto, e non conosce ferie” (Corriere). Uomo di “una serenità olimpica” (Corriere), “domò la piena del Tevere nel 2008” (il Messaggero) con le nude mani e la sola forza del pensiero. Insomma, c’erano tutte le premesse perché Roma tornasse più bella e più superba che pria.Ora la domanda sorge spontanea: che avrà mai fatto SuperTronca, da ottobre a giugno, con la Kryptonite e gli altri superpoteri, per trovare il modo di smaltire i rifiuti? Mistero.

A leggere i giornaloni e i commenti dei partiti, è come se il supereroe non avesse mai governato Roma. E come se prima di lui non l’avessero governata Marino e, in simbiosi con Cerroni, le giunte Alemanno, Veltroni, Rutelli, Carraro&C. Infatti ora, a edicole unificate, si leggono interviste quotidiane al presidente-Ad di Ama Daniele Fortini, che se la prende col neoassessore Paola Muraro, ex consulente Ama, costretta a tappare i buchi altrui col solito tritovagliatore ora sotto inchiesta: come se in un’azienda di 7800 addetti il presidente-Ad fosse un passante e una consulente contasse più di lui. Le colpe si sa benissimo di chi sono, ma chi è stato eletto per governare non deve perder tempo a ricordarlo: deve impiegare tutto il tempo per trovare soluzioni. Perché il tempo è già scaduto.

ULTIM'ORA: IL M5S FA RISPARMIARE 270 MILA EURO AI CITTADINI SARDI! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA MERAVIGLIOSA VITTORIA DEL M5S!

di Luigi Di Maio e Emanuela Corda
Ci schieriamo contro gli abusi dello Stato che viola la legge e dalla parte dei contribuenti onesti. E alla fine facciamo risparmiare 270.000 euro di tasse non dovute ai cittadini sardi. A Cagliari abbiamo aperto un anno fa il primo punto SosEquitalia, con esperti volontari del M5S che ogni giorno, in collaborazione con le associazioni di categoria, quali artigiani e commercianti, analizzano gratuitamente le cartelle Equitalia e scoprono anomalie e tasse non dovute.
Alcuni enti, come prefettura, Inps, Comune di Cagliari, grazie al lavoro del punto SosEquitalia, hanno concesso sgravi ai contribuenti. Invece l'Agenzia delle Entrate fino ad oggi non ha dato risposte sul perché ha negato diritti previsti dalla legge. Oggi i nostri portavoce Luigi Di Maio ed Emanuela Corda hanno incontrato i vertici di Agenzia delle entrate a Cagliari per chiedere lumi. La pressione del M5S ha dato i suoi frutti e Agenzia delle Entrate ha dovuto ammettere di aver sbagliato, promettendo almeno alcuni degli sgravi dovuti. Risultato: i cittadini sardi hanno risparmiato così 270.000 euro. Quanti altri milioni di euro si potrebbero risparmiare anche nelle altre regioni italiane?
Entrando nel merito, ecco perché l’Agenzia delle Entrate ha violato la legge.
La legge di Stabilità 2013 (legge 228/12) dice che chi riceve la prima cartella Equitalia può dichiarare errori ed anomalie presenti, ad esempio se il pagamento è già stato fatto oppure se il creditore ha concesso una sospensione, o per altri motivi.
L’Agenzia delle Entrate, una volta ricevuta la dichiarazione, deve trasmettere tutta la documentazione al creditore che deve dare una risposta entro 220 giorni, altrimenti la cartella viene cancellata. Questo prescrive la legge. Invece l'Agenzia delle entrate, nonostante le siano stati sottoposti dei casi eclatanti di mancata risposta entro i 220 giorni oppure di risposta non valida, ha continuato a negare il diritto di cancellare l’iscrizione a ruolo delle cartelle. Ha continuato fino a che siamo intervenuti noi.
Ma non ci fermiamo qui. Ci siamo dati da fare per comprendere quali siano le motivazioni dei dirigenti della nostra agenzia tributaria e agiremo in ogni sede per garantire gli interessi di tutti i contribuenti onesti, anche quelli che hanno ricevuto una risposta impropria da Equitalia.
Le tasse dovute vanno sempre pagate. Ma la legge deve essere rispettata e uguale per tutti. E lo Stato deve essere il primo a dare l’esempio.

