lunedì 24 luglio 2017

CLAMOROSO EMILIO SVELA TUTTO! ECCO CHE SUCCEDE AD AVERE FEDE! IL ‘’FIDO’’ EMILIO TRADISCE BERLUSCONI: “LA SUA VERA STORIA? MAFIA, MAFIA, MAFIA, SOLDI, MAFIA. DELL’UTRI LO SA E CI MANGIA SOPRA”

Quando Marcello Dell’Utri veniva a Palermo doveva ricordarsi della famiglia di Vittorio Mangano, doveva ricordarsi di “sostenerla”. In che modo e perché dovesse sostenerla è un mistero. Ma per evitare che se ne dimenticasse, Silvio Berlusconi in persona, almeno in un’occasione, si è adoperato per rammentarglielo. A raccontarlo ai pubblici ministeri di Palermo non è un mafioso pentito, e non è nemmeno un collaboratore di giustizia. L’inedito episodio arriva invece dalla viva voce di un uomo che per oltre vent’anni è stato al fianco dell’ex premier: Emilio Fede.

L’ex direttore del Tg4 ha raccontato ai pm di un incontro tra Berlusconi e lo stesso Dell’Utri, appena arrivato a Milano dopo un soggiorno a Palermo. Ad Arcore, Fede si sta intrattenendo con l’ex premier, quando ecco che arriva Dell’Utri. “Mi alzai per allontanarmi” dice Fede interrogato da Antonino Di Matteo e Roberto Tartaglia nel maggio scorso. “Lo scambio di frasi è stato brevissimo” aggiunge. E poi spiega che Berlusconi, ancor prima di salutare l’ex senatore oggi detenuto, esordisce immediatamente con: “Hai novità? Mi raccomando ricordiamoci della sua famiglia, ricordiamoci di sostenerla”.

La famiglia da sostenere è quella di Vittorio Mangano, il boss di Porta Nuova, l’ex stalliere di Villa San Martino, l’uomo assunto dall’amico Marcello nel 1974 per garantire la protezione della famiglia Berlusconi. Ma sostenerla come? E perché? “Chiedono riferimenti su di te” dice Marcello all’amico Silvio, sotto gli occhi di Fede. Per i magistrati i riferimento è agli interrogatori in quel momento in corso, durante i quali a Mangano, che era detenuto, veniva chiesto appunto dei rapporti con l’ex presidente di Publitalia e con Berlusconi.


L’ex direttore del Tg4 non ha saputo collocare con certezza l’evento nel tempo: per Fede il rapido scambio di battute tra Dell’Utri e Berlusconi sarebbe di poco antecedente alla discesa in campo dell’ex cavaliere, nel 1994. Mangano però all’epoca era libero: finirà dentro soltanto dopo, ed è per questo che per i magistrati l’episodio è verosimilmente collocabile tra il 1995 e il 1996.

Dalle parti di Arcore quello è un periodo difficile : la Lega ha da poco fatto cadere il primo governo Berlusconi, Dell’Utri è finito indagato dalla procura di Palermo per concorso esterno a Cosa Nostra, mentre Mangano viene arrestato e sbattuto nel supercarcere di Pianosa in regime di 41 bis. È lì che i pm lo interrogano, che gli “chiedono riferimenti” su Berlusconi, sul periodo passato ad Arcore. La bocca del boss di Porta Nuova, però, resta cucita. Ed è per questo che anni dopo Marcello e Silvio lo eleggeranno al rango di loro “eroe” personale.

Perché se avesse parlato, Mangano di cose da raccontare ne avrebbe avute parecchie. Ricordi in bianco e nero, degli anni ’70, quando si trasferisce con la famiglia ad Arcore, dove ogni mattina accompagna a scuola i piccoli Marina e Piersilvio, che poi ogni pomeriggio giocano con sua figlia Cinzia, oggi detenuta a sua volta per mafia.

Ma non solo. Perché il fil rouge che unisce l’ex cavaliere al boss di Porta Nuova non si ferma agli anni ’70. Continua anche dopo. Continua per esempio il 26 settembre del 1993, quando Giovanni Brusca legge sull’Espresso che Dell’Utri sta creando un nuovo partito: il settimanale racconta anche del vecchio lavoro da fattore di Arcore di Mangano. Una storia che Brusca non conosce. Ma che fa comodo a Cosa Nostra, in quel momento precipitata in una situazione di grave difficoltà: Riina è in carcere, la trattativa a suon di bombe con lo Stato non ha portato i risultati sperati, mentre le condizioni carcerarie per i boss detenuti sono sempre più difficili. È così che Mangano torna a Milano nel novembre del 1993 e prende un appuntamento con Dell’Utri, come risulta dalle stesse agende dell’ex senatore.

