venerdì 23 giugno 2017

Chi tocca Lotti muore? Alla fine Renzi e la sua corte non potranno scappare per sempre.



Chi tocca Lotti muore? 
Alla fine Renzi e la sua corte non potranno scappare per sempre.
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FOLLIA RENZI QUERELO IL FATTO E TRVAGLIO CHE CI DIFFAMA! RENZI PERDE LE STAFFE!

L'ex presidente del Consiglio a "Otto e mezzo": "E' finita la parte di quello che sta buono e zitto, ora vado dai giudici a dire quello che bisogna dire". Il direttore: "Il nostro torto è dare le notizie. Ci definisce il Falso Quotidiano? Diffama e verrà denunciato".

“Cose” come l’inchiesta di Report sulla vicenda Unità-Eni “meritano solo la firma di una querela”, il Fatto Quotidiano talvolta diventa il Falso Quotidiano, Marco Travaglio chiederà scusa in tribunale. Matteo Renzi va in tv e attacca Report e Il Fatto Quotidiano (che replica: “Ci diffama, lo denunciamo”)Otto e mezzo le domande si concentrano sui casi che coinvolgono Renzi, i suoi collaboratori, i suoi familiari. A partire dal presunto “scambio tra salvataggio e appalti in Kazakistan” raccontato dall’inchiesta del programma di Rai3. L’ex capo del governo conferma più o meno quello che aveva annunciato il suo avvocato: “Penso che Bonifazi abbia già querelato. È pura follia, l’unica risposta a questa cosa è una firma sotto una querela”. Ma poi c’è ancora la vicenda Consip. Renzi se la prende in particolare con il Fatto: “Travaglio talvolta fa ‘il Falso quotidiano’ e io dei falsi non mi interesso, deve chiedere scusa, lo farà in tribunale” da dove “è scappato” – secondo Renzi –  invece di arrivare a una “conciliazione” in cui “mio padre gli chiedeva 300mila euro”. Paolo Mieli, presente in trasmissione, ha ricordato a Renzi che Travaglio è “intellettualmente onesto” e che le principali inchieste nei confronti dei Cinquestelle sono partite proprio dal Fatto Quotidiano.

FONTE:  IL FATTO QUOTIDIANO


CELENTANO SI SCAGLIA CONTRO LE BANCHE E PARTITI, HANNO PAURA DELLA RAGGI CHE FACCIA IL MIRACOLO A ROMA!

"Tra un po´ si andrà a votare e io sono preoccupato". Esordisce così Adriano Celentano sul suo blog, con uno sfogo politico che va dall´endorsement alla sindaca di Roma, Virginia Raggi al caso di Ester Pasqualoni, l´oncologa accoltellata a morte davanti all´ospedale Val Vibrata di Sant´Omero, in provincia di Teramo, da uno stalker che da tempo la perseguitava. Il molleggiato traccia un quadro generale della politica "allo sbando". Non a caso il titolo del suo intervento sul blog è proprio ´Sbando´.

"I partiti hanno smarrito la strada - scrive Celentano - Non sanno dove prendere i voti. Le banche si fanno prestare i soldi dai piccoli risparmiatori e poi non glieli restituiscono più. Gli arrampicatori pretendono che Virginia Raggi, in quattro e quattr´otto, risollevi Roma dalle macerie prodotte dai governi precedenti. O forse, è proprio quello che temono: che sia lei, l´unica in grado di realizzare il miracolo. Fatto sta che il mondo politico è allo sbando, e forse qualche sbandamento l´ha avuto anche il capo della polizia visto che ha dichiarato che l´orribile delitto ai danni dell´oncologa rappresenta una vera e propria sconfitta per le istituzioni. La povera Ester viveva in uno stato di angoscia insostenibile, perseguitata da mesi giorno e notte, a niente sono servite le continue denunce alle forze dell´ordine sistematicamente archiviate perché ´purtroppo´ la donna era ancora ´viva´".

