sabato 30 aprile 2016

ULTIM'ORA FREGATURA IN BOLLETTA OCCHIO ALLA TRUFFA ECCO COME NON PAGARE...

Gli amanti e le coppie di fatto (anche fasulle) pagheranno un solo canone. Le famiglie regolari rischiano di pagarne due. È questo il grottesco risultato del pasticcio combinato dal governo sul balzello Rai in bolletta. A due settimane dalla scadenza per le autocertificazioni di non detenzione e di pagamento non dovuto (il 16 maggio) la situazione non poteva essere più confusa.
L' Agenzia delle Entrate continua a sfornare spiegazioni che non spiegano, come quella relativa alla famiglia anagrafica, che oltre ai vincoli di matrimonio, di parentela e di affinità contempla i vincoli affettivi ovvero le coppie di fatto etero ed omosessuali. In questo caso i due potranno evitare il doppio canone inviando la dichiarazione sostitutiva al fisco. Poi spetterebbe al comune verificare l' effettiva convivenza e i "vincoli affettivi". Cosa improbabile. Anche perché si è ormai capito che il canone viaggerà non sulla residenza, come prevede la legge di stabilità, ma sull' utenza residenziale. Questo, come ha denunciato giovedi il Garante per la privacy, è quanto si evince dal decreto attuativo del Mise.

La novità è clamorosa, perché il governo in corso d' opera ha deciso di spostare la presunzione del possesso della tv su un criterio incerto e non ufficiale che finirà per far pagare un doppio canone a molte famiglie. Pur avendo dato il via libera al regolamento ministeriale, il Garante ha evidenziato che «suscita perplessità la scelta di individuare i soggetti obbligati al pagamento del canone, automaticamente e in via presuntiva, attraverso i dati relativi alla tipologia di tariffa applicata per l' energia (clienti domestici con utenza nel luogo di residenza) anche per i contratti stipulati antecedentemente al 2016, senza nemmeno effettuare preventive verifiche con i dati di residenza presenti in anagrafe tributaria». Secondo il Garante questi dati sono spesso errati e costringeranno gli utenti ad un «onere di rettifica» a cui «sarebbero tenute le Entrate». Rettificando i dati, inoltre, le famiglie che hanno una doppia utenza residenziale, magari quella della casa al mare, quella del figlio o del magazzino, non solo perderanno la tariffa scontata dell' elettricità, ma rischiano pure di dover pagare gli arretrati.
Fonte : http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11903970/Canone-Rai--chi-e-perche.html

+++ULTIM'ORA+++ RIVELAZIONE SHOCK SCOPERTO ACCORDO SEGRETO PER CHI DOVEVA ESSERE IL SINDACO DI ROMA...

C'era un accordo. Scritto nero su bianco. E che ora, dopo la scelta di Marchini candidato sindaco a Roma da parte di Silvio Berlusconi, è carta straccia. Lo aveva scritto, quel documento, Ignazio La Russa dopo la manifestazione di Bologna in cui il Cavaliere, Salvini e la Meloni erano saliti insieme e sorridenti sul palco, lasciando intendere la nascita imminente di un nuovo centrodestra forte e unito.
Poi, nei mesi successivi, le cose sono andate un po' sghembe, per poi finire gambe all'aria del tutto giovedì. Il documento, che viene riportato dal quotidiano "Il Tempo", puntava a costituire uno stretto coordinamento tra i tre partiti della coalizione con l'obiettivo di scegliere candidati comuni alle amministrative, coordinare l'attività dei gruppi parlamentari e allargare l'alleanza ad altri soggetti politicamente contigui. Insomma, una vera e propria federazione tra Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. Oltre le amministrative, l'intento della federazione era quello di predisporre un comune programma per le elezioni e formare una lista unitaria "per meglio competere anche in relazione alla nuova legge elettorale".
In questo progetto, Berlusconi avrebbe ricoperto il ruolo di coordinatore del Comitato di presidenza formato dai leader delle tre forze politiche. La federazione, poi, avrebbe dovuto "individuare candidati comuni alle amministrative individuando candidati comuni ovunque possibile e in ogni caso nelle città capoluogo di Regione". Tutto saltato. mA Roma, Torino, e a Napoli Forza Italia andrà da una parte, Lega e Fratelli d'Italia da un'altra.
Fonte : http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11903920/fi-lega-fdi-federazione-socumento-stracciato-berlusconi-centrodestra.html

ATTENZIONE cittadini. Un'altra vergogna è stata scoperta su RENZI. Guardate voi stessi cos'è successo!

I Renzi soci in affari del banchiere fallitoNelle dichiarazioni patrimoniali i genitori del presidente hanno omesso le relazioni con l'ex presidente dell'Etruria
Occhiali a specchio, musica ritmata di sottofondo e documenti in mano Franco Bechis lancia la sua accusa su Facebook dal suo quotidiano «Abitacolo», registrato nell'auto in mezzo al traffico cittadino. E l'accusa è pesante, perché investe direttamente il premier Matteo Renzi, attraverso la sua famiglia. E si riassume nel termine: conflitto d'interessi.
In sostanza, il vicedirettore di Libero dice che il padre del capo del governo, Tiziano e la madre Laura Bovoli, hanno giurato il falso «sul proprio onore», nelle dichiarazioni patrimoniali d'obbligo come genitori del premier, pubblicate sul sito di palazzo Chigi del 2014 (relative al 2013) e confermate senza variazioni nell'agosto 2015, in cui si cita solo la ditta a nome di Tiziano Renzi e la società Eventi Sei, di cui è presidente con l'8 per cento la signora Laura (azioniste le figlie).Perché hanno nascosto la scottante verità, di essere in affari con Lorenzo Rosi, presidente di Banca Etruria prima del commissariamento, oggi nell'indagine della Procura di Arezzo. Hanno nascosto l'uno, Tiziano Renzi, di avere il 40 per cento della società Party srl di Rignano sull'Arno e l'altra, Laura Bovoli, di esserne amministratore delegato unico.
Società fondata nel novembre 2014, dunque prima della seconda dichiarazione patrimoniale dei Renzi, di cui uno dei due soci era la Nikila Invest, società immobiliare che compra grandi complessi e li trasforma in resort di lusso per immetterli sul mercato internazionale. Consocio dell'avventura è appunto Rosi, che ha creato con altri soci, «misteriosi» secondo Bechis, una terza società legata a questi affari, la Egnazia Shopping. Con essa ha fatto un bell'affare con il Comune di Firenze, di cui è sindaco il renziano Dario Nardella, successore dello stesso premier, sottolinea il giornalista. Ha, infatti, comprato il teatro comunale di Firenze dalla Cassa depositi e prestiti, a quasi metà del valore iniziale (25 milioni invece dei 44 stimati nel 2009), per trasformarlo in resort di lusso e vuole esportare il modello di successo (più visitatori degli Uffizi) del grande centro outlet di Firenze, The Mall, in Liguria, in Puglia, poi altrove.Tutte «coincidenze», chiede Bechis, quelle che legano questi grandi affari gestiti dalle scatole cinesi di società una dentro l'altra, con le vicende oggi ben note della Banca dell'Etruria?
Istituto di credito, ricordiamolo, di cui Rosi era presidente e il padre del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, Pierluigi, è vicepresidente, quando il decreto di un anno fa sulla trasformazione in società per azioni delle banche popolari fa impennare i titoli della banca dell'Etruria del 60-80% (la stessa Maria Elena ne aveva 1.500). Poi è intervenuta Bankitalia con il commissariamento, Rosi e Boschi hanno dovuto lasciare il loro posto e l'istituto è finito con altri tre nel mirino dei pm. Proprio allora Rosi, si getta nella nuova avventura e investe il suo denaro creando la Ignazia Shopping, che lo lega a papà Renzi.«Confitto d'interessi gigante», denuncia dopo le rivelazioni di Bechis Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia, chiedendo la testa del premier. «È gravissimo - dice - che i genitori del premier abbiano volontariamente omesso di citare le loro reali cariche societarie nella dichiarazione che devono alla Presidenza del Consiglio. In un paese normale un premier normale si sarebbe già dovuto dimettere». Il coordinatore nazionale e capogruppo in Toscana di Fdi definisce il fatto «clamoroso, anche alla luce dei recenti interventi del governo sulle banche». E sottolinea: «Il padre del premier fa tutt'oggi affari con uno dei personaggi più potenti di Banca Etruria, e la figlia di un altro dirigente è ministro. Il governo deve rispondere urgentemente e la magistratura indagare».

venerdì 29 aprile 2016

ULTIM'ORA INCREDIBILE Bechis inchioda la Boldrini: zero controlli sui deputati in missione con paga extra

Valeria Valente, la candidata sindaco del Pd a Napoli, da tre mesi esatti sta facendo la sua legittima campagna elettorale a spese dei contribuenti italiani, facendosi mettere in missione alla Camera dei deputati e salvando così ogni mese 3.500 euro di diaria che non le sarebbero dovuti, essendo lei di fatto quotidianamente assente dal 28 gennaio scorso. Questa notizia, che proprio su Libero avevamo scritto alla fine della settimana scorsa, è incompleta. Perché solo ora ne spunta un'altra parte: la Valente in tutto questo periodo si è messa in missione una seconda volta, come membro dell'ufficio di presidenza della Camera, dove svolge la funzione di segretario in quota Pd. Anche lì si è messa in missione, salvando in questo modo l'indennità mensile aggiuntiva di circa 1.200 euro. 
In tutto quindi è pagata 4.700 euro al mese dalla Camera (e quindi dai contribuenti) per fare la sua campagna elettorale invece del lavoro istituzionale. Questa seconda parte- di cui non eravamo a conoscenza- è stata svelata ieri involontariamente dallo stesso presidente della Camera, Laura Boldrini, in una lettera inviata a Libero dal suo bravo portavoce, Roberto Natale. Una lettera in cui la Boldrini voleva difendersi da questo episodio di malcostume istituzionale, spiegando di non avere responsabilità dirette né di avere poteri per verificare quel che fa la Valente. Ecco il testo della lettera: "In riferimento all'articolo pubblicato a proposito delle missioni della deputata Valeria Valente durante la campagna elettorale per le prossime amministrative, si precisa che per prassi consolidata i membri dell'Ufficio di Presidenza della Camera - Vicepresidenti, Questori, o Segretari di Presidenza come è appunto l'onorevole Valente - sono posti in missione automaticamente, a loro richiesta, senza che la Presidente eserciti alcun vaglio al riguardo". Libero in realtà aveva utilizzato i dati di Open Polis sulle assenze- giustificate tutte con missioni istituzionali- in aula della Valente alle centinaia e centinaia di votazioni fra il 28 gennaio ed oggi, con la sola eccezione di due casi in cui voleva fare bella figura con Matteo Renzi (un voto di fiducia al governo sulle banche e il voto finale sulle riforme costituzionali).
Fonte : http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11903846/Bechis-inchioda-la-Boldrini--zero.html

ULTIM'ORA SHOCK: ARRESTATO CONSIGLIERE COMUNALE PD CON 12 KILI DI MARIJUANA! GUARDATE E DIFFONDETE!

