martedì 24 maggio 2016

RENZI HA REGALATO 632 MILIONI

I Paesi del G7, primi fra tutti Germania e Giappone, continuano a elargire lauti sussidi pubblici al carbone. Un flusso di denaro dei contribuenti che vivono negli Stati più potenti del mondo, dunque, finanzia centrali termoelettriche in patria ed estrazioni nei Paesi esteri.
Una palese contraddizione con gli impegni presi durante la COP 21 di Parigi, almeno secondo il nuovo rapporto pubblicato da Natural Resources Defense Council (NRDC), WWF e Oil Change International (OCI). Il lavoro delle tre ONG arriva in anticipo sul prossimo vertice del G7, previsto in Giappone il 26 e 27 maggio.
Anche l’Italia, si legge nella nota del WWF, nel 2015 «ha incredibilmente aumentato i propri crediti alle esportazioni per il carbone, garantendo un prestito per la centrale a carbone di Punta Catalina nella Repubblica Domenicana. Risale proprio alla seconda metà dell’anno scorso la garanzia per il finanziamento, pari a 632 milioni di dollari, da parte dell’agenzia italiana di credito alle esportazioni SACE». In un intervento alla Camera dei Deputati, il 22 giugno dello scorso anno, il premier Renzi ha detto che «oggi il nemico dell’ambiente è il carbone». Una dichiarazione che fece scalpore più per quello che evitava di sottolineare, cioè che gas e petrolio non sarebbero stati penalizzati dal governo. Oggi scopriamo che nemmeno il carbone ha ricevuto un taglio dei sussidi pubblici, anzi. Il governo Renzi ha accresciuto la quota di denaro regalata al peggiore dei combustibili fossili.Tra le nazioni del G7, secondo il report, il Giappone si classifica come la peggiore, «con finanziamenti superiori ai 22 miliardi di dollari per impianti all’estero nel periodo 2007-2015, e con l’annunciata intenzione di investire altri 10 miliardi di dollari in progetti futuri». La Germania, seconda in classifica, ha regalato 9 miliardi di dollari nello stesso periodo, mentre gli Stati Uniti sono terzi con circa 5 miliardi. Fuori dal podio la Francia, con un ammontare pari a 2,5 miliardi di dollari, l’Italia con 2, il Regno Unito con 1 miliardo e il Canada con meno di 1 miliardo.
«Le emissioni delle centrali elettriche a carbone finanziate dai Paesi del G7 dal 2007 al 2015 raggiungono un totale di 101 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, provocando danni all’atmosfera, al clima del pianeta e alla salute della popolazione mondiale», scrive il WWF.
Tra finanziamenti diretti, garanzie, assistenza tecnica e aiuti a progetti correlati, i 7 potenti della Terra hanno dilapidato nel carbone 42 miliardi di dollari complessivamente. E questo ammontare riguarda solo i canali di finanziamento tracciabili, perché molti sussidi passano attraverso strumenti di finanza complessi e occulti, difficili da individuare.
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