giovedì 31 marzo 2016

VERGOGNA: CAMERA E SENATO SI RADDOPPIANO GLI STIPENDI AI COMMESSI!

Così Camera e Senato raddoppiano gli stipendi ai commessi
Una bozza preparata dalla maggioranza è pronta ad aumentare, fino a 2200 euro, gli stipendi dell'amministrazione di Camera e Senato
La maggioranza a Montecitorio ha pronta, come un asso nella manica, una bozza che potrebbe far lievitare gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato.
Nero su bianco sarebbero pronti dei maxi-aumenti che andrebbero, secondo quanto preannunciato da Il Tempo, dai 2200 euro per il più alto in grado dell'amministrazione, come il segretario generale, fino a 160 euro per i dipendenti più "poveri". Le virgolette sono d'obbligo, infatti, le indennità sono sempre rimaste elevate. Basti pensare ai 150mila euro l'anno versati per un documentarista con più di 20 anni di servizio. La bozza comunque protrebbe far tornare gli stipendi ai valori del 31 dicembre 2012, pari a più del doppio dei valori attuali.
I nuovi stipendi, se la bozza verrà presentata e approvata, peserebbero sui conti parlamentari per quasi un milione e mezzo di euro l'anno. Gli importi precisi sono ancora da calcolare, anche se, come riportato anche da Leggo, nel documento redatto dalla maggioranza, si tende a livellarlo al valore più basso, quello stabilito dal Senato. I sindacati hanno però già avanzato una loro soluzione: fare una media tra Senato e Camera.

SI DIMETTE IL MINISTRO GUIDI: ED IL MINISTRO BOSCHI E RRNZI COSA ASPETTANO? CONDIVIDI SE LA PRNSATE COME NOI!

Il Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi si è dimessa per lo scandalo che ha coinvolto il suo compagno, Gianluca Gemelli e la multinazionale petrolifera francese Total, che sarebbe stata favorita nell’ambito del decreto “Sblocca Italia” per mezzo di un emendamento ad hoc.
Restiamo in attesa che una simile decisione di dignità sia presa anche dalla Ministro Maria Elena Boschi per lo scandalo Banca Etruria che ha visto coinvolta buona parte della sua famiglia e da Matteo Renzi per essere responsabile di questo governo inconpetente e corrotto su tutti i fronti!
Purtroppo siamo quasi certi che la sensibilità istituzionale sia ormai esaurita nel governo
Voi siete d'accordo che il governo Renzi di dovrebbe dimettere domani stesso?

IL M5S INCASTRA RENZI: GUARDATE E DIFFONDETE, FINALMENTE SI SAPRANNO LE SPESE FATTE DA RENZI QUANDO ERA SINDACO DI FIRENZE!

Ecco perché la sentenza Tar può aprire la strada a pubblicazione delle note spese del premier-sindaco.