DAL PROFILO FACEBOOK DI GIULIA SARTI: Il consigliere comunale del #Pd di Siracusa Antonio Bonafede, detto "Tony", è stato arrestato per spaccio di droga. Lo ha catturato la squadra mobile con 12 chili di marijuana

BOMBA VIRGINIA RAGGI! IL VATICANO PAGHI L' IMU! PRONTI A GOVERNARE ROMA!

L'intervista pubblicata su repubblica.it. "Sul mio passato solo speculazioni. Renzi non può ricattare gli elettori: sia corretto con chiunque sarà il prossimo sindaco", lo riferisce Stefano Cappellini su repubblica.it
Virginia Raggi, candidata M5S al Campidoglio, ha visto? Bertolaso si ritira. "A Marchini è caduta la maschera. Diceva di essere libero dai partiti, invece aspettava solo l'offerta giusta. Addio alla finzione del candidato civico. Spero che presto finisca anche quella di Meloni espressione del nuovo. Mi piacerebbe fosse chiamata di più a rendere conto dei suoi rapporti con Alemanno, di quelli del suo partito con Buzzi e Carminati".
La faida a destra potrebbe favorire un ballottaggio tra lei e Giachetti. "Vuole dire che aumenteranno i dossier anti-Raggi? Il Pd è ossessionato da me".
Molti dem sostengono che, a Roma, il vero candidato della destra è lei. "Io ho sempre votato a sinistra. Una volta, Italia dei valori. Votavo in linea con i valori della mia famiglia, la solidarietà, l'attenzione ai più deboli. Con la destra di Verdini governa Renzi, in nome di un scambio di favori con Berlusconi che nessuno ha mai avuto il coraggio di rivendicare".
Resta il praticantato nello studio Previti. Lasciamo stare destra e sinistra, da futuro avvocato non si pose il problema di lavorare con chi aveva già condanne in primo grado per reati gravi? "Quando sono uscita dall'università feci un colloquio con il mio professore, Pieremilio Sammarco, esperto di diritto dell'informatica, materia di cui ero appassionata. Mi disse: "Vieni a fare pratica con me". E lui all'epoca lavorava allo studio Previti. Io ci ho pensato, non lo nego, mi sono posta il problema. Decisi alla fine di lavorare con un professore che stimavo e stimo".
Ha anche presieduto una società in cui figuravano personaggi legati alla giunta Alemanno. "Io ignoravo, e tutto lo studio con me, che l'azionista Gloria Rojo, nostra cliente, stesse facendo colloqui per lavorare con Panzironi (ex ad dell'Ama, l'azienda dei rifiuti capitolini, ndr). Nella professione non si applica la proprietà transitiva: non è che, se difendo un cliente berlusconiano, allora anche io voto per Berlusconi".
Lei in bicicletta alle Fosse ardeatine. Il M5S in Parlamento contrario alla casa di Gramsci monumento nazionale. "Il M5S ha sempre professato i valori dell'antifascismo, su questo non arretriamo di un millimetro. Quel provvedimento era un guscio vuoto".
Molti elettori si chiedono: il M5S ha una squadra in grado di governare Roma? "Siamo preparati. A tempo debito annuncerò i primi nomi della squadra".
Contate di recuperare più di un miliardo da sprechi e tagli. Fosse così facile, poteva farlo già Tronca nel 2016. "Solo dalla riorganizzazione e dal censimento degli immobili comunali si recuperano 200 milioni. E se si fa pagare l'Imu alle strutture del Vaticano usate per esercizi commerciali, come anche il Papa ha detto essere giusto, ne arriverebbero altri 400".
Continua a leggere su "repubblica.it"
j

ULTIMO SONDAGGIO PER ROMA....

Dopo il ritiro di Guido Bertolaso sarà corsa a tre per un posto al ballottaggio contro Virginia Raggi tra Alfio Marchini, Roberto Giachetti e Giorgia Meloni. Lo rivela un sondaggio condotto dall'Istituto Piepoli per Affari Italiani.
Dopo il passo indietro dell'ex numero uno della Protezione Civile Virginia Raggi resterebbe saldamente in testa al 27,5%. In seconda posizione Giorgia Meloni, candidata di Fratelli d'Italia - Lega-NoiConSalvini, che si attesta al 20,5%. Alfio Marchini è vicinissimo con il 20% dei voti. In quarta posizione (19%) Roberto Giachetti, candidato del Partito Democratico. Altri candidati tutti insieme al 13%.
roma
fONTEhttp://www.huffingtonpost.it

**ULTIM'ORA** SCONTRI E RISSE TUTTI CONTRO RENZI E SOLO COLPA TUA...

Scontri in piazza tra antagonisti e polizia a Pisa, nei pressi della sede del Cnr dove si tiene la celebrazione per l'Internet Day, per i 30 anni della prima connessione web italiana. Il bilancio di una mattinata ad alta tensione è di alcuni contusi: due sono manifestanti, appartenenti all'area antagonista, un altro è un agente colpito a una gamba. Tra i contusi anche il videomaker di Repubblica.it, Andrea Lattanzi che, al telefono, spiega di aver ricevuto un colpo al volto, "forse con un manganello, e uno alla schiena", mentre stava riprendendo i momenti di tensione. "Sono cose che possono succedere", aggiunge spiegando di avere solo un labbro gonfio.

Il corteo era promosso da centri sociali, sindacati di base e collettivi universitari, poi ha aderito anche l'associazione vittime del salva banche. Scontri e cariche di alleggerimento sono avvenute quando il corteo ha raggiunto la recinzione dell'area della ricerca del Cnr di Pisa dove si svolgeva la cerimonia alla presenza del ministro Stefania Giannini e con un collegamento video con il premier Matteo Renzi.
   
Quando i manifestanti hanno raggiunto la rete, si sono avvicinati minacciosamente al cordone di poliziotti schierati a protezione, gli agenti hanno allontanato i giovani in testa al corteo, appartenenti all'area antagonista, con un paio di cariche di alleggerimento. I manifestanti hanno reagito con un fitto lancio di oggetti e ortaggi. Il corteo, composto da oltre 500 persone molte delle quali giunte anche da fuori città, aveva attraversato le principali vie del centro senza disordini. 

L'area è blindata da centinaia di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa e le principali strade d'accesso sono chiuse al traffico. Durante il corteo sono stati scanditi slogan contro il governo e il Pd.

"Spiace per gli scontri che si sono registrati questa mattina, sono abbastanza incomprensibili". Lo dice il premier Matteo Renzi in collegamento video con l'internet Day. "Stiamo discutendo di come Internet possa aiutare il Paese a creare competitività. E' una di quelle cose su cui non ha proprio senso litigare, anzi bisogna coinvolgere più persone possibili".

Fonte : http://www.ansa.it/toscana/notizie/2016/04/29/internet-day-alta-tensione-a-pisa-scontri-tra-manifestanti-e-polizia-_b81e5734-372b-4b73-b43b-ad91ad95bd16.html

ULTIM'ORA PICCHIATI MANIFESTANTI A PISA

Tafferugli tra manifestanti e agenti di polizia in occasione delle celebrazioni dell'Italian internet day a Pisa. La polizia ha caricato un gruppo di antagonisti che stava manifestando contro le politiche del governo Renzi.
 Le parole di Renzi sugli scontri di Pisa: "Mi spiace per gli scontri registrati questa mattina, sono abbastanza incomprensibili". Lo ha detto il premier, in collegamento con la cerimonia per i 30 anni di Internet in corso a Pisa. "Stiamo discutendo di come Internet possa aiutare il Paese a creare democrazia, partecipazione, posti di lavoro. E' una di quelle cose su cui non ha senso litigare, anzi", ha aggiunto Renzi.

Durissimi scontri stamattina a Pisa per l'Internet Day, la giornata dedicata ai 30 anni della "rete", l'evento in programma al CNR, al quale avrebbe dovuto prendere parte anche Matteo Renzi. Il premier però è stato trattenuto a Roma dall'incontro con il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e si collegherà solo in video-confererenza.

I manifestanti si sono dati appuntamento di fronte al Comune. Dopo un sit in in piazza xx settembre, il corteo ha attraversato il Ponte di Mezzo in direzione ponte della Fortezza, per poi raggiungere il Cnr. Qui alcuni dimostranti, si sono sarebbero avvicinati minacciosamente al cordone di poliziotti schierati a protezione, gli agenti hanno quindi allontanato chi era in testa al corteo. I manifestanti, sopratutto di area antagonista, hanno replicato lanciando frutta e ortaggi. Le forze dell'ordine ha quel punto hanno caricato: la prima di contenimento, la seconda più violenta. Alcuni ragazzi sarebbero stati manganellati e feriti. Anche un agente sarebbe stato ferito a una gamba.



