martedì 31 maggio 2016

ULTIM'ORA: VIRGINIA RAGGI VINCE IL CONFRONTO IN DIRETTA CON GLI ALTRI CA...

SEMPLICEMENTE PERFETTA! LA NOSTRA BELLISSIMA VIRGINA RAGGI VINCE IL CONFRONTO IN DIRETTA CON GLI ALTRI CANDIDATI SINDACO DI ROMA! ECCO TUTTI I SUOI INTERVENTI! NON C'È PARTITA VIRGINIA RAGGI SARÀ IL PROSSIMO SINDACO DI ROMA!
SE SEI SICURO CHE VIRGINIA RAGGI SARÀ IL PROSSIMO SINDACO DI ROMA METTI MI PIACE E CONDIVIDI!

ROBERTO FICO A OTTO E MEZZO ZITTISCE LA GRUBER! GUARDATE E DIFFONDETE!

FANTASTICO ROBERTO FICO OSPITE A OTTO E MEZZO ZITTISCE LA GRUBER DAVANTI A TUTTA ITALIA! GUARDATE E DIFFONDETE!

UNA FURIA DI BATTISTA A DIMARTEDÌ! APPLAUSI DA TUTTI PER LUI! GUARDATE E...

ALESSANDRO DI BATTISTA SENZA FRENI A DI MARTEDÌ! ANNIENTA MATTEO RENZI E FLORIS! GUARDATE E DIFFONDETE!

SIETE IGNORANTI? BENE, ALLORA NON VI ACCORGERETE DI NULLA!

Lo scopo fondamentale del CETA è quello di ridurre la regolamentazione sulle aziende, con l’idea che questo renderebbe più facile le esportazioni. Ma farà più di questo. Attraverso la “cooperazione normativa” (che suona una cosa così bella), gli standard verranno ridotti in tutti gli ambiti sulla base del fatto che rappresentano “ostacoli al commercio”. Ciò potrebbe coinvolgere gli standard sulla sicurezza alimentare, sui diritti dei lavoratori e sulle regolamentazioni ambientali.
Considerate la regolamentazione finanziaria. La possibilità dei governi di controllare le banche e i mercati finanziari verrà ulteriormente ridotta. Il tentativo di limitare la crescita delle banche che sono “troppo grandi per fallire” potrebbe portare un governo davanti a un tribunale segreto.
L’assalto è appena iniziato. L’estrazione di petrolio dalle sabbie bituminose è uno dei procedimenti che causa la maggiore distruzione ambientale al mondo, e molto di questo petrolio viene estratto nell’Alberta, in Canada. Attualmente si fa poco uso di petrolio da sabbie bituminose in UE, ma questa situazione è destinata a cambiare. Quando la UE propose dei nuovi regolamenti per fermare l’importazione di questo petrolio da sabbie bituminose, il Canada usò il CETA come merce di scambio per bloccare la proposta. Se il CETA viene ratificato, quei regolamenti saranno cancellati – e sarà un disastro per i cambiamenti climatici.
Infine, attraverso una cosa chiamata “clausola del lucchetto”, gli attuali livelli di privatizzazioni saranno bloccati [nel senso di garantiti] su tutti i servizi che non saranno esplicitamente esenti. Se il governo canadese o un governo dell’Unione Europea volesse riportare certi servizi sotto il controllo pubblico, dovrebbe dunque infrangere i termini dell’accordo.
Ma perché così poche persone hanno sentito parlare del CETA? In larga parte perché canadesi ed europei pensano di essere molto simili. Non temono che venga preso il controllo della propria economia nello stesso modo in cui lo temono quando firmano un accordo con gli Stati Uniti. Ma questo è un grosso errore, perché questi trattati commerciali non sono dei trattati che mettono i cittadini europei contro i cittadini americani o quelli canadesi. Questi trattati mettono invece le grandi aziende contro i cittandini.
Se volete una prova che questi attuali trattati commerciali non sono altro che una scusa delle grandi aziende per prendere il potere a nostro scapito, vi basti guardare il CETA. Non sorprende che siano in crescita le proteste pubbliche e che l’opposizione al TTIP stia diventando anche opposizione contro il trattato con il Canada.
Quando alla fine di giugno il CETA passerà al Consiglio Europeo (il Consiglio di tutti i governi dell’UE) per la ratifica,la Romania – che attualmente sta avendo una controversia col Canada per delle questioni legate ai visti – potrà minacciare il veto. Il parlamento vallone ha votato una mozione critica su questo accordo che potrebbe legare le mani al governo belga e costringerlo all’astensione. Il parlamento olandese ha anch’esso approvato una mozione che impedisce l’applicazione temporanea del trattato, in modo da impedire che venga implementato prima che il parlamento possa esprimere un voto su di esso.
David Cameron ha la posizione più aggressiva rispetto al CETA, ed è completamente a favore. Sta anche spingendo affinché entri in vigore da subito a titolo provvisorio nel Regno Unito. Di conseguenza, il CETA potrebbe già essere in vigore in Gran Bretagna all’inizio del prossimo anno, senza nemmeno la necessità di un voto del parlamento di Westminster. In realtà, anche se il parlamento britannico votasse contro il CETA, il sistema del tribunale aziendale sarebbe comunque in vigore per tre anni. I ribelli della Brexit non lo apprezzano molto.
I problemi del G7 mostrano che molti di noi hanno capito che i trattati commerciali hanno trasformato il mondo in un parco giochi per i super-ricchi, che sono parte delle enormi disuguaglianze economiche. Ma il G7 non può pensare ad altro che agli interessi delle élite dominanti del mondo. Dobbiamo essere noi come cittadini a rivendicare la democrazia, e i movimenti contro il TTIP e il CETA sono le attuali linee del fronte.
fonte:http://vocidallestero.it

ECCO LA COPERTINA DI MAURIZIO CROZZA DI STASERA! ATTENZIONE CHE SI TORNA ALLA MONARCHIA! GUARDATE E DIFFONDETE!

CLAMOROSO: TRAVAGLIO CRITICA I 5 STELLE, MIELI PRENDE LE LORO DIFESE! GU...

ULTIM'ORA Così Myrta Merlino lo ha demolito. Napolitano incastrato: le prove

"No, non è giusto riformare la Costituzione a colpi di maggioranza. Credo però che la riforma del titolo V operata dalla maggioranza del centrosinistra sia stata preceduta da consultazioni, in modo particolare con le Regioni, che erano interessate al federalismo. Anche se alla fine non ci fu accordo in sede politica. La legge di revisione costituzionale approvata di recente, e che è sottoposta a referendum confermativo, è stata invece davvero un colpo di maggioranza, non c' è stato nessun dialogo, nessun confronto, e io credo che in generale occorre cercare la più larga intesa per qualsiasi modifica della Costituzione". A parlare è Giorgio Napolitano in una intervista a Myrta Merlino il15 aprile 2006 ripresa e pubblicata ora sulFatto Quotidiano. Dieci anni fa, insomma, il presidente emerito della Repubblica allora senatore a vita commenta il referendum sulla riforma costituzionale di Berlusconi e Bossi. E si dice contrario.

