Berlusconi peraltro nel suo discorso a Porzûs ha riproposto la solita ricostruzione della necessità della sua permanenza sulla scena politica come fondamentale per la salvezza della democrazia in Italia: “Sta succedendo qualcosa che è davvero pericoloso – ha spiegato – Ho fatto bene a tornare in campo per difendere il mio Paese di fronte a un gran pericolo che avanza”. Il leader di Forza Italia ha ricordato che “a 12 anni ero in campo per la libertà, nel ’94 il primo colpo di Stato apri un’autostrada alla sinistra per andare al governo, e mi sentii in dovere di non lasciare che questo accadesse. Capii che l’unico modo era fondare nuovo partito. Adesso ho un’età giovanile vero? Si dovrebbero fare altre cose, mandare messaggi a figli e nipoti, invece è successo qualcosa di nuovo. Approfittando della situazione di povertà in cui si trovano moltissimi italiani che non sono soddisfatti della loro posizione e guardano alla casta come alla colpa della loro situazione, quelli delmovimento di Grillo, l’ho constatato in Molise, dicevano che gli avrebbero dato 800 euro a ciascuno e gli hanno creduto. Cerco di invitare chi mi ascolta a riflettere prima di andare a votare, per votare il partito della libertà“.
L’ex Cavaliere ne ha approfittato per le consuete disamine sulla Storia. “Il 25 aprile era diventato la festa di una parte, non di tutti gli italiani – dice – Di Porzûs, come delle foibe, come delle stragi nel triangolo rosso dopo la Liberazione, non era consentito parlare. Chi osava farlo, era bollato come nostalgico del fascismo. E invece proprio la complessità, la drammaticità, le contraddizioni della Resistenza ne fanno non un mito retorico ma una pagina di storia vera”. L’ex presidente del Consiglio ribadisce che il 25 si celebra la libertà che però “vinse di nuovo con le elezioni del 18 aprile 1948, una scelta decisiva della quale abbiamo commemorato da poco il 70esimo anniversario (il riferimento è alla vittoria della Dc sul Fronte Popolare, ndr). E’ grazie a quelle due vittorie che oggi siamo un Paese libero: un Paese che noi stessi spesso critichiamo, perché sappiamo che tante sono le cose che non funzionano, ma un paese meraviglioso che ci ha regalato settant’anni di libertà”.