FONTE:: http://www.fanpage.it/pisa

giovedì 28 aprile 2016

SCANDALO: L'ACCORDO FRA EUROPA E TURCHIA È FUORILEGGE! DENUNCIA DEL M5S AL PARLAMENTO EUROPEO! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA SCOPERTA VERGOGNOSA!

di M5S Europa
L’accordo siglato fra Europa e Turchia sui migranti non può essere considerato valido. E’ fuorilegge. Il MoVimento 5 Stelle denuncia la nullità di questo accordo perché, a norma di regolamento, il Parlamento europeo deve dare il nulla osta a tutti i trattati internazionali siglati dalle Istituzioni europee. In questo caso, invece, l’unica Istituzione europea eletta direttamente dai cittadini è stata tagliata fuori. Non è stata né consultata, né si è espressa con una votazione.
Lo scorso 18 marzo il Consiglio europeo (i Capi di Stato e di governo dei Paesi membri) e la Turchia hanno adottato una “Dichiarazione congiunta” che prevede il vergognoso scambio vite umane/soldi: con l’accordo sono stati stanziati complessivamente sei miliardi di euro per fermare il flusso di migranti e promessa la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi. La Turchia ha usato le migrazioni come un'arma di ricatto e di estorsione politica. E’ inaccettabile! Tanto più che la Turchia non è un alleato pienamente democratico e non può essere considerato uno “Stato sicuro” in cui rimandare richiedenti asilo.
I Trattati, inoltre, prevedono il coinvolgimento del Parlamento europeo in tutte le operazioni di bilancio. I deputati saranno chiamati ad approvare impegni di spesa senza essersi potuti esprimere a monte sulla opportunità del loro stanziamento. I rappresentanti dei cittadini hanno il diritto-dovere di contribuire a decidere come vengono spesi i soldi dei contribuenti europei. Il Consiglio europeo (teleguidato da Berlino) ha bypassato il Parlamento europeo perché sa che lì le voci critiche nei confronti della Turchia sono la maggioranza.
Il MoVimento 5 Stelle propone un ricorso alla Corte di Giustizia per annullare l’accordo per la violazione delle sue prerogative (art. 263 TFUE) e del principio di leale cooperazione tra Stati membri e Istituzioni europee (art. 5 TUE) e per ristabilire legalità.

VERGOGNA TG1: GUARDATE IL SERVIZIO CHE DIFFAMA IL M5S! E NOI DOVREMMO PAGARE IL CANONE PER QUESTO SCHIFO? GUARDATE E INDIGNATEVI!

+++ VERGOGNA TG1+++ GUARDATE IL SERVIZIO CHE DIFFAMA IL M5S! E NOI DOVREMMO PAGARE IL CANONE PER QUESTO SCHIFO? GUARDATE E INDIGNATEVI!

ULTIM'ORA: SI È RISVEGLIATO MATTARELLA! CORRUZIONE POLITICI PIÙ GRAVE! GUARDATE E DIFFONDETE!

Ora Mattarella lancia l'allarme. "Corruzione politici è più grave"
"La corruzione va combattuta senza equivoci o timidezze". Questo è l'appello di Sergio Mattarella, intervenuto alla Scuola superiore della magistratura
"Continuare a spezzare le catene della corruzione e delle complicità. La corruzione è un male gravissimo della nostra società che inquina le fondamenta del vivere civile". Parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenuto all'inaugurazione dei corsi di formazione per l'anno 2016 della Scuola superiore della magistratura.
Mattarella ha inoltre sottolineato l'importanza dei provvedimenti della magistratura, che "incidono sulla realtà sociale", e "a volte in realtà drammatiche". "Il rispetto delle competenze altrui costituisce la migliore garanzia per la tutela delle proprie attribuzioni" ha dichiarato davanti al ministro della Giustizia Andrea Orlando, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "L'efficienza del sistema è indispensabile per rendere effettiva la possibilità dei cittadini di agire in giudizio per tutelare i propri diritti".
Mattarella non si è astenuto dal commentare i lunghi tempi che affligono il sistema giudiziario italiano. Affermando che "il tempo non è una variabile indipendente" rispetto alla assicurazione del diritto alla giustizia dei cittadini e perciò "è auspicabile che si affronti con determinazione questo problema". "Le analisi - ha aggiunto - recentemente svolte dal ministero della giustizia inducono a ritenere che una riduzione dei tempi della giustsizia non è collegata solo a nuove leggi e investimenti ma anche a una gestione razionale del singolo ufficio. Con interventi funzionali - ha sottolineato - "è possibile ridurre sensibilmente il carico arretrato". Il problema, sostiene Mattarella, richiede l'impegno di "uffici giudiziari sul piano organizzativo e gestionale, Parlamento e Governo sul piano legislativo e su quello delle risorse, ricercando la massima condivisione".
"La magistratura ha il compito di perseguire i reati, le istituzioni politiche quello di agire per prevenire e sconfiggere i fenomeni corruttivi. E quello, insostituibile, di perseguire l'interesse comune, definendo le regole di legge, e quello di dotare il sistema giustizia di norme chiare ed efficaci e di mezzi adeguati. Per questo comune obiettivo occorre perseguire forme di collaborazione istituzionale. La magistratura non è e non vuole essere un'alternativa alle istituzioni politiche" ha specificato a il capo di Stato. Mattarella ha anche affrontato il problema della corruzione, definendola "La corruzione è un male gravissimo della nostra società che inquina le fondamenta del vivere civile. Va combattuta senza equivoci o timidezze". L'unica soluzione è quella di "continuare a spezzare le catene della corruzione".
Fonte: Il Giornale.it

DI BATTISTA CONQUISTA RAI2: AL PROGRAMMA VIRUS SI È VISTO UN PERFETTO DI BATTISTA INTERVISTATO DA NICOLA PORRO! GUARDATE E DIFFONDETE!


+++ DI BATTISTA PERFETTO +++ GUARDATE COSA HA DETTO IL NOSTRO ALESSANDRO DI BATTISTA IN DIRETTA SU VIRUS! APPLAUSI A SCENA APERTA PER LUI! DIFFONDETE!

ULTIM'ORA BOMBA: ELEZIONI ROMA, ANTONELLO VENDITTI: RISPETTO SOLO IL M5S! GUARDATE E DIFFONDETE!

«Roma non è pronta per le elezioni». Neanche lui: perché Antonello Venditti non sa proprio chi votare. A poco più di un mese dalle elezioni amministrative, il cantante (in libreria con il romanzo Nella notte di Roma) è sicuro soltanto di una cosa: «Se fossi stato sindaco, avrei commissariato la città due anni per mafia, dato poteri straordinari a due commissari e non sarei andato proprio alle elezioni: siamo ancora frastornati, la situazione non è trasparente, non abbiamo certezze su chi finanzia i partiti, la metà dei candidati sono gli stessi del passato».
Andrà a votare?
«Ora parto in tour, forse suono quel giorno… Sicuramente al ballottaggio ci sono. Davvero non ho idea di che cosa votare, mi farò un’idea. Avevo votato Renzi alle primarie, ci avevo creduto. Ma oggi non mi sento rappresentato da nessuno».
Su Facebook ha fatto un post dal seggio del  referendum sulle trivelle…
«Non mollo, mi interesso. Sto sul pezzo, anzi molti mi attaccano perché parlo chiaro».
Ha i suoi haters?
«Io mi incazzo, eh? Però mi controllo. Se mi dicono “zecca comunista” non rispondo “zecca fascista”. Inizio con “caro amico”. O “abbracciamoci”. Cerco di dialogare. Mi dicono: quando canti va bene, per il resto stai zitto. Evidentemente vedono in me una persona libera e tentano di ridurmi a un partito di destra, di sinistra…».
Si sente piuttosto un anarchico?
«Nel senso di non volere etichette, sì. Sa qual è la persona che politicamente mi ha fatto sentire più a mio agio?».
Veltroni?
«No, Pannella. A Walter voglio bene, ma con Marco ti senti a casa. Sono andato a trovarlo, a sigarette ce la battiamo ancora».
I suoi votavano Democrazia cristiana?
«No, Partito liberale».
Le hanno trasmesso la passione politica?
«No, quella nasce perché ero grasso. Per i miei compagni di classe ero un cicciabomba. Ho iniziato a interessarmi di politica per vedere se qualcosa poteva cambiare. È cambiato quando sono dimagrito. E quando ho capito che gli stupidi erano i bulli».
Ha militato in tanti movimenti di sinistra, e nel libro ricorda l’estate del ’79, in spiaggia a Ostia, con Allen Ginsberg.
«La gente arrivava da tutto il mondo per sentire i poeti beat. Il Partito comunista era un sogno di cultura e libertà. Anche oggi la gente ha fame di eventi culturali, ma non c’è il respiro del futuro. Dopo Berlinguer, a sinistra, non c’è stato più un riferimento di livello. Le unioni civili, il petrolio: le grandi questioni vanno spiegate da menti alte».
Suo padre, da viceprefetto, glielo spiegava il mondo?
«Non capivo che cosa facesse, in realtà. Un giorno je dico: a papà, ma che fai la domenica che nun ce stai mai? Hai l’amante? E lui mi fa: Antonello, vuoi vedere che faccio? Mi ha portato a Palazzo Chigi nella stanza dei bottoni, con dei monitor ancora rudimentali: se c’era qualche allarme in Italia andava mio padre. Non esisteva ancora la Protezione civile».
A proposito. Che cosa ha pensato quando Bertolaso ha detto a Giorgia Meloni di fare la mamma e basta?
«È una cosa troppo bassa per essere commentata. Solo a Bertolaso può venire in mente una cosa così».
Adinolfi?
«Non mi appassiona».
Nel 2013, alle scorse elezioni, andò a chiudere con un concerto la campagna di Alfio Marchini, che oggi corre da solo. Lo rifarebbe oggi?
«Oh, ora posso spiegare: quando arrivò… Come si chiama? Coso… L’ho rimosso…».
Marino?
«Eh, Marino. L’ex sindaco. Da parte del Pd c’era la presunzione di pensare: è chiaro che tu vieni a suonare a San Giovanni. Pacca sulle spalle. Io, però, di questa generazione di politici, non conosco nessuno. Ho visto una volta Marino, Giachetti non lo conosco, Renzi l’ho incrociato a Porta a porta. Nessuno mi ha cercato e io non cerco nessuno. Per cui per me il Pd è un oggetto misterioso. Se tagli i ponti e poi ti presenti, io ti dico: scusa, innanzitutto, chi cazzo sei?».
Invece che cosa ha detto?
«Scusate, sarei in tour con 70 persone che lavorano. Non stacco per venire a suonare Roma capoccia da te, solo, col pianoforte. Non me la sento. Non voglio niente per me, ma se mi vuoi, devi parlare con il mio impresario e pagare i miei collaboratori. Marchini l’ha fatto. Io non ho preso nulla, ma ho fatto lavorare tutti gli altri. Alfio era il candidato perfetto del Pd, allora».
Oggi lo rifarebbe?
«No, è diverso. Anche lui si è giocato l’autonomia. Io rispetto invece il Movimento 5 Stelle perché non fa parte di coalizioni, non è contaminato da altre forze. Perdo da solo o vinco da solo, questa è la sua forza».
Le piace Virginia Raggi?
«Non conosco neanche lei. Sono filo-movimento, però, e lo rispetto moltissimo, perché qualcosa deve accadere assolutamente. Posso dire che ci penserò».
Fonte: vanityfair.it