Secondo Napolitano "non deve passare una eccessiva amplificazione dei poteri del Capo del Governo. Non deve passare una riduzione dei poteri del Presidente della Repubblica come figura garante della Costituzione e dei valori costituzionali e credo che non debba passare l'enorme pasticcio che si è combinato tra il Senato, più o meno battezzato federale e la Camera, che provocherebbe la paralisi del procedimento legislativo".

Fonte : http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11914891/giorgio-napolitano-intervista-myrta-merlino-referendum-costituzionale-fatto-quotidiano.html

SCANDALOSA ENNESIMA EPURAZIONE IN RAI

Come arriva la censura in Rai. Su carta intestata della Regione Lombardia, il governatore Roberto Maroni, detto Bobo, ha spedito una diffida legale alle televisioni Rai e La7 per impedire la divulgazione del libro Il potere dei segreti di Marco Lillo, vicedirettore del Fatto Quotidiano. Il libro contiene le telefonate accluse agli atti di un’inchiesta della procura di Reggio Calabria non ancora terminata; pagina dopo pagina, si dipanano le inquietanti trame di un sistema di potere onnivoro e onnipresente – prefetti, politici, manager – che tenta di agganciare o blandire Isabella Votino, portavoce e detentrice del pensiero di Maroni.
Il governatore prova a censurare Lillo con la lettera del 28 aprile, dopo una doppia apparizione nel servizio pubblico, a Virus su Rai2, ad Agorà su Rai3: “Devo con rammarico rilevare che la promozione del libro (edito da Paper First del Fatto, ndr) in occasione delle vostre trasmissioni aggravi le conseguenze del reato e configuri a sua volta un illecito penale quale condotta di concorso nel reato, ovvero di favoreggiamento, anche attraverso l’utilizzo di atti o documenti di provenienza illecita (corpo del reato)”.
Maroni si rivolge ai vertici di viale Mazzini e in copia a Federico Cafiero De Raho, procuratore a Reggio Calabria, perché l’indagine è partita lì e perché lì Marco Lillo è accusato di rivelazione di segreto istruttorio. Con questa infuocata premessa, Maroni conclude: “Vi intimo e diffido pertanto ad adottare ogni misura idonea a evitare il protrarsi di tali condotte incaute e favoreggiatrice e ad astenervi per il futuro dal promuovere nelle vostre trasmissioni la citata pubblicazione”.
I dirigenti di La7 non rispondono e non inoltrano la missiva ai giornalisti, viale Mazzini non replica a Maroni, ma l’ufficio legale – il 27 maggio – allerta i direttori di testata e dei canali e, in pratica, sconsiglia di ospitare il vicedirettore del Fatto Quotidiano: “La partecipazione per il futuro del predetto giornalista è rimessa alle opportune valutazioni editoriali che – in considerazione della contestazione in questione – dovranno considerare la sussistenza o meno di una fondata motivazione a soddisfare imprescindibili esigenze di cronaca e di critica. (…) Facciamo presente la necessità di adottare le più adeguate cautele affinché il giornalista, qualora ospitato per le sopra indicate esigenze, sia richiamato alla propria personale responsabilità”.
Chi avrà il coraggio di offrire il microfono a Marco Lillo dopo simili richieste di precauzione? Per saperlo occorre un po’ di tempo, ma è già inconfutabile che il giornalista, dopo Virus e Agorà, non sia stato più invitato negli studi del servizio pubblico, mentre ieri, per esempio, era a La7. Viale Mazzini non sarà mica un presidio del Pirellone?
Fonte:ilfattoquotidiano

lunedì 30 maggio 2016

IL POPOLO NON HA IL PANE...DATEGLI LE BRIOCHES!

MA CHE CORAGGIO CHE HANNO...A PRENDERCI PER IL CULO,GIORNO DOPO GIORNO...PIANTANO ALBERI...PER FARCI CREDERE CHE AMANO L'AMBIENTE
E IN REALTA' LO DISTRUGGONO ETTARO DOPO ETTARO.
LA GERMANIA ACCOGLIE I MIGRANTI (QUELLI RICCHI E QUALIFICATI) E PAGA ,ANZI FA PAGARE A TUTTI NOI UN ACCORDO CON UN REGIME FASCISTA PER RISPEDIRE GLI ALTRI E METTERLI IN LAGHER ,TANTO CARI AI TEDESCHI.
IL PREMIO NOBEL PER LA PACE,CHE VISITA IL GIAPPONE E NON CHIEDE SCUSA PER LE VITTIME DI DUE BOMBE NUCLEARI SGANCIATE A GUERRA FINITA;E PARLA DI PACE E DI RIDUZIONE DELLE TESTATE NUCLEARI (PER GLI ALTRI PERO') TANTO LE SUE NON LE TIENE NEANCHE SOLO IN AMERICA...NE TIENE TIPO 80 A SIGONELLA IN ITALIA DOVE UN BURATTINO EGOICO GIOCA A FARE IL POTENTE COL CULO DI QUELLI CHE NON L'HANNO VOTATO.
SI SIGNORI...FANNO IL BELLO ED IL CATTIVO TEMPO...E NON IMPORTA SE LI ABBIAMO VOTATI O NO...IN FRANCIA PER ESEMPIO A SEGUITO DEGLI SCONTRI CHE INFIAMMANO LE CITTA' , PER VIA DEL COLPO DI MANO DELLO STATO CHE HA APPROVATO LA LEGGE SUL LAVORO , HOLLANDE SI PERMETTE DI DIRE CHE NON SI PIEGHERA' AI MANIFESTANTI....MA SIAMO AL MONDO ALLA ROVESCIA?!O SIAMO NOI CHE ABBIAMO PERSO LA LUCIDITA' DI CHIAMARE LE COSE COL LORO NOME?
QUANDO LA GENTE NON HA VOCE IN CAPITOLO ED I POTENTI RIDONO E DICONO CHE TUTTO VA BENE MI TORNA IN MENTE L'EPISODIO DI MARIA ANTONIETTA CHE SENTENDO CHE IL POPOLO NON AVEVA PIU IL PANE RISPOSE DI DARGLI LE BRIOCHES.
NON E' RENZI IL PROBLEMA...O PER LO MENO NON E' SOLAMENTE LUI MA UN'INTERA GENERAZIONE DI POLITICI CORROTTI E SUDICI NELL'ANIMA CHE PUR DI STARE SOTTO I RIFLETTORI DIMENTICANO CHE SE STANNO LI' NON LO DEVONO A DIO
MA A GLI UOMINI E SOLO A LORO DEVONO RENDERE CONTO DELLE PROPRIE AZIONI.
#MUOS
#TTTP
#POVERTA'
#JOBACT
#MES
#EURO
#CAMBIAMENTOCLIMATICO
#BANCHE
CARLO TOSCANO

VIRGINIA RAGGI BOOM A PIAZZAPULITA! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE ...

