sabato 16 luglio 2016

LA RAGGI SUPERA ANCHE RENZI IL M5S SUPERA IN TUTTO IL PD...

Specchio, specchio delle mie brame, sono ancora io il più bello del reame delle tv? No, caro Matteo Renzi. Eri il più bello del reame tv: imperversavi solo tu in ogni tg e trasmissione. Ma per la prima volta in questo mese di maggio 2016 Pd, governo e premier se la devono vedere con un avversario alla pari e in qualche caso addirittura davanti: il Movimento 5 stelle. I dati dell’Authority delle telecomunicazioni segnalano quel che mai era avvenuto finora: il partito di cui è garante Beppe Grillo supera e non di poco il Pd nel tempo di parola (interviste e dichiarazioni), sia sul Tg1, che sul Tg2 e perfino sul Tg3. Il fascino di Matteo è stato scalzato da quello della candidata sindaco del M5s a Roma, Virginia Raggi. E così è avvenuto lì il sorpasso fra il 9 e il 22 maggio scorso. Stessa cosa a dire il vero non viene registrata su nessuno dei telegiornali Mediaset, ancora fedelissimi al Pd come primo partito, al suo premier e al suo governo: sulle tv del biscione -in un periodo particolare in cui i radicali di solito assenti ottengono l’11,49% per la morte di Marco Pannella– il Pd ottiene il 20,56% degli spazi informativi, a cui aggiunge il 9,85% dello stesso Renzi come premier, e l’8,91% ottenuto dai membri di governo. M5s è invece al 10,99%, sotto Forza Italia che raggiunge il 13,71%, ben distante comunque dal Pd.

In Rai invece il ciclone Raggi ha aperto una breccia, accompagnata naturalmente dai leader del direttorio che l’appoggiano. Nel periodo da par condicio sul Tg1 M5s ha ottenuto il 18,55% degli spazi, ben sopra il 12,26% del Pd (che poi recupera con Renzi premier e ministri). Sul Tg2 vittoria sempre grillina, ma di una incollatura: 16,18% contro 16,01%. Stessa cosa sul Tg3, ed è quasi una notizia: M5s al 16,95% contro Pd al 16,44%. In tutti questi casi sommando le presenze di Renzi e dei suoi ministri su temi istituzionali il rapporto cambia. Però è la prima volta che arriva il ribaltone nel confronto fra i partiti (il governo avrebbe comunque diritto a un terzo degli spazi come presenza istituzionale, secondo la par condicio), e la Raggi ha davvero consentito la svolta.

Il primo ad essersene accorto facendo la solita domanda allo specchio magico come nelle favole deve essere proprio lo stesso premier. Che non si fida più dei controlli della Autorità di garanzia. Vuole vedere lui direttamente. Così il 25 maggio scorso la presidenza del Consiglio dei ministri ha assegnato dopo regolare gara alla Cedat 85 srl un proprio personale “servizio di monitoraggio televisivo”, per capire chi gli ha davvero tolto lo scettro di re delle tv pubbliche e private. Il controllo durerà un anno e sarà pagato 13,934 euro al netto dell’Iva. Naturalmente dai contribuenti italiani…

Fonte: 
http://www.liberoquotidiano.it/news/505/11914303/Matteo-non-e-il-piu-bello.html

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