ATTACCATO OSPEDALE DI MEDICI SENZA FRONTIERE 38 VITTIME

Tre raid aerei hanno colpito l’ospedale al-Quds di Aleppo,gestito da Medici Senza Frontiere. Tra le vittime, che sono almeno trentotto, ci sono anche tre bambini e l’ultimo chirurgo pediatra rimasto nella zona controllata dai ribelli, Wasem Maaz. L’Ong che gestisce la struttura afferma inoltre che il raid, avvenuto intorno alla mezzanotte del 27 aprile, ha distrutto l’edificio.
L’esercito della Siria, che in un primo momento era stato indicato come autore del raid, ha negato che siano stati i suoi aerei da guerra a colpire l’ospedale al-Quds ad Aleppo. Lo riferisce la tv di Stato siriana, citando appunto una fonte militare.A riferire la notizia dell’attacco è stata invece l’emittente al-Jazeera, mentre la conferma arriva dal mediatore per la Siria delle Nazioni unite, Staffan de Mistura, il quale ha detto che il bombardamento aereo contro un ospedale ha “probabilmente provocato la morte dell’ultimo pediatra” della zona. L’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, ha anche invitato le parti in conflitto a rispettare il cessate il fuoco, e sollecitato Russia eStati Uniti a fare tutto il possibile per salvare il processo di pace.Le fonti affermano che il raid ha colpito anche abitazioni nel quartiere di Sukkari, dove sorgeva l’ospedale al Quds. Secondo le stesse fonti locali il bilancio è destinato a salire, a causa dell’alto numero di civili gravemente feriti.
L’attivista locale Abdel-Rahman, membro dell’ong White Helmet Civil Defence, ha dichiarato all’agenzia di stampa Dpa: “Abbiamo trenta corpi, 22 sono stati identificati e di otto non conosciamo ancora i nomi”. Secondo il primo bilancio diffuso da Medici senza frontiere, invece, “almeno 14 persone tra pazienti e staff sono rimaste uccise”.
L’organizzazione umanitaria su Twitter spiega che si è trattato di un “attacco aereo diretto”, che la struttura  stata distrutta e che fra le vittime ci sono almeno tre medici, tra cui l’ultimo pediatrache era attivo nella città. “Condanniamo la distruzione dell’ospedale al-Quds ad Apello, che priva le persone di assistenza sanitaria essenziale. Gli ospedali non sono un obiettivo“. Sul social network l’organizzazione ha lanciato l’hashtag #NotATarget.
fONTE ILFATTOQUOTIDIANO

ULTIM'ORA: Elezioni Roma, B. scarica Bertolaso: “Ora Forza Italia sostiene un nuovo nome.

Forza Italia cambia cavallo per le elezioni comunali di Roma. “Con il dottor Guido Bertolaso abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura dell’ingegner Alfio Marchini. Non è una scelta nuova. Marchini era stato la nostra prima opzione, ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione”. Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota.

"QUELL'IDIOTA DI RENZI" GRANDE BARBARA LEZZI

OBAMA HA RIAFFERMATO LA SUDDITANZA DELL'EUROPA

di Salvo Ardizzone
Nei suoi viaggi di fine Presidenza, Obama tenta di dare fondamenta ai suoi mandati, cercando un futuro alle sue politiche; in Arabia Saudita, Gran Bretagna e Germania ha ribadito le tesi della sua Amministrazione, la gran parte delle quali destinate a rimanere anche nella prossima, per la semplice ragione che le posizioni della Casa Bianca rispecchiano gli interessi di quei poteri forti a Stelle e Strisce che da sempre guidano la politica Usa.
Al di là dei singoli temi, la visita a Riyadh ha ribadito come la storica intesa con i Paesi del Golfo sia ai minimi storici per il fatto che quell’area non è più considerata primaria per i nuovi interessi Usa, proiettati sul Pacifico. I troppi problemi, e il troppo gravoso impegno per gestirli, spingono Washington ad un parziale disimpegno che terrorizza le petromonarchie e spinge al parossismo l’aggressività di Israele, che si sentono traditi da chi li ha sempre protetti e che adesso non trova più conveniente continuare a farlo.
A Londra Obama non poteva essere più chiaro con un Cameron traballante per le rivelazioni dei Panama papers, che ha un disperato bisogno d’appoggio. A un’Inghilterra autoreferenziale, che si trastulla con il referendum sulla Brexit contando sul vantato rapporto speciale con gli Usa, ha detto rudemente che quel legame è esistito perché ha permesso agli Stati Uniti di tenere meglio le redini dell’intera Europa; se Londra uscisse dalla Ue non avrebbe più alcuna utilità per le strategie di Washington. Rimarrebbe solo ciò che è: uno Stato come tanti, che in più ambisce a divenire una piazza per l’economia globale, vale a dire a fare concorrenza a Wall Street, colpa imperdonabile agli occhi dello Zio Sam. E per dirlo non si è preoccupato di entrare a gamba tesa in una delicata campagna elettorale, incurante delle inviperite reazioni di chi la Brexit la sogna.
In Germania ha concluso il suo tour con la visita politicamente più pesante: se nel Golfo c’è stato per ribadire il tramonto di una politica e in Inghilterra per richiamare al suo ruolo chi pensava d’essere importante, la due giorni tedesca è servita per ribadire che per la Casa Bianca adesso è Berlino a contare più di Londra.
La Germania è considerata indispensabile per mantenere il controllo sull’Europa, a maggior ragione ora che l’Inghilterra insegue sogni d’uscita dalla Ue; ma il momento è delicato per la sua leadership alle prese con la crisi politica sui migranti che ne sta minando il consenso; di qui la più ampia investitura concessa alla Merkel, ricoperta di elogi fino all’imbarazzo. L’intenzione è legarla a Washington, archiviando le passate contrapposizioni e facendone il proprio strumento per dominare l’Europa e contrapporsi a Putin, vincendo le resistenze dell’industria tedesca che quelle sanzioni non le vuole.
Insomma, l’investitura di una relazione speciale, che passa da Londra a Berlino. Come contropartita ad una leadership in difficoltà a cui dà pieno appoggio, Obama chiede alla Merkel di spendersi nei negoziati per l’approvazione del Ttpi, in corso ormai da anni e giunti alle strette finali malgrado la resistenza di diversi Paesi che vedono in quel trattato una mazzata per le proprie economie.
Il Presidente Usa sa bene di avere poco tempo per farlo approvare, e sa pure che negli Usa solo il 15% degli elettori è favorevole, come d’altronde nella stessa Germania soltanto il 17% dei tedeschi l’accetta; ma è un colossale regalo a cui le multinazionali e la finanza globale non intendono rinunciare, e solo un Presidente che non ha problemi di rielezione può spendersi senza riserve per esso.
Per questo intende spingere fino in fondo per la sua approvazione adesso, facendo affidamento sul sostegno di una Merkel in difficoltà, che ha bisogno di una sponda internazionale potente come la Casa Bianca per puntellare il suo potere che ora scricchiola.
Il G5 che si è tenuto ad Hannover, presenti la Cancelliera tedesca, Hollande, Cameron e Renzi, è servito a questo, a rafforzare la presa di Washington su leader in affanno, e riaffermare la sudditanza dell’Europa verso gli Usa.
Fonte:http://www.ilfarosulmondo.it

mercoledì 27 aprile 2016

DI MATTEO ATTACCA LA POLITICA! ANCORA SCONTRO TRA MAGISTRATURA E POLITICA! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON NINO DI MATTEO!

Di Matteo: “Politica incapace di colpire i corrotti, ma punisce chi combatte la mafia”
Duro intervento di Nino Di Matteo nella polemica fra una componente della magistratura e il Governo.