GRANDIOSO PELU' ATTACCA RENZI


“DISSESTO IDROGEOLOGICO nel cuore di Firenze a Ponte Vecchio, la merce di scambio preferita del renzismo più becero.Ma tanto a Firenze buca più buca meno…”.
 Piero Pelù non perde occasione di attaccare Matteo Renzi e anche la voragine di 200 metri che ha inghiottito decine di auto lungo l’Arno è un motivo per attribuire la colpa di tutto all’odiatissimo premier. Immediata la risposta del Comune di Firenze che con un tweet ha precisato Stavolta alla sua ‘esternazione social’ ha risposto direttamente il Comune di Firenze con un tweet in cui precisava: “nessundissesto idrogeologico, ma rottura di un tubo dell’acquedotto”.
Ma questa non è la prima volta che Pelù attacca pesantemente Renzi. Già il primo maggio del 2014, dal palco del concertone che si tiene ogni anno a Roma, il suo intervento creò molte polemiche. Il rocker fiorentino, in quell’occasione, definì Renzi”Il non eletto, ovvero sia il boy scout di Licio Gelli deve capire che in Italia c’è un grande nemico, un nemico interno che si chiama disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, camorra, ‘ndrangheta”, mentre nel luglio 2015 scrisse un post su Facebook lo apostrofava come”uno che promette spiccioli per succhiare vita è assolutamente pronto ad ANDARSENE AFFAN… Elezioni subito e che il Presidente Mattarella faccia rispettare la Costituzione”.
Fonte: Il Giornale

ULTIM'ORA LA RAGGI SUPERA ANCHE RENZI IL M5S SUPERA IN TUTTO IL PD...

Specchio, specchio delle mie brame, sono ancora io il più bello del reame delle tv? No, caro Matteo Renzi. Eri il più bello del reame tv: imperversavi solo tu in ogni tg e trasmissione. Ma per la prima volta in questo mese di maggio 2016 Pd, governo e premier se la devono vedere con un avversario alla pari e in qualche caso addirittura davanti: il Movimento 5 stelle. I dati dell’Authority delle telecomunicazioni segnalano quel che mai era avvenuto finora: il partito di cui è garante Beppe Grillo supera e non di poco il Pd nel tempo di parola (interviste e dichiarazioni), sia sul Tg1, che sul Tg2 e perfino sul Tg3. Il fascino di Matteo è stato scalzato da quello della candidata sindaco del M5s a Roma, Virginia Raggi. E così è avvenuto lì il sorpasso fra il 9 e il 22 maggio scorso. Stessa cosa a dire il vero non viene registrata su nessuno dei telegiornali Mediaset, ancora fedelissimi al Pd come primo partito, al suo premier e al suo governo: sulle tv del biscione -in un periodo particolare in cui i radicali di solito assenti ottengono l’11,49% per la morte di Marco Pannella– il Pd ottiene il 20,56% degli spazi informativi, a cui aggiunge il 9,85% dello stesso Renzi come premier, e l’8,91% ottenuto dai membri di governo. M5s è invece al 10,99%, sotto Forza Italia che raggiunge il 13,71%, ben distante comunque dal Pd.

In Rai invece il ciclone Raggi ha aperto una breccia, accompagnata naturalmente dai leader del direttorio che l’appoggiano. Nel periodo da par condicio sul Tg1 M5s ha ottenuto il 18,55% degli spazi, ben sopra il 12,26% del Pd (che poi recupera con Renzi premier e ministri). Sul Tg2 vittoria sempre grillina, ma di una incollatura: 16,18% contro 16,01%. Stessa cosa sul Tg3, ed è quasi una notizia: M5s al 16,95% contro Pd al 16,44%. In tutti questi casi sommando le presenze di Renzi e dei suoi ministri su temi istituzionali il rapporto cambia. Però è la prima volta che arriva il ribaltone nel confronto fra i partiti (il governo avrebbe comunque diritto a un terzo degli spazi come presenza istituzionale, secondo la par condicio), e la Raggi ha davvero consentito la svolta.

Il primo ad essersene accorto facendo la solita domanda allo specchio magico come nelle favole deve essere proprio lo stesso premier. Che non si fida più dei controlli della Autorità di garanzia. Vuole vedere lui direttamente. Così il 25 maggio scorso la presidenza del Consiglio dei ministri ha assegnato dopo regolare gara alla Cedat 85 srl un proprio personale “servizio di monitoraggio televisivo”, per capire chi gli ha davvero tolto lo scettro di re delle tv pubbliche e private. Il controllo durerà un anno e sarà pagato 13,934 euro al netto dell’Iva. Naturalmente dai contribuenti italiani…

Fonte: 
http://www.liberoquotidiano.it/news/505/11914303/Matteo-non-e-il-piu-bello.html

DIECI MILIONI DI VITTIME ALL'ANNO?QUELLO CHE SUCCEDERA' SE NON CHIEDIAMO DI AGIRE

Negli Stati Uniti gli scienziati hanno individuato il primo caso di ‘batterio’ che resiste a tutti gli antibiotici e che non può essere sconfitto nemmeno dai medicinali di ultima generazione. Un caso che può non essere isolato e che alimenta il rischio di una pandemia. Il tema sarà al centro della puntata di Report di domenica 29 maggio con il servizio Resistenza passiva di Sabrina Giannini, che parla dell’allarme lanciato dalla politica mondiale “sull’apocalisse antibiotica e il sopravvento di alcuni batteri che annienteranno la popolazione”. Ma la politica, al di là degli annunci, cosa sta facendo, realmente, per sradicare il problema alla radice? Poco o niente. Per esempio non si mettono in discussione una delle cause principali: gli allevamenti intensivi dentro cui finisce il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo.L’Unione Europea ha analizzato gli intestinidegli avicoli al macello provenienti dagliallevamenti intensivi e ha trovato percentuali dibatteri resistentipreoccupanti. Batteri che ritroviamo nel piattoperché le linee dimacellazione non proteggono integralmente dalla contaminazione. Comunque, laCommissione Europea si è accorta del problema tardi e si limita a fare pochi controlli. Secondo un rapporto commissionato dal governo Cameron all’economista Lord O’Neil, siamo ormai a un passo dalla pandemia, ovvero un’epidemia estesa a livello globale, che nel 2050 rischia di fare dieci milioni di vittime all’anno, più delcancro. Il conto per l’economia mondiale sarebbe devastante. La Danimarca, e soprattutto i Paesi Bassi, hanno ridotto il rischio di infezione negli ospedali facendo progressi importanti, e in Italia? Nonostante gli esperti conoscano le cause non si mette mano seriamente al problema, anzi: non sembra esserci interesse a renderlo noto. Eppure, il tasso di resistenza è tra i più elevati d’Europa, per i batteri più pericolosi.Cosa fare
Non ci sono rimedi pratici che servono a superare la resistenza all’antibiotico. E’ sempre utile sentire il parere del medico, che può consigliare il medicinale più giusto contro dei batteri in particolare. Sarà proprio il medico a valutare l’età del paziente, l’eventuale concomitanza di altre malattie, la possibilità di incorrere in delle allergie o le interazioni con altri farmaci. E’ conveniente chiedere al proprio medico anche se si può prendere il sole sotto antibiotico, perché in alcuni casi la terapia potrebbe anche risultare inefficace. Comunque è essenziale la prevenzione, per unutilizzo consapevole degli antibiotici. Bisogna seguire in maniera precisa laposologia e le indicazioni del medico. E’ inopportuno interrompere in anticipo la cura, anche se i sintomi sono passati e ci si sente meglio.
Agendo in questo modo non si fa altro che lasciare spazio ai batteri più resistenti e quindi si può arrivare ad un ripresentarsi dell’infezione. Si dovrebbe, inoltre, limitare l’assunzione di antibiotici ad ampio spettro, specialmente quando si è in presenza di infezioni comuni. C’è chi usa ilsapone antibatterico, ma anche in questo caso si deve fare molta attenzione, perché gli ingredienti antibatterici nel tempo possono favorire la resistenza ai farmaci.
fONTE:www.tantasalute.it ed il fatto qutidiano

LA PLASTICA BIODEGRADABILE? NON SI BIODEGRADA...