Secondo Brusca a fare da cerniera tra Dell’Utri e Mangano sono le cooperative che gestiscono la pulizia degli uffici Fininvest: sono gestite da Antonino Currò e Natale Sartori, due messinesi amici di vecchia data del boss di Porta Nuova, che tra i loro dipendenti hanno assunto anche due delle tre figlie di Mangano. È un legame forte quello tra Sartori e Mangano: quando il boss di Porta Nuova viene arrestato, l’imprenditore messinese si precipita a Palermo.

E dall’altra parte la conoscenza tra Sartori e Dell’Utri risale agli anni ’80. Sartori e Currò verranno poi processati e assolti per mafia. “Sono arrivate le arance” sarebbe, secondo Brusca, il messaggio in codice per comunicare ai piani alti di Fininvest che Mangano era a Milano, negli stessi mesi in cui secondo la procura di Palermo viene siglato il nuovo Patto Stato-mafia.

Passa un anno e Dell’Utri finisce indagato per mafia, mentre Mangano viene arrestato: è da quel momento, che Berlusconi chiede all’amico Marcello di ricordarsi della famiglia Mangano. Di sostenerla. Come e perché non è dato sapere. Rimane solo un frammento di conversazione, ascoltato da Fede e messo a verbale vent’anni dopo, quando ai pm che indagano sulla trattativa Stato-mafia arriva la registrazione di una conversazione dalla procura di Monza. Un file realizzato con il telefonino da Gaetano Ferri, personal trainer di Fede, che nel luglio del 2012 registra una conversazione con l’ex direttore del Tg4, all’insaputa di quest’ultimo.

Nella registrazione si sente Fede che spiega alcuni passaggi dei collegamenti tra Arcore, Dell’Utri e Cosa Nostra. “C’è stato un momento in cui c’era timore e loro avevano messo Mangano attraverso Marcello” spiega Fede al suo interlocutore.

Che ribatte: “Però era tutto Dell’Utri che faceva girare”. “Si, si era tutto Dell’Utri, era Dell’Utri che investiva” risponde Fede. Poi il giornalista si pone una domanda retorica con risposta annessa: “Chi può parlare? Solo Dell’Utri. E devo dire che in questo Mangano è stato un eroe: è morto per non parlare”. Quindi il giornalista fornisce al suo personal trainer la sua estrema sintesi di quarant’anni di potere economico e politico: “La vera storia della vicenda Berlusconi? Mafia, mafia, mafia, soldi, mafia”.



ULTIM'ORA: STIAMO UNITI PER FAVORE! MESSAGGIO DA BEPPE GRILLO PER TUTTI! GUARDATE E CONDIVIDETE SE SIETE D'ACCORDO!

La paura è qualcosa che non lascia spazio a commenti. Lo scopo biologico, la funzione della paura, è di fermarti e per lo più funziona. Non ci sono santi questa è la paura però ci sono le persone: tanto è perfetta la paura quanto è miracolosa la soluzione. Noi non abbiamo geni migliori per gestirla. Non abbiamo geni a 5 stelle o cazzate del genere, e la paura ci accomuna tutti in qualunque luogo e situazione, ci accomuna meglio di una preghiera oppure della fame. Essere in tanti vicini a chi sta sotto minaccia la farà scomparire, meglio del più perfetto dei balsami miracolosi.
Le minacce che riceviamo e la paura che evocano, hanno tre conseguenze logiche:
1) significa che siamo sulla strada giusta, questo è certo quanto ovvio
2) significa che siamo umanamente normali, se abbiamo timori per noi ed i nostri cari
3) vuol dire che è arrivato il momento di scoprire se stiamo qui per effetto della curiosità elettorale del "stiamo a vedere come va a finire" oppure di un vero desiderio di cambiamento.
Non possiamo scroccare la solidarietà, soltanto riceverla, non è una delle tante frasi fatte della vita la solidarietà: se ci sarete vicini senza aspettare il giorno delle lacrime di coccodrillo vorrà dire che le minacce continue noi nostri confronti sono solo una freccia che indica la direzione da percorrere per liberare il Paese da queste mostruose sanguisughe.
Senza i cittadini le minacce, le malversazioni di opinionisti da mezzo soldo e le isterie dei giornalisti ci potranno condizionare? Non lo so, preferirei non doverlo scoprire.
Con i cittadini al nostro fianco diventeranno semplicemente la parte brutta, la più odiosa, di un sogno che si sta concretizzando.
Non abbiamo bisogno di scudi umani, ma di umanità. Siamo davvero così votati e, al contempo abbandonati? Non credo proprio, non posso e non voglio crederci! Se volete il cambiamento, se votate il movimento, stiamo uniti.
Fonte: beppegrillo.it


BOLDRINI SHOCK: "GLI ITALIANI SONO IGNORANTI PERCHÉ CONSIDERANO I MIGRANTI COME UN PESO! MA STA SCHERZANDO SEI IGNORANTE DIFFONDETE OVUNQUE!