Di Matteo: “Politica incapace di colpire i corrotti, ma punisce chi combatte la mafia”
Duro intervento di Nino Di Matteo nella polemica fra una componente della magistratura e il governo.
Non si placa la polemica fra alcuni magistrati e membri dell’esecutivo guidato di Matteo Renzi, scatenata dalle parole del Presidente dell’Anm Piercamillo Davigo sulla corruzione all’interno della classe politica italiana. E un ulteriore elemento di conflittualità rischia di essere rappresentato dall’intervista rilasciata a La Repubblica da Antonino Di Matteo, pubblico ministero del processo in cui si cercherà di fare luce sulla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia. Di Matteo non ha dubbi e definisce quelle di Davigo “parole chiare, coraggiose, condivise dalla stragrande parte dei magistrati”.
Poi aggiunge: “Non c'è stata e non c'è una guerra fra politica e magistratura. Una guerra evoca volontà e azione bilaterali. Piuttosto, negli ultimi 30 anni, con sfumature e governi di colore diverso, c'è stata un'offensiva organizzata, costante e abilmente condotta di una parte della politica contro una parte della magistratura, quella che si ispira esclusivamente al principio dell'eguaglianza di tutti innanzi alla legge”. Nella lettura del pm, uno dei punti critici è rappresentato dall’istituto della prescrizione che “è utilizzata da alcuni “politici come un comodo rifugio rispetto alla responsabilità dei delinquenti dal colletto bianco”.
Quanto ai rapporti con la mafia, Di Matteo ribadisce: “Tante assoluzioni o archiviazioni riguardanti esponenti politici fanno riferimento a rapporti accertati con mafiosi, dunque a dei fatti, che però non sono diventati reato. E la politica cosa fa? Si è dimostrata del tutto incapace di reagire, punendo con meccanismi di responsabilità interna coloro che cercano i mafiosi. È molto più facile attaccare i magistrati […] A prescindere dall'eventuale configurabilità di un reato, certe frequentazioni fra mafia e politica sono evidenti, e la politica ancora oggi non sa o non vuole capire. Non è un caso che negli ultimi dodici anni due presidenti della Regione Siciliana siano stati processati per mafia”.
continua su: http://www.fanpage.it/di-matteo-politica-incapace-di-colpire-i-corrotti-ma-punisce-chi-combatte-la-mafia/
http://www.fanpage.it/

CLAMOROSO: BUFERA A NAPOLI! LA CANDIDATA SINDACO PD BECCATA! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA!

È una vera e propria bufera quella che si sta sollevando intorno a Valeria Valente, renzianissima candidata a sindaco di Napoli per il Partito Democratico. Leggiamo su Fanpage:
Valeria Valente è in campagna elettorale per le prossime comunali a Napoli, ma per la Camera dei Deputati risulta il missione. Pure risultando assente in aula, la candidata sindaco del centrosinistra, percepisce lo stesso una diaria  – ovvero il rimborso previsto per soggiorni e trasferte – di circa 3500 euro mensili.A portare alla luce il caso è Franco Bechis su Libero, che rileva come “la Valente quando è assente dall’aula risulta in missione per conto della presidente Laura Boldrini”. Spiega Fanpage:
“Libero” mette insieme una serie di appuntamenti per la campagna elettorale che vanno dal 18 gennaio al 21 aprile incrociandoli con i dati delle presenze in parlamento: il 21 aprile la Valente risulta in missione, e a Napoli incontra  gli esponenti di “Napoli Popolare”, una delle liste che la sosterranno alle elezioni e prima ancora visita la chiesa del Carmine; il 20 aprile la candidata del Pd risulta sempre in missione per conto della Boldrini e incontra a Napoli i rappresentanti di un’altra lista che la sosterrà alle elezioni “Cittadini per Napoli” oltre a presenziare a una iniziativa di Coldiretti; il 19 aprile la deputata è sempre in missione per conto della Camera dei deputati e a Napoli incontra il mondo della scuola all’Hotel Costantinopoli. Il 6 aprile scorso la Valente, che risulta sempre in missione per contro della Camera, ha in agenda come appuntamento clou: la pizza con Matteo Renzi a Napoli. Tra gli appuntamenti elettorali della Valente nei giorni in cui risulta in missione per conto della Camera ci sono anche i comizi con De Luca, il forum a “Il Mattino” per la campagna elettorale e anche gli appuntamenti della campagna per le primarie contro Bassolino.

ULTIM'ORA VERGOGNOSA: È ARRIVATO L' OK PER IL CANONE IN RAI IN BOLLETTA! ECCO COSA FARE PER NON PAGARE!

Arriva anche il via libera del Consiglio di Stato al canone in bolletta. Dopo essere stato bloccato il mese scorso, il provvedimento diventa operativo e il canone tv da luglio sarà incluso nella nostra bolletta. Il parere favorevole è arrivato dopo che il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito, anche se solo in parte, i dubbi sollevati dal Consiglio di Stato il 7 aprile.
Rilievi non accolti - Tra i rilievi che erano stati avanzati, è stato chiarito cosa si intende per apparecchio tv, ma – spiega il quotidiano Repubblica – la definizione è stata scritta in una nota esplicative e non nel decreto stesso (come era stato richiesto dal Consiglio di Stato), lasciando aperta la possibilità di includere tablet, computer e smartphone (che per ora non sono soggetti a canone) in futuro. Per quanto riguarda la richiesta del Consiglio di Stato di ribadire nel decreto che il canone si versa una sola volta anche se ci sono più televisori in casa, il Ministero ha precisato che questo punto si deduce con chiarezza dalla Legge di Stabilità del 2016 che ha varato la novità del canone in bolletta e quindi non è serve riaffermarlo anche nel decreto applicativo. Infine, il Consiglio di Stato aveva invitato a rendere più comprensibile il testo del decreto per un’ampia platea, ma lo Sviluppo Economico non lo ha modificato con la motivazione che si tratta di un atto tecnico. Nonostante abbia dato parere favorevole, il Consiglio di Stato ha rinnovato l’appello ad allegare al decreto, per lo meno, tutte le istruzioni e la modulistica necessarie ai cittadini per invocare l'esenzione dal pagamento quando ne hanno diritto con un linguaggio comprensibile ai non addetti ai lavori.
Rilievi accolti – È stato chiarito che le aziende elettriche concessionarie del canone avranno una compensazione economica. Questa non ricadrà sulla bolletta dei cittadini, ma sarà coperta dai fondi dell'Agenzia delle Entrate in modo forfettario per evitare che le aziende elettriche possano chiedere di più di quanto stabilito. Il ministero ha anche accolto la richiesta del Consiglio di Stato che tutti i dati del cittadino siano trattati secondo la prescrizione del codice della privacy, sotto le istruzioni del garante. È stata anche semplificata la richiesta di esenzione di una delle due utenze per chi ha più di una casa. Infine, il ministero ha promesso una campagna informativa più capillare per spiegare bene ai telespettatori italiani i loro nuovi diritti e doveri.

ULTIM'ORA: PD NEL PANICO A ROMA! GLI ONESTI STANNO CON LA MAGGIORANZA! GUARDATE E DIFFONDETE!

Ultimi sondaggi Ixè: Virginia Raggi saldamente prima, con una forbice tra il 28% e il 31%, Roberto Giachetti secondo, insidiato, nella forchetta più bassa da Giorgia Meloni le cui percentuali ballano intorno al 20%; confermata invece la debacle di Bertolaso dato al massimo all'8%. #PdNelPanico.
di Roberto Scafuri
Il rischio di perdere, assieme alla poltrona di sindaco, tutta la filiera di un potere più che Ventennale, sta facendo impazzire il partito di Renzi. Anche perché il candidato Giachetti non funziona, il centrodestra sebbene diviso marcia con Bertolaso e Meloni, Marchini non sfonda, e così la grillina Virginia Raggi rischia di arrivare al Campidoglio in carrozza. Il Pd sta sfoderando l'intero armamentario della maldicenza, delle trame e delle fandonie, pur di colpire la grillina. E pare che persino le banche creditrici del Comune, il cui ingentissimo dissesto è noto da tempo, siano interessate all'affossamento della giovane candidata di M5S. Così come il costruttore Caltagirone, che ha considerevoli partecipazioni nelle municipalizzate. Fin dall'inizio la Raggi è stata messa sulla graticola per essere stata giovane praticante dello studio Sammarco, partner di Previti. Circostanza che fu spiegata facilmente: «Facevo fotocopie in tribunale, come tutti i praticanti». E come se qualcuno, nell'Italia di oggi, possa permettersi di scegliere la possibilità di primo lavoro. Poi è arrivata l'Unità di Erasmo D'Angelis, che ha diffuso un video falso per dimostrare come la Raggi fosse stata berlusconiana. Scoperta la bufala sul Web, il direttore non si è scusato, anzi ha sostenuto che «questo è il giornalismo 2.0». Chi lo conosce bene, come qualche ex collega del manifesto, commenta su facebook di «non stupirsene affatto». Una dichiarazione della grillina sull'Acea, azienda municipalizzata dell'energia invisa ai cittadini per bollette impazzite e gestioni pessime, secondo il Messaggero di Caltagirone, ha fatto crollare le quotazioni in Borsa, «danneggiando i romani». Da ultimo, hanno tirato fuori che la ragazza avrebbe anche lavorato in uno studio vicino all'ex ad di Ama, Panzironi, di nuovo usando non la biografia ma la ricerca di lavoro come strumento di calunnia. Nonostante le smentite di Alemanno, la grancassa renziana composta dai Marcucci, Esposito, Romano, Verducci chiede spiegazioni, accusando la Raggi di essere «organica alla destra ma nascosta». Un po' vergognandosi dell'infamia, Giachetti dice di non «voler utilizzare queste cose». Ma alla Raggi, aggiunge, «preferisco di gran lunga la Meloni, Raggi è un po' rigida». Fosse vero, sarebbe davvero il toccasana. Per una cloaca di liquami a cielo aperto, come questa corrottissima Roma, versione pidì.

CLAMOROSO: ECCO COME L'ITALIA HA FAVORITO I PETROLIERI! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA!

