lunedì 24 aprile 2017

ECCO DI MAIO A PORTA A PORTA! ADESSO SIAMO PRONTI A GOVERNARE! VESPA ZIT...




ECCO DI MAIO A PORTA A PORTA! ADESSO SIAMO PRONTI A GOVERNARE! VESPA ZITTITO... GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!


ULTIM'ORA CLAMOROSA: CASE SVENDUTE AI GIOCATORI DEL MILAN! IL M5S HA SCOPERTO LA TRUFFA DELLE ONLUS FINANZIATE CON SOLDI PUBBLICI! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA!

Le case di Fondazione Opera svendute ai giocatori del Milan
di Silvaca Carcano, portavoce M5S Lombardia
Come riporta l’inchiesta pubblicata dall’Espresso "La Fondazione Opera Pia Castiglioni Onlus di Milano è un ente di assistenza e beneficenza. Per statuto è chiamata ad assistere persone bisognose, soprattutto anziani in difficoltà. Resta invece ignoto il motivo che ha spinto questa fondazione, che riceve finanziamenti anche da Regione Lombardia, a vendere il proprio patrimonio immobiliare ad alcuni campioni del Milan come Ignazio Abate, Zlatan Ibrahimovic e Marek Jankulovski."
Ho approfondito il caso al Pirellone dopo le segnalazioni di Enrico De Alessandri (cittadino iscritto al Movimento ed ex dirigente in Regione negli anni di Formigoni, detto “il terribile”, che ha presentato l’esposto da cui è nata l’inchiesta) e la Regione Lombardia ha finanziato la Fondazione per oltre un milione di euro all’anno, e quasi tutti a fondo perduto! Ho incontrato innumerevoli difficoltà nella mia richiesta di accesso agli atti per ottenere copia di questi finanziamenti, decine e decine di telefonate e mesi di attesa quando la richiesta di un consigliere regionale dovrebbe essere soddisfatta in 15 giorni. Alla luce dei fatti emersi nell’inchiesta, le mie richieste devono aver suscitato parecchio imbarazzo in Regione. Abbiamo scoperto che la Fondazione ruota intorno al regno di Mario Mantavoni, l’ex assessore alla sanità arrestato a ottobre per corruzione e turbativa d’asta. Infatti il presidente della Fondazione Opera Pia Michele Franceschina, è anche il direttore generale della Fondazione Mantovani Onlus. Il quadro appare chiaro: Franceschina è un fedelissimo di Mantovani, Mantovani, che dal 1993 per diversi anni ha ricoperto il ruolo di presidente della Fondazione Opera Pia, è fedelissimo di Berlusconi, che è il patron del Milan. Ci troviamo di fronte a un “sistema” che gestisce in modo poco trasparente i finanziamenti pubblici. Non solo i soldi dei cittadini non si sa come vengano usati, ma l’ingente patrimonio immobiliare della Fondazione, che poteva generare altre risorse reinvestire nelle attività caritatevoli, è stato svenduto: case che secondo perizia andavano vendute a 10 mila euro al metro quadro sono state vendute a 2 mila euro al metro quadro! E’ finita l’epoca in cui i soldi pubblici vengono usati per alimentare l’impero del Berlusconi di turno. Aspettiamo l’esito dell’inchiesta della magistratura per chiedere che Regione Lombardia, dunque i cittadini lombardi, vengano risarciti di tutti quei soldi che invece di essere utilizzati per aiutare gli ultimi sono finiti nelle tasche di qualcuno.


+ + + STREPITOSO + + + PUBBLICO IN DELIREO IN DIRETTA PER ALESSANDRO DI BATTISTA GUARDATE COSA E' SUCCESSO!!!