#BOLDRINI-SHOCK: "GLI ITALIANI SONO IGNORANTI PERCHÉ CONSIDERANO I #MIGRANTI COME UN PESO"
Sempre la solita pantomima buonista. Se non la pensi come vogliono loro, sei ignorante ed è colpa tua che non capisci che gli immigrati sono una risorsa..
Ma dove vive questa qui?!
RICOVERATELA !!!





PARAGONE UMILIA MARIA ELENA BOSCHI CI RACCONTA SOLO BALLE! GUARDATE COSA E' SUCCESSO E DIFFONDIAMO OVUNQUE!

L' altra sera l' ex ministro Maria Elena Boschi, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha parlato a Milano alla festa del Pd e, come fosse in una seduta psicanalitica, è tornata sul tema della sconfitta referendaria. Ammetto che mi fa un po' di tenerezza: non è agevole superare certe botte.
Il guaio è che fingendo una specie di mea culpa la figlia di mister Etruria ha scaricato sulla gente il non aver capito i miracoli di certe azioni. Soprattutto i giovani.
La Boschi infatti è ancora convinta che il Jobs Act sia una riforma vincente, un incubatore di posti di lavoro: non siamo stati bravi - è stato in soldoni il predicozzo della dirigente Pd - a spiegare politicamente quello che stavamo facendo come governo. Aggiungendo che loro invece si sarebbe incistati nel discutere nel merito la riforma.
Ovviamente non sono vere entrambe le tesi. Il confronto nel merito è stato discusso e ridiscusso tanto da vedere impegnati autorevoli costituzionalisti, i quali alla prova dei fatti sono stati più convincenti degli slogan prodotti da Renzi e dal suo spin doctor arrivato dagli States, Jim Messina. (Roba che il partito dovrebbe chiedere i danni o a Renzi per la scelta o allo spin doctor per la manifesta incapacità di arrivare a un risultato positivo.)
Quanto alle altre riforme che avrebbero dovuto essere portate alla discussione politica, su tutte quella del lavoro, vorrei informare la Boschi che forse soltanto nelle trasmissioni dove andava lei non se n' è parlato perché altrove è stato un tema politico accessorio alla questione; non fosse altro perché il lavoro è un tema costituzionale oltre che un diritto previsto dalla stessa. Devo dedurre, sicuramente sbagliando, che la Boschi ha preferito trasmissioni ben apparecchiate dove si bypassassero alcune questioni.
Ecco, suggerisco a lady Maria Elena di provare a frequentare qualche salotto in meno e di farsi la pellaccia politica dove l' anestesia del confronto non si pratica. In quei luoghi scoprirebbe che il Jobs Act non produce lavoro, che la flessibilità introdotta è stata una costosa scorciatoia fiscale priva di robustezza strutturale, che il contratto a tutele crescenti è una specie di tessera fedeltà che umilia i lavoratori. E infine che i giovani sono stati i più penalizzati, tanto da spaccarli in precari, in invisibili, in neet e in emigranti. E chiudo ricordando alla stessa sottosegretaria che il ministro del suo governo si chiamava Giuliano Poletti. Esattamente come quello che, con Gentiloni, si "occupa" della materia.
Non ci voleva molto a mappare l' Italia del 4 dicembre.
Quell' Italia ancora oggi è convinta delle ragioni di quel No.
Ma la politica considera i No un fastidio, una incomprensibile chiusura a ciò che fanno i manovratori.
Quei No, che sono tanti e tutti ad alta densità politica, un giorno torneranno e occuperanno la stessa piazza, prima di andare a votare per spazzare via questo governo e questa classe dirigente.
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13205854/paragone-sculaccia-maria-elena-boschi---quante-balle-che-dici--.html


ULTIM'ORA SONDAGGIO PAZZESCO RENZI SPROFONDA E IL M5S E' IL PRIMO PARTITO D'ITALIA!