Trivelle, la vera storia delle concessioni a vita: ecco come l’Italia ha favorito i petrolieri francesiProroga per l'impianto Vega di Edison-Edf prima del referendum, via libera nonostante la richiesta danni, campagna renziana contro il quorum, affare Vega B e Rospo Mare: il 17 aprile in Francia hanno festeggiatoA vincere il referendum anti-trivelle del 17 aprile sono stati soprattutto i francesi, anche se non se ne è accorto quasi nessuno. Grazie all’azione del governo italiano, che in più di un’occasione e con più di un provvedimento negli ultimi anni ha favorito Edison. Perché se è vero che Eni è la compagnia titolare della maggior parte delle concessioni interessate dalla consultazione, è altrettanto sicuro che i progetti più importanti e redditizi sono nelle mani della multinazionale controllata al 99,5% dal gruppo Électricité de France, per l’84% di proprietà statale. Che oggi, in virtù del mancato raggiungimento del quorum, può realizzare sia la piattaforma Vega B, a largo della costa di Pozzallo, in provincia di Ragusa (da affiancare alla già esistente Vega A), sia il progetto che prevede 4 nuovi pozzi per la piattaforma Rospo Mare B, in Abruzzo. Tutti riguardano l’estrazione di petrolio.La possibilità di sfruttare i giacimenti di gas e greggio per la loro ‘durata di vita utile’, opportunità non da poco introdotta dal governo Renzi nella legge di Stabilità, è il regalo più grande. Ma non è l’unico. Solo una vittoria del ‘sì’ al referendum avrebbe potuto ostacolare i progetti della multinazionale. Nonostante Vega B avesse già ottenuto l’autorizzazione, infatti, in caso di abrogazione della norma avrebbe fatto fede la data di scadenza della concessione, a dicembre 2022. E non si sarebbero più potuti rilasciare altri titoli entro le 12 miglia. Morale: Edison avrebbe avuto solo sei anni di tempo per mettere in piedi la piattaforma, scavare i pozzi ed estrarre. Un affare poco produttivo. Come quello dei nuovi 4 pozzi previsti da collegare alla piattaforma Rospo Mare B, nell’ambito della concessione B.C 8.LF (grazie alla quale già operano tre piattaforme e 29 pozzi). Se non fosse valsa ‘la vita utile del giacimento’, Edison avrebbe avuto tempo fino a marzo 2018 per realizzare nuovi pozzi. Ora potrà agire sine die. Pressioni politiche, rapporti diplomatici e lobby. Dopo l’affaire Tempa Rossa, è lecito interrogarsi su autorizzazioni, proroghe, circostanze e coincidenze che negli ultimi tempi hanno fatto felici i francesi.I CONTI DI EDISON - Edison ha chiuso il bilancio 2015 in rosso per 776 milioni, anche se con un indebitamento di 1.147 milioni di euro, 619 in meno rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda il settore degli idrocarburi, nel 2015 i ricavi di vendita sono aumentati del 6,7% rispetto al 2014. Sommando le produzioni interne e quelle all’estero, quella di petrolio è cresciuta del 4,6 per cento, risultato di un calo del 2,8% di quella domestica e di un aumento del 17,3% di quella estera. Un momento difficile, quindi. E in un’intervista al Corriere della Sera l’amministratore delegato Marc Benayoun ha spiegato che un eventuale ‘sì’ al referendum “avrebbe avuto un impatto economico negativo”. La posizione dell’azienda è chiara: per Edison l’esito del referendum è una vittoria. Nessun commento su presunti ‘trattamenti di riguardo’ da parte del governo.LA STRANA STORIA DELLE PIATTAFORME VEGA – Di certo c’è che ora nulla potrà fermare i progetti in cantiere. La concessione nell’ambito della quale verrà realizzata Vega B è la C.C6.EO. L’originario ‘Programma di Sviluppo’ venne approvato nel 1984 e prevedeva la realizzazione di due piattaforme, la Vega A e la Vega B. La prima è oggi la più grande piattaforma petrolifera fissa off-shore italiana, mentre la seconda non fu mai costruita e scomparve da qualsiasi documento. Fino al 2012, quando titolare della concessione era già Edison al 60 per cento con Eni socio di minoranza al 40 per cento. Il 5 gennaio 2012 la compagnia chiese una proroga decennale e a luglio dello stesso anno presentò domanda di pronuncia di compatibilità ambientale per Vega B. Sul sito del ministero si legge che a Vega A sono allacciati 19 pozzi, il nuovo progetto ne prevede altri 12. Perché, dunque, è ragionevole affermare che negli anni Edison ha ricevuto diversi trattamenti di favore da parte di via Veneto? Non tanto per la proroga della concessione (scaduta nel 2012 dopo 28 anni) arrivata il 13 novembre 2015, a neanche 6 settimane dall’entrata in vigore della legge di Stabilità 2016 con il divieto assoluto di nuove perforazioni entro le 12 miglia, quanto per i particolari del placet arrivato da Roma.INQUINAMENTO CON ‘BUONA CONDOTTA’ – Dopo la procedura integrata Via-Aia che si è conclusa positivamente al ministero dell’Ambiente il 15 aprile 2015 (negli stessi giorni è arrivato l’ok anche per Rospo Mare, al 61,7 % di Edison), a novembre il Mise ancora guidato da Federica Guidi ha concesso la proroga per “buona gestione del giacimento” fino al 2022, dimenticando un particolare non di poco conto. Lo stesso dicastero, infatti, si è costituito parte civile e ha richiesto un risarcimento di 69 milioni di euro a Edison nel processo che si sta tenendo a Ragusa e in cui la multinazionale è accusata di aver iniettato illegalmente in un pozzo sterile enormi quantità di rifiuti petroliferi tra il 1999 e il 2007, nell’ambito delle attività collegata alla piattaforma Vega A. Tradotto: ti chiedo risarcimento milionario perché inquini, ma ti faccio continuare a estrarre per ‘buona condotta’.QUESTIONE DI POLITICA DIPLOMATICA – In ballo ci sono tantissimi milioni di euro. E un rapporto, quello tra Roma e Parigi, che sembra essere assai saldo alla luce del favore a Total su Tempa Rossa e a Edison su Vega A. Non solo in tema energia: è ancora accesa la polemica per l’accordo siglato a gennaio 2015 dall’Italia per ridefinire i confini marittimi con la Francia. Nel silenzio assoluto e senza passare dal Parlamento, il governo ha dato l’ok alla cessione di un triangolo di mare al largo delle coste di Liguria e Sardegna. Acque molto pescose, per chi quel tratto di Tirreno lo conosce bene. E ricche di gamberoni e pesci spada. Ebbene, alla stipula del trattato di Caen non hanno partecipato solo ministeri politici, ma anche tecnici. Come quelli del Mise. Il motivo? L’articolo 4 disciplina ‘lo sfruttamento di eventuali giacimenti di risorse del fondo marino o del suo sottosuolo, situati a cavallo della linea di confine’. Giacimenti di risorse, quindi di petrolio o gas. Come quello di Tempa Rossa (concesso alla francese Total per il 50%, mentre l’inglese Shell e la giapponese Mitsui hanno ciascuna il 25%), come per la piattaforma Vega A e, in futuro, per Vega B.LE POSSIBILI PRESSIONI – Evidente, quindi, l’interesse della multinazionale e, di conseguenza, della Francia. Probabili le pressioni politiche. Che, in altri casi, ci sono state di sicuro. Del resto lo ha detto anche il ministro Maria Elena Boschi ai pm che l’hanno interrogata: “L’ambasciata inglese ci sollecitò l’emendamento Tempa Rossa”. I francesi hanno fatto lo stesso? Di certo lo stesso ministro Boschi (che a luglio ha rappresentato il governo ai festeggiamenti della Repubblica di Francia) a novembre è volata a Parigi per due importanti incontri istituzionali. E non è escluso che durante quei colloqui si sia parlato anche di energia. E quindi degli interessi di Edison che, come Eni del resto, è di proprietà pubblica. Interessi cui si è sempre dato un certo peso. Anche al di qua del confine.
FONTE: IlFattoQuotidiano.it

BOMBA RENATO ZERO CONTRO I POLITICI! DOBBIAMO FARE LA RIVOLUZIONE!