Secondo i giudici amministrativi, "gli unici limiti all'esercizio del diritto di accesso dei consiglieri comunali possono rinvenirsi nel fatto che esso deve avvenire in modo da comportare il minor aggravio possibile per gli uffici comunali". Tradotto: con una richiesta più circostanziata (M5s chiedeva oltre 1000 documenti), il Comune deve accontentare i richiedenti. E sempre al Tar pende il ricorso del consigliere di Sel Tommaso Grassi: se venisse accolto, Palazzo Vecchio dovrà produrre quanto richiestoIl Tar di Firenze ha deciso: è improcedibile il ricorso con cui i consiglieri comunali M5s hanno chiesto a Palazzo Vecchio gli scontrini delle spese sostenute da Matteo Renzi quando era sindaco. Festeggia il primo cittadino Dario Nardella, ma festeggiano anche i grillini. Nessun cortocircuito. Perché i giudici amministrativi, oltre a condannare il Comune a pagare 3mila euro di spese processuali in favore delle consigliere M5s Silvia Noferi e Arianna Xekalos, hanno emesso una sentenza che, tra le righe, potenzialmente indica la strada da seguire per ottenere i documenti tanto agognati. Nelle motivazioni del provvedimento, si legge infatti che quello firmato dal direttore generale di Palazzo di città il 24 dicembre 2015 non è un “diniego” alla richiesta del M5s, bensì un “differimento parziale giustificato dalla mole della documentazione potenzialmente interessata”. Nella fattispecie, si tratta di oltre mille documenti. Troppi, visto che, come scrivono i giudici, “gli unici limiti all’esercizio del diritto di accesso dei consiglieri comunali possono rinvenirsi nel fatto che esso deve avvenire in modo da comportare il minor aggravio possibile per gli uffici comunali“.Tradotto: con una richiesta più circostanziata, il Comune potrebbe accontentare (condizionale d’obbligo) i richiedenti, visto che – sottolinea la sentenza del Tar – “l’accesso dei consiglieri comunali è strumento di controllo e verifica del comportamento dell’amministrazione, in funzione di tutela di interessi non individuali, ma generali, e costituisce espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività”. Da qui la soddisfazione dei pentastellati, che già hanno annunciato una nuova istanza di richiesta atti, questa volta più precisa, a Palazzo Vecchio. Che, a loro dire, questa volta non potrà esimersi dall’accontentarli. Emblematica in tal senso la presa di posizione di Luigi Di Maio: “M5S ha portato in tribunale Comune Firenze e ieri ha vinto. Ora devono darci gli #scontrini di Renzi. Li pubblichi lui se ha il coraggio” ha scritto su Twitter il vicepresidente della Camera. Ovviamente sia il Partito Democratico che il sindaco di Firenze la pensano in maniera diametralmente opposta, bollando le dichiarazioni dei grillini come “l’ennesima bufala” di chi ha frainteso (eufemismo) la sentenza del Tar. Per capire chi ha ragione, bisognerà attendere la nuova richiesta di accesso agli atti del Movimento e la risposta di Palazzo Vecchio.Se la versione dei grillini si dovesse rivelare quella giusta, dopo le inchieste giornalistiche e l’archiviazione da parte della Corte dei Conti, le note spese di ‘Renzi-sindaco’ potrebbero finalmente esser note. A novembre scorso, si ricorderà, fu proprio Il Fatto Quotidiano a raccogliere le dichiarazioni del ristoratore fiorentino Lino Amantini, che aveva raccontato delle frequenti visite dell’allora primo cittadino nel suo ristorante e dei conti pagati dal Comune. Dopo quelle accuse, la Corte dei Conti aveva aperto un fascicolo, poi archiviato per mancanza di elementi necessari. “Si è chiusa una campagna diffamatoria vergognosa” disse all’epoca il successore di Renzi, Dario Nardella. “Ora non ci sono più veti, voglio vedere gli scontrini” rispose il consigliere comunale di Sel Tommaso Grassi.Che, a differenza di quanto fatto dai colleghi del M5s, ha fatto ricorso al Tar anche contro la risposta data dal direttore generale del Comune il 24 dicembre 2015. Quella, per intenderci, da cui è nata la sentenza emessa dal Tar il 30 marzo 2016. Un particolare dal peso specifico non secondario. Per due motivi. Primo: Grassi ha chiesto al Tar di obbligare Palazzo Vecchio a fornire tutte le note spese di Renzi, sottolineando che il Comune non può giudicare circa la discrezionalità della richiesta atti. Secondo: l’esponente di Sel si è offerto di andare personalmente a Palazzo Vecchio per fare le fotocopie dei documenti richiesti, in modo da non gravare troppo sugli uffici comunali. Anche la cronologia di ricorsi e sentenze non è casuale. L’esposto del M5s è datato 24 febbraio, il Tar ha deciso il 30 marzo. Un mese di tempo. Considerando che la seconda udienza per il ricorso di Grassi (la prima è stata rinviata il 9 febbraio) è fissata per il 20 aprile, entro maggio si riuscirà a capire se la sentenza in questione farà giurisprudenza o meno. E soprattutto se, come sostiene M5s, la strada per conoscere le spese di Matteo Renzi sindaco è segnata.