Lotti ha appena detto: “colpiscono me per colpire le riforme renziane”.
Vorrei ricordare a questo ennesimo arrogantello del “crisantemo magico” che le riforme renziane sono morte da sole:
1. La riforma della pubblica amministrazione è stata bocciata dalla Corte Costituzionale
2. Il decreto sulle banche popolari è stato bocciato dal Consiglio di Stato
3. La riforma costituzionale è stata bocciata dal Popolo italiano
4. L'Italicum (“la migliore legge elettorale del mondo” a detta dei renziani) è stata bocciata sempre dalla Corte Costituzionale
5. La legge finanziaria è stata in parte bocciata dall'Unione europea (che oggi ci chiede indietro qualche miliardino che Renzi si è giocato come bonus per provare a vincere il referendum)
Per concludere il sistema dei voucher (per paura del referendum e di un'ennesima sconfitta) verrà cancellato presto da un decreto del Governo.
Il Ministro Lotti al posto di dire scemenze spieghi alla pubblica opinione perché non ha ancora querelato per calunnia Marroni e Vannoni i due renziani che lo accusano di aver sabotato l'inchiesta Consip. Questo è il punto politico e chi non lo vede è in malafede!



Cuperlo contro De Luca: Raggi non è una bambolina, merita rispetto da signora...



Direzione nazionale di fuoco per il Partito Democratico, dopo le sconfitte cocenti delle ultime elezioni amministrative. Ad agitare le acque, nonostante la pacatezza che lo contraddistingue, è stato l’esponente della minoranza dem Gianni Cuperlo, che ha risposto a Matteo Renzi sugli attacchi al Movimento Cinque Stelle: «Hai detto a Grillo: ‘Esci dal blog’. A Roma e Torino a modo suo l’ha fatto. Ora esci tu dal talent di un’Italia patinata».

Netta anche la difesa di Virginia Raggi che era stata definita pochi minuti prima dal governatore della Campania Vincenzo De Luca una “bambolina imbambolata“: «Virginia Raggi non è una bambolina, è il sindaco di Roma. E merita rispetto, come avversario, come sindaco e come donna”.



Nato, Trump a Gentiloni: “Gli ho detto che l’Italia deve dare più soldi. E lui pagherà”!0L

Il presidente Usa in un'intervista Ap ha rivelato parte di un suo colloquio privato con il premier italiano, in cui avrebbe chiesto un aumento del contributo finanziario del nostro Paese all'interno dell'Organizzazione del Nord Atlantico.


“Stavamo scherzando e io gli ho detto: ‘Devi pagare, devi pagare’. E lui pagherà“. Secondo Donald Trump l’Italia aumenterà i suoi contributi al bilancio della Nato: la rivelazione arriva da un’intervista rilasciata all’Ap, nella quale il presidente degli Usa ha svelato, tra il serio e il faceto, il contenuto di una sua conversazione privata con Paolo Gentiloni. Trump stava rispondendo a una domanda su come ha cambiato l’ufficio di presidenza. E in particolare stava parlando del suo rapporto con i leader stranieri: “Ho sviluppato ottimi rapporti, anche se nessuno lo ha scritto”, è quanto sostenuto da Trump. Poi ha aggiunto: “Tutti pensano che non li tratto bene, perché voglio che paghino di più nella Nato. Ma i rapporti sono ottimi, e loro pagheranno”.
Infine la battuta sul “primo ministro italiano”, che in barba a ogni protocollo rivela il contenuto di un colloquio privato tra due leader internazionali. Incalzato dall’intervistatore di Ap, Trump ha spiegato: “Gentiloni finirà con il pagare. Sai, finora nessuno glielo aveva chiesto. La mia è una presidenza diversa”. L’intervista è stata rilasciata venerdì scorso, un giorno dopo l’incontro tra Gentiloni e il presidente Usa alla Casa Bianca. Un incontro in cui di contro il premier italiano aveva chiesto un “impegno politico e di collaborazione con il nostro Paese” in Libia, con l’obiettivo di “allargare le basi di consenso del governo di Tripoli” e del primo ministro Fayez al Sarraj. Ma la risposta di Trump era stata: “Non vedo un ruolo degli Stati Uniti in Libia, credo che gli Stati Uniti abbiano già abbastanza ruoli”.
Intervistato da Fox News dopo il colloquio alla Casa Bianca, Gentiloni aveva invece definito “legittime” le richieste di Trump in merito all’aumento del contributo finanziario alla Nato. E aveva spiegato che l’Italia progressivamente porterà al 2% del Pil, come previsto dalla Nato, le spese per la difesa: “L’impegno è stato preso”. Questo tema è stato d’altronde uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del presidente Usa: gli Stati Uniti destinano a spese per la Difesa (Nato inclusa) più del 4% del loro Pil, mentre i Paesi europei, salvo qualche eccezione, sono fermi all’1,5%. In realtà però, secondo i dati pubblicati dall’Istituto di ricerca sulla pace internazionale di Stoccolma (Sipri), già lo scorso anno c’è stata un’inversione di tendenza. Le spese per la difesa sono aumentate dell’1,7% negli Stati Uniti e ben del 2,6% in Europa occidentale. L’Italia è proprio il paese in cui è stato registrato l’aumento più notevole, con un +11% fra il 2015 e il 2016.
FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/24/nato-donald-trump-a-gentiloni-gli-ho-detto-che-litalia-deve-dare-piu-soldi-e-lui-paghera/3541691/