Il cantante romano parla di sé, della sua musica e di politica.
Domenico, poliziotto, Ada, infermiera. I genitori. Tre sorelle, come in Cechov. E sotto la cruna dell’ago, a ballare dietro a tutte le lenzuola stinte di una vita, Renato Fiacchini. Libero di cambiare colore, abitudini, pianeti. Non fuma più Renato Zero: “Ho smesso cinque anni fa, ma era solo un vezzo. Pensate che idiota, non ho mai aspirato in vita mia. Feci una coronografia e mi andò così di lusso che decisi di non sfidare ulteriormente il destino”. Impegnato a scattare Polaroid “col ventricolo sinistro”, mente e rincorre ancora i giorni, le ferite invisibili e i sogni di ieri. Lontano anni luce, come in quel disco del ’67. Produceva Gianni Boncompagni (che l’aveva battezzato “Zero” per irridere ai sottovalutatori). Venti copie vendute: “Forse meno: io venti mica ne ho viste in giro…”. Formello. Vento, studi di registrazione, vecchi amici a sciamare nell’ora di pausa delle prove del grande concerto, che andrà in scena 15 volte in un mese, dal 27 aprile, al Palalottomatica di Roma (“Se bastano, 15: abbiamo già venduto 90 mila biglietti”). Dal 1950 Renato fa a pezzi l’amore cesellando i migliori anni della nostra esistenza precaria. A 11 anni, la sua famiglia si trasferì dal centro alla periferia: “Da via Ripetta alla Montagnola. E furono danni seri. Dalla lira, in un secondo e mezzo, so’ passato all’euro. Stavo meglio co’ la lira però”. (Ride).
Il mondo 2016 le fa paura?
Non c’è da star tanto tranquilli. C’è molta agitazione. Russia, Usa, Siria, Africa. E questi signori della Corea del Nord sembrano un po’ nervosi.
Due dei brani più dirompenti dell’album sono dedicati alla politica: Nemici miei, cioè i politici, e Rivoluzione. Che rivoluzione vorrebbe?
Le più importanti della mia vita le ho fatte negli scantinati. Negli androni: entravo crisalide e uscivo farfalla.
Molto colorata.
Più colorita che colorata. Ma i colori, nella mia partitura, non spariscono mai. Neppure quando non sono felice.
Anche quando è triste?
Qualcuno sostiene che la tristezza sia grigia, ma io non credo. Se hai fantasia, puoi trasformarla in compagna di giochi, in ballerina, in fonte di ispirazione.
Sono tutti impegnati ad allontanare la malinconia come la peste, ma è un errore di prospettiva. Ci si dimentica cosa viene dopo.
E cosa viene dopo?
Dopo la tristezza c’è la felicità. Dopo la felicità invece in molti casi si apre il baratro.
E per la creatività? Meglio l’allegria?
Meglio la sofferenza. Se non hai un po’ di sofferenza non scrivi nulla di buono. Quando ero contento non sempre ho prodotto cose importanti.
La rivoluzione di ieri era negli androni. Quella di oggi?
Per fare una rivoluzione bastano pochi ingredienti. Una sveglia, una matita, anzi una penna così quel che scrivi non si cancella, un megafono. E poi l’androne di oggi: la piazza.
Oggi in piazza non va quasi più nessuno.
Finiremo per tornarci, io ci spero. Il pensiero libero si amplifica lentamente. Ci mette più tempo, ma poi si impone.
A Roma i candidati a sindaco si fatica a contarli.
Quanti milioni di persone vivono a Roma? Più di 4? In proporzione sono pure pochi.
Sarebbero? Lei non vota?
Se mi presentate uno di cui fidarmi, perbene e di ottima famiglia, magari lo voto pure.
Bertolaso spara: “Roma ha 4 mila topi per abitante”.
Se conta anche i miei sorcini, magari ci azzecca.
La politica di oggi?
Impunità, transumanza, trasformismo. Una cosa mestissima. Cambi continui di ruolo e di sceneggiatura. E meno male che il travestito ero io…
Nella nostra ultima intervista, lei disse che era meglio Renzi di Bersani perché quest’ultimo “ha sbagliato le creme” e pareva più vecchio della sua età. Ora è insoddisfatto anche sotto Renzi: che cos’hanno sbagliato, i “nuovi” politici?
Non le creme, ma solo perché ancora non le usano. Diciamo che non somigliano neanche lontanamente ai vecchi comunisti che venivano a casa mia, ma neanche ai liberali alla Malagodi e alla Bozzi, che sembravano nati con la vocazione della politica. Fanno i politici come qualunque altro mestiere, infatti passano da una carriera all’altra senza rendersi conto che, ogni volta che votano in Parlamento, possono rovinare la vita a 60 milioni di italiani. E senza troppo pensare a come migliorarla.
Attori, cantanti, registi, scrittori. Ieri tutti contro Berlusconi. Oggi tutti o quasi a favore di Renzi. È solo conformismo?
Chi fa il nostro lavoro non ha interesse a scontentare nessuno. Il ‘tengo famiglia’ è un problema serio.
Lei come ha ovviato?
Con una botta di matto. Praticamente mi gestisco da solo, mi produco e mi distribuisco i miei dischi da me. È un rischio calcolato comunque.
Perché?
Perché, per leccare certi potenti, ci vuole una lingua di due metri e mezzo. Molto porosa. E io non l’ho mai avuta.
Nel disco se la prende anche con i sindacati.
Oggi molti sindacalisti diventano onorevoli e per me è una cosa inconcepibile. Io i veri onorevoli li vedevo in casa mia. Mio zio è Mario Tronti, un comunista vero, cioè critico. Andò in Russia sebbene zia Antonia – che aveva un banco ai mercati generali e sotto al banco teneva pure le sue sacrosante preoccupazioni – avesse provato a fermarlo: ‘Se ti prendono, con quel che scrivi, finisci dritto in Siberia’. Zio Mario tornò sano e salvo. Con le medaglie e gli allori. Ma sempre critico, mai allineato. Il marchio di famiglia.
Questo per dire?
Anche l’attore più consumato prima o poi compie un errore che lo smaschera: solo se non reciti, non fingi e sei vero, hai qualche possibilità di restare dalla parte buona della storia e di riuscire nel miracolo di scrivere la tua in autonomia.

ULTIM'ORA CAPACCHIONE DISTRUGGE RENZI! ASCOLTI SOLO CHI PORTA UN BEL PACCHETTO DI VOTI...

In un'intervista a La Stampa la senatrice democratica e giornalista anticamorra critica il premier all'indomani dell'inchiesta che vede indagato il presidente del Pd campano per concorso esterno: "Nel partito c'è scarsissima percezione del pericolo che arriva dai colletti bianchi e dall'attività disinvolta di certe parti della Pubblica Amministrazione" 

“Matteo Renzi ascolta solo chi è portatore di grossi pacchetti di voti, mentre dovrebbe ascoltare anche chi non lo è. Tanti come noi non portano voti e per questo sono relegati ai margini”. A parlare in un’intervista a La Stampa è Rosaria Capacchione, cronista del Mattino di Napoli che vive sotto scorta per le minacce della camorra, eletta nel 2013 in Senato con il Pd. Un partito nel quale dice di non riconoscersi più dopo l’inchiesta antimafia sulla presunta corruzione e gli appalti truccati in favore del clan dei Casalesi, che vede indagato il presidente del Pd campano Stefano Graziano, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Fonte : fatto quotidiano.it

martedì 26 aprile 2016

MARCO TRAVAGLIO SHOW: GUARDATE IL VIDEO DEL GRANDE MARCO TRAVAGLIO A DI MARTEDÌ! SECONDO VOI HA RAGIONE TRAVAGLIO?

+++ TRAVAGLIO SHOW +++ SCONTRO POLITICA MAGISTRATURA. GUARDATE IL VIDEO DEL GRANDE MARCO TRAVAGLIO A DI MARTEDÌ! SECONDO VOI HA RAGIONE TRAVAGLIO?

CLAMOROSO: LA BOSCHI IL BILDERBERG E LA TRILATERALE! FATE GIRARE LA VERITÀ SU QUESTO GOVERNO!


di Roberto Fico

Nel 2012 era il Bilderberg, oggi è la Trilaterale, riunita per tre giorni a Roma sotto la protezione di un imponente apparato di sicurezza. Forse è il caso di ricordare cosa sia la Trilaterale, quanto questa organizzazione delle élite economiche abbia influito sulle politiche dei Paesi occidentali. La dottrina della Trilaterale è riassunta nel Rapporto del 1975: la democrazia entra in crisi quando ci sono troppi cittadini coinvolti e attivi; i cittadini non hanno gli strumenti per governare la cosa pubblica; troppa domanda politica e partecipazione ostacolano il funzionamento del sistema. Il fondamento della dottrina della Trilaterale è insomma la netta separazione fra potere (kratos) e popolo (demos): un pensiero antidemocratico penetrato nella società attraverso i media e realizzato progressivamente dagli esecutivi occidentali. Quando si comprimono i diritti perché altrimenti “non sono sostenibili”, quando si allentano i contrappesi della Costituzione e si restringono gli spazi di partecipazione perché “ci vuole governabilità”, dietro tutto questo c’è la dottrina della Trilaterale. Il Ministro Boschi convocato alla riunione dei potenti non è che il simbolo di un Governo senza autonomia, una misera pedina al servizio di interessi altri, non della volontà popolare. Tutto questo con il beneplacito di un Presidente della Repubblica che ha accolto serenamente una riunione della quale non ci è dato sapere nulla, perché non c’è uno straccio di giornalista che possa o voglia (come il Presidente della Rai) raccontare nulla. Questa vicenda non può essere chiusa sotto silenzio, utilizzeremo ogni strumento per vederci più chiaro.

CAMBIEREMO TORINO! IL M5S IN PIAZZA CON TRAVAGLIO E PARAGONE IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE! GUARDATE E DIFFONDETE!

Cambieremo Torino: firmato M5s
Tanti torinesi in coda per sottoscrivere la lista pentastellata. "Un bel momento di democrazia e partecipazione", gongola la candidata sindaca Appendino. In piazza i giornalisti Travaglio e Paragone in difesa della libertà d'informazione
Oltre 400 firme in poco più di due ore, altre centinaia in serata. I torinesi hanno fatto la fila per sottoscrivere le lista del Movimento 5 stelle (al Comune e nelle Circoscrizioni) . “È stato un bel momento di esercizio della democrazia e dell’essere cittadini a pieno titolo, commenta soddisfatta la candidata sindaca di Torino, Chiara Appendino. Tanta gente oggi in piazza Carignano a seguire l’evento “Liberiamo l'informazione” organizzato in occasione del 25 aprile. “La partecipazione è un dato fondamentale - sottolinea la Appendino - e in tanti ne hanno dato prova, sia firmando per la nostra lista sia assistendo al nostro incontro”. Iniziativa alla quale hanno partecipato, fra gli altri i giornalisti Marco Travaglio e Gianluigi Paragone e il senatore pentastellato Alberto Airola, l’unico che ha riservato qualche parola alle vicende amministrative: “Se rimanesse Fassino – ha affermato  - continuerebbe a fare il curatore fallimentare di una città che, se va avanti su questa linea, è spacciata. Con Chiara – ha concluso - noi abbiamo una candidata eccellente”.

“La libertà d’informazione e di espressione - ha detto Appendino - è un valore fondamentale da preservare, perché non averlo può portare a non avere la libertà di pensiero, a un pensiero unico dominante in cui il cittadino fa fatica a capire cosa succede”. “E questo - ha proseguito - vale anche per la nostra città, dove i torinesi hanno diritto di capire chi li amministra, cosa fanno gli eletti, come vengono spese le risorse. Dobbiamo mettere in atto tutte le azioni per permettere ai cittadini di conoscere e avere coscienza critica ed è quello che vogliamo fare”. Temi che sono un tradizionale cavallo di battaglia per il direttore del Fatto Travaglio: “Non è normale che, come succede in Italia, si dedichino tanti incontri alla libertà d’informazione - ha affermato  -. In nessun Paese democratico informazione, politica e economia sono la stessa cosa. Difendiamo l’informazione professionale perché è facilissimo imbonire la gente soprattutto quando dall’altra parte non c’è il controcanto”.