Durante lo scorso World Economic Forum, è stata  presentata una ricerca inquietante, la quale conclude che entro il 2050 gli oceani potrebbero essere popolati più dai rifiuti plastici che dai pesci. Oggi, un rapporto del Programma ambientale dell’ONU (UNEP), chiarisce che la plastica biodegradabile –da tempo propagandata come tecnologia verde – è una falsa soluzione al problema. Le bioplastiche contribuiscono poco, se non proprio per nulla, per proteggere le creature viventi del mare e il pianeta.
Il punto, spiegano gli esperti UNEP, è che questi materiali etichettati come “biodegradabili”, non si degradano rapidamente nel mare. Ormai i rifiuti di plastica sono «onnipresenti» nelle acque marine, e «si trovano in tutti gli oceani e su tutte le spiagge, dal litorale artico, passando per i tropici, fino all’Antartico».
Le plastiche biodegradabili, che vengono utilizzate per borse della spesa, bottiglie d’acqua e contenitori per alimenti, sono progettate per essere meno durevoli e in grado di degradarsi rapidamente nell’ambiente. Ma il problema, secondo l’ONU, è che le condizioni necessarie sussistono quasi esclusivamente nelle compostiere industriali, non nel mare.Jacqueline McGlade, chief scientist del Programma Ambiente delle Nazioni Unite ha riassunto in una manciata di parole il giudizio dell’UNEP sulle plastiche biodegradabili: un tentativo frutto di «buone intenzioni, ma sbagliato». La gran parte dei sacchetti per la spesa si degrada infatti a temperature di 50 °C, una condizione che non sussiste mai negli oceani. Senza contare che questi materiali non restano a galla, esposti ai raggi ultravioletti, ma si inabissano, depositandosi sui fondali.
Secondo l’ONU la produzione di plastica a livello globale è cresciuta del 4% nel periodo 2013-2014, superando le 311 milioni di tonnellate. Almeno 8 milioni finiscono ogni anno negli oceani, come se un camion della spazzatura al minuto scaricasse in acqua il suo carico.
La ricetta, dicono gli esperti, è migliorare la raccolta e gestione dei rifiuti. Ma la vera sfida è smettere di produrli.
Fonte:RINNOVABILI.IT

sabato 28 maggio 2016

BOOM DI BATTISTA UMILIA BERSANI IL PD STA GIOCANDO CON LA PELLE DEGLI ITALIANI...

Così il deputato grillino Alessandro Di Battista ha risposto a chi gli chiedeva un commento alle parole dell'ex segretario dem Pier Luigi Bersani. "La minoranza del Pd minaccia, minaccia, fa l'ennesimo 'penultimatum' ma poi si tengono tutti la poltrona. Non li commento neanche", ha detto Di Battista

BOOM!LA PICERNIO NON PUÒ VIVERE E GUADAGNA 20MILA EURO AL MESE E NON RIESCE A ...

L’eurodeputata che riesce a fare la spesa per due settimane con appena 80 euro ha chiesto un piano di rientro al partito (ma mica è Equitalia?) per onorare il debito di 20mila euro che, per contratto, deve versare al PD momento della candidatura/elezione… I DEBITI DI ZIA PINA Per fortuna che riesce a fare la spesa per due settimane con 80 euro, Pina Picierno. Perché adesso dovrà davvero dare fondo a tutte le sue capacità di brava e giudiziosa massaia per onorare il debito accumulato col partito che l’ha ricandidata nel 2013 al Parlamento. Come rivelato oggi da una bella inchiesta di Adolfo Pappalardo su “Il Mattino”, l’eurodeputata casertana ha chiesto un piano di rientro al Pd per i 20mila euro che, per contratto, deve versare al momento della candidatura/elezione. Come una qualsiasi mortale, alle prese con Equitalia e società di riscossione, Pina vorrebbe sì sborsare la cifra, ma con calma. In comode rate, magari spalmate lungo i cinque anni di consiliatura europea dove, nonostante tutto, lo stipendio potrebbe tranquillamente consentirle di pagare in un’unica soluzione. Per ora, ha firmato solo un assegno da 5mila euro, e dalla segreteria regionale hanno ormai perso la pazienza. Un brutto colpo all’immagine dell’ex allieva di Ciriaco De Mita che si sarebbe riavvicinata a Matteo Renzi sperando di spuntare la candidatura a governatrice dopo tutto il casino scoppiato in questi giorni per le primarie democrat. Ma ormai Matteo ha capito che di quelli della Campania non può più fidarsi e si sta attrezzando di conseguenza.

ULTIM'ORA Renzi "spennato", un grosso guaio. Gli arriva una cartella pazza di Equitalia: e ora..

"Ho appena ricevuto un messaggio da mia moglie. Dice che mi è arrivata una cartella di Equitalia da pagare". Così Matteo Renzi al G7, in uno scambio coi colleghi subito dopo il termine dei lavori. "Devo pagare duemila euro!E sa perché? Mi sono perso una multa, dovevo pagarla ma l'ho smarrita. Mia moglie me l'aveva data da pagare, ma io l'ho persa e poi me ne sono dimenticato. Ora mi tocca tirar fuori duemila euro ad Equitalia per una contravvenzione di tre anni fa", aggiunge un po' rassegnato.

Il punto, però, è che Renzi non si sente "in colpa" col Fisco. Anzi, tutt'altro. Come molti vessati da Equitalia e affini, anche il premier, ora, si sente vessato. "Erano i giorni dell'incarico con le riunioni, gli incontri al Quirinale - ha aggiunto coi colleghi -. Mi è proprio passata di mente e non l'ho nemmeno cercata". Una distrazione, che conta carissima. E il premier non si fa sfuggire l'occasione per spostare l'attenzione del problema: "Ecco - afferma mentre, stando al racconto de Il Messaggero, il portavoce Filippo Sensi provava a dissuaderlo -, dovrei spiegare perché occorre riformare Equitalia su Facebook proprio partendo da questa storia". Poi ci ripensa: "No, meglio di no. Meglio non farlo, perché altrimenti sai che dicono!Comunque la riforma di Equitalia va fatta. Basta con queste cartelle. Le tasse e le multesi devono pagare con un clic, un sms".

Riforma in vista? Possibile. Renzi, almeno a parole, annuncia de facto di voler riformare Equitalia: si pagherà con un messaggino, oppure online. Dopo essere rimasto scottato in prima persona, nella testa del premier balena l'idea di mettere mano all'ufficio pubblico meno amato dagli italiani. Tanto che, pochi giorni fa, aveva affermato: "Al 2018 Equitalia mi sa che non ci arriva mica". Un caso?