Che per Matteo Renzi e il Pd sia un momento difficile è cosa nota. Ma nessuno poteva immaginarsi la "tragedia politica" certificata dall'ultimo sondaggio di Ipr Marketing, riportato da Il Fatto Quotidiano. Le cifre sono pazzesche: il Pd, nelle intenzioni di voto, sprofonda al 24 per cento. Primo partito, dunque, il M5s, tra il 28 e il 29%, ma lontano dalle vette di inizio anno. A "soffiare" voti al Pd, nel dettaglio, è l'arcipelago rosso costituito da Giuliano Pisapia e dalla "cosina rossa" di Bersani-D'Alema, che in tutto raggranellano circa il 9% dei consensi. Secondo Ipr Marketing, la Lega Nord sarebbe decisamente davanti a Forza Italia, rispettivamente col 14 e l'11,5 per cento.



BOMBA CLAMOROSA IL GENERALE VINCENZO SANTO NE E' CERTO POSSIAMO FERMARE LE ONG! GUARDATE COME SE SIETE D'ACCORDO DIFFONDETE OVUNQUE...

Il generale Vincenzo Santo ne è certo: gli sbarchi dei migranti si possono fermare.
Basta usare l'esercito per quello per cui è stato creato: difendere i confini. Ma è proprio vero che l'immigrazione è "un fenomeno epocale che non si puo fermare"? Non lo è. Se lo si volesse, in pochi giorni l'esercito italiano potrebbe fermare i flussi migratori.
Lo pensa il generale di Corpo d’Armata Vincenzo Santo, ex numero due della Nato in Afghanistan, già capo di Stato Maggiore della missione Isaf (International Security Assistance Force) ed ora collaboratore di uno dei più importanti siti di informazione sulla Difesa.
"Abbiamo gli strumenti - dice il generale - per controllare le coste libiche senza metterci piede. Le rotte migratorie che ci riguardano convergono su Tripoli, da una parte attraverso il Fezzan, dall’altra attraversando prima l’area sud orientale libica per poi percorrere la costa di Aidabiya. La zona da controllare è molto più ristretta di quanto non si pensi. Per prima cosa si dovrebbe attuare il blocco delle navi Ong per impedirne l’effettivo ingresso in acque libiche, per poi andare a colpire a 'domicilio' gli schiavisti con le nostre forze speciali catturandoli e trasferendoli nelle nostre prigioni. Tutto questo senza attendere la benedizione di organismi internazionali e senza timore di violare la sovranità nazionale di alcuno. La nostra viene violata ogni qualvolta una nave non italiana ci porta a domicilio quel miserevole carico umano". Tradotto: se volesse l'Italia potrebbe colpire e distruggere il traffico di migranti, ponendo fine alla grande invasione.
Il generale non nasconde che tra le fila dell'esercito ci sia insofferenza rispetto a quanto sta facendo il governo in tema di immigrazione. "I colleghi e i vecchi collaboratori con i quali sono in contatto - dice a Libero - manifestano la stessa rabbia che alimenta, penso, la maggior parte dei cittadini. Del resto, come si fa ad avere fiducia nelle istituzioni quando l’immigrato irregolare che pochi giorni fa a Milano ha accoltellato un poliziotto è stato scarcerato, anche se poi espulso? E magari tornerà. Ed è facile immaginare la frustrazione di chi sta giornalmente in strada per garantire la sicurezza dei cittadini".
Non condivide invece l'idea di creare campi per migranti in Libia: "Stiamo spendendo soldi per un governo che deve ancora dimostrare di poter controllare il territorio - dice - lo stesso dove le varie tribù che si spartiscono il potere spesso fanno il doppio gioco e comunque non si potrebbe, per ragioni anche umanitarie, affidare proprio a loro la gestione di eventuali campi. Vanno invece organizzati e pagati in Tunisia e in Egitto, forse anche in Algeria a patto, mi riferisco all’Egitto, che si ricostruisca il rapporto diplomatico dopo la rottura del caso Regeni".
E per i clandestini a cui non è stato riconosciuto il diritto d'asilo, il generale Santo pensa sia necessario aumentare le capacità delle forze dell'Ordine di arrestare, caricare sugli aerei e spedire indietro il migrante. Anche se il Paese di origine non collabora: "Occorre affidare alle forze dell’Ordine il compito di rintracciarli e metterli a disposizione delle varie autorità consolari per l’identificazione certa dei clandestini - conclude Santo - anche se sono stati ben istruiti a far sparire i documenti, con la scusa che sono stati rubati o trattenuti dagli scafisti. Così non si può provare da quale Paese provengono. Ma sono convinto che se si vuole risalire alla nazionalità dell'immigrato, ci si riesce comunque, a meno che non faccia comodo un diverso approccio".
FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/politica/cos-lesercito-pu-ostacolare-ong-e-sbarco-immigrati-1423840.html


GIANNINI ZITTISCE ALFANO E LO RIPORTA CON I PIEDI A TERRA GUARDATE E CONDIVIDETELO TUTTI...



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