+++STIAMO PER ANDARE IN LIBIA A FARE LA GUERRA+++

Tra smentite e inviti alla cautela, si delinea il possibile contributo dell’Italia alla stabilizzazione della Libia. Palazzo Chigi e lo Stato Maggiore della Difesa smentiscono la notizia, pubblicata oggi dal Corriere della Sera, sull’invio di 900 militari italiani in Libia: si tratta di una notizia “priva di qualsiasi fondamento”, tagliano corto. L’idea, piuttosto, resta quella di inviare – appena si verificheranno le condizioni richieste - un contingente pari a "una compagnia, circa 200-250 uomini" a protezione della missione Onu, delle ambasciate europee e di altri uffici internazionali a Tripoli. I militari italiani avrebbero il compito di proteggere gli uffici tripolini della United Nations Support Mission in Libya, consentendo così all’inviato speciale Martin Kobler e ai diplomatici Onu di lavorare direttamente dalla capitale libica. Fonti della Difesa citate da Repubblica confermano che per difendere le organizzazioni internazionali a Tripoli in una prima fase l'Italia potrebbe guidare 250 uomini delle Nazioni Unite, fornendo un contingente di 50 militari fra esercito e carabinieri.
Le condizioni necessarie per l’avvio di un’eventuale missione italiana restano le stesse: la piena legittimazione del governo libico, una formale richiesta di aiuto alle Nazioni Unite, il mandato dell'Onu, il necessario passaggio parlamentare. "Ogni azione sul terreno, in termini di presenza delle Nazioni Unite, richiede un sostegno del Consiglio di Sicurezza con una risoluzione. Non siamo ancora a questo stadio", ha chiarito il vicesegretario generale dell'Onu, lo svedese Jan Eliasson. "Prima di tutto dobbiamo stabilire una presenza civile, rappresentanti dell'Onu e dell’Unhcr devono essere lì per [gestire] la situazione dei rifugiati e dei migranti e ci devono essere sufficienti condizioni di sicurezza per operare”, ha specificato Eliasson. “Se questo fosse il caso e il governo libico volesse una presenza diversa, per proteggere fonti di petrolio o qualsiasi altra cosa, ne dovremmo discutere in Consiglio di Sicurezza. Ma siamo ancora lontani da questo".
A Palazzo Chigi come a Palazzo di Vetro, insomma, vige ancora la linea della prudenza. Se infatti il premier libico Fayez al-Sarraj ha discusso ieri con il premier Renzi della necessità di un sostegno internazionale alla Libia, anche nella protezione dei pozzi di petrolio, il Consiglio presidenziale libico non ha ancora avanzato richiesta ufficiale all’Onu, passaggio necessario affinché il Consiglio di Sicurezza si riunisca e dia il via libera alla missione. Non bisogna dimenticare, infatti, che il governo Sarraj non gode ancora di piena legittimità, non avendo incassato, al momento, la fiducia del parlamento di Tobruk, ostaggio - almeno in parte - del generale Khalifa Haftar, sostenuto da Egitto e Francia.
Fonti qualificate citate da Askanews confermano che l’Italia parteciperà alle operazioni per "la sicurezza della missione Unsmil" a Tripoli: alla protezione della delegazione Onu e dell'inviato Martin Kobler il nostro paese parteciperà con ogni probabilità "con una compagnia", ovvero dispiegando fino a circa 200 uomini. A questo si affiancherà l'attività già prevista di formazione e addestramento, che prevede un impegno complessivo di 6.000-7.000 militari, con una partecipazione italiana fino a un massimo del 30% del totale. Un numero - hanno avvertito le fonti - che potrebbe variare con il consolidamento del governo Sarraj nelle prossime settimane. Appare "molto lontana", invece, l'ipotesi di "una missione anti-Isis" in Libia, per la quale sono già in prima fila i militari di Londra e Parigi.
Parte del contingente potrebbe arrivare dalla brigata Bersaglieri Garibaldi e dal reggimento Paracadutisti Folgore. Possibile anche l'invio dei Carabinieri del Tuscania: in caso di richiesta di forze speciali in funzione anti-Isis, sarebbero utilizzate unità del nono reggimento d'assalto Paracadutisti Col Moschin e del Comando subacquei e incursori (Comsubin) della Marina militare. L'assistenza aerea sarebbe garantita dai caccia Amx - quattro di questi velivoli sono già stati rischierati a Trapani, pronti a ogni evenienza - e dagli aerei senza pilota Predator: alcuni sono fermi alla base di Sigonella, altri sono già impegnati in attività di sorveglianza e ricognizione al largo delle coste libiche per il contrasto ai trafficanti di esseri umani (in coordinamento e a supporto degli assetti navali dell'operazione Sofia).
Altro possibile fronte di intervento è quello per il controllo dei flussi migratori dalla Libia verso l'Italia. Renzi ha auspicato che con Tripoli si possa replicare la stessa intesa raggiunta in passato con Tunisia e Albania per il controllo del fenomeno migratorio. L’idea lanciata da Renzi al vertice di Hannover è quella di integrare la missione militare navale Active Endeavour, che opera nel Mediterraneo per prevenire movimenti di terroristi o traffico di armi, con l'operazione in corso nell'Egeo per il controllo del flusso di migranti a supporto di Grecia e Turchia. La nuova missione avrebbe il compito di sorvegliare le coste libiche, andando a completare la missione navale europea Sofia per il contrasto al traffico di esseri umani.
Alla cautela italiana continua a contrapporsi un certo attivismo della Francia, che oggi si è detta “pronta ad aiutare” il governo di unità nazionale libico a garantire la "sicurezza marittima" del Paese. "Bisogna aspettare che il primo ministro (Fayez al-Sarraj, ndr) ci dica le misure di sicurezza che intende assumere e le richieste che intende avanzare alla comunità internazionale per garantire la sicurezza marittima della Libia. Noi siamo pronti", ha affermato il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, riferendosi in particolare al potenziale contributo di Parigi all'operazione marittima Ue contro i trafficanti di esseri umani al largo della Libia.
Fonte:http://www.huffingtonpost.it

ULTIM'ORA ULTRA BOMBA SUL PD DI RENZI INDAGATO PER CAMORRA...

Un'altro disastro in casa Pd: secondo quanto si è appreso, sarebbe indagato il presidente del Pd in Campania e consigliere regionale,Stefano Graziano. Il politico di spicco sarebbe finito nel mirino nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, che ha portato all'esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare: i carabinieri hanno disposto perquisizioni a Roma e Teverola, provincia di Caserta; tra i luoghi setacciati la casa di Stefano Graziano. Nell'indagine è coinvolgo anche l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio Di Muro.

Secondo le prime notizie, l'ipotesi di reato formulata nel decreto di perquisizione nei confronti di Graziano è quella di concorso esterno in associazione camorristica. Al vaglio degli inquirenti, tra l'altro, ci sarebbe il presunto appoggio alla sua elezione da parte dell'imprenditore della ristorazioneAlessandro Zagaria, finito in manette oggi nell'ambito della medesima inchiesta. Insieme a Di Muro, finito in cella, i carabinieri e i finanzieri hanno arrestato anche Roberto Di Tommaso, funzionario del Comune casertano, per il quale il gip di Napoli ha disposto i domiciliari.

Nel dettaglio, l'inchiesta riguarda l’appalto per i lavori di consolidamento di Palazzo Teti, immobile situato in via Roberto D’Angiò confiscato al padre dello stesso primo cittadino, Di Muro. La gara, che negli anni ha subito vari rallentamenti, secondo l’ipotesi accusatoria della Dda di Napoli, sarebbe stata vinta da un raggruppamento di imprese ritenuto vicino al clan guidato da Michele Zagaria. Già nel luglio 2015 l’ex sindaco, in carica fino a pochi mesi fa, fu oggetto di una perquisizione. Nell'inchiesta, secondo le indiscrezioni, la figura chiave sarebbe proprio Alessandro Zagari: l'imprenditore è ritenuto l'anello di congiunzione tra l'amministrazione e il clan guidato dal boss dei casalesi, soltanto omonimo, Michele Zagaria.

Fonte :  http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11902358/pd-campania-stefano-graziano-indagato-concorso-esterno-associazione-camorristica.html

FINALMENTE LE PAROLE GIUSTE!:"SIETE INDEGNI"

ULTIM'ORA HANNO APPENA PUBBLICATO I NUMERI UFFICIALI GUARDA COSA STA SUCCED...

A ‪‎Pomezia‬ abbiamo chiuso il 2015 con 15 MILIONI di risultato positivo. Capacità, caparbietà, trasparenza ed onestà continuano a guidare la nostra azione amministrativa.
Continuiamo a dimostrare che il taglio delle spese superflue e l'ottimizzazione della macchina amministrativa pagano. Chiudiamo il rendiconto 2015 con un risultato positivo di oltre 15 milioni di euro, raggiunto grazie alle azioni messe in atto in questi anni, dalla chiusura delle società partecipate inutili al taglio delle retribuzioni ai dirigenti, dal risparmio sugli affitti delle sedi comunali a quello dell'appalto sulla raccolta dei rifiuti. Tutto questo senza alzare le tasse ai cittadini, bensì fornendo loro servizi più efficienti e impegnando importanti risorse economiche nelle opere pubbliche. I numerosi cantieri avviati e conclusi nel corso del 2015 dimostrano che i risparmi conseguiti ci hanno consentito di rispondere concretamente alle esigenze della Città e dei cittadini.
L'azione di risparmio attuata non mira esclusivamente all'azzeramento del debito ereditato, ma a fornire a Pomezia i servizi e le infrastrutture che i cittadini meritano. Confermiamo quindi anche quest'anno che il cambio di rotta avviato dalla nostra Amministrazione sta dando frutti sempre più ricchi: abbiamo trovato un Comune sull'orlo del dissesto, oggi, dopo tre anni di buona gestione delle casse comunali, possiamo iniziare a lavorare con più agio cercando di rispondere in maniera sempre più efficienza. ..
Fonte : http://www.beppegrillo.it/m/2016/04/pomezia_torna_a_sorridere_con_fabio_fucci_e_il_m5s.html