lunedì 12 dicembre 2016

+++CLAMOROSO+++ RETROSCENA GENTILONI GUARDATE COSA STA SUCCEDENDO È BUFERA


Un breve intervento dopo le consultazioni con i partiti. Parla Paolo Gentiloni e ribadisce che Sergio Mattarella ha chiesto "tempi molto stretti" per la formazione del nuovo governo. Un'esigenza, prosegue, "evidente anche per la necessità che abbiamo nei confronti del paese. Ho cercato di conciliare quest'esigenza con la necessità di ascoltare le proposte dei partiti e dei parlamentari". Dunque il premier incaricato sottolinea che "da tutti questi incontri sono venuti elementi utili per il mio lavoro. Ho chiesto a Mattarella di essere ricevuto per riferirgli del lavoro fatto sul mandato che mi ha conferito: salirò al Quirinale alle 17.30". Dopo l'incontro, la lettura della lista dei ministri, che potrebbe dunque arrivare intorno alle 18-18.30.
Al Quirinale, Gentiloni dovrà sciogliere gli ultimi nodi. Il primo è Luca Lotti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio di Renzi e braccio destro dell'ex premier: le voci indicano che gli venga affidata la delega ai servizi segreti, fino ad oggi ricoperta da Marco Minniti, quest'ultimo dato come possibile ministro degli Interni al posto di Angelino Alfano. I boatos di palazzo dicono che Mattarella non veda di buon grado la delega a Lotti (ma non vi è chiusura su un suo incarico nel governo).
Nella girandola di nomine Lotti-Alfano-Minniti, resta vacante il ministero degli Esteri, il giallo forse più fitto: i nomi in gioco sono quelli di Piero Fassino (avvistato in mattinata nei presi del Quirinale) e Carlo Calenda. Ultimo nome che rimbalza è quello di Elisabetta Belloni, ambasciatrice e segretario generale della Farnesina, molto stimata da Gentiloni (che, appunto, si dovrebbe spendere per lei).
Altra partita complessa è quella del dicastero dell'Istruzione: pressoché sicuro l'addio di Stefania Giannini. In lizza per la poltrona ci sono Marcello Pera, sostenuto dai verdiniani, e Francesca Puglisi, senatrice e responsabile scuola Pd. I rumors però indicano tra i papabili anche Simona Malpezzi (Pd, vicina a Lorenzo Guerini) e Gaetano Manfredi, presidente della conferenza dei rettori delle università italiane.
Quindi Marianna Madia, data come possibile partente dal dicastero della Pubblica Amministrazione. L'unico nome che circola come rimpiazzo, però, è quello dello stesso Fassino dato in quota anche agli Esteri: possibile, dunque, che la Madia non venga toccata.
Altro enorme nodo è quello relativo a Maria Elena Boschi. Di sicuro abbandonerà il ministero delle Riforme, probabilmente destinato a scomparire per lasciare spazio a quello dei Rapporti per il Parlamento (in lizza per questo ci sono Roberto Giachetti e Anna Finocchiaro). Dubbi sul futuro della Boschi: su di lei lo scontro sarà tostissimo. Tre le ipotesi: sottosegretario alla presidenza del Consiglio, delega alle Pari opportunità oppure un secco ritorno a casa.
Tra gli altri ministeri destinati a cambiare guida quello del Lavoro: via Poletti che per motivi personali ha rifiutato il reincarico, dentro o Tommaso Nannicini (economista) o Teresa Bellanova (ex sindacalista Cgil). Infine l'Ambiente, dove Gian Luca Galletti è destinato a fare largo ad Ermete Realacci, che gode di un rapporto privilegiato col premier Gentiloni.
Infine le probabili conferme: Padoan all'Economia, Orlando alla Giustizia, Pinotti alla Difesa, Delrio alle Infrastrutture, Martina all'Agricolutrua, Franceschini alla Cultura ed Enrico Costa agli Affari Regionali.
Fonte : LIBERO QUOTIDIANO

1 commento:

  1. Bene! meglio di così, si muore!!!Poi alle prossime elezioni politiche vedremo chi comanderà!!

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