Fonte : http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11913904/matteo-renzi-cartella-pazza-riforma-equitalia.html

venerdì 27 maggio 2016

VIRGINIA RAGGI LASCIA SENZA PAROLE MENTANA! È SUCCESSO POCO FA! GUARDATE...

Restitution Day, M5S risparmia 16 milioni di euro: confluiti nel fondo per il microcredito

A un anno dal primo finanziamento erogato attraverso il fondo di garanzia dei Cinquestelle, attivato grazie a un loro emendamento alla Legge di Stabilità, il M5s ha celebrato la "festa del microcredito" al Senato. L'appuntamento coincide con il quinto Restitution Day (42 milioni di finanziamenti elettorali rifiutati). "Non diciamo che con gli oltre 60 milioni risparmiati stiamo cambiando il Paese, ma con la nostra iniziativa ispireremo il cambiamento", ha affermato Luigi Di Maio.

TGCOM24 POLITICA
RESTITUTION DAYBEPPE GRILLOMOVIMENTO 5 STELLEPALAZZO MADAMALUIGI DI MAIO
27 MAGGIO 201615:07
Restitution Day, M5S risparmia 16 milioni di euro: confluiti nel fondo per il microcredito
Festa al Senato a fronte delle 1.852 pratiche accolte per le Piccole e medie imprese. Di Maio: "Noi non diciamo che abbiamo cambiato il Paese, ma che ispireremo il cambiamento"
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Restitution Day, M5S risparmia 16 milioni di euro: confluiti nel fondo per il microcredito
A un anno dal primo finanziamento erogato attraverso il fondo di garanzia dei Cinquestelle, attivato grazie a un loro emendamento alla Legge di Stabilità, il M5s ha celebrato la "festa del microcredito" al Senato. L'appuntamento coincide con il quinto Restitution Day (42 milioni di finanziamenti elettorali rifiutati). "Non diciamo che con gli oltre 60 milioni risparmiati stiamo cambiando il Paese, ma con la nostra iniziativa ispireremo il cambiamento", ha affermato Luigi Di Maio.

Da dove arrivano i 16 milioni di euro - Il denaro risparmiato deriva da dimezzamenti dell'indennità e restituzione di parte della diaria, oltre all'impegno a restituire l'indennità di fine mandato e al rifiuto delle indennità per le cariche aggiuntive. "A fronte delle 1.852 pratiche di microcredito accolte, allo stato attuale, solo 1 azienda è inadempiente. Il microcredito è partito lentamente ma oggi conta una media di 300 operazioni al mese. 10-14 domande al giorno con punte massime di 37. Si stima in base a questa tendenza che per la fine del 2016 avremo superato i 4.000 microcrediti", si legge sul blog di Beppe Grillo.

Depositato un disegno di legge sui tagli degli stipendi - "Noi a differenza degli altri partiti non abbiamo aspettato una legge ad hoc", è scritto. Ma "se lo facessero tutti i partiti potremmo risparmiare e reinvestire nell'economia 300 milioni di euro ogni legislatura. Aspettare che i partiti ci seguano di loro spontanea volontà è inutile. Quindi abbiamo presentato a Grasso e Boldrini la nostra proposta per il taglio degli stipendi di tutti i parlamentari. Ora non hanno più scuse".

Di Maio: "Con i tagli degli stipendi si risparmierebbe di più che con la nuova riforma" - Infine stoccata del vicepresidente della Camera pentastellato a Matteo Renzi:  "Non tollero sentir dire il premier che la sua riforma costituzionale è la più grande riduzione della spesa pubblica della storia della Repubblica. Se tutti i parlamentari si tagliassero gli stipendi come facciamo noi si risparmierebbero 300 milioni di euro: significa 4 volte i risparmi della riforma costituzionale, e senza stravolgere la Costituzione".

"Pd da ricovero parla di Italicum quando ci sono 2 mln di famiglie senza lavoro" - "Mi sembra surreale che in un momento così difficile per il Paese, in cui abbiamo due milioni di famiglie senza lavoro e la produzione industriale sta calando, il maggiore partito di governo parli di legge elettorale: è da ricovero", sottolinea Luigi Di Maio a margine del Restitution Day. "E' un'arma di distrazione di massa", conclude.

ULTIM'ORA!! Luigi De Magistris fa il grillino: "Governerei con il M5S"

Dopo aver attaccato a spada tratta Matteo Renzi, Luigi De Magistris fa il grillino e tende la mano al Movimento Cinque Stelle.

"Noi abbiamo bisogno del sostegno, del contributo, del pungolo critico di quel movimento a cui guardo con rispetto e con cui mi piacerebbe governare insieme per i prossimi anni", ha detto all'Ansa il sindaco di Napoli De Magistris che da tempo sostiene di "parlare e rivolgersi" anche all’elettorato 5 Stelle "non con la propaganda, ma con i fatti", in particolare per quanto riguarda l’acqua pubblica, inceneritori e discariche e più in generale l'onestà. "Temi a cui, spiace dirlo, ma anche sindaci 5 Stelle non hanno dato seguito", sostiene Giggino, "Perché li dove governano non è stato attuato il referendum sull’acqua, hanno mantenuto inceneritori e sono stati toccati dalla questione morale.Invito Brambilla a non usare lo stesso frasario di Valente e Lettieri perché lo considero diverso: lui non è un uomo del sistema, ma se utilizza gli stessi dati falsi e la stessa propaganda evidentemente anche lui ha pochi argomenti a cui appigliarsi".

ULTIM'ORA! VIETATE LE BRUTTE NOTIZIE E PROGRAMMI SGRADITI DA RENZI NELLA RAI!! FARABUTTO!

All'inizio fu Antonio Campo dell'Orto. Il direttore generale disse: «Via la cronaca nera dai programmi della domenica, semplicemente perché non è un giorno come gli altri». E così fu. Poi venne Maurizio Costanzo, autore di Domenica In, che proprio a questo giornale fece notare l'incongruenza: «Se il problema sono linguaggio e contenuti, allora via la cronaca nera anche dai programmi pomeridiani, specie quelli collocati nella fascia 16-19,30». Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Vigilanza Rai ad Avvenire aggiunse: «L'interrogativo di Costanzo è sacrosanto, la fascia protetta dalle 16 alle 19 vale per tutti i giorni». In attesa della presentazione dei palinsesti, si intravede lo spirito della nuova Rai, quella vagheggiata da chi doveva cambiare verso. Via i talk show politici (Virus di Nicola Porro) e i conduttori (Massimo Giannini di Ballarò) sgraditi al premier. Via anche le notizie di cronaca nera, che disturbano la quiete sonnolenta e le certezze dell'abbonato. Finalmente la Rai sarà soltanto notizie (comode) e buonumore. E gli abbonati felici perché tutto andrà bene finché ci sarà il caro leader Matteo Renzi.

SCANDALO INP SCOPERTO CHI EVADE CONTRIBUTI !