ULTIM'ORA VERGOGNOSA Rifiuti Roma, l’assessora M5s Muraro: “I partiti hanno paura, golpe dei rifiuti dopo vittoria Raggi”

La sindaca M5s in Campidoglio ha illustrato le linee programmatiche della giunta e ha affrontato il tema della gestione dell'azienda incaricata della raccolta sacchetti dopo che nei giorni scorsi è stato messo in discussione l'operato dell'assessora Paola Muraro. L'ex candidato primo cittadino del Pd Giachetti: "Solo intenzioni, non si parla mai del come" “I partiti hanno paura: c’è stato un golpe dei rifiuti a pochi giorni dalla vittoria della sindaca Virginia Raggi”. Il contrattacco di Paola Muraro, l’assessora M5s all’Ambiente in Campidoglio, è andato in scena direttamente sul blog di Beppe Grillo. Le opposizioni hanno chiesto le sue dimissioni accusandola di conflitto di interessi perché ex consulente della municipalizzata Ama, quella stessa azienda che ora vuole ripulire. I 5 stelle stanno al suo fianco, tanto che a offrirle lo spazio di replica è stato lo stesso sito del leader. “Non c’è conflitto di interessi”, si legge nel suo intervento sul blog, “ma solo esperienza professionale. E con la mia consulenza nella controversia con Manlio Cerroni ho fatto risparmiare 900 milioni di euro ad Ama”. Secondo la Muraro si tratta di un’operazione di mera strumentalizzazione: “Il sistema di partiti e dirigenti che ha ridottoRoma, le sue vie, i suoi monumenti, le sue periferie in vergognosi esempi di degrado e inefficienza ha paura. Per la prima volta nella storia, questo sistema si trova di fronte un gruppo di persone che ha un solo obiettivo: ripulire la città e liberare Ama da chi l’ha ridotta al collasso”. Muraro ha chiuso il suo intervento rivolgendosi ai romani: “Spetta a loro capire chi è la causa della fase di pre-emergenza che attraversa Roma, chi pur di fare in modo che nulla cambi sceglie di sacrificare la città pianificando un vero e proprio golpe dei rifiuti a pochi giorni dalla vittoria della Raggi”. E ha concluso: “Andremo in Procura per denunciare ogni piccola negligenza e chiedo di essere sentita dalla commissione Ecomafie già il 2 agosto e non a settembre prossimo”. L’assessora è sotto accusa da giorni per il suo curriculum,soprattutto dopo che ha fatto un blitz durante la riunione dei vertici Ama accusandoli di non fare abbastanza per la pulizia della città. “Molte falsità sono state scritte sul mio conto”, ha replicato sul blog. “Primo: io non ho nessun conflitto di interessi: lavorare in qualità di consulente è legittimo”. Muraro ha infatti rivendicato di aver lavorato per numerose aziende, in qualità di “esperta di rifiuti e sostenibilità ambientale“. “Quello che in qualsiasi azienda”, ha aggiunto, “in qualsiasi amministrazione sarebbe considerato un valore aggiunto, cioè competenza ed esperienza, viene usato dai vecchi partiti come fossero elementi negativi, perché tremano davanti alla volontà politica di sistemare i danni che loro stessi hanno causato”. Tra le accuse alla Muraro c’è la consulenza per Ama che ammonta aun milione di euro: “Assessora milioncino”, la chiama con tono canzonatorio il Pd. “Si tratta”, ha replicato, “della remunerazione per consulenze in 12 (dodici) anni (dal 2004 al 2016). Mi faccio i conti in tasca: corrisponde a una media di 90.880 euro l’anno al lordo di tasse, previdenza, assicurazioni e spese per lo svolgimento dell’incarico. Questo significa un compenso lordo pari a 76 euro al giorno. Folle? E’ folle la strumentalizzazione che ne fanno”. A questo proposito la Muraro cita anche la consulenza nella controversia con Manlio Cerroni sulla discarica di Malagrotta: “Il mio contributo ha prodotto per Ama, l’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti, un risparmio pari a 900 milioni”. Contemporaneamente alla pubblicazione dell’intervento della Muraro sul blog di Grillo, l’Assemblea capitolina ha discusso le linee programmatiche. Il Pd ha attaccato la giunta di voler evitare il confronto in Aula: “I 5 Stelle prima si sottraggono al confronto”, ha detto la capogruppo dem Michela Di Biase, “e poi affidano le loro considerazioni a un blog privato, che guadagna su click e pubblicità. Vorrei ricordare alla sindaca Raggi e all’assessore ‘milioncino’ che il Campidoglio è dotato di un efficiente sito internet, non c’è bisogno di rivolgersi a Milano per pubblicare un articolo”. fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/01/rifiuti-roma-lassessora-m5s-muraro-partiti-hanno-paura-golpe-dei-rifiuti-dopo-vittoria-raggi/2948461/