FONTE: IL FATTOQUOTIDIANO 

***ULTIM'ORA*** CLAMOROSO LA MINISTRA SI DIMETTE E SI INFURIA CONTRO RENZI

La ministra Federica Guidi si è dimessa.  "Caro Matteo sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le mie dimissioni da incarico di ministro. Sono stati due anni di splendido lavoro insieme. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese". E' quanto scrive la Guidi nella lettera inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi con la quale si dimette dal governo.

"E poi dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato, se è d'accordo anche 'Mariaelena', quell'emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte": così la ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi disse al telefono al compagno, Gianluca Gemelli, a proposito dell'emendamento che il governo stava per inserire nella Legge di Stabilità relativo ai lavori per il centro oli della Total in contrada 'Tempa rossa', a Corleto Perticara (Potenza), nei quali Gemelli stesso aveva interesse essendo alla guida di due società del settore petrolifero. L'intercettazione è agli atti dell'inchiesta della magistratura di Potenza sullo smaltimento dei rifiuti legati alle estrazioni petrolifere.

Guidi, che non è indagata nell'inchiesta, alla domanda del compagno - per il quale il gip di Potenza ha rifiutato l'arresto - "se la cosa riguardasse pure i propri amici della Total", clienti di Tecnimont, "quindi anche i miei amici", replicò - dopo aver fatto riferimento al benestare della ministra Maria Elena Boschi - secondo quanto annotato nell'ordinanza del giudice: "Certo, capito?. Certo, Te l'ho detto per quello". Subito dopo il colloquio con la Guidi, Gemelli telefonò al dirigente di una società petrolifera e lo informò dell'emendamento "che avrebbe sbloccato Tempa rossa: La chiamo per darle una buona notizia", disse al suo interlocutore.

Il gip del Tribunale di Potenza, Michela Tiziana Petrocelli, ha rigettato la richiesta di arresto di Gianluca Gemelli - compagno del Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi - nell'ambito dell'inchiesta (nella quale il Ministro non è indagata) che stamani ha portato ai domiciliari cinque dipendenti dell'Eni con l'accusa di traffico illecito di rifiuti al centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni.

Gemelli, alla guida di due società che lavorano nel settore petrolifero, è indagato per concorso in corruzione e per millantato credito. La prima accusa si riferisce all'affitto di alcune case a Corleto Perticara (Potenza), dove si sta realizzando il centro oli della Total, per i dipendenti delle società di Gemelli che avrebbero lavorato nella zona. La seconda accusa è relativa alla promessa di "vantaggi patrimoniali" che Gemelli si sarebbe fatto promettere per garantire, grazie al suo rapporto col Ministro, lavori nella costruzione del centro oli.

I cinque funzionari e dipendenti del centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni - dove viene trattato il petrolio estratto in Val d'Agri - sono stati posti agli arresti domiciliari dai Carabinieri per la tutela dell'ambiente perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di "attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti".
   
   I Carabinieri hanno eseguito anche un'ordinanza di divieto di dimora nei confronti di un dirigente della Regione Basilicata. I provvedimenti cautelari - emessi dal gip del Tribunale di Potenza nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia - sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta. 

   Due decreti di sequestro sono stati eseguiti dai Carabinieri stamani nel centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni, con possibili conseguenze sulla produzione di petrolio in Val d'Agri, dove si trovano giacimenti di idrocarburi di interesse nazionale. Lo si è appreso da fonti investigative e sindacali. Interpellata, Eni non commenta e spiega che i legali del gruppo stanno analizzando la situazione: quando il quadro sarà completo verranno forniti commenti. Il gruppo sottolinea di stare collaborando con la magistratura.