Uno dei motivi per cui il sistema pensioni è in tilt è che lo Stato e gli Enti pubblici non pagano i contributi dei loro dipendenti. Il buco che comuni, regioni, province ed enti pubblici hanno provocato all’Inps ammonta oggi a 54 miliardi e cresce al ritmo di 7 ogni anno. Non pagare i contributi è un reato grave, punito duramente in sede civile e con una condanna fino a due anni di carcere in sede penale. Questo almeno è quello che succede a un imprenditore o datore di lavoro moroso. Governatori, sindaci e presidenti vari invece la fanno franca. Anche perché l’Inps, contrariamente a come si comporta con noi comuni mortali, nei loro confronti non agisce per vie legali. Questione di opportunità politica, dicono che se lo facesse salterebbe il sistema dell’amministrazione pubblica.
Siamo alla solita Italia a due legalità. Una che vale per noi, severa, inflessibile e spesso strozzina, l’altra che vale solo per lo Stato. Al quale è data ampia facoltà di non pagare i debiti, di non onorare i patti, di operare un regime di illegalità impunita. Che siano contributi Inps o uffici pubblici non a norma di legge, tra i quali molte scuole (con gravi rischi per chi li frequenta), nessuno pare eccepire. Tanto a pagare ci pensiamo noi. Gli enti pubblici sono morosi con i contributi pensionistici? Il rimedio è semplice: tagliano le nostre pensioni imponendo contributi di solidarietà, bloccano gli adeguamenti, lasciano le minime a livello da fame, costringendo la gente a lavorare fino a settant’anni.
So di dire una banalità, ma una azienda assume un numero di persone in base alla capacità di pagare stipendi e oneri. Se sbaglia i conti, fallisce. Perché a un ente pubblico è invece concesso di vivere al di sopra delle proprie possibilità? Non c’è risposta logica e si deve ripiegare in un’altra banalità: perché siamo in Italia. Paese che avendo la coda di paglia si è convinto che l’onestà del politico consista unicamente nel non rubare (cosa ovvia) e non lo sosteneva Benedetto Croce, come ricordiamo oggi nelle pagine culturali nella capacità di fare politica, così come l’onestà del medico è quella di salvare il paziente. È che siamo governati da disonesti, cioè da incapaci. E in questo, purtroppo, Renzi non fa alcuna eccezione.
fONTE:http://www.infoa5stelle.com

***ULTIM'ORA***CLAMOROSO CAOS FORZA ITALIA BERLUSCONI CAMBIA ROTTA ...

Alfio Marchini non decolla. Il candidato cheForza Italia ha scelto al posto di Guido Bertolaso non andrà al ballottaggio a Roma. La doccia fredda per Silvio Berlusconi, riporta Repubblica, è arrivata ieri quando i suoi consulenti di fiducia gli hanno comunicato che Giorgia Meloni, sostenuta da Matteo Salvini, sfiderà il renziano Roberto Giachetti . 
Per questo, il Cavaliere avrebbe già messo le mani avanti: qualora la leader di Fdi dovesse passare il primo turno, "chiaramente saremmo dalla sua parte e voteremmo per un partito di destra che sarà nostro alleato per il futuro in tutta Italia" ha detto a Porta a porta. Poi ha cercato di correggere il tiro: "È un'ipotesi che non voglio prendere neanche in considerazione perché sono convinto che Marchini andrà al ballottaggio". Ma tanto è bastato per seminare il panico dentro Forza Italia.
FONTE : Liberoquotidiano.it

ULTIM'ORA RENZI UMILIATO DA MASSIMO CACCIARI SEI UN FALLIMENTO....

"Abbiamo provato a riformare le istituzioni per quarant'anni, e non ci siamo riusciti. La strada della grande riforma sembra un cimitero pieno di croci, i nostri fallimenti. Adesso Renzi forza, e vuole passare. Chi ha fallito si ribella".Massimo Cacciari in una intervista aRepubblica dice che voterà Sì al referendum costituzionale, anche se la riforma è "maldestra". Spiega il filosofo: "Non abbiamo la faccia per dire no a una riforma dopo aver buttato via tutte le occasioni di questi quattro decenni. Non siamo riusciti a costruire nulla di positivo dal punto di vista della modernizzazione del sistema: niente di niente".

La riforma del governo Renzi "è vero che punta sulla concentrazione del potere, ma la realtà è che si tratta di una riforma modesta e maldestra. La montagna ha partorito un brutto topolino". Ma non ci sono alternative: "Voterò sì, per uno spirito di responsabilità nei confronti del sistema. Penso che si possa essere apertamente critici e sentire questa responsabilità repubblicana".

E se c'è una cosa che ha sbagliato Renzi, continua Cacciari è di aver personalizzato il referendum, "legandolo alla sua sorte. Unerrore capitale. Penso che lo abbia capito ma ormai non possiamo far finta di non vedere che la partita si è spostata, e si gioca tutta su di lui, da una parte e dall'altra: se mandarlo a casa oppure no. Ci siamo chiesti cosa succede dopo?". Ecco cosa succede: "Renzi va da Mattarella, chiede le elezioni anticipate e le ottiene. Poi resetta il partito purgandolo e lancia una campagna all'insegna del sì o no al cambiamento, con quello che potremmo chiamare un populismo di governo. Votiamo col proporzionale, con questo Senato, e non otteniamo nulla, se non una lacerazione ancora più forte del campo: è davvero quello che vogliamo?".

Fonte : http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11913475/Massimo-Cacciari--piroetta-su-Renzi.html

giovedì 26 maggio 2016

BOMBA DI MAIO: GUARDATE COSA HA DETTO IL NOSTRO LUIGI DI MAIO OSPITE A V...

+++ BOMBA DI MAIO +++ GUARDATE COSA HA DETTO IL NOSTRO VICE PRESIDENTE DELLA CAMERA LUIGI DI MAIO OSPITE ALLA TRASMISSIONE VIRUS DELL' EPURATO DI RENZI PORRO! GUARDATE E DIFFONDETE!

LIVIA TURCO PIANGE IN DIRETTA E ACCUSA IL M5S SU MAFIA CAPITALE! TONINEL...

Il governo vuol legalizzare la cannabis: "Legge entro l'estate

Lo ha anticipato il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova, annunciando l'avvio delle audizioni sulla proposta di legge, da domani alle commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali.
"Puntiamo al varo della legge entro l'estate - ha dichiarato all'Agi Benedetto Della Vedova -. Se riusciamo a finire presto i lavori in Commissione e a calendarizzare il provvedimento in Aula credo che riusciremo a rispettare i tempi".
Della Vedova, fra i promotori dell'intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis, è uno storico esponente del Partito radicale transnazionale, prima eletto in parlamento con Forza Italia, quindi con il Pdl. Poi passò con il Fli di Fini e quindi con Scelta Civica di Mario Monti, per finire ad entrare nel governo Renzi come sottosegretario alla Farnesina.
Parlando oggi alla Camera, tra l'altro, Della Vedova ha voluto rendere omaggio alla figura di Marco Pannella, recentemente scomparso, definendolo uno dei "padri della Patria."
Fonte: IlGiornale.it 

CLAMOROSO! CARBONE DEL PD ANNUNCIA IL SUO RITIRO DALLA POLITICA! DOPO RENZI E LA BOSCHI ANCHE CIAONE ANNUNCIA LA RESA! GUARDATE E DIFFONDETE!