+ + + ULTIM'ORA CLAMOROSA + + + Matteo Renzi umiliato in diretta: la coltellata sulle primarie Pd

Un cartonato. Le Iene hanno scelto il modo più diretto per umiliare Matteo Renzi. Il programma di Italia1 ha mandato in onda un'intervista doppia dedicata alle Primarie del Pd. Da una parte Michele Emiliano, dall'altra Andrea Orlando. E in mezzo lui, Renzi, il candidato stra-favorito. Versione cartonato, appunto, perché l'ex premier ha declinato l'invito al confronto e così gli autori, anziché rinunciare al servizio, hanno preferito far parlare gli sfidanti, con la foto di Renzi a far da palo.
"Nonostante il segretario uscente Matteo Renzi avesse dichiarato al microfono di Filippo Roma che avrebbe accettato volentieri l'invito all'intervista tripla delle Iene - spiega una nota di Mediaset -, quando l'inviato ha contattato il suo ufficio stampa, quest'ultimo non ha più dato la disponibilità dell'ex premier". La sagoma di cartone di Renzi dà spazio alle accuse di Emiliano e Orlando: "Mah, io credo che scappare sia sempre un errore", attacca il governatore pugliese. "Fa male a non confrontarsi", aggiunge Orlando. E a una settimana dal voto, ci pensa anche Fabio Fazio a tirare una coltellata a Renzi, ospitando a Che tempo che fa su Raitre proprio Orlando. Demolito in tv, mollato dagli amici. Forse è per questo che Matteo ha preferito consolarsi sul divano guardando Macron.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12365681/matteo-renzi-cartonato-le-iene-fazio-intervista-orlando-coltellata-pd-primarie-umiliazione-.html

domenica 23 aprile 2017

PIERACCIONI SCATENATO:LETTERA A RENZI CHE COINVOLGE LA BOSCHI E BENIGNI! GUARDATE E DIFFONDETE!

Un affondo mascherato da satira. Un bel "siluro" dedicato da Leonardo Pieraccioni a Matteo Renzi, Roberto Benigni e Maria Elena Boschi. Il comico toscano, dopo il risultato dei ballottaggi, spara a briglia sciolta sul suo account Facebook, dove scrive: "Il marito della Raggi gni scrive una lettera pubblica? E allora io la scrivo attè amato Renzino! Non li ascoltare questi gufacci che se te voi ti ripigli Roma, Torino, la pajata ei pernigotti! Certo hai fatto solo l'errore di far telefonare casa pe' casa alla Boschi pe' suggerire 'votaRobertoVotaRoberto' quella cià la vocina della bambina di The Ring, si son presi paura! Ma a te Renzino, errore a parte, non ti manca nulla! Loro ci hanno Grillo e te fai un duo di cabarè con Maria Elena: 'la bimba e i' bomba', tu sbanchi!".
Parole di fuoco, quelle riservate al premier e al ministro delle riforme. Ma non è tutto. Perché Pieraccioni poi guarda anche al prossimo futuro, al referendum sulla riforma costituzionale, e picchia ancor più duro contro Roberto Benigni, il guru della sinistra che sul voto di ottobre ha cambiato idea nel giro di pochi giorni: "Referendum - riprende Pieraccioni -! Facciamo prima un tour insieme come i pu! Io, te, la Boschi, Benigni! L'ho chiamato: 'Roberto ci vieni a fare i tur co' ragazzi?' Mà risposto: "No... si... no... si...". A Benigni e a Renzi fischieranno le orecchie.