"Ma ora che lei non c´è più - prosegue il cantante - finalmente la polizia potrà muoversi senza alcun indugio in modo seriamente determinante. Mi domando se l´evidente sconquasso della politica non sia dovuto al fatto che i governi, una volta raggiunto il ´potere sognato´, non pensino altro che alla loro vanagloria anziché dare la priorità all´unica cosa davvero essenziale. La certezza della pena. A cosa serve la crescita, il posto assicurato se poi, finita la giornata lavorativa, esci e ti uccidono? E a cosa serve il posto di lavoro se poi gli stessi lavoratori (in tutti i settori) non eseguono con coscienza il loro lavoro? Non è l´articolo 18 che difende i lavoratori. Semmai è proprio il ´18´ a creare una vera e propria schiera di scellerati. Perché i tanto vituperati padroni dovrebbero licenziare qualcuno se questo qualcuno fa il proprio dovere con coscienza? Non è vero che l´esempio viene dall´alto. L´esempio, quello vero, in grado di correggere anche quelli in alto, viene dal basso", conclude Celentano.
Fonte: ADNKRONOS


Notizia bomba: Numerosi arresti, arriva anche la conferma. Coinvolti anche parlamentari!

E’ di 40 arresti e numerose perquisizioni il bilancio dell’operazione anti ‘ndrangheta della Polizia e della Dia che si sta svolgendo in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte e in altre Regioni del nord Italia. Le misure, fa sapere in una nota la procura del Tribunale di Reggio Calabria-Direzione Distrettuale Antimafia, colpiscono “appartenenti ed affiliati alla ‘ndrangheta delle cosche reggine Raso – Gullace – Albanese e Parrello – Gagliostro, a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società“.
E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.
Tra gli indagati il deputato Giuseppe Galati, oggi esponente di Ala. Al parlamentare Galati “viene contestata una vicenda relativa a un terreno per agevolare la composizione di alcune tematiche che riguardavano la sospensione dei lavori in un’area vincolata di Roma”, fa sapere la procura di Reggio Calabria. La stessa procura aveva avanzato una richiesta di misura cautelare ma il gip ha ritenuto che il quadro indiziario rappresentato non fosse grave, in particolare non era univoco il comportamento posto in essere né l’effettiva accettazione della promessa.
La Dda ha inoltre avanzato una richiesta di arresto per il senatore Antonio Caridi già indagato nell’inchiesta Mamma Santissima, eseguita dai carabinieri del Ros venerdì scorso. Il gip di Reggio Calabria ha tuttavia rigettato la richiesta perché ha sostenuto che l’accusa, sebbene riferibile a una cosca di ‘ndrangheta diversa, riguardasse la stessa contestazione per la quale è già stata ammessa nell’operazione Mamma Santissima. Sulla questione pende ancora la decisione della giunta per le autorizzazioni del Senato.
Nel corso delle indagini, spiega una nota della Dia, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sono stati accertati stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del “Terzo Valico”.
Sono emersi, continua la nota, contatti con politici locali, regionali e nazionali, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Provinciale Tributaria di Reggio Calabria, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio. E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in alcuni milioni di euro.
Dall’operazione ‘Alchemia’ è emersa la partecipazione “a diversi summit mafiosi da parte degli indagati” e “rituale affiliazione di figli di ‘ndraghetisti al momento del compimento della maggiore età”. Dalle indagini risulta il grande interesse degli appartenenti alle consorterie della ‘ndrangheta per “diversi settori ‘strategici’, quali il movimento terra, l’edilizia, l’import-export di prodotti alimentari, la gestione di sale giochi e di piattaforme di scommesse on line, la lavorazione dei marmi, autotrasporti, smaltimento e trasporto di rifiuti speciali, con l’individuazione di società intestate a prestanome”.
Secondo gli inquirenti sono emersi “stretti rapporti e la sussistenza di interessi economici comuni tra la cosca Raso-Gullace-Albanese e quella dei Parrello-Gagliostro” di Palmi, i cui affiliati gestiscono numerose società attive prevalentemente nel settore dei servizi di igiene ambientale con sedi in Lombardia, Emilia Romagna e Calabria, intestate a prestanome”. Dalle indagini è poi emersa una “tendenza della ‘ndrangheta ad investire i propri capitali illeciti nel settore della produzione e commercializzazione di lampade a led”.
“Inoltre – osserva la procura – sono stati documentati consistenti investimenti all’estero nel settore immobiliare mediante una serie di operazioni realizzate in Costa Azzurra, nelle Canarie ed in Brasile, attraverso il riciclaggio di capitali di provenienza illecita e la contestuale acquisizione di disponibilità finanziarie in quei Paesi in forza di rapporti instaurati con fiduciari locali”.
adnkronos

MASSIMA CONDIVISIONE RAGAZZI QUESTA E' STORIA IL M5S RINUNCIA AI VITALIZI!