VERGOGNOSO! L'AMICO DI RENZI BECCATO! POCO FA A ROMA LO HANNO TROVATO...


Il piddino Boccadutri, quello della leggina truffa con la quale i partiti hanno intascato milioni di euro di rimborsi pubblici senza alcun controllo, prima di parlare del MoVimento 5 Stelle deve sciacquarsi la bocca e soprattutto dire quanti soldi il Pd ha preso da Buzzi e dagli scagnozzi di Mafia Capitale: aspettiamo da anni la risposta. Toc toc. C'è nessuno?
Boccasporcadutri oggi ha mentito affermando che il bilancio del MoVimento 5 Stelle è falso perchè non ci sono entrate nè uscite. Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato a 42 milioni di euro di finanziamenti pubblici, non ruba soldi ai cittadini tramite il finanziamento pubblico o la truffa del 2 per mille o tramite le donazioni di boss sotto chiave. Il MoVimento 5 Stelle si basa sulle piccole donazioni volontarie di migliaia di attivisti e cittadini. Tutti gli eventi e le campagne del MoVimento 5 Stelle sono state sempre fatte tramite comitati ad hoc le cui spese sono sempre state rendicontate pubblicamente online e depositate alla Corte dei Conti. In maniera trasparente.
Non sappiamo nulla invece dei soldi delle fondazioni legate al Pd e dei soldi che Buzzi ha dato al Pd. Boccasporcadutri ci aggiorni.

VIDEO PIRATA! INVECE DI LAVORARE FA LE PAROLE CROCIATE! GUARDATE E DIFFO...

+++ DIFFONDIAMO +++ AL SENATO SI PARLA DI DISABILITÀ E C’È CHI PREFERISCE GIOCARE CON LE PAROLE CROCIATE! TANTO LO STIPENDIO GLIELO PAGHIAMO NOI! VERGOGNA! DEVONO ANDARE TUTTI A CASA! BASTARDI! GUARDATE E DIFFONDETE!

SCOPERTI POSSIBILI BROGLI ELETTORALI

DI MAURO BOTTARELLI
Guardate la tabella a fondo pagina, ci mostra il verbale dello scrutinio nella città austriaca di Linz dopo il secondo turno delle presidenziali di domenica e lo spoglio delle schede giunte per posta avvenuto lunedì: bene, nella terza città del Paese, dove vivono 191mila persone, ha votato il 598% degli aventi diritto! Ma tranquilli, non ci sono stati brogli al voto austriaco, sono le variabili democratiche che ci chiede l'Europa. E che dire di Wilhelm Heissenberger, sindaco di Unterrabnitz-Schwendgraben, comune austriaco di 634 abitanti, il quale ha ammesso candidamente di aver falsificato 12 schede elettorali? Parliamo poi di Waidhofen, comune con 11.500 abitanti nella Bassa Austria, dove l'entusiasmo era tale da aver raggiunto il 146% di partecipazione al voto. Cose che succedono. 


E che dire del direttore della Commissione elettorale austriaca, il quale domenica sera ha dichiarato in televisione come fossero state consegnate 740mila schede elettorali per corrispondenza, ricordando come normalmente circa 700mila di queste vengano utilizzate o compilate correttamente. Sapete quante erano le schede lunedì mattina? Più di 760mila. Altro strano fenomeno di moltiplicazione. E le "anomalie" rispetto al voto austriaco che ha visto andare al potere con il 50,3% il verde e massone Alexander Van der Bellen, legato a una loggia di Innsbruck, potrebbero andare avanti per mesi, basterebbe citare il dato di Vienna tra il primo e il secondo turno: Hofer è semplicemente sparito. E non è colpa degli espatriati o degli studenti in Erasmus, come erroneamente ho detto due giorni fa, perché approfondendo la questione con fonti austriache, ho scoperto che la percentuale di chi davvero risiede fuori dal Paese sul totale dei circa 700mila voti postali è scesa negli anni a circa il 10% del totale, il resto è rappresentato da gente che ha scelto la formula della posta invece di recarsi al seggio. Insomma, un lavoretto fatto in casa. E senza stare troppo a preoccuparsi di nascondere le prove o gli indizi, visto che ci sono delle situazioni che gridano vendetta al cielo. 
Cosa significa questo? Certezza dell'impunità: nessuno, cittadini in testa, avrebbe avuto da ridire. Perché ce lo chiede l'Europa. Come spiegare il fatto che solo al secondo turno siano emersi qualcosa come 145.222 voti nulli? Semplice, non lo si spiega. Ma vi rendete conto che, in base a questi numeri e alla base elettorale totale austriaca, il riconteggio in un regime democratico è automatico? E infatti doveva essere così, perché se non ci avete fatto caso, quando lunedì pomeriggio attorno alle 16:40 il ministro dell'Interno austriaco, Wolfgang Sobotka, si è presentato davanti alla stampa per annunciare il risultato, ha letto il foglio che era stato preparato per il riconteggio, avendo dato solo percentuali provvisorie e avendo chiuso secco il suo intervento con la frase: «Il risultato verrà annunciato mercoledì». È tutto certificato dai filmati televisivi, Paola Saluzzi su SkyTg24 aveva la faccia di chi aveva appena visto un fantasma. Insomma, era riconteggio, ma dopo pochi, imbarazzati istanti, ecco che invece si dichiara che Alexander Van der Bellen ha vinto con circa 31mila voti di scarto. Nemmeno in una Repubblica centrafricana succedono cose simili. 