 

OPPOSIZIONI ALL'ATTACCO, GUIDI SI DIMETTA  - "Scandalo 'Tempa Rossa' a Potenza si dimettano i Ministri Guidi e Boschi la misura è colma si devono vergognare a andare a casa subito": affermano Michele Dell'Orco, capogruppo M5S Camera e Nunzia Catalfo capogruppo M5S Senato. "Ora si capisce il perché il Pd ed il governo tifano per l'astensione sul referendum delle trivelle che intacca gli interessi delle compagnie petrolifere - continuano Dell'Orco e Catalfo - il fidanzato della Guidi indagato dalla Procura concordava con l'amata emendamenti a favore degli impianti 'Tempa Rossa' di Total legati al deleterio provvedimento 'Sblocca Italia' e la Guidi chiedeva a sua volta l'avallo della Boschi". "Guarda caso il progetto è quello 'Tempa Rossa" contro il quale il Movimento 5 Stelle si batte da oltre due anni" continuano i capigruppo M5S. "La miglior risposta a queste indecenze oltre alle dimissioni di Guidi e Boschi è andare tutti a votare domenica 17 aprile e votare SI contro le trivellazioni marine", concludono i pentastellati. 

CLAMOROSO TRUFFA DEL GOVERNO OCCHIO AI CONTO CORRENTI

La cosa grave è che il governo con la sua maggioranza sdogana per legge quell’anatocismo che i clienti degli istituti hanno sempre continuato a subire e che solo la legge di Stabilità di fine 2013 aveva provato, senza successo, ad abolire. La verità è che la fregatura rimane, perché rimane la capitalizzazione degli interessi, pur annuale, nel momento in cuivengono addebitati su conto corrente dell’utente che non si trova in grado di saldarli subito. Per gli incapienti è un colpo gravissimo. Il M5S è stato l’unico in Parlamento a intuire la trappola e l’unico a non votare a favore.

mercoledì 30 marzo 2016

FANTASTICO: IL GRILLINO UMILIA SALVINI IN DIRETTA TV! GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE!

FANTASTICO: IL GRILLINO UMILIA SALVINI IN DIRETTA TV! GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE!

FANTASTICO: IL GRILLINO UMILIA SALVINI IN DIRETTA TV! GUARDATE...
FANTASTICO: IL GRILLINO UMILIA SALVINI IN DIRETTA TV! GUARDATE COSA È SUCCESSO E DIFFONDETE!Fonte video Danilo
Pubblicato da Notizie in Movimento su Mercoledì 30 marzo 2016

DI MAIO SMASCHERA RENZI: GUARDATE DI QUANTO AUMENTERÀ LA BOLLETTA ELETTRICA! BASTARDI! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA!

Occhio alla bolletta elettrica: aumento del 10%. Mentre il Premier va negli Stati Uniti a fare il figo con le energie rinnovabili, qui in Italia il suo Governo (ovvero sempre Renzi) sta massacrando le rinnovabili e aumentando i costi in bolletta. Oggi pomeriggio io e Gianni ci siamo incontrati nel mio ufficio tra un impegno e l'altro e abbiamo registrato questo video per darvi qualche soluzione. Per altri chiarimenti contattate Gianni Girotto - Cittadino Portavoce M5S Senato

DI MAIO SMASCHERA RENZI: GUARDATE DI QUANTO AUMENTERÀ LA BOLLE...
+++ DI MAIO SMASCHERA RENZI +++ GUARDATE DI QUANTO AUMENTERÀ LA BOLLETTA ELETTRICA! BASTARDI! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA!
Pubblicato da Notizie in Movimento su Mercoledì 30 marzo 2016

CLAMOROSO MEZZO PD VUOLE LE DIMISSIONI DEL MINISTRO BOSCHI

DAGONOTA - GROSSA CRISI NEL PD CON L'EVOLVERE DELL'INCHIESTA SU BANCA ETRURIA. PER MOLTI, IL FATTO CHE BABBO BOSCHI SIA INDAGATO PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA DOVREBBE PORTARE ALLE DIMISSIONI DELLA MINISTRA. E DOPO CHE IL LIQUIDATORE DELLA BAD BANK HA CHIESTO INDIETRO BEN 300 MILIONI AGLI EX MANAGER DELL'ISTITUTO ARETINO, È ANCORA PIÙ CHIARO CHE GLI INQUIRENTI LI RITENGONO RESPONSABILI PERSONALMENTE, E PATRIMONIALMENTE, PER IL CRAC DELLA POPOLARE.