I parlamentari del M5S formalizzano la loro scelta. La Rocca: "Se a giudizio, non mi candido".
PALERMO- Rinunciano alla pensione da onorevole i parlamentari dei 5stelle dell'Assemblea regionale siciliana. Ad annunciarlo è l'intero gruppo parlamentare, composto da 14 deputati. I portavoce davanti ai cronisti, convocati nella sala stampa dell'Ars, hanno firmato la "rinuncia al vitalizio" sulla gigantografia di una lettera indirizzata al Consiglio di presidenza, dove c'è scritto: "Dichiaro di rinunciare irrevocabilmente al diritto alla pensione come previsto dal superiore regolamento". Per regolamento, ogni deputato matura il diritto alla pensione a compimento di 4 anni, 6 mesi e un giorno nei cinque anni di legislatura. "Il giorno del privilegio è il 6 giugno", dice il portavoce Giancarlo Cancelleri.

Anche i deputati Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, che si sono auto-sospesi dal M5s perché indagati nell'inchiesta sulle 'firme false' della Procura di Palermo con la quale però hanno collaborato nelle indagini a differenza dei tre parlamentari nazionali coinvolti sospesi dai probiviri pentastellati, hanno firmato la rinuncia al diritto alla pensione da parlamentare che matureranno al compimento dei 65 anni di età. I due erano presenti alla conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, a fianco degli altri deputati M5s, durante la quale i grillini hanno firmato la rinuncia alla pensione. "Proprio Ciaccio - ha spiegato il portavoce Giancarlo Cancelleri - è stato tra i promotori dell'iniziativa, per noi i due colleghi rimangono nel gruppo parlamentare nonostante si siano auto-sospesi. Lavorano al nostro fianco e continuano a farlo, anche perché come presidente non ho ricevuto alcuna comunicazione da parte dello staff o dei probiviri. Per noi Caccio e La Rocca sono due figure importantissime".

"Se sarò rinviata a giudizio non mi ricandiderò alle regionali, come ho già annunciato nei giorni scorsi". Lo dice Claudia La Rocca, deputata dei 5stelle che si è auto-sospesa dopo avere ricevuto l'avviso di garanzia nell'inchiesta firme false della Procura di Palermo con la quale ha collaborato ammettendo di essere stata presente nel giorno della ricopiatura degli autografi di chi aveva firmato a sostegno della lista per le comunali del 2012.  (ANSA).


BUFERA A FIRENZE BECCATO L'AMICO DI RENZI GUARDATE COSA FACEVA! DA DIFFONDERE ASSOLUTAMENTE!

‘Truccati i bandi per le piscine comunali a Firenze’: indagati assessore allo Sport Vannucci e l’amico della famiglia Renzi