E la reazione dell'Fpo, i famosi nazisti contro cui era stata messa in campo una cortina sanitaria mediatica degna delle SS? Hanno confermato la sconfitta quando ancora Sobotka non aveva parlato, accettando per buone le indiscrezioni di stampa su fonti del ministero dell'Interno - ma guarda un po' - che davano il verde come vincitore. Ora, ditemi voi: hai perso l'occasione storica di andare al potere per 31mila voti con evidenti brogli e non chiedi nemmeno il riconteggio? E questi sarebbero i pericolosi nazisti, l'ultra-destra da cui l'Europa sia è salvata per "miracolo"? Ma fatemi ridere: svegliatevi! È una colossale presa per i fondelli: fino al referendum sul Brexit del 23 giugno prossimo, nessuno può scomodare il manovratore. 
L'Austria non diventa il Quarto Reich, casualmente l'Eurogruppo garantisce più soldi del previsto alla Grecia e anche l'alleggerimento del debito senza che Schaeuble ponga il veto, l'Italia si vede garantita la stessa flessibilità che ci darà il colpo di grazia con la Legge di stabilità per il 2017, la Germania da qualche tempo è silente su sforamenti e comportamenti non austeri, la Spagna si avvia a una nuova tornata elettorale (26 giugno) già sapendo che non usciranno vincitori e che sarà l'ingovernabilità l'unica certezza, ma il suo spread resta piatto come l'encefalogramma di chi crede che in Austria sia regnata la legalità elettorale. George Orwell non è arrivato ad azzardare tanto, ma ci siamo in pieno: ci hanno lobotomizzato a livello civile e umano, siamo pecore, lasciamo passare elezioni truccate come se nulla fosse, non un giornale che abbia scritto una riga. Ci facciamo togliere diritti ogni giorno senza dire nulla, basta poter guardare "Gomorra" il martedì sera, salvo poi condannare la criminalità organizzata su Facebook e cambiare lo smartphone ogni sei mesi, magari a rate con il credito al consumo. Che brutta fine stiamo facendo, stiamo arrendendoci senza nemmeno combattere. O forse no, qualcuno che ancora la pelle la vende a caro prezzo pare che ci sia in queste ore. 
In Francia, dopo un mese di scontri e centinaia di fermati, il premier Manuel Valls ha dichiarato che «il governo non arretra» di fronte agli scioperi che stanno paralizzando il Paese, con le raffinerie occupate e i distributori di benzina a secco. È guerra senza sosta Oltralpe sulla nuova legge sul lavoro, la versione transalpina del Jobs Act, sindacati e lavoratori non si arrendono a una brutta legislazione imposta dal governo senza passare dal voto del Parlamento: e in Francia non scherzano con gli scioperi, se serve usare le mani, lo fanno. Hanno tutto il mio rispetto e la mia solidarietà, almeno non stringono da soli il cappio che hanno attorno al collo. 
Vi ricordate però cosa scrissi dopo gli attentati di Parigi? Che lo stato di emergenza che Hollande corse a firmare direttamente dallo Stade de France, prima ancora che si compiesse la strage del Bataclan (era casualmente già pronto), serviva per avere mano libera a livello politico e sociale, non per i terroristi. Detto fatto, quando la manifestazioni a Parigi cominciavano a diventare troppe, troppo partecipate e spesso violente, rinnovo dello stato di emergenza e divieto di manifestare in suo ossequio. 
Sapete com'è avvenuta questa operazione sul finire della scorsa settimana? Con il voto di 68 parlamentari in aula e 46 voti a favore, il 12% dell'Assemblea. La chiamano democrazia, un po' come quella austriaca dello scorso weekend. Se i lavoratori delle raffinerie non cederanno, quella legge che garantisce al presidente poteri illimitati, verrà utilizzata per sgomberare forzatamente le fabbriche e tacciare il dissenso a colpi di manganello e idranti. Tanto lo prevede la Costituzione, in cui è stata inserito lo Stato di emergenza: e chi si permette di andare contro la Costituzione, a parte Renzi e Verdini? 
Sapete qual è uno degli slogan più frequenti tra gli scioperanti francesi, sentito con le mie orecchie a France2? Nous ne ferons pas la fin de l'Italie, non faremo la fine dell'Italia. Perché siamo ridotti male? Certamente non siamo messi bene, ma, forse, anche perché abbiamo dei sindacati capaci solo di difendere le rendite di posizione e i privilegi di chi non fa nulla dalla sera alla mattina, mentre i diritti dei lavoratori veri vengono calpestati allegramente, salvo minacciare un'oretta di sciopero, magari al venerdì. Ma la pacchia sta finendo, lo ha certificato ieri l'Istat, che ha parlato di una battuta d'arresto per l'industria italiana, la quale a marzo ha registrato la peggior frenata dall'estate del 2013 con una contrazione del fatturato del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e dell'1,6% su febbraio. In discesa anche gli ordinativi (-3,3%), che però, rispetto all'anno precedente, crescono dello 0,1%: sicuramente Renzi festeggerà questo dato. 
A trainare il crollo è in particolare il comparto delle auto che scende del 6,5%, registrando la prima battuta d'arresto dal dicembre del 2013. Accidenti, abbiamo fatto ponti d'oro a Marchionne - il quale, invece, i ponti con l'Italia a Fca li ha fatti tagliare del tutto - e ora, come succede negli Usa e come vi dico da mesi, va in crisi proprio l'unico settore industriale che aveva tenuto, l'auto, grazie a incentivi di ogni genere che però non possono durare in eterno? 
Vi piace questo mondo, questo stato delle cose? Bene, poi non lamentatevi però quando arriverà davvero il conto da pagare. Per amministrative e referendum state tranquilli, però: l'Austria insegna. Il conto vero arriverà con la Legge di stabilità per il 2017, quando i soldi e le coperture non ci saranno e allora verremo commissariati ufficialmente. Non manca molto, godetevi le ferie estive. Se potete farle. 
Mauro Bottarelli
Fonte: http://www.ilsussidiario.net

IL POPOLO UNITO CONTRO LA RIFORMA DEL LAVORO

Ottavo giorno di mobilitazione, il blocco delle raffinerie e dei depositi di carburante, da ieri losciopero anche in 19 centrali nucleari. La riforma del lavoro rischia di paralizzare la Francia per le proteste dei lavoratori e dei sindacati. Così ora il governo va apparentemente in ordine sparso. Da una parte c’è il premier Manuel Valls che a Bmf-Tv dice che se il ritiro della riforma “non è possibile”, ammette però che “possiamo sempre apportare delle modifiche, dei miglioramenti”: esclude modifiche all’articolo 2, il punto più controverso perché prevede di far prevalere gli accordi aziendali su quelli di categoria per ferie e orari di lavoro. E dall’altra parte c’è il ministro delle Finanze Michel Sapin, intervistato a una radio, che sostiene il contrario: “Forse bisognerà ritoccare l’articolo 2 su alcuni punti”. Una situazione di imbarazzo dalla quale lo stesso Valls, ancora in diretta, è uscito ribadendo che “non toccheremo l’articolo 2″. Il premier francese ha evocato la possibilità di “modifiche” e “miglioramenti”. Ma non ci sarà nessun ritiro della riforma. “Ritirare la riforma significherebbe impossibilità di governare – ha detto il capo del governo socialista – Questo Paese muore dell’impossibilità di riformarsi“.Valls ha definito “irresponsabile” l’azione della Cgt, il principale sindacato francese alla guida delle proteste, garantendo che il governo continuerà nelle opere di sgombero delle istallazioni petrolifere e industriali bloccate dalle proteste. Alla domanda se si potrà ricorrere a misure di precettazione in caso di forza maggiore, il primo ministro ha spiegato che “tutte le possibilità sono sul tavolo”. Secondo Valls il progetto di legge verrà approvato quest’estate e non si può scartare la possibilità di ricorrere al voto di fiducia, proprio a causa delle spaccature interne al partito socialista. “Come si può pensare che io voglia minare il modello sociale francese?”.
Due giorni fa la Cgt aveva lanciato un appello al personale di Edf – il colosso energetico della Francia – a bloccare o rallentare la produzione nelle centrali nucleari, oggi, in occasione di un’ennesima mobilitazione. “Ma siamo responsabili: non lasceremo l’Europa al buio”, assicura un sindacalista. Quanto alle raffinerie e ai depositi di carburante, il presidente François Hollande ha garantito che “sarà fatto tutto il possibile per garantire l’approvvigionamento” di benzina. “Il governo non ritirerà la riforma del lavoro. Il sindacato non detta le leggi di questo Paese” aveva rincarato Valls, sottolineando a chiare lettere che l’esecutivo non cederà al “ricatto”. Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Elabe per Bfm-Tv, 7 francesi su diecivorrebbero il ritiro della contestata legge “per evitare la paralisi”. Fino a ieri le immagini degli automobilisti in fila davanti ai benzinai per il terrore di rimanere a secco hanno dominato media e canali all news.
Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it