Per questo reato, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, sono indagate a Firenze otto persone, tra cui un amico della famiglia Renzi e un assessore vicino al deputato del Pd Bonifazi.
“L’amico di Tiziano e Matteo Renzi, l’assessore fiorentino allo Sport assai vicino al deputato dem Francesco Bonifazi, la renzianissima dirigente comunale e altre cinque persone. Tutte indagate, a vario titolo, per turbativa d’asta e falso nell’assegnazione della gestione di piscine comunali di Firenze. L’inchiesta, condotta dalla procura del capoluogo toscano e dalla Guardia di finanza, ha voluto far chiarezza sugli affidamenti a privati di impianti sportivi e ha coinvolto personalità assai vicine al segretario del Pd e a suo padre. Il gip Angelo Antonio Pezzuti ha parlato di “rapporto collusivo” e “intesa” tra assessore, dirigenti comunali e imprenditori a capo delle società sportive cui andavano le gare con concessioni irregolari. L’indagine, come detto, ha coinvolto personalità che a Firenze sono considerate espressione del renzismo militante: si tratta dell’assessore allo Sport Andrea Vannucci, amico personale del deputato e tesoriere del Pd Francesco Bonifazi; della dirigente dello stesso assessorato Elena Toppino, scelta dall’allora sindaco Matteo Renzi e confermata nel ruolo dall’ex assessore allo Sport (ora sindaco Dario Nardella); dell’imprenditore Franco Bonciani, amico di lunga data di Matteo e Tiziano Renzi, nonché ex segretario del Partito democratico di Rignano sull’Arno, paese d’origine dell’ex premier.
Il gip ha anche ordinato alcune interdizioni dai pubblici uffici, chieste dai pm Giuseppina Mione e Filippo Focardi: un anno per Elena Toppino e 6 mesi per il funzionario comunale Loris Corti. Un anno di interdizione dall’esercizio dell’impresa, invece, per Franco Bonciani e Cipriano Catellacci. Nessuna misura per l’assessore Vannucci e gli altri indagati, ovvero il funzionario comunale Jacopo Vicini e i membri della commissione gare Emilio Carletti e Stefano Perla. Secondo il gip, le presunte collusioni per turbare le gare pubbliche coinvolgono sia il livello politico, rappresentato dall’assessore Vannucci, sia quello amministrativo che ne dipende, con Elena Toppino dirigente capo dell’assessorato allo sport nonché presidente della commissione gara e gli altri funzionari dello stesso assessorato. Il gip inoltre ha rilevato “la posizione di favore del Comune verso Franco Bonciani e Cipriano Catellacci”, quest’ultimo presidente di Firenze Pallanuoto asd, indebitata col Comune per 338mila euro circa. Su questo debito, sul piano di rientro e su una transazione tra la società sportiva di Catellacci e il Comune, il gip descrive l’”interesse di Andrea Vannucci” a favorire Catellacci al punto che l’assessore cerca uno sponsor per la Firenze Pallanuoto, in luogo di un altro che ha dato forfait, affinché la società si metta in regola e partecipi al bando per la gestione della piscina ‘Paganelli‘.”
FONTE:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/23/firenze-truccate-i-bandi-per-le-piscine-comunali-indagati-un-assessore-comunale-e-lamico-di-tiziano-renzi/3680394/


ULTIM'ORA IL SINDACO SALA E' STATO INDAGATO NUOVI GUAI! DIFFONDETE TUTTI QUESTA ENNESIMA VERGOGNA!

La procura generale di Milano, indaga sulla fornitura degli alberi iniziamente legata all'appalto della Piastra e successivamente scorporata da quella gara.

L'inchiesta della procura generale di Milano su Expo  continua e riservare sorprese poco piacevoli per il sindaco Beppe Sala. A suo carico ora non c'è più soltanto l'accusa di falso per aver retrodatato un documento relativo al maxi appalto per la Piastra (il più importante di Expo del valore di 272 miloni). Da oggi l'ex commissario e ad di Expo è sotto inchiesta anche per turbativa d'asta. Come scrive il Corriere della Sera, la vicenda è relativa alla fornitura di alberi per l'Esposizione.

Amareggiata la reazione che il sindaco affida a una nota: "Non intendo commentare in alcun modo ogni possibile iniziativa della procura generale. Non lo farò né oggi né in futuro". Queste le prime parole del sindaco che sottolinea come "la storia purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe e che è ancora coperto dal segreto istruttorio. Provo solo - aggiunge Sala - una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l'Italia e per Milano. Troverò in ogni caso in me - conclude il sindaco - le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città".

"Tutto secondo copione. Sono almeno 20 anni che gli avvisi di conclusione delle indagini e gli atti dell'inchiesta si conoscono in edicola". Così l'avvocato Salvatore Scuto, avvocato di Sala, ha commentato la notizia. Ieri nessuno dei legali dei sette indagati ha ricevuto l'atto di chiusura dell'inchiesta da parte della procura generale guidata da Roberto Alfonso, atto pronto ormai da giorni.

L'INTERVISTA A REPUBBLICA - "Ho la coscienza a posto"

Le indagini, condotte dal sostituto procuratore generale Felice Isnadi  e coordinate dal pg Alfonso che ha  avocato l'inchiesta sottrandola alla procura, si concentrano sullo scorporo dell'appalto. 
uale era inzialmente collegato e che era stato vinto dalla società Mantovani.

Secondo l'accusa, questa operazione di scorporo avrebbe dovuto comportare una nuova formulazione della gara per permettere a chi, per diverse ragioni, non aveva potuto tentare di aggiudicarsi l'appalto complessivo, di poter entrare in corsa per quello ridotto.
Non averlo fatto avrebbe comportato, secondo l'accusa, una turbativa nella regolarità della gara.

FONTE: http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/06/23/news/expo_nuovi_guai_per_sala_ora_il_sindaco_e_indagato_anche_per_turbativa_d_